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Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma sostiene AVIS

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma oggi porta alla vostra attenzione un tema che ci sta molto a cuore: si tratta della donazione del sangue, un gesto semplice ma importante che tutti a nostro avviso dovrebbero compiere.

La principale associazione italiana che si occupa di donazione di sangue è l’AVIS (associazione italiana donatori sangue), della quale Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma è sostenitore. L’Avis  Comunale di Roma è un’Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), costituita tra coloro che volontariamente e gratuitamente donano il proprio sangue. Questa associazione è apartitica e aconfessionale, senza discriminazioni di sorta ed esclude qualsiasi fine di lucro.

La sezione romana dell’AVIS è stata fondata nel 1937 e da allora è attiva sul territorio della Capitale, proponendo iniziative e attivismo sociale che ha lo scopo di far aumentare il numero dei donatori ma anche quello di perseguire scopi sociali e culturali che vadano a vantaggio della cittadinanza.

Donare il sangue è un gesto che può salvare la vita: si tratta infatti di incrementare la disponibilità di quel patrimonio collettivo di solidarietà a cui tutti possono attingere e di cui tutti potrebbero avere bisogno. Il sangue infatti non è riproducibile in laboratorio ed è indispensabile per la vita, nei casi di servizi di primo soccorso, di malattie oncologiche o trapianti.  Noi di Via di San Giovanni in Laterano siamo orgogliosi di dire che siamo donatori Avis.

Ha proprio questo scopo l’evento in programma domenica 17 aprile a Roma, quando Avis sarà presente insieme ad altre associazioni per il rilancio e la valorizzazione della periferia di Labaro. L’obiettivo è quello di far rinascere anche nella periferia valori veri come l’altruismo e la solidarietà. Anche noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma saremo presenti per aiutare le associazioni culturali a promuovere progetti di donazione si sangue, biblioteche aperte, stand informativi delle maggiori associazioni culturali della zona.

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Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma attende la Maratona di Roma

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma è in febbrile attesa per la 22ª edizione della Acea Maratona di Roma Jubilee Edition, la 42 kilometri più bella d’Italia che si svolgerà domenica 10 aprile nel cuore della capitale e a un passo da Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma.

Quest’anno si sono iscritti oltre 16.764 runners provenienti da 115 nazioni, che correranno nel cuore della Città Eterna, in un percorso che li porterà al cospetto di oltre 500 siti di interesse architettonico, storico e archeologico. Oltre che un evento sportivo certificato IAAF Road Race Gold Label, per noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma la Maratona di Roma è una passeggiata nella storia che parte e termina in Via dei Fori Imperiali.

Tra i luoghi toccati dalla gara ci sono i siti più belli di Roma: dai luoghi di culto come la Basilica di San Pietro, la Sinagoga e la Moschea, alle piazze come Piazza Venezia, Piazza di Spagna, Piazza del Popolo e ancora Il Corso, il Lungotevere, Il Colosseo. L’Acea Maratona di Roma non è solo la grande festa dello sport, ma quella di tutta la città di Roma. Lungo il percorso ci sarà modo di essere allietati da 42 eventi in 42 chilometri.

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L’offerta artistica e musicale secondo noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma è abbastanza varia e culminerà nell’evento di punta: il tradizionale Festival Folkloristico Internazionale che si svolge all’interno del Circo Massimo. Di particolare prestigio la presenza delle Bande della Marina Militare, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Aeronautica militare, dei Vigili Urbani di Roma Capitale, la Banda di Testaccio e gli Acuna Matata.

Noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma parteciperemo a questo evento che vedrà la Capitale in festa e la partecipazione di tantissimi tra atleti, sportivi, turisti, famiglie e amanti degli eventi. La primavera è arrivata a Roma e la 22° edizione della Acea Maratona di Roma ne è l’inaugurazione.

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Via di San Giovanni in Laterano 138: Roma e turismo 2015

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma analizza i dati sul turismo in Italia nel 2015. Le due mete preferite dagli utenti del web risultano essere Roma e Milano: la Città Eterna e la città dell’Expo conquistano i turisti sia italiani che stranieri, con un tasso di  crescita che fa ben sperare.

Questa ricerca è resa nota da momondo.it, portale web che offre la comparazione di hotel e voli low cost, che ha sfruttato i dati in entrata sul portale nel periodo tra gennaio e agosto 2015 per stilare un report sulla crescita dei flussi verso l’Italia, confrontando le cifre con quelle registrate nel 2014. I risultati dello studio premiano la crescita dell’economia italiana, con numeri che anche noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma non ci saremmo spettati.

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Abbiamo analizzato i dati inerenti a Roma e Milano, le due capitali del turismo italiano: il duello finisce in un certo senso in parità. Roma da una parte, ha mantenuto la leadership italiana, con il maggior numero di ricerche sul web, Milano dall’altra ha fatto registrare lo sviluppo più accentuato tra 2014 e 2015, con una crescita del 61% . Per noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma comunque anche Roma si difende bene, con una crescita pari al 59%.

Per quanto riguarda le nazionalità dei turisti che decidono di passare una vacanza a Roma, il primo posto spetta all’Australia, paese che nonostante l’evidente distanza geografica ha addirittura raddoppiato la propria presenza nella capitale, con un +107%. Al secondo posto i turisti di nazionalità austriaca, che fanno registrare un +92%. Scorrendo nello specifico la classifica dell’incremento 2015 del turismo su Roma, Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma nota che l’Olanda si piazza sull’ultimo gradino del podio con un 69% in più rispetto al 2014. Al quarto posto il Portogallo (+58%), seguito da Ungheria (+53%), Turchia (+35%), Irlanda (+31%) e Serbia (+26%).

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Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma e il Pantheon

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma oggi vi accompagna in una visita guidata del Pantheon. Questo monumento romano vanta un numero impressionante di primati: è quello conservato meglio, ha la cupola più grande di tutta la storia dell’architettura ed è considerato con modello per tutti i moderni luoghi di culto. Il Panthoen è stato fin dall’antichità apprezzato e imitato: Michelangelo ad esempio lo considerava  opera di angeli e non di uomini.

In origine il monumento era un piccolo tempio dedicato a tutte le divinità romane, come dice il nome pan, “tutto” e theon “divino”, fatto costruire dal console Agrippa, prefetto dell’imperatore Augusto. Il luogo per noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma è uno dei più simbolici della città: si tratta del posto dove secondo una leggenda romana del posto dove in cui il fondatore di Roma Romolo alla sua morte fu afferrato da un aquila e portato il cielo dagli dei.

Il Pantheon assume la forma attuale sotto il regno dell’imperatore Adriano e di questo periodo conserva la scultura eclettica, che unisce la pianta di stampo romano al colonnato d’ispirazione greca. La straordinarietà dell’edificio tuttavia per noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma sta nel fatto che rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale e concettuale in fatto di edifici sacri. Il Pantheon fu infatti il primo edificio ad essere concepito anche per ospitare la gente comune, facendo poi da esempio per chiese, moschee e sinagoghe.

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Successivamente, sotto il papato di papa Urbano VII diventa una chiesa, dedicata a Maria e i Martiri. Proprio alla famiglia papale dei Barberini è dovuta la rimozione della copertura di bronzo del soffitto, che fu utilizzato per fregiare i cannoni di Castel Sant’Angelo e per costruire il baldacchino di San Pietro opera del Bernini.

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vi invita a visitare il Pnatheon e la Piazza della Rotonda antistante, che è uno dei luoghi più frequentati della città, spesso palcoscenico di artisti di strada e visite guidate.

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Festa della Liberazione: le novità da Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma

Oggi noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vogliamo raccontarvi “La storia più bella”, come è stata definita, quella che si celebra lunedì 25 aprile a Roma, in ricordo della Liberazione. Quest’anno la ricorrenza celebra i 71 anni della Liberazione italiana dall’occupazione nazifascista e Roma, come è ovvio che sia, è al centro delle celebrazioni.

Sarà piazza del Campidoglio, proprio qui vicino a Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma, ad essere al centro degli eventi che ricordano i fatti e scavano nella memoria attraverso le parole dei protagonisti. Ancora non si sanno i dettagli dei festeggiamenti di quest’anno, che saranno resi noti tra qualche settimana.

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Noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vogliamo raccontarvi le celebrazioni dell’anno scorso, che hanno coinvolto tutta la città di Roma in un insieme di eventi culturali per festeggiare la ricorrenza dei 70 anni dalla Liberazione.

L’amministrazione capitolina aveva deciso di dedicare la festa a due personaggi che hanno fatto la storia della Liberazione di Roma e che erano recentemente scomparsi:  il comandante partigiano ed ex presidente dell’Anpi, Massimo Rendina, e Elio Toaff, ex partigiano e rabbino capo.

L’iniziativa in Campidoglio ha coinvolto tutte le forze che si richiamano ai valori dell’antifascismo, con in prima linea le associazioni di partigiani e combattenti. All’evento centrale celebrato in Campidoglio hanno fatto da corredo tutta una serie di micro eventi culturali sparsi per la città che avevano come tema il cinema, la cultura e la danza.

Quest’anno noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma speriamo che le celebrazioni per la ricorrenza del 25 aprile siano sobrie e allo stesso tempo di spessore culturale per trasmettere alle nuove generazioni il senso della libertà e della democrazia.

Per sapere il programma completo della festa della Liberazione 2016 continuate a seguire noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma.

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Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma: domenica a Porta Portese

Avete mai visitato un tipico mercato romano? Noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vi guidiamo alla scoperta del mercato di Porta Portese, il più grande della città.  Il mercato domenicale si stende da via Portuense a via Ippolito Nievo, toccando viale Trastevere e arrivando fino a Piazza di Porta Portese, da cui prende il nome. Anticamente nella zona era presente il porto fluviale delle città, a prova della vocazione commerciale di questa parte di Roma.

Il più famoso mercato non alimentare romano nasce come mercato delle pulci, come nuova sede della borsa nera che si teneva a Campo de’ Fiori.  In questo luogo “i romani de Roma” potevano vendere, comprare e barattare gli oggetti più strani. Oggi agli ambulanti romani si sono aggiunti marocchini, indiani e cinesi, che rendono il mercato di Porta Portese uno dei più multietnici d’Italia. La visita domenicale a Porta Portese è l’attività preferita da turisti, romani e stranieri.

Lo stato della zona non è dei migliori, ma per noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma il mercato conserva tutto il suo fascino popolare e verace che lo fece diventare immortale nella canzone composta da Claudio Baglioni negli anni settanta. L’atmosfera vivace, tipicamente romana, è stata fonte d’ispirazione per registri, scrittori e cantanti. Porta Portese è famosa per la vastità della sua offerta: qui si ha la possibilità di trovare gli oggetti più impensabili.

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A Porta Portese per tutti, ambulanti e clienti, valgono le leggi universali dei mercati di strada: si può contrattare sul prezzo, si possono chiedere sconti, si può toccare tutto senza comprare niente.

Nonostante i borseggiatori che ogni domenica sgusciano tra i visitatori, il mercato di Porta Portese vale una visita. Il mercato apre i battenti tutte le domeniche alle 6:00 della mattina fino alle 14:00 : noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vi consiglaimo di organizzarvi, perché risaputamente i migliori affari si fanno all’orario di apertura o a quello di chiusura.

 

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Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma alla scoperta di Caravaggio

Oggi noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vi portiamo alla scoperta di uno dei pittori più importanti e controversi del periodo barocco. Oggi come ieri c’è chi lo adora e chi non lo apprezza fino in fondo, quello che è certo è che le sue opere trasmettono un senso di vividezza allo spettatore che è difficile trovare in altri artisti. Parliamo di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

Il legame del pittore con la Città Eterna è viscerale e allo stesso tempo ambivalente. La genialità del Caravaggio non fu sempre accettata in una città ecclesiastica dove i maggiori committenti serano cardinali e alti prelati. L’estremo realismo del pittore lo portava a scegliere i suoi modelli tra la gente comune della città, come contadini, prostitute, artigiani e vagabondi. Questo contrasto tra sacro e profano fu aspramente criticato dai committenti, che in alcuni casi rifiutarono le tele dipinte da Caravaggio perché  le consideravano troppo scandalose.

Alcuni dei dipinti più famosi del Caravaggio si trovano nelle chiese di Roma e sono gratuitamente visitabili. Si tratta di alcuni dei dipinti più famosi del periodo Barocco.

Scoprite con noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma i luoghi della città dove ammirare i capolavori di Caravaggio.

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  • Chiesa di San Luigi dei Francesi

La chiesa, nelle vicinanze di Piazza Navona, ospita il ciclo di opere dedicato a San Matteo: “La vocazione di San Matteo”, “L’ispirazione di San Matteo” e “Il martirio di San Matteo”. Le tele si trovano nella Cappella Contarelli. Caravaggio in queste opere sovverte gli schemi, soprattutto per quanto riguarda il realismo e l’uso della luce. Nella Vocazione di san Matteo la luce naturale diventa protagonista dell’opera e giuda l’osservatore nella comprensione della scena, illuminando il santo e lasciando nell’ombra chi non si cura della presenza di Cristo.

  • Chiesa di Santa Maria del Popolo

La Chiesa di Santa Maria del Popolo si affaccia su Piazza del Popolo. All’interno della Cappella Cerasi ci sono le due opere “La crocifissione di San Pietro” e la “Conversione di san Paolo sulla via di Damasco”. In questa ultima opera Caravaggio adotta l’iconografia della luce accecante e l’assenza di Cristo, mentre “La crocifissione di San Pietro” è una composizione estremamente dinamica e realistica con una solida definizione dei volumi.

Gustatevi i capolavori del Caravaggio in maniera totalmente gratuita, seguite il consiglio di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma.

 

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Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma consiglia villa Pamphilj

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vi porta alla scoperta della splendida villa Doria Pamphilj, l’oasi di verde più grande della città di Roma.  Il parco misura 184 ettari ed è ricco di vegetazione, frequentato dagli amanti dello sport e della natura.

Villa Pamphilj offre tranquillità e relax, vegetazione e percorsi ideali per fare jogging all’aria aperta e una vasta collezione museale per gli amanti dell’arte. Nella bella stagione il parco si anima di eventi e iniziative che valorizzano ancora di più la sua infinita potenzialità.

La storia di villa Doria Pamphilj è legata, come quella di molti altri parchi della città, alla storia delle famiglie nobiliari romani. Scoprite con noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma l’affascinante passato del parco più importante di Roma, che conserva ancora la sistemazione seicentesca e gli adattamenti sette e ottocenteschi.

La villa è divisa in tre parti: la pars urbana comprendente il palazzo e i giardini , la pars fructuaria che comprende la e la pars rustica, ovvero la parte agricola. In origine era la residenza di campagna della famiglia Pamphilj, acquistata nel 1630 da Panfilo Pamphilj. Tuttavia sono alla fine del 1800 la tenuta assume l’aspetto fastoso e nobiliare di oggi, grazie alle continue acquisizioni di terreni fra loro confinanti ad opera dei proprietari. L’acquisizione della Villa Corsini avvenuta nel 1856 da parte del Principe Andrea V Doria Pamphilj, rappresentò l’ultimo grande ampliamento della Villa. Il programma del principe prevedeva di trasformare la villa in una moderna azienda agricola.

L’edificio più antico della villa è la Villa Vecchia ed esisteva già al momento dell’acquisto. Tra il 1644 e il 1652, sotto il pontificato di Innocenzo X Pamphilj, venne costruito il complesso della Villa Nuova. Nei terreni della tenuta scorre un corso d’acqua, che si riversa in un lago con un’isola ellittica al centro. La caratteristica principale di villa Pamphilj sono i suoi giardini, molto innovativi per il gusto dell’epoca.

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La curiosità storica che noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vogliamo raccontarvi è che la villa nel 1849 fu teatro di una delle più cruente battaglie per la difesa della Repubblica Romana: nello scontro tra le truppe francesi e le truppe garibaldine fu ferito a morte Goffredo Mameli, l’autore dell’inno nazionale italiano.

Nel 1939 il Comune di Roma ha avviato i primi espropri, e lo Stato Italiano acquista nel 1957 il nucleo originario. In occasione delle Olimpiadi del 1960 viene costruita via Leone XII, la così detta via Olimpica, che divide in due parti Villa Doria Pamphilj. Questo è l’unico grande cambiamento strutturale apportato dal 1600.

Villa Pamphilj è veramente uno splendido polmone verde all’interno della città di Roma, che permette di godere del contatto con la natura. Fate come noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma, approfittate dei weekend di sole per godervi la tranquillità del parco.

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Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma sulla candidatura Roma 2024

Roma è ufficialmente una delle 5 città candidate finaliste per ospitare le Olimpiadi del 2024. Da Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma possiamo dirvi che il Comitato Roma 2024 ha svelato il progetto di candidatura, il logo e il budget in un evento istituzionale tenutosi al Palazzo Congressi dell’Eur.

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Le previsioni parlano di un incremento dello 0,4% del Pil e la creazione di 177mila posti di lavoro. Noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma siamo piuttosto scettici sulle statistiche previsionali che non tengono conto di tutti i ritardi e le difficoltà che ci possono essere dietro ad un progetto così mastodontico.

Quel che è certo è che le Olimpiadi saranno “una grande festa dello sport” come dichiarato da Montezemolo e che si potrà sfruttare il potenziale empatico dei Giochi Olimpici per far crescere la reputazione della città.

Roma ha l’occasione di riscattarsi non tanto agli occhi dei turisti e di chi la visita da fuori – a cui appare sempre e comunque la città eterna – ma agli occhi dei romani stessi, che hanno perso la fiducia nel governo sano della loro città.

Secondo noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma le Olimpiadi sono un ottimo banco di prova per dimostrare che Roma può essere gestita al meglio, che gli italiani sanno rimboccarsi le maniche ed essere competitivi. Le promesse che si dovrebbero fare secondo noi non dovranno riguardare tanto i posti di lavoro e l’aumento del PIL, ma il miglioramento della lentissima e farraginosa macchina burocratica e produttiva italiana.

Staremo a vedere come proseguirà il percorso di Roma da candidata ufficiale per le Olimpiadi 2024, nel frattempo noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vi lasciamo con il link dello splendido video del gioco di luci realizzato sulla fontana di Trevi per promuovere la candidatura della capitale.

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Da Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma a Fontana di Trevi

Scoprite con noi di via di San Giovanni in Laterano 138 Roma una delle meraviglie architettoniche della città dì Roma, un capolavoro che tutto il mondo ci invidia. Si tratta della Fontana di Trevi, monumento appartenente allo stile tardo barocco, per la precisione rococò, ubicato in Piazza Trevi su uno dei lati di Palazzo Poli.

Nell’ultimo periodo la fontana è tornata a splendere con un monumentale restauro. L’acqua è tornata a scorrere ufficialmente il 3 novembre 2015, dopo un restauro durato più di 500 giorni e un costo complessivo di oltre 2 milioni di euro. L’imponente operazione è stata finanziata interamente da Fendi, con la supervisione tecnica della sovrintendenza ai Beni culturali di Roma Capitale.

Ai milioni di visitatori che l’ammirano ogni giorno, la fontana appare ora in forma smagliante e insolitamente bianchissima. Noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma pensiamo che le multinazionali non sempre siano da condannare e anche nel caso in cui i maxi finanziamenti all’arte siano solo una grande trovata pubblicitaria, i ripristini monumentali sono comunque ben accetti, soprattutto quando è difficile trovare soldi pubblici destinati alle restaurazioni.

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Ma la Fontana di Trevi come è arrivata ad assumere la conformazione attuale? Ripercorrete insieme a noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma la storia della fontana più famosa del mondo.

Il progetto originario è affidato da papa Urbano VIII all’architetto Gian Lorenzo Bernini alla metà del 1600. La collocazione in piazza Trevi è scelta dal papa perché nei pressi sarebbe sorto il palazzo della sua famiglia, Palazzo Barberini, allora in fase di costruzione. Bernini inizia i lavori, ma i fondi ben presto si esauriscono a casa della guerra intrapresa dal papato contro il Ducato di Parma e Piacenza. Non viene nemmeno scolpita una statua centrale e il cantiere viene bloccato.

Alla morte del papa Bernini cade in disgrazia per l’avvicendamento di élite, che ovviamente non vede di buon occhio l’architetto di fiducia dei Barberini. Il progetto è abbandonato e trascorre quasi un secolo prima che qualcuno riprenda in mano la costruzione della Fontana di Trevi.

Dopo una serie di vicissitudini storiche e aver corso il serio rischio di non realizzare mai più l’opera monumentale, tocca a papa Clemente XII prendere in mano le sorti della fontana nel 1731. Nell’ambito di un programma di completamento di grandi opere rimaste incompiute, egli decide che Palazzo Poli deve avere la fontana. A nulla vale l’iniziale resistenza dei duchi Poli, ancora proprietari dell’edificio, che si lamentano della diminuzione della facciata e dell’apposizione dello stemma araldico della famiglia papale Corsini sul palazzo.

Clemente XII non sente ragioni e apre una gara pubblica per aggiudicarsi il progetto. La scelta finale è affidata ad una commissione di esperti, che selezionano Nicola Salvi, architetto romano discepolo di Antonio Canevari.

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