Search Marketing: studiare il comportamento degli utenti per migliorare la ricerca delle keyword

Anche se è importante prendere in considerazione il ROI nello sviluppo di una strategia di search marketing, ci sono molti altri fattori da considerare per ottenere il successo a lungo termine di un business online. Tipicamente in una campagna di posizionamento nei motori di ricerca, il primo e più critico passo è la ricerca delle parole chiave. Questa fase pone le basi per i successivi sforzi SEO. Prima di iniziare la ricerca delle keyword, è essenziale comprendere i propri utenti e il loro processo decisionale. Essere visibili nelle fasi cruciali del processo decisionale del consumatore contribuirà a costruire e rafforzare la consapevolezza del brand posizionandolo in cima alle preferenze degli utenti.

La ricerca delle parole chiave va oltre l’analisi dei volumi di ricerca e della concorrenza. È fondamentale capire la propria base di clienti e il loro comportamento durante la ricerca. Ad esempio, esistono molti strumenti, come Google Insights e Google Trends, che possono aiutare a conoscere meglio quali sono le tendenze di ricerca e come gli utenti trovano i prodotti e i servizi tramite i motori di ricerca. Può essere utile anche condurre un’indagine per ottenere informazioni sul modo in cui i clienti prendono le decisioni di acquisto.

Quando si effettua la ricerca delle keyword, cercando di trovare le migliori opportunità, ci sono diversi elementi da considerare se si vuole conseguire il successo a lungo termine. Una strategia di search marketing, come ogni strategia di business, dovrebbe avere obiettivi sia a lungo che a breve termine. Come si diceva in apertura, ogni strategia di search marketing dovrebbe concentrarsi sulla redditività, ma senza trascurare altri fattori che aiutano a costruire la credibilità del brand. Questi fattori sono difficili da misurare; tuttavia, se si prendono in considerazione i principi espressi in questo articolo e si dedica del tempo per capire meglio i propri utenti, si potranno di certo raggiungere migliori risultati nelle attività di SEO e Web Marketing.

Di seguito si riportano le tappe del processo di ricerca che il consumatore affronta quando prende una decisione di acquisto. Il tempo dall’inizio alla fine del ciclo può variare notevolmente a seconda del prezzo e delle caratteristiche del prodotto o servizio.

La consapevolezza di un bisogno 
È l’inizio di ogni decisione di acquisto e può essere stimolata da una necessità o da un desiderio. Potrebbe trattarsi di un bisogno di base, come la fame che spinge alla ricerca di cibo, o potrebbe essere generata da un messaggio pubblicitario che reclamizza il prodotto del momento.

Ricerca di informazioni
In questa fase del processo decisionale dell’acquirente è fondamentale che il proprio brand sia in prima linea nella mente del consumatore, o in prima linea dove cercherà di ottenere informazioni (motori di ricerca). A seconda del business e delle risorse a disposizione, è necessario sviluppare una strategia per essere visibili con i termini di ricerca pertinenti, i quali possono includere anche parole chiave che non generano vendite alla prima visita. Non solo è importante essere visibili con keyword rilevanti, ma è importante anche capire dove i clienti vanno per ottenere informazioni attraverso la ricerca di Google o visitando siti di recensioni.

Valutare le alternative 
In questa fase i consumatori hanno finito di tastare il mercato e hanno sviluppato una serie di valutazioni. A seconda del prodotto e del settore, la maggior parte dei consumatori si trova di fronte ad una scelta di circa 3-5 marche o prodotti.

Decisione di acquisto
La maggior parte delle strategie di posizionamento cerca di catturare i consumatori in questa fase del processo di acquisto. Giunti a questo punto, se l’azienda non ha lavorato con diligenza, il suo brand/prodotto/servizio non sarà presente tra le scelte dell’utente, mettendo a serio rischio le probabilità di effettuare una vendita. Se, invece il brand ha raggiunto il consumatore in ciascuna fase del processo decisionale, le possibilità di effettuare una vendita sono molto più alte.

Post vendita
In questa fase del processo decisionale si ha la possibilità di continuare il rapporto con il cliente. È la fase in cui i consumatori esprimono il loro livello di soddisfazione verso il prodotto/servizio acquistato ed è qui che si ha l’opportunità di incoraggiare i clienti a scrivere recensioni sull’attività, trasformandoli in clienti abituali. Bisogna sempre ricordare che è molto più facile mantenere un cliente che acquisirne uno nuovo.

Studiare il processo di ricerca dei consumatori è di sicuro aiuto per condurre un’efficace ricerca delle keyword e per determinare le mosse strategiche da fare per essere visibili ai propri clienti. Tutte le fasi del processo decisionale di acquisto sono importanti ed è fondamentale avere una strategia di search marketing a supporto di ciascuna di esse, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore diffusione del brand ed il successo a lungo termine del proprio business.

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Ottimizzazione motori di ricerca: per lingua o per paese?

Quando si tratta di sfruttare i motori di ricerca per raggiungere i mercati internazionali, il lavoro di ottimizzazione siti web e posizionamento va svolto in maniera un po’ diversa. Ampliando gli orizzonti iniziano a formarsi legami con utenti che non solo parlano lingue diverse, ma possiedono anche differenti aspettative culturali circa i loro rapporti di business online.

Esistono due approcci generali per soddisfare le esigenze dei clienti internazionali:

  • porre il focus sulle lingue;
  • considerare i mercati esteri paese per paese.

OTTIMIZZAZIONE MOTORI DI RICERCA PER LINGUA

Mentre la scelta delle giuste parole è la chiave della comunicazione a livello internazionale, le strategie SEO che si hanno a disposizione non variano molto da una lingua all’altra. Tenere a mente, però, che quando si cambia lingua è importante catturare l’attenzione di quei motori di ricerca progettati per quella specifica lingua, per cui vale la pena spendere del tempo per capire per quali motori è necessaria l’ottimizzazione.

Il vantaggio di ottimizzare per lingua è che permette di raggiungere, con un sol colpo, un vasto pubblico di nuovi clienti. L’inglese dà già la possibilità di raggiungere i mercati di tutto il mondo. Aggiungendo lo spagnolo è possibile includere, oltre la Spagna, gran parte del Sud America. Il francese può dare accesso a molti paesi africani, oltre che a parte dell’Europa occidentale. Infine, considerare quante persone dentro e fuori la Cina leggono il cinese, può aiutare a comprendere come l’aggiunta di alcune lingue chiave per le attività di SEO e Web Marketing può fare entrare in aree significative del mercato globale.

Utilizzare un approccio SEO basato sulla lingua può essere un’opzione rapida e conveniente. È possibile concentrarsi sulla ricerca delle migliori keyword possibili, che non necessariamente saranno le stesse per tutte le lingue.

D’altra parte, si potrebbe scegliere di non ricorrere all’ottimizzazione per lingua se si ha interesse a promuovere il proprio sito web solo in alcuni paesi. Per esempio, il Brasile potrebbe essere un mercato chiave per la propria azienda, mentre il Portogallo potrebbe non andare bene per lo stesso business.

Inoltre, nel caso di una lingua utilizzata in più nazioni, bisogna prendere in considerazione anche l’eventuale ottimizzazione su scala regionale piuttosto che globale. Esistono, infatti, termini appartenenti ad una stessa lingua che assumono significati diversi a seconda del paese di riferimento (come capita, per esempio, con alcune parole in inglese che sono interpretate in modo differente negli Stati Uniti rispetto alla Gran Bretagna).

OTTIMIZZAZIONE MOTORI DI RICERCA PER PAESE

La scelta di rendere visibile il contenuto di un sito internet a un paese specifico è conosciuto come geo-targeting. Sebbene un’attività SEO di questo tipo inizialmente possa sembrare scoraggiante, il fatto che sia più specifica può rendere la strategia di marketing più efficace. Il geo-targeting infatti, permette di distribuire i contenuti online solo nei mercati a cui si è interessati, senza doversi preoccupare degli altri.

Inoltre, dà la flessibilità necessaria per fornire contenuti rilevanti a livello locale in paesi diversi che condividono una lingua comune, senza dover duplicare i contenuti su più domini di primo livello, e, grazie alla geolocalizzazione delle pagine per i vari paesi, le differenze linguistiche e culturali non rappresentano un problema.

Produrre accurati contenuti geolocalizzati può aiutare a ridurre significativamente il numero di visitatori che non trovano sul sito ciò di cui hanno bisogno ed escono, facendo diminuire la frequenza di rimbalzo. Può darsi che non faccia crescere il numero complessivo di visitatori, ma di sicuro si hanno maggiori probabilità di vedere aumentare le conversioni.

Nel ricorrere al geo-targeting è importante tener presenti alcune situazioni e condizioni in cui questo approccio SEO potrebbe non essere adatto a soddisfare le esigenze di business. Per esempio, gli utenti trovano i contenuti geolocalizzati solo se effettuano la ricerca tra i risultati locali. Inoltre, strutturare un contenuto rilevante per un paese specifico significa che i potenziali clienti che parlano quella lingua ma si trovano in altri paesi probabilmente non lo vedranno.

Un’altra considerazione da fare è che molti paesi hanno più di una lingua ufficiale; per esempio, se si desidera raggiungere la Svizzera, si rischia di ignorare circa un terzo della popolazione se si è scelto di fornire il contenuto solo in tedesco.

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10 cose da evitare per rendere efficaci i contenuti di un sito web

Solo pochi anni fa, i motori di ricerca potevano essere ingannati facendo credere loro che un sito internet era utile pubblicando regolarmente contenuti ricchi di parole chiave. Oggi, algoritmi più sofisticati e l’ascesa dei social media hanno reso il Web un luogo molto più esigente.

Di seguito si elencano 10 aspetti negativi da cui stare in guardia per preservare i contenuti e migliorare le performance di un sito web.

1. Frequenza di rimbalzo elevata 
Anche se il sito ha un buon posizionamento nei motori di ricerca, ad un certo punto ha bisogno di vendere prodotti e/o servizi a persone reali. Considerato che la frequenza di rimbalzo sta diventando un fattore sempre più importante nell’algoritmo di Google, ci sono ancora meno scuse per avere nel sito contenuti scadenti, magari pieni zeppi di keyword ma poco utili per gli utenti. Un contenuto di qualità non deve solo puntare sulle parole chiave, ma ha bisogno anche di essere convincente e persuasivo, in modo da spingere i visitatori a fidarsi e a spendere i loro soldi. Investire nella creazione di contenuti originali e coinvolgenti, scritti con un occhio al marketing, può aumentare il tasso di conversione e quindi il rendimento del sito internet.

2. Nessun segnale sociale 
Studi recenti stanno mostrando una chiara correlazione tra le classifiche dei motori di ricerca e i segnali sociali. Se il contenuto del sito non viene condiviso all’interno dei social media, allora è meno probabile che sia un contenuto di qualità e di conseguenza è meno probabile che scali le SERP.

3. Contraddire Google 
Il fatto è che, se si vuole ottenere un buon posizionamento, è un’ottima idea seguire le regole di Google. Controllare le linee guida sui contenuti negli Strumenti per i Webmaster di Google relative all’Assenza o scarsa presenza di contenuti originali. Se la maggioranza delle pagine corrisponde alla descrizione di Siti affiliati poveri di contenuti, Pagine doorway, Contenuti generati automaticamente, Contenuti di altri siti, si può già essere penalizzati nei risultati di ricerca, senza nemmeno rendersene conto.

4. Assenza di link in entrata 
Se non si ha nulla di originale da dire, non c’è ragione che spinga le persone a leggere le pagine del sito e a decidere di linkarle. Gli algoritmi dei motori di ricerca prendono in considerazione i link in entrata per stabilire quanto sia importante una pagina, nel più ampio contesto del Web. Se si fornisce contenuto informativo, interessante ed educativo la gente sarà maggiormente disposta a condividerlo nei social network e a linkarlo nei propri siti web, contribuendo ad elevare il livello di prestigio del sito e a migliorare i risultati nei motori di ricerca.

5. Nessun commento 
I commenti sono un modo di impegnarsi con i propri lettori. Possono trasformare il processo a senso unico di chi legge la pagina in un dialogo bidirezionale e possono aiutare a creare un pubblico fedele di persone che trovano i contenuti del sito tra i loro risultati di ricerca. Incoraggiare le persone a commentare porta alla creazione di contenuti interessanti, capaci di stimolare il dibattito; bisogna stare attenti, però, a non assumere un tono troppo polemico che potrebbe allontanare potenziali clienti in modo permanente.

6. Potrebbe non adattarsi bene 
Il contenuto testuale delle pagine deve essere tale da adattarsi sia al layout del sito web che alla categoria di utenti a cui si rivolge. Questo per non rovinare la compostezza dell’interfaccia grafica e, soprattutto, per non produrre contenuto inadeguato o in eccesso al punto che nessuno riuscirà mai a leggerlo fino alla fine.

7. Mancanza di ottimizzazione 
Non bisogna tralasciare le attività di ottimizzazione siti web per ottenere buone performance. È importante utilizzare le keyword rilevanti come anchor text dei link per soddisfare le esigenze SEO, ma senza rovinare la grammatica delle frasi. Inserire le parole chiave scelte nelle intestazioni del testo, utilizzando gli opportuni tag HTML (h1, …, h6). Adattare l’ottimizzazione on page al resto dei contenuti, come le didascalie delle immagini, le URL, il titolo della pagina e i meta tag, per un risultato davvero ottimale.

8. Contenuti duplicati 
A volte, quando si esegue una ricerca su Google, è presente un link in fondo ai risultati che dice: “Al fine di visualizzare i risultati più rilevanti, sono state omesse alcune voci molto simili a quelle già visualizzate. In alternativa, è possibile ripetere la ricerca includendo i risultati omessi”. Se il contenuto del sito è copiato da altre fonti, con troppe citazioni esterne, o è solo leggermente diverso da una pagina pubblicata su un altro sito, si rischia che le pagine vengano filtrate come contenuti duplicati.

9. Divorati dal Panda 
L’aggiornamento Google Panda è nato per punire i siti internet con contenuto copiato da altre parti del Web e le cosiddette “content farm”. Se si copiano i contenuti di altri siti, parola per parola, si rischia di infrangere le leggi sul copyright o di subire il filtraggio dei duplicati per le singole pagine. Inoltre, l’intero sito potrebbe scomparire dai risultati di Google poiché l’algoritmo, adesso, guarda alla qualità complessiva del sito molto più da vicino.

10. Non è etico 
Il proprio codice etico personale potrebbe anche consentire di copiare i contenuti da altri siti, ma prima di tutto è necessario dare priorità agli interessi dei clienti. Le persone sono sempre più sensibili nei confronti degli impegni assunti dalle imprese in tema di responsabilità sociale e farle sospettare che il contenuto di un sito sia stato messo su sfruttando il lavoro svolto da altri potrebbe danneggiare la reputazione dell’azienda. Avere contenuti davvero originali dimostra un livello di impegno etico in grado di supportare anche tutti gli altri sforzi profusi nella gestione di problematiche d’impatto sociale e morale.

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SEO e Content Marketing: come far crescere i contenuti web

I moderni White Hat SEO sono tutti concordi nell’affermare che il contenuto è re. Produrre contenuti coinvolgenti, rilevanti e capaci di attirare link spontanei richiede abilità, tempo e, quindi, denaro. Che si svolga questo lavoro in prima persona o che lo si affidi a personale esterno, poco importa: con la produzione di contenuti di qualità tutti sperano di ottenere dei risultati in termini di posizionamento nei motori di ricerca. Purtroppo, ciò non avviene automaticamente e troppo spesso accade che ottimi contenuti falliscano o vengano superati da contenuti di qualità inferiore perché non sono stati commercializzati in modo corretto.

Quando si tratta di creazione di contenuti il concetto più importante da afferrare è il fatto che è un bene. Dal punto di vista SEO questo si può tradurre in aumento dei link, miglioramento del ranking, più vendite o traffico organico; il punto è che i contenuti non vanno buttati lì e lasciati a marcire, sperando che qualcosa accada: bisogna lavorarci sopra, coltivarli, aiutarli a crescere.

Spingere i contenuti 
Supponiamo di aver dedicato molto tempo ed impegno nella produzione di uno straordinario contenuto di qualità che riteniamo possa migliorare la percezione che il pubblico ha della nostra attività e dei nostri servizi/prodotti. Che si tratti di un articolo, un’infografica, un video, un manuale, o qualsiasi altra cosa utile, la semplice pubblicazione in Internet non assicura che questo contenuto raggiunga il pubblico desiderato, che venga linkato e reso virale, assumendo agli occhi dei motori di ricerca rilevanza e autorevolezza. La qualità da sola non basta. È necessario fare in modo che gli utenti del Web sappiano che quel contenuto esiste e che può essere utile e vantaggioso per loro e per fare questo è possibile sfruttare diversi canali:
• Social Media
• Blog
• Agenzie di stampa online
• Directory di contenuti e portali verticali (YouTube, Flickr, ecc.)
• Clienti

Social Media 
Partendo dall’alto, i social media rappresentano un luogo ideale per distribuire i contenuti. Che si tratti di Facebook, Twitter, Google+, o altri social network, hanno tutti il potenziale per generare traffico. In particolare, nel caso di Facebook e Twitter, chiedere a persone che si conoscono o agli influencer all’interno della nostra nicchia di condividere il contenuto è un ottimo modo di raggiungere un pubblico più ampio. Se poi il contenuto è davvero di qualità, si potrebbe essere fortunati e riuscire a farlo diventare virale.

Blog
Poi abbiamo i blogger. Sia che facciano direttamente parte della nostra nicchia o possano essere potenzialmente interessati ai nostri contenuti per altri motivi, è comunque necessario rendere noto e diffondere quello che pubblichiamo presso di loro. Per fare questo è sufficiente passare un po’ di tempo alla ricerca di blog di settore e cercare di raggiungere i loro proprietari (attraverso i social media, via e-mail, ecc.). Finché non si fa spam, la maggior parte dei blogger sarà ben lieta di ricevere contenuti (di qualità) in quanto fornisce loro un modo semplice e gratuito per pubblicare post che di certo saranno graditi dai loro lettori. Trascorrere del tempo parlando con le persone, conoscere e condividere il loro contenuto, inoltre, aiuta a costruire relazioni che potranno sempre tornare utili in futuro.

Agenzie di stampa online
Se si dispone di ottimi contenuti, non bisogna trascurare i servizi di Article Marketing e comunicati stampa online, gratuiti o a pagamento, che generalmente garantiscono almeno un paio di buoni backlink. Come nel caso dei blogger, non è male cercare di entrare in contatto diretto con le agenzie di stampa online ed il modo migliore per farlo è presentarsi con dei pezzi davvero ben scritti, pertinenti e che suscitino grande interesse. In questo modo, si potrebbe riuscire a dimostrare di essere esperti in un determinato campo e dare enorme visibilità ai propri contenuti.

Directory di contenuti e portali verticali 
Le directory di contenuti e i portali verticali, come YouTube per i video e Flikr per le immagini, sono un ottimo modo per diffondere i contenuti sul Web a seconda della tipologia e del formato. Questi strumenti sono per la maggior parte gratuiti e la pubblicazione del materiale è semplice e richiede poco tempo. Inoltre, essendo ben tematizzati e molto visitati, è piuttosto facile raggiungere un pubblico più vasto e raccogliere ottimi link.

Clienti 
Infine, non bisogna dimenticate i propri clienti. Si tratta di utenti con i quali si è già instaurato un rapporto e bisogna fare in modo di non limitarlo alla sola vendita ma di farlo crescere. Dare la possibilità alle persone di condividere qualcosa con i propri amici e conoscenti che non riguardi solo i prodotti/servizi che si vendono è un modo per approfondire questo rapporto. È molto importante convincere la gente a parlare dei contenuti, oltre che dei prodotti e servizi offerti, ed un ottima maniera per farlo consiste nel rilasciare in modo sottile i contenuti nelle pagine di vendita, spingerli sui social media e interagire con le persone che accettano di condividerli. Questo genere di cose permette di emergere come esperti nel proprio settore e come punto di riferimento per gli utenti target.

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Il modo migliore per scusarsi online

Prima o poi, tutti commettiamo degli errori. Chi non lo fa? È una cosa che capita a chiunque. Può essere mortificante, ma non deve esserlo, soprattutto se si è preparati.

I social media hanno cambiato le regole del gioco in termini di diffusione di cattiva stampa o pubbliche relazioni negative. Prima del loro avvento, infatti, i commenti negativi avevano una portata e un pubblico limitati. Ma ora, grazie ai social network, come Facebook Twitter, gli utenti possono rapidamente unirsi e le loro opinioni percorrere in breve tempo la rete raggiungendo il vasto popolo di Internet. Tuttavia, i social media possono anche essere un valido strumento peri minimizzare i danni.

A causa di quanto velocemente i media sociali possono agevolare il passaparola negativo, è importante essere sempre vigili e pronti a rispondere. Avere una strategia di pubbliche relazioni e rispondere rapidamente e in modo intelligente può rappresentare la differenza tra un’azione fallimentare nella gestione dei rapporti online e una vincente.

L’OBIETTIVO
Fornire risposte efficaci è un modo di scusarsi che non crea un ingombro permanente online e limita la diffusione organica.
L’obiettivo è non lasciare un ricordo permanente della stampa negativa ed evitare di informare la gente del problema se non lo sa già.
I luoghi della rete ideali per pubblicare la risposta a commenti negativi o le proprie scuse sono i social media o ilblog aziendale.

SCUSARSI SUI SOCIAL MEDIA
Anche se può sembrare controproducente inviare la risposta sui social media, in realtà è una grande opzione. Se le interazioni sulla piattaforma sono numerose, la risposta scomparirà rapidamente; le persone che la stanno cercando la vedranno, ma non molti altri.
È una possibilità da tenere in forte considerazione all’interno della propria strategia di Social Media Marketing.

Twitter
Twitter è un luogo ideale per inserire una risposta perché permette di scusarsi immediatamente. Il limite di 140 caratteri costringe a essere concisi con il tweet e trattiene dal dire troppo. Inoltre, visto che Twitter non permette di commentare i thread, le reazioni alle scuse si disperdono nella timeline.

Facebook
Più lento di Twitter, anche Facebook è molto utile per la gestione delle pubbliche relazioni online. La cosa migliore da fare è creare una scheda personalizzata con la risposta visualizzata come un’immagine, piuttosto che pubblicarla sottoforma di testo sulla bacheca. Pubblicando le scuse come un aggiornamento di stato, infatti, si permette ai fan di Facebook di condividerlo con gli altri e tutti possono lasciare commenti, con il conseguente rischio di ritrovarsi decine di commenti negativi in più. Con la creazione di una scheda personalizzata, invece, è possibile scrivere un testo esauriente da mostrare ai fan; inoltre, l’utilizzo di un’immagine al posto del testo rende più difficile la condivisione e, una volta che la scheda viene rimossa, la risposta scompare con essa.

SCUSARSI SUL BLOG AZIENDALE
Se l’azienda dispone di un blog attivo, questo può essere il luogo adatto per pubblicare le risposte ai commenti. Tuttavia, dato che i blog sono predisposti per il posizionamento nei motori di ricerca e di solito sono ottimizzati per la condivisione, è necessario prendere alcune precauzioni e apportare alcune modifiche prima di pubblicare la risposta.

Usare un’immagine
Simile alla strategia utilizzata con la scheda Facebook personalizzata, visualizzare la risposta come immagine. Questo assicura che gli utenti non possono copiare e incollare il testo dove desiderano. Inoltre, una volta trascorso il tempo stabilito per la visualizzazione della risposta, è possibile rimuovere l’immagine, rendendo vana l’azione di utenti che possono avere copiato l’URL dell’immagine sul loro sito.

Contrassegnare l’articolo come Noindex
Dal momento che i motori di ricerca amano i blog, è importante assicurarsi che la risposta pubblicata non venga inclusa nell’indice di ricerca.
Il modo migliore per raggiungere questo obiettivo è fare in modo che l’articolo sia contrassegnato come “noindex”. Questo dice ai motori di ricerca di non indicizzare l’articolo escludendolo, di fatto, dai risultati di ricerca.

Chiudere i commenti
Prima di pubblicare la risposta, assicurarsi che i commenti siano disabilitati. Ciò evita che l’articolo ottenga eventuali commenti negativi e che si inneschino ulteriori discussioni tra i lettori. La chiusura commenti permette di avere il pieno controllo sul messaggio e di mantenere l’attenzione sulla risposta stessa, invece che sui commenti degli utenti.

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