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Civitavecchia, battaglia sul fronte del porto: dossier e veleni per il rinnovo dell’Autorità

Da La Repubblica – Roma del 27/06/2015

 

Da mesi la città laziale è invasa da dossier e denunce anonime contro l’attuale responsabile dello scalo Pasqualino Monti. Accuse di cattiva gestione e di illeciti amministrativi che si sono rivelati completamente falsi. Sotto tiro anche il capo della Procura che risponde con una querela per diffamazione. Il caso finisce a Perugia. Al centro dello scontro la carica di un Ente competente anche degli scali di Fiumicino e Gaeta, presto estesa anche a Piombino e Livorno, che gestisce miliardi. A giorni la nomina del governo.

 

Come nel Corvo di Henri Georges Clouzot, la città sembra sommersa di dossier, minacce, ritorsioni. Un fiume di veleni. Anzi, un porto: visto che al centro di questa guerra senza esclusione di colpi c’è la nomina del presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, scaduta all’inizio del giugno scorso. Qui, gli anonimi non agiscono di notte, scivolando tra i vicoli favoriti dall’oscurità, armati di pizzini da fissare sui portoni delle case per infiammare i sospetti su tresche e tradimenti. La trama di questi mesi si sviluppa in pieno giorno, con esposti e denunce spediti in Procura. Ma ottiene la stessa tensione che aleggiava, a metà del secolo scorso, nel paesino francese di Saint-Robin al centro del romanzo del controverso scrittore.

“Civitavecchia”, ricordano alcuni attenti osservatori politici locali, “ha sempre vissuto la sua guerra dei dossier alla vigilia di appuntamenti importanti. E la nomina dell’Autorità portuale, che raccoglie sotto una sola persona anche gli scali di Fiumicino e Gaeta, forse in futuro anche quelli di Piombino e Livorno, è uno snodo fondamentale. Il porto significa una montagna di soldi: significa lavoro, occupazione, indotto, appalti, traffico commerciale e di passeggeri. Ha riflessi importanti per una città che vive attorno e dentro il suo principale polo industriale e commerciale. Tutti puntano ad un loro candidato. E come in ogni competizione, lo scontro è duro, feroce, senza esclusione di colpi”.

La terna. La nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale avverrà entro i primi del mese di luglio. Spetterà al ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Ma ad indicare la terna dei candidati sono dieci Enti amministrativi: 4 Comuni (Tarquinia, Civitavecchia, Gaeta e Fiumicino), 3 Provincie (Viterbo, Latina e Roma), 3 Camere di Commercio (Latina, Viterbo e Roma). Nove su dieci si sono già espressi e hanno proposto l’attuale presidente, Pasqualino Monti, in carica dal 7 giugno del 2011, e da un mese, come si dice, in prorogatio.

Quarant’anni, brillante, sostenuto da un fronte bipartisan, pescato all’interno della stessa Autorità dove per sei anni, dal 2005 al 2011, aveva ricoperto la carica di direttore amministrativo, è considerato lontano dai partiti. Forse anche per questo è stato scelto a suo tempo: un buon esecutore di decisioni che si prendevano altrove. Non è stato così. Pasqualino Monti si insedia alla guida di un Ente che è stato da poco commissariato. Il suo predecessore, Fabio Fani, ha subito una ispezione del Mef, l’organo di vigilanza del ministero Economia e Finanza, nella quale gli vengono contestate due assunzioni a chiamata diretta e viene sospeso dall’allora ministro Altero Matteoli.

I numeri. Il nuovo presidente si attiva e rimette ordine nell’Autorità. La conosce bene, è uno dei più importanti scali marittimi italiani:13 chilometri di banchine, 13 milioni di tonnellate di merci, primo attracco crocieristico del Mediterraneo con 2,6 milioni di passeggeri all’anno e da poco primo porto italiano dove si imbarcano le auto della Fiat prodotte nello stabilimento di Melfi e destinate al mercato statunitense. Un gettito tra accise ed Iva, quindi di guadagno per lo Stato, che sotto la sua guida passa da 720 milioni a 1 miliardo e 98 milioni di euro. La gestione è efficace; viene apprezzata dalla stessa giunta comunale di centro sinistra, guidata dal sindaco pd Pietro Tidei. Ma è un idillio che dura poco. S’incrina dopo un paio d’anni. Il primo cittadino viene sfiduciato dalla sua stessa maggioranza formata anche da Sel; si dimettono 8 consiglieri del Pd, tra cui il capogruppo. Tidei cade sotto uno scambio di accuse che parlano di tradimenti e complottismo. I dimissionari sospettano che la loro guida abbia cercato una sponda con il centro destra; quelli rimasti fedeli al sindaco puntano il dito su Sel, il cui leader è Enrico Luciani, vicesindaco, capo dei camalli, presidente della Compagnia portuale. L’accostamento con chi dirige l’Autorità è immediato. Luciani e Monti, una coppia ben collaudata per governare il porto, sono sospettati di essere registi di una crisi che ha tempi e ragioni diverse. La giunta comunale è sciolta, ci sono le nuove elezioni, vince il M5s, arriva Antonio Cozzolino alla guida della città.

E’ l’inizio della battaglia. Degli intrighi, delle accuse, dei dossier. Dei veri linciaggi mediatici. Anche e soprattutto sul piano personale. Il primo a farne le spese è proprio Pasqualino Monti: in due mesi sporgerà 15 querele per falso, calunnia, violenza privata, tentata estorsione. Il giorno dopo le dimissioni del sindaco di Civitavecchia, la figlia Marietta Tidei, parlamentare anche lei del Pd, presenta un’interrogazione su alcune assunzioni non del tutto conformi all’interno dell’Autorità. Si riferiscono alla passata gestione ma servono ad attirare l’attenzione su quella attuale. La coincidenza allarma Pasqualino Monti. Teme quello che poi accadrà. In un dossier anonimo fatto filtrare alla stampa e spedito in Procura si denuncia che alcuni terreni acquistati dall’Autorità siano stati pagati ad un prezzo esorbitante: tra gli 14-15 milioni di euro, quando ne valevano 4,9. Il presidente, in realtà, prima dell’acquisto si era rivolto all’Agenzia delle Entrate a cui aveva chiesto la valutazione del prezzo dei terreni. L’Ente e l’organo di vigilanza del ministero da cui dipende l’Autorità stende una corposa perizia che stabilisce tale prezzo: 13.200.000 euro. L’Autorità riesce a comprarli ad un prezzo inferiore:11.736.321,11 (più Iva). Un guadagno per le casse dello Stato di 1.400.000 euro circa. La cifra del dossier risulta quanto meno strumentale, se non falsa.

Immagine scalfita. Ma il nome del presidente è già finito sui giornali, la sua immagine è scalfita. Molti sollecitano una indagine della magistratura. La macchina del fango si mette in moto. Travolge il capo della Procura di Civitavecchia, Gianfranco Amendola, un nome legato al rigore ambientalista e alle battaglie contro l’inquinamento dello scorso secolo. Anche lui è sommerso da una valanga di dossier ed esposti. Tutti contro l’attività del presidente del porto. Molti sono anonimi e non vengono presi in considerazione. Ma altri, firmati con tanto di nome e cognome, vengono allegati in due fascicoli nel frattempo aperti dalla Procura dopo l’indagine ispettiva del Mef.

La campagna, un vero assalto, continua. Adesso si rivolge nei confronti dello stesso Amendola. Lo accusano di immobilismo. E di complicità con il presidente dell’Autorità portuale. Il procuratore resiste. Evita i commenti, le esternazioni. E’ uno di quei magistrati ancora convinto che debbano parlare le sentenze. Ma la sentenza, nei suoi confronti, è già scritta. La valanga mediatica insiste, si accanisce. Vuole un chiarimento. Vuole sapere se nei confronti di Pasqualino Monti è stata aperta una indagine, se è indagato. Anche un semplice avviso di garanzia. Gianfranco Amendola si sente accerchiato e decide di fare un comunicato stampa nel quale chiarisce che la Procura sta svolgendo le sue indagini, come previsto per gli esposti depositati, ma nega che ci siano provvedimenti. Nessun indagato. Evita la trappola che gli hanno teso. Ma anche lui reagisce all’offensiva che adesso si allarga agli altri candidati, l’ex direttore del Censis, Giuseppe Roma, e l’avvocato esperto in diritto marittimo Francesco Maria di Majo.

Accertamenti. Assediato dalle voci e dalle denunce che echeggiano su tutta Civitavecchia, il magistrato attende gli esiti degli accertamenti. Si chiude nel silenzio. Ogni sua iniziativa rischia di condizionare la scelta dei candidati: finirebbe per fare il gioco dei registi della macchina del fango. Scopre che molti degli esposti consegnati in Procura sono sottoscritti da firme false. Convocati, i presunti estensori cadono dalle nuvole: tre di questi sono degli anziani residenti in città i cui nomi sono stati presi dall’elenco telefonico. Non sanno nulla del dossier su cui indaga la magistratura. Gli attacchi si rintuzzano, gli schizzi di fango minacciano di colpire il Procuratore sul piano personale. L’atmosfera che si respira in città è carica di tossine. Di fronte all’ennesimo affondo, Amendola sporge querela per diffamazione nei confronti del più accanito tra gli accusatori, un giornalista, direttore di un sito di notizie locali Etrurianews, Paolo Gianlorenzo. Ha un passato burrascoso, finito in carcere per calunnia, minacce e violenza privata a Viterbo e imputato in altri procedimenti nella stessa Civitavecchia. Il caso è finito a Perugia perché coinvolge un magistrato.

Il procuratore non parla. L’attuale presidente dell’Autorità portuale è sfibrato dalla lunga battaglia. Lo incontriamo nella sede dell’Autorità, dentro il porto di Civitavecchia. Sorride, nonostante la guerra che conduce da sei mesi. “Se sono scomodo”, spiega, “sono pronto a lasciare. Basta dirlo e saperlo. Quello che ho fatto lo può vedere chiunque visiti il porto. I risultati sono economici. Il primo porto della Fiat-Chrysler, le barriere naturali, create con l’edera lungo i moli dove si scaricano le nano particelle di cromo metallo delle acciaierie di Terni. Il restauro dell’antico porto di Traiano, con i suoi mosaici esposti al Louvre di Parigi. Mi si può contestare tutto. Ma il fango non lo accetto. Come le bugie, le falsità, il killeraggio a base di dossier infamanti e grossolani. Bisogna scegliere se sia ancora possibile governare in base alle competenze e capacità o se serve solo un referente politico. Io la scelta l’ho già fatta: rintuzzo la pioggia di veleni e resto al mio posto”.

 

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Civitavecchia la regina dei porti

Il porto di Civitavecchia supera i tradizionali imbarchi come Genova, Venezia e Napoli con un fatturato globale di 401,9 milioni di euro e con 1731 persone impegnate nelle attività croceristiche.
Questo è il dato che emerge dallo studio ‘‘L’analisi dell’impatto socio-economico delle attività crocieristiche del porto di Civitavecchia” che è stato commissionato dall’Autorità Portuale di Civitavecchia Fiumicino e Gaeta al CERTeT (Centro di Economia Regionale, dei Trasporti e del Turismo) dell’Università Bocconi.

L’impatto sull’economia delle attività crocieristiche operate nel porto di Civitavecchia è pari a 401,9 milioni di euro, di cui 51,3 milioni derivanti dalla spesa delle compagnie marittime, dei crocieristi e degli equipaggi sulle attività marittimo-portuali e sui tour operator locali.
222,9 milioni sono derivanti dalle spese per attività di ristorazione, di trasporto, di intrattenimento e acquisti vari dei croceristi (213,0 milioni) e dei membri degli equipaggi (9 milioni) nell’area del Lazio e infine 27,7 milioni sono prodotti dagli effetti indiretti e indotti delle attività relative ai servizi marittimo-portuali.
L’effetto occupazionale strettamente riconducibile a tali attività è pari a 1.731 addetti, ovvero a circa il 25% degli occupati in ambito portuale, di cui 601 addetti alle attività marittimo portuali e dei tour operator di Civitavecchia e 1.130 occupati indirettamente ad essi legati attraverso il meccanismo di forniture e di indotto.
Lo studio evidenzia inoltre che le 832 toccate nave e gli oltre 2,1 milioni di passeggeri del 2014 fanno di Civitavecchia il porto leader del Mediterraneo.

Dunque il porto di Civitavecchia rappresenta una grande risorsa, in grado di portare benefici, non solo a livello locale ma su tutto il territorio laziale. Dallo studio emerge infatti che il 50% dei crocieristi raggiunge Roma, il 37% si ferma a Civitavecchia e il 13% raggiunge altre città del Lazio come Tarquinia, Ostia, Cerveteri e Viterbo.

“Quella che si produce in porto – ha sottolineato il presidente dell’Autorità Portuale, Pasqualino Monti – è una ricchezza straordinaria. I numeri sono importanti, ma da qui si deve partire per lavorare insieme, programmare e creare servizi necessari”.

“Civitavecchia – ha aggiunto Pasqualino Monti – ha un’importante occasione da cogliere: c’è un mercato ancora in fase di crescita da aggredire in termini di servizi”.

 

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Affari Italiani: “Civitavecchia la regina dei porti. Crociere, mare di soldi e lavoro”

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Pasqualino Monti per rilancio del porto: sistema, logistica e sinergie

Sistema, piattaforma logistica e sinergie. Sono le tre parole chiave per il progetto di rilancio del porto di Civitavecchia e dell’Autorità portuale sulle quali si è impegnato il presidente Pasqualino Monti in questi anni.

“Sistema è quello che siamo stati in grado di fare per portare Fiat-Chrysler qui a Civitavecchia all’automotive – ha spiegato all’Adnkronos Monti, a margine del convegno sull’Economia del Mare – La piattaforma logistica è un progetto partito due anni fa e che ha dimostrato e dimostra, proprio con l’automotive, quanto Civitavecchia sia centrale nel Mediterraneo e quanto Civitavecchia possa ambire a servire i mercati di consumo alle proprie spalle attraverso una piattaforma che non guarda solo alla portualità, ma riguarda anche il retroporto. Una piattaforma logistica intermodale che ci consente di rispondere alle esigenze di mercato”.

Sempre per il rilancio Pasqualino Monti ha evidenziato l’importanza della sinergia. “Fondamentale è la sinergia tra istituzioni e le imprese si aspettano qualcosa di concreto da questo. Insieme la Regione, Comune e Governo hanno portato e portano avanti questo ambizioso progetto, lo stiamo realizzando: Civitavecchia ambisce a diventare non solo un porto passeggeri ma una vera e proprio piattaforma logistica al servizio delle merci”.

“Noi abbiamo investito 350 milioni – ha concluso Pasqualino Monti – ne mancano 600, di cui 386 privati. Perché il connubio che fa diventare il progetto di Civitavecchia un progetto forte e vincente è proprio il fatto che ci sia un cofinanziamento tra pubblico e privato al quale si aggiunge la call alla quale abbiamo partecipato in Europa per 200 milioni”.

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Pasqualino Monti e Unindustria per lo sviluppo dei porti del Lazio

Si terrà domani Mercoledì 1° aprile alle ore 10.00, presso la Sala Convegni dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, un importante momento di confronto, organizzato da Unindustria, in cui sarà presentato il Progetto di Sviluppo economico dell’asse integrato Civitavecchia-Gaeta.

Unindustria, l’associazione delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, considera da tempo l’economia del mare come uno dei principali driver di sviluppo del Lazio ed i porti nodi strategici per il rilancio del manifatturiero.  Saranno questi i temi affrontati nel convegno “L’economia del Mare: un nuovo progetto di sviluppo per il Lazio”.

Nel corso del convegno saranno illustrate le opportunità per lo sviluppo del comparto manifatturiero e del sistema turistico, derivanti dal potenziamento e dalla valorizzazione degli scali portuali del Lazio, e sarà delineato un piano per la realizzazione di opere, alcune già avviate, che prevede, tra l’altro, l’ampliamento dello scalo crocieristico, la costruzione di un nuovo terminal container nel porto di Civitavecchia, la realizzazione di un’area franca nel retroporto, l’avvio di un distripark e di nuovi collegamenti ferroviari. E poi un nuovo porto commerciale a Fiumicino nonché interventi di ingrandimento della banchina e dragaggi per lo scalo di Gaeta. Tutte opere che Unindustria, sotto la guida del presidente Maurizio Stirpe, ha sostenuto, anche a livello governativo e collaborando sia con l’Autorità portuale di Civitavecchia guidata da Pasqualino Monti, sia con la Regione Lazio.

Uno sforzo che ha consentito la realizzazione, nell’ultimo triennio, di opere per 177,67 milioni. Mentre sono in corso di esecuzione interventi per altri 177,95 milioni e sono in fase avanzata di progettazione infrastrutture per 949,27 milioni, per un totale di oltre 1,3 miliardi.

“Abbiamo lavorato sull’essere credibili, nel presentare il nostro grande progetto a tutte le istituzioni per far capire che Civitavecchia non può essere un hub destinato solo al traffico passeggeri ma anche un hub adibito al traffico merci” afferma il Presidente dell’Autorità portuale Pasqualino Monti.

E infatti, partendo proprio da Civitavecchia, è prevista non solo la realizzazione di un nuovo terminal crociere che dovrebbe essere pronto per la prossima stagione, consentendo di totalizzare tra i 2,2 e i 2,3 milioni di passeggeri, confermando lo scalo di Civitavecchia come primo scalo crocieristico italiano. Ma è anche sulle merci che si appunta l’attenzione di Unindustria. In particolare sulla realizzazione del nuovo terminal container, cardine della cosiddetta Piattaforma Lazio, che intende creare un unico sistema regionale di collegamento tra e i territori retrostanti che possa accogliere navi da 18mila teu (container da 20 piedi).

Per Fiumicino, sono stati chiesti 165 milioni alla Bei, per la realizzazione del primo stralcio di un nuovo porto commerciale per passeggeri e raghetti ro-ro. Infine ,per Gaeta, il piano prevede un investimento di 33 milioni per portare i fondali da – 10 a – 12 metri e raddoppiare la banchina commerciale.

Leggi le uscite stampa su questo argomento:

Il Sole 24 Ore: “I porti del Lazio cambiano rotta”

AdnKronos: “Unindustria: economia del mare al centro sviluppo del Lazio”

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Pasqualino Monti: “Tidei ennesima sterile polemica senza fondamento sul porto”

“Ancora una volta, parlando di Porto, il consigliere Pietro Tidei, pur di screditare l’operato dell’Autorità Portuale arriva a creare dei teoremi in cui, ormai, crede solo lui”
Questa la dichiarazione del Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti in risposta al comunicato del consigliere Pietro Tidei.

“L’unica cosa vera scritta dal Consigliere nel suo comunicato – aggiunge Pasqualino Monti – è che la valorizzazione del porto storico di Civitavecchia iniziata con la demolizione dei sili del grano ed il restyling delle zone prospicienti la fortezza del Michelangelo siano stati fermamente voluti dal sottoscritto”.

Il Presidente dell’Autority conferma inoltre che “si tratta di un progetto che creerà nuovi posti di lavoro e nuovo reddito per Civitavecchia, trattandosi di servizi di eccellenza. La piena operatività del Roma Marina Yachting Porto di Civitavecchia sarà garantita non appena terminati i lavori in corso per la ristrutturazione della banchina 5 e delle aree attigue al parcheggio Bramante”.

“Al consigliere Tidei – incalza Pasqualino Monti – sarebbe bastato affacciarsi dal lungoporto per vedere i cantieri aperti, anziché limitarsi a riprendere i numeri totali della capacità dei tre step del progetto. Tidei farebbe bene a prendere nota di come fino ad oggi nella fase transitoria, senza alcuna attività di marketing e commerciale a supporto, si siano registrati già oltre 30 accosti di yacht di grande prestigio che hanno consentito ad operatori civitavecchiesi di aumentare il proprio fatturato in mesi solitamente caratterizzati da scarso lavoro”.

Riguardo all’accusa di aver sostenuto spese per centinaia di megliaia di euro pubblici per la festa di inaugurazione, il Presidente Pasqualino Monti dichiara di aver tutelato gli interessi dell’Autorità Portuale e di tutto il Porto presso tutte le Sedi competenti.

“Spero che in futuro – conclude Pasqualino Monti – il consigliere Tidei si interessi del porto con proposte costruttive, abbandonando le sterili e vacue polemiche che peraltro non lo hanno premiato neppure dal punto di vista politico e del consenso popolare”.

 

Fonte: Il Faro Online

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Da Civitavecchia un modello per un sistema portuale regionale

Proprio nel giorno in cui Genova festeggia il record nella movimentazione di container, che è cosa buona e giusta ed è in gran parte merito anche del presidente del Porto Luigi Merlo, vale la pena di leggere altri dati interessanti che arrivano dall’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Autorità guidata da Pasqualino Monti, che è quasi un gemello diverso di Merlo, guidando Assoporti ed avendo collaborato con il numero uno del Porto genovese, fino alla decisione di Palazzo San Giorgio di sbattere la porta dell’associazione dei Porti italiani.

E per capire la rivoluzione copernicana insita nel bilancio di Pasqualino Monti e le lezioni che può dare alle autorità liguri, basta già la lettura del “sottotitolo” della definizione dell’Autorità di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, che è “Hub Logistico Portuale del Lazio e dell’Italia centrale”.

Cioè qualcosa che molto al di là del singolo Porto di Civitavecchia, ma che è proprio una rivoluzione culturale copernicana nell’approccio al concetto di portualità. Cioè Pasqualino Monti – oltre a vantare straordinari risultati sul piano dei traffici dei passeggeri e di merci di recupero di canoni demaniali che prima non venivano versati, che è sempre un grande risultato dal punto di vista della legalità – ragiona non in termini del suo Porto, nel senso della sede e delle banchine antistanti il Palazzo dell’Autorità.

Ma parla sempre e comunque di “network portuale di Roma e dei Porti del Lazio”, spiegando che la strategia del suo Ente è “quella di rappresentare il gate marittimo della seconda area di consumo italiana, Roma e il suo hinterland”. Insomma, un modello che passa dal locale al globale, come si capisce ad esempio leggendo le destinazioni delle navi (oltre a quelle da crociera, per le quali Civitavecchia è lo scalo leader in Italia e conta oltre due milioni e 600 mila transiti annui) che un tempo erano quasi esclusivamente sarde – Cagliari ed Olbia – e che oggi invece hanno linee che vanno a Barcellona, Valencia, Tunisi, Annaba, Palermo, Catania, Malta, Tripoli, Turchia, Montenegro, Anversa e Stati Uniti.

Insomma, la strategia di Pasqualino Monti con i suoi numeri eternamente in crescita – con investimenti conseguenti e molte assunzioni, alcune delle quali non piacciono a tutti, ma è quasi un particolare in questa storia comunque virtuosa – è quella di uscire dal particolarismo locale e di portare non solo le strutture laziali, ma quelle del centro Italia in generale, a fare sistema. E potrebbe essere una ricetta anche per il sistema portuale ligure, oggi frammentato in tre Autorità portuali, Genova, Savona e La Spezia.

In particolare, il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta ha puntato proprio sulla vendita del prodotto a sua disposizione: cioè l’area attorno a Roma, non solo turisticamente, può essere un mercato importantissimo dal punto di vista dei consumi. E può essere uno snodo decisivo per traffici strategici per il sistema produttivo nazionale, come nel caso delle auto FCA (il nuovo nome di Fiat) prodotte a Melfi e destinate al mercato a stelle e strisce o del terminal delle acciaierie a Terni.

Ecco, allo stesso modo – seguendo la “dottrina Monti”, da questo punto di vista certamente un modello virtuoso che potrebbe positivamente contaminare anche i Porti liguri e che in parte già lo fa – tutto ciò potrebbe esser esportato positivamente anche alla Liguria. Partendo da una semplicissima constatazione: i Porti di Genova, La Spezia e Savona sono lo sblocco al mare di Piemonte, Lombardia e Svizzera, un sistema produttivo che è uno dei principali d’Europa, insieme a quello tedesco. E quindi la “lezione Pasqualino Monti” può essere positivamente applicata a questo territorio.

È la geografia, bellezza.

Fonte: Il Giornale

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Porto di Civitavecchia: attesi ricavi in aumento del 10,96% per il 2019

Il porto di Civitavecchia segnala ricavi stimati in crescita costante fino agli 85,16 milioni (+10,96%) per il 2019. Nel 2015, sono attesi ricavi per 57,42 milioni di euro, con un incremento dell’11,15% nel 2016 a 63,82 milioni. E il trend di crescita continua nel 2017 con 67,18 milioni (+5,25%), nel 2018 con 76,75 milioni (+14,24%), nel 2019 85,16 milioni (+10,96%).

Secondo l’Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, guidata dal Presidente Pasqualino Monti, la politica gestionale e gli interventi infrastrutturali consentiranno di rafforzare la capacità competitiva risultando sempre di più polo attrattivo per nuovi traffici e di posizionarsi a livello nazionale tra i maggiori contribuenti in relazione alle entrate tributarie prodotte dalle merci in transito. Lo scalo celebra i traguardi raggiunti negli ultimi tre anni tra cui, in particolare, il nuovo ruolo di hub logistico per il mediterraneo e l’Europa. Ma anche la crescita nel settore delle navi da crociera, con gli oltre 2.600.000 transiti annui e punte giornaliere di oltre 45 mila passeggeri e turisti gestiti, oltre alla conferma di scalo di riferimento per la filiera di alimentazione dell’insediamento siderurgico di Terni, o il recentissimo avvio di traffici strategici per il sistema produttivo nazionale, come nel caso della produzione automotive Fca realizzata nello stabilimento di Melfi e destinata al mercato del Nord America. “Con questo servizio il porto di Civitavecchia, grazie al connubio con Grimaldi e Fca, diventa l’hub commerciale da cui far ripartire l’Italia”, ha detto il Presidente Pasqualino Monti.

“Non è un caso – ha proseguito Pasqualino Monti – che l’export della produzione italiana di auto, mantenuta a Melfi, come da impegno dell’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne con il premier Matteo Renzi, riprenda da Civitavecchia, che dopo aver consolidato il primato nelle crociere ha lanciato la propria sfida per le merci, ripartendo da un traffico che negli anni scorsi aveva raggiunto risultati notevoli in import”. Per la prima volta viene quindi attivata una linea diretta dal porto di Civitavecchia per i porti di Halifax e Baltimora, rendendo possibile la produzione di autovetture in Italia che avranno un marchio americano e gireranno in 100 diversi Paesi del mondo con il più grande armatore italiano del settore Ro-Ro Grimaldi Group.

Altro obiettivo raggiunto è rappresentato dall’avvio della fase realizzativa del nuovo terminal container, alla base della “Piattaforma Lazio”, con caratteristiche oceaniche in grado di accogliere unità da 18 mila teus, e il nuovo ruolo nel traffico ortofrutticolo con l’ attivazione della prima linea diretta che l’ Italia avrà attraverso il porto di Civitavecchia avrà con il Guatemala, la Costa Rica e la Colombia attraverso l’ armatore genovese Cosiarma. All’ elenco si aggiungono il ruolo di soggetto attuatore della zona franca aperta nelle aree portuali e retroportuali e l’utilizzazione dei criteri dell’ economia circolare per la trasformazione del porto storico in Marina Yachting, nuovo scalo per le grandi imbarcazioni di lusso che il presidente dell’autorità portuale Pasqualino Monti intende far diventare uno dei porti turistici più suggestivi del Mediterraneo.

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Pasqualino Monti: “Importante vittoria per l’intero cluster marittimo”

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi lo scorso venerdì, ha stralciato dal disegno di legge sul mercato e la concorrenza tutte le norme attinenti al settore della portualità. Questa decisione arriva dopo un braccio di ferro con il ministro delle infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi, che afferma così il proprio ruolo nella lunga battaglia per la riforma degli scali italiani. Il governo rinuncia così a varare norme in netto contrasto con tutti gli indirizzi comunitari volti a rafforzare la capacità di governance delle Autorità portuali.

“Si tratta di una importante vittoria per l’intero cluster marittimo, per i porti, gli operatori privati e per i lavoratori del settore – dichiara Pasqualino Monti, presidente di Assoporti – che si sono compattati fornendo al ministro Lupi, che si è battuto con decisione, gli strumenti e la forza indispensabili”.

“Ora subito il piano della logistica e dei porti e il varo della riforma di settore” rilancia quindi Pasqualino Monti per sciogliere i nodi sulla natura delle Authority e il ruolo della presidenza del Consiglio e per “imprimere una netta accelerazione al processo di messa a punto del piano della logistica e dei porti e della riforma del comparto”.

La riforma della legge sui porti la farà il Mit, cominciando a presentare entro la settimana prossima il piano nazionale della logistica e della portualità. Su come strutturare la governance dei porti, Assoporti ha già manifestato la preferenza per la soluzione che prevede la trasformazione delle Authority in “enti pubblici a ordinamento speciale”, come previsto dalla prima stesura del piano. L’associazione ha intanto creato il nuovo consiglio di presidenza, promuovendo il Presidente dell’Authority di Bari, Palmiro Francesco Mariani, a vice presidente vicario e affidando a Lorenzo Forcieri, Presidente dell’Authority di La Spezia, e Antonino De Simone, Presidente dell’Autorità portuale di Messina, rispettivamente le relazioni istituzionali e le tematiche relative al Mezzogiorno.

“Una scelta importante – ha concluso Pasqualino Monti – frutto del compattamento dell’Associazione, che rafforza il suo vertice associativo in vista degli importanti confronti sulla governance, il piano della logistica e dei porti e il varo della riforma di settore”.

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Porti: cluster marittimo contro bozza ddl su Concorrenza

Si sono espressi all’unanimità i rappresentanti del cluster marittimo – Assologistica, Assiterminal, Confitarma, Federagenti, Angopi, Fedepiloti, Federimorchiatori, Assorimorchiatori, Fise-Uniport, Fedarlinea, Fedespedi, Unionepiloti, Assocostieri al termine del confronto sull’iter di messa a punto del Piano Nazionale dei Porti e della Logistica.
L’appello rivolto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è di “rivendicare, con forza, la centralità del suo ruolo e la titolarità delle scelte in tema di sviluppo della portualità e del sistema logistico nazionale che ha nei porti il suo anello principale”, contro le ipotesi contenute nella bozza del disegno di legge Concorrenza del Ministero dello Sviluppo che vorrebbe, tra le altre cose, l’azzeramento delle compagnie portuali.

“Per accrescere l’efficienza e la competitività del sistema portuale italiano – afferma Pasqualino Monti, presidente di Assoporti – è determinante intervenire sui nodi reali del sistema e ciò significa velocizzare i processi di infrastrutturazione con una specifica attenzione al problema dei dragaggi; semplificare le procedure; alleggerire le imprese dai differenziali di costo che sopportano rispetto ai principali competitors europei e del Mediterraneo; rafforzare il ruolo di community manager degli enti di amministrazione dei porti”.

“Il tavolo in cui possono trovare risposta queste priorità – continua Pasqualino Monti – è al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed è quello che sta lavorando per costruire il Piano Nazionale della Portualità e della Logistica”.

Le Autorità portuali, i terminalisti e le imprese portuali, gli agenti marittimi, gli armatori, le imprese che gestiscono impianti costieri e le rappresentanze di tutti i servizi tecnico-nautici guardano con estrema preoccupazione alle ipotesi contenuto nella bozza di disegno di legge che, se approvate, inaugurerebbero una stagione di deregulation del mercato del lavoro portuale.

Tali ipotesi “rischiano solo di provocare effetti dirompenti per gli attori pubblici e privati della portualità e di minare gli equilibri sociali che faticosamente reggono nonostante anche in un quadro di crisi prolungata” conclude il Presidente di Assoporti Pasqualino Monti.

Leggi le uscite stampa su questo argomento:

Ansa: “Porti: Cluster marittimo contro bozza del ddl su Concorrenza”

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Pasqualino Monti e Unindustria: opportunità di sviluppo per Civitavecchia

Una nuova sede di Unindustria, come presidio di un territorio sempre più competitivo sul fronte dell’economia del mare, legato al porto turistico e allo sviluppo prossimo della zona commerciale, ed il legame con l’attività industriale sulla terraferma. È quella che è stata inaugurata a Civitavecchia dal presidente di UnindustriaMaurizio Stirpe, dal presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e GaetaPasqualino Monti, e dal sindaco di CivitavecchiaAntonio Cozzolino.

“Questa di Civitavecchia è una nuova sede fortemente voluta – ha spiegato il presidente di Unindustria – siamo in una zona a forte crescita economica ed era quindi giusto che Unindustria venisse a presidiare le esigenze del territorio. Crediamo che dalla crescita nella zona a nord-ovest del Lazio partiranno le principali opportunità di sviluppo per la regione grazie a grandi interventi infrastrutturali, e penso al porto ma anche all’aeroporto di Fiumicino, veri e propri driver di sviluppo della regione”.

L’apertura della sede di Civitavecchia è il primo passo per un percorso sinergico tra città, porto ed aziende, nell’ottica del progetto “Economia del Mare” nato con l’obiettivo di rendere la regione Lazio ancor più competitiva, creando le condizioni per generare ulteriore ricchezza per tutto il sistema produttivo con significative ricadute occupazionali.

Da porto commerciale legato a traffici regionali, il porto di Civitavecchia sta diventando hub internazionale come dimostra la scelta di Fca di attivare una linea diretta dal porto di Civitavecchia per Halifax e Baltimora per il trasporto di autovetture prodotte nello stabilimento di Melfi.

I grandi margini di crescita del movimento delle merci e le conseguenti possibilità di sviluppo di importanti attività retroportuali, sono tra i motivi principali dell’impegno di Unindustria su Civitavecchia, a cui si unisce la costituzione della zona franca aperta, fortemente voluta dal Presidente Pasqualino Monti, che permette alle imprese di vivere in un regime di defiscalizzazione con il conseguente abbassamento del prezzo al mercato di consumo rispetto a quello che oggi i cittadini pagano.

“La zona franca del porto di Civitavecchia – prosegue Stirpe – è un’occasione straordinaria. Ora aspettiamo ed invitiamo gli imprenditori che vogliano investire a venire proprio in questa zona con le loro aziende perché troveranno grandi opportunità per rendere più competitivi i loro prodotti. Il mare, la manifattura e la riconversione dell’edilizia verso la realizzazione di grandi infrastrutture e verso la rigenerazione urbana sono i nuovi driver di sviluppo per il Lazio, diversi ma ugualmente potenti rispetto a quelli avuti in passato.”

“Abbiamo lavorato sull’essere credibili, nel presentare il nostro grande progetto a tutte le istituzioni per far capire che Civitavecchia non può essere un hub destinato solo al traffico passeggeri ma anche un hub adibito al traffico merci” afferma il Presidente dell’Autorità portuale Pasqualino Monti.

Nel sottolineare che lo scalo civitavecchiese è composto anche da cinque milioni di metri quadrati retroportuali, Pasqualino Monti ha aggiunto: “Oggi abbiamo finalmente compreso la loro enorme potenzialità, e l’apertura di questa sede ne è la dimostrazione: è una nostra importante risorsa che va messa a reddito. Il rapporto con il comune diventa in tal senso fondamentale perché la comunione di intenti per lo sviluppo di un’area retroportuale deve essere totale. Sono felice e vedo l’apertura della sede di Unindustria come un punto di partenza straordinario”.

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