Angelo Greco, copyright e gli atti del convegno nazionale

Il convegno La crisi del diritto d’autore. Il copyright, tra mercato legale e pirateria” tenutosi lo scorso 17 maggio, è terminato da poche ore, ma gli animi non sono destinati a placarsi in tempi brevi. Teatro dello scontro, l’Aula Magna dell’Università della Calabria, gremita di studenti e professionisti del settore, che ha ospitato l’importante iniziativa organizzata dal portale di informazione giuridica www.laleggepertutti.it. L’evento, al quale hanno partecipato i nomi più noti in materia di diritto d’autore e diritto della rete nonchè i dirigenti SIAE e la Polizia Postale, è stato altresì seguito in streaming sul sito da centinaia di utenti, curiosi di assistere all’epico scontro tra riformisti e conservatori del mercato tradizionale.

Tema centrale della discussione, il copyright, le libertà fondamentali degli utenti sul web e la necessità, condivisa da entrambe le parti, di riformare l’intero settore. Ovviamente non poteva esserci una visione comune sulle concrete modalità di intervento, essendo i due schieramenti animati da idee e principi antitetici.

Da un lato, i cd. pirati, strenui difensori della libertà in rete, della condivisione libera della cultura, del filesharing, contrari ad ogni restrizione e imposizione di filtri che possa violare i diritti fondamentali dell’individuo. Dall’altro, la SIAE, garante degli interessi milionari delle grandi case discografiche e degli autori di opere artistiche, e la Polizia Postale, in prima linea nella repressione dei crimini informatici.

A introdurre e moderare i lavori, l’avv.Angelo Greco, noto per le sue argomentazioni in materia di diritto d’autore, direttore del portale www.laleggepertutti.it, il quale ha avanzato una serie di proposte innovative sul tema, come “l’introduzione di un sistema di licenze collettive, l’estensione al copyright della disciplina su marchi e brevetti e la separazione fra scopo di lucro e non, punendo solo coloro che vogliono trarre un profitto dalla condivisione di opere altrui. È impossibile pensare di abrogare totalmente il diritto d’autore”.

Concetti espressi con più veemenza dall’avv. Sarzana, il quale ha affermato che “i veri pirati sono coloro che agiscono per scopo di lucro”. Il famoso blogger ha proseguito scagliandosi contro la SIAE, auspicando una sua profonda riforma, “al fine di contrastarne il monopolio e dar vita a più società che tutelino il diritto d’autore in condizioni di concorrenza sul mercato”. Non più tenero l’intervento dell’avv. Scorza, il quale ha sentenziato che “il diritto d’autore sta diventando strumento di controllo e monopolio dell’editoria e dell’informazione”, e ha proseguito criticando il sistema di votazione previsto dallo statuto interno della SIAE: “Il meccanismo che prevede voti proporzionali ai guadagni favorisce gli autori ricchi, privilegiando i loro interessi. L’intera normativa dovrebbe essere cambiata”.

Va giù duro il dott. Francione, già giudice presso il Tribunale penale di Roma e autore della famosa sentenza anticopyright. Le sue parole sono musica per tutti gli internauti: “L’arte deve essere nella disponibilità di tutti, gli autori non sono i veri proprietari delle opere, ma le detengono in nome dell’umanità. Il web e la cultura sono liberi – prosegue colui che si è definito “magistrato pentito” – e, così facendo, la SIAE e le industrie dei contenuti non fanno altro che togliere ai poveri per dare ai ricchi”.

Tra i riformisti, anche Marco Ciurcina, rappresentate del partito pirata italiano, intervenuto in videoconferenza al convegno, il quale ha affermato che “la tecnica del filesharing dovrebbe essere legalizzata, riservando comunque un equo compenso agli autori dell’opera”.

Dinanzi agli attacchi e alle proposte di riforma avanzate a più riprese dalla maggioranza dei relatori, il dott. Gagliano, direttore della SIAE per l’area Calabria, Campania e Molise, non si è scomposto, sostenendo che “il diritto d’autore è un diritto dell’uomo e bisogna tutelare la libertà di creare un’opera e goderne i frutti. Il nostro sforzo è rivolto a contrastare le pratiche illecite”.

Tuttavia non si tratta solo “di contrastare l’illiceità praticata dai pirati informatici; il diritto d’autore, conciliato con la libertà degli utenti, deve anche tutelare la creatività, mettendo da parte gli interessi economici oligarchici”. È quanto affermato dall’avv. Leopoldo Lombardi, presidente dell’Associazione Fonografici Italiani (A.F.I.), il quale auspica una revisione dell’attuale normativa al fine di ridimensionare le industrie dei contenuti.

Assai interessante il contributo della Dott.ssa Scarpelli, sostituto Commissario della Polizia postale di Cosenza, che ha sottolineato come gli investigatori non dispongono di strumenti adeguati per reprimere gli illeciti commessi sulla rete.

Numerosi, poi, gli interventi dal pubblico, lasciatosi trascinare dall’infiammato dibattito, a testimonianza della lodevole iniziativa ideata e organizzata da “La legge per tutti”. Al termine del convegno, la redazione del portale (www.laleggepertutti.it) ha annunciato che questo è solo il primo di una lunga serie di incontri sul tema in questione, che è oggetto di quotidiani approfondimenti e riflessioni all’interno del sito.

La “guerra del nuovo millennio”, sotto la minaccia del regolamento antipirateria dell’Agcom, che potrebbe sconvolgere le regole di Internet, è appena iniziata. E nessuno sembra voler fare un passo indietro.

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Diritto d’autore e Copyright, gli atti del convegno realizzato da LaLeggePerTutti.it

A poche ore dalla fine del convegno “La crisi del diritto d’autore. Il copyright, tra mercato legale e pirateria”, tenutosi il 17 maggio in una gremita Aula Magna presso l’Università della Calabria, e seguito in streaming da centinaia di internauti sul portale www.laleggepertutti.it, la battaglia tra riformisti e conservatori del mercato tradizionale non si è ancora placata.
È andato in scena un vero e proprio scontro, nel corso del quale la SIAE e la polizia postale da un lato, e i nomi più famosi in materia di copyright e diritto della rete dall’altro (avv. Scorza, avv. Sarzana, dott. Francione) non si sono limitati a commentare e criticare la normativa vigente, ma hanno avanzato proposte innovative e concrete per regolamentare e contemperare gli interessi in gioco.
Come ha sottolineato l’avv. Greco, moderatore e relatore di questo acceso dibattito, “nessuno vuole abrogare il copyright, sarebbe pura utopia, ma le norme dovrebbe adeguarsi alla realtà materiale e non cambiarla. Si potrebbe quindi pensare di introdurre un sistema di licenze collettive ovvero di estendere al copyright la disciplina dei marchi e brevetti. Oppure ancora effettuare una distinzione tra fine lucrativo e non lucrativo, sanzionando solo chi intende speculare e trarre profitto dalle opere altrui”. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso l’avv. Sarzana, affermando che il vero pirata, in realtà, è colui che “agisce per scopo di lucro”, ed invocando altresì una profonda riforma della SIAE, che monopolizza il mercato falsando la concorrenza: “Solo così si potrebbero offrire agli utenti migliori condizioni di mercato e godere dei benefici derivanti dalla condivisone della cultura sul web”.
L’interrogativo di fondo, cioè se la lotta alla pirateria può determinare l’imposizione di filtri alla rete limitando le libertà fondamentali e l’accesso alla cultura, ha animato l’intera discussione. L’avv. Scorza, a tal proposito, si è scagliato contro le lobbies che governano il mercato, affermando che “il diritto d’autore sta diventando strumento di controllo e monopolio dell’editoria e dell’informazione. Il sistema attuale non può più funzionare”.
É un vero e proprio appello, invece, quello lanciato dal dott. Francione, autore della famigerata sentenza anticopyright e autodefinitosi “magistrato pentito”: “Il web e la cultura sono liberi, ognuno deve avere la possibilità di studiare e condividere con gli altri le proprie esperienze e la propria opera d’ingegno. Così facendo, la SIAE e le industrie dei contenuti non fanno altro che togliere ai poveri per dare ai ricchi, nell’ambito di un sistema a piramide massonica”.
Attacchi diretti, frontali, dinanzi ai quali il dott. Gagliano, direttore della SIAE per l’area Calabria, non si è scomposto, sostenendo che “il diritto d’autore è un diritto dell’uomo e bisogna tutelare la libertà di creare un’opera e goderne i frutti. Il nostro sforzo è rivolto a contrastare le pratiche illecite”.
Gli interventi dell’avv. Lombardi, presidente dell’ AFI e della dott.ssa Scarpelli, per la Polizia Postale, sono stati intervallati dalla partecipazione, in videoconferenza, di Marco Ciurcina, rappresentante del partito pirata italiano, che ha illustrato finalità e proposte del movimento.
Non sono poi mancati interventi dal pubblico, nell’ambito di un confronto civile e moderato su un tema scottante, che anima blog e quotidiani da circa un decennio. Da entrambe le parti, comunque, si è convenuto sulla necessità di un intervento del legislatore al fine disciplinare un settore di difficile governabilità. Il diritto d’autore, ormai, è entrato prepotentemente nella vita quotidiana, con implicazioni nel mondo della musica, del cinema, delle fotografie e in ogni attività commerciale e amatoriale.
Al termine del convegno, la redazione de “La legge per Tutti” ha annunciato che si è trattato solo del primo di una lunga serie di incontri sul tema in questione, che riceve quotidianamente ampio spazio nelle pagine del portale. La “guerra del nuovo millennio”, così come è stata ribattezzata, è solo agli inizi. E nessuno sembra voler fare un passo indietro.

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Guido Scorza, relatore del convegno nazionale sul futuro del copyright, intervistato da LaLeggePerTutti.it

Intervista all’avv. Guido Scorza

La Legge Per Tutti: Ritiene che il copyright, così com’è attualmente disciplinato, debba essere riformato a favore di una maggiore fruibilità dei contenuti sulla rete?

Guido Scorza: Il copyright trova, da secoli, la sua ragion d’essere nell’esigenza di massimizzare la circolazione della cultura, del sapere e dell’informazione. Se, oggi, nella società dell’informazione e nell’era dell’accesso, così di frequente, finisce con il rappresentare un limite alla diffusione del sapere, mi sembra evidente che vi sia qualcosa che non funzioni e che vada cambiato prima che sia troppo tardi.

 

LLPT: Ritiene che la rete internet debba subire maggiori regolamentazioni e controlli al fine di evitare la continua violazione delle norme sul copyright?

G.S.: No. Le regole ci sono. Quello che manca è, semmai, un’adeguata cultura digitale. Ma non può svilupparsi una cultura digitale in un Paese analogico. Se attraverso norme e regole riusciremo a rendere moderno e digitale il nostro Paese, ogni altro problema culturale finirà con l’essere risolto in modo automatico: dobbiamo far apprezzare ai c.d. nativi digitali che il digitale è un valore prezioso che va rispettato perché da esso dipende il loro futuro e quello del Paese. E’ un messaggio, tuttavia, impossibile da trasmettere in un paese analogico e televisivo come il nostro…

 

 

LLPT: L’Italia è uno dei paesi con maggiore tasso di pirateria al mondo. Ritiene che ciò derivi dalla percezione, da parte dei netizen, della rete come un porto franco in cui fare ciò che più aggrada loro, in perfetto anonimato, o che ormai gli utenti si siano accorti che il copyright è un dinosauro che necessiti di riforme sostanziali?

 

G.S.: Non condivido la premessa. Chi l’ha detto che l’italia è il Paese con il maggior tasso di pirateria al mondo? Non esistono studi e ricerche indipendenti idonee ad offrire una misurazione fedele del fenomeno. Lo ha, di recente, riconosciuto la stessa Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni. Neppure l’industria dei contenuti, d’altro canto, ci attribuisce un simile primato negativo. Escluderei, comunque, che la colpa sia delle leggi, sostanzialmente uniformi in tutti i Paesi europei. Il problema, come detto, è culturale: da noi può essere difficile spiegare ad un ragazzino – ma anche ad un adulto – il valore dell’immateriale.

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A Cosenza convegno sul Copyright by LaLeggePerTutti.it

L’avv Angelo Greco (foro di Cosenza) sarà uno dei relatori, ma anche il moderatore, di uno importante Convegno che si terrà giovedì 17 maggio presso l’Università della Calabria.

L’incontro vede per la prima volta partecipare, allo stesso tavolo, riformisti e conservatori del diritto d’autore.

All’incontro parteciperanno anche l’avv. Guido Scorza, l’avv. Fulvio Sarzana, l’avv. Leopolodo Lombardi (AFI), il giudice Gennaro Francione, il dott. Filippo Gagliano (SIAE) e la dott.ssa Tiziana Scarpelli (Polizia Postale).

L’avv. Greco si dichiara scettico circa la possibilità che l’ACTA o convenzioni internazionali possano risolvere il problema della pirateria informatica.

E’ successo con “Sealand”, la piattaforma militare usata dagli inglesi e nel 1967 occupata con la forza da un cittadino di Sua Maestà, il sig. Roy Bates, che ne fece la propria residenza. Una sentenza di un tribunale britannico dichiarò che la piattaforma si trovava fuori dalle acque territoriali e così sig. Roy Bates non tardò a autodichiararsi governatore di uno Stato autonomo. Gli inglesi, dopo un infruttuoso tentativo di riconquistare la piattaforma, cominciarono ad abbandonare l’idea, sperando che il tempo facesse la sua parte sul già anziano e bizzarro individuo. Ma, alla fine, la piattaforma cominciò ad ospitare server pirati, come Napster, perché si trattava di territorio fuori dalla giurisdizione di ogni altro Governo.

Se le convenzioni contro il filesharing non verranno fatte dal 100% di tutte le nazioni del globo, ci sarà sempre un’isola felice dove i pirati collocheranno i loro database, con buona pace delle leggi repressive nazionali.

Per cui, posta l’impossibilità di un accordo globale, ci si deve rassegnare al fatto che quando non si può vincere il nemico, ci si deve alleare con esso.

C’è bisogno di nuove regole che disciplinino i diritti degli autori e li facciano convivere pacificamente con i diritti della rete. Perché non si può ritenere, in via aprioristica, che ogni ragazzo che ha una connessione a internet sia anche un pirata e quindi un criminale.

Credo che la legge sul copyright vada cambiata. Cambiata e non abolita. Del resto, senza la tutela del diritto d’autore, l’arte rimarrebbe solo in forma dilettantistica e gli investimenti, in termini di produzioni e tecnologie, diverrebbero spese a fondo perduto che nessuno sosterrebbe più. Avremmo solo film e musiche senza dietro le grandi produzioni che a tutti piacciono.

Così è necessario coniugare il copyright con le nuove tecnologie e con le esigenze di condivisione e di utilizzo (in forma creativa) delle opere altrui. Non si può ignorare il fatto che la pirateria sia un nemico invincibile o, comunque, ostacolabile solo attraverso il sacrificio di molte prerogative del web. E a queste prerogative nessuno vuol più rinunciare. Anche i cellulari presentano tanti svantaggi (non in ultimo, una continua e irriverente lesione della sfera privata, in qualsiasi ora della giornata); ma nessuno è più in grado di liberarsene. Così le libertà di Internet.

La pirateria, e l’impossibilità di controllarla, è un fatto dal quale non si può prescindere nell’opera di revisione delle norme sul diritto d’autore. Ostinarsi a pensare che ciò non sia giusto equivale all’atteggiamento di chi, in linea con le dottrine astratte dei manuali, si ostini a ritenere che la forza di gravità non esiste: verrebbe spontaneo suggerire, a questi, di buttarsi dalla finestra per sperimentare quanta differenza c’è tra la teoria e la pratica.

Da tale ineliminabile circostanza si deve partire. Che piaccia o no.

Quali potrebbero essere delle soluzioni per riformare il copyright senza perciò criminalizzare il filesharing?

Avv. Angelo Greco: Una soluzione potrebbe essere quella di autorizzare almeno quello non commerciale attraverso l’imposizione di una tassa, applicata su ogni abbonamento/connessione ad Internet, che finisca nelle tasche degli artisti (o, per essi, delle società di raccolta dei diritti d’autore), le cui opere sono condivise sulle piattaforme peer to peer. Attraverso la cessione di una licenza globale gli utenti potrebbero acquistare, a poco prezzo, il diritto di condividere liberamente i file.

Si potrebbe inoltre prevedere un sistema di tutela del copyright come quello dei marchi: ossia garantendo al titolare del diritto d’autore un primo e breve periodo di tutela automatica (per esempio, dieci anni), ma imponendogli poi di rinnovarlo alla scadenza del termine. Qualora l’autore non lo faccia, tutti potranno usare la sua opera gratuitamente o attraverso il pagamento di una equa royalty.

Dunque, le uniche opere che continuerebbero a godere di protezione totale sarebbero solo quelle il cui titolare si fosse attivato concretamente per proteggerle ossia, in definitiva, quelle remunerative. Se, infatti, per il detentore del copyright non vale la pena, dopo dieci anni, compiere qualche sforzo per rinnovare la registrazione della propria creazione, tanto meno conviene allo Stato minacciare costosi procedimenti giudiziari e tenere in vita istituzioni di polizia o autority di controllo per tutelare una proprietà di cui il titolare stesso ne ha perso ogni interesse.

Ritiene che la strategia di enforcement perseguita dalla legge sia giusta?

Avv. Angelo Greco: Quando si parla di legge, spesso il concetto del giusto e dello sbagliato è relativo. In realtà, molto spesso, la legge dovrebbe prendere a riferimento ciò che la coscienza sociale ritiene giusto e poi renderlo tale anche per l’ordinamento legale.

Inasprire le sanzioni contro le violazioni del copyright rischia di sovvertire la stessa scala di gravità degli illeciti, minando la proporzione tra sanzioni. Mi spiego meglio. In Italia, molti reati caratterizzati da un maggiore disvalore sociale rispetto alla pirateria informatica sono ormai puniti in forma assai più lieve rispetto a chi scarica un cd da internet. Per esempio, il reato di molestie (che è l’anticamera del tanto condannato stalking) è considerato una semplice contravvenzione per la quale è previsto l’arresto fino a sei mesi. Al contrario, chi copia un’opera protetta dal diritto d’autore commette un delitto (cosa più grave della contravvenzione) ed è sanzionato con la reclusione fino ad un anno. Dunque, secondo il legislatore, chi usa un software come Torrent o Emule è due volte più pericoloso e criminale rispetto a chi, in pubblico o col telefono, molesti e intimorisca qualcuno. Nessuno avrebbe timore o ritrosia nell’essere amico o cenare con uno “smanettone” della rete, mentre susciterebbe certo qualche perplessità la compagnia di un tale che si diverte a intimorire le persone durante la notte, con telefonate minacciose. Eppure, nonostante questa diversa coscienza popolare, la legge usa un metro di punizione totalmente diverso.
Di Angelo Greco, avvocato online

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Fulvio Sarzana, ospite al Convegno sul futuro del copyright di Cosenza organizzato da LaLeggePerTutti.it

Traiamo alcuni estratti dal volume “LIBRO BIANCO su diritti d’autore e diritti fondamentali nella rete internet”, di cui l’avv. Sarzana è stato coautore.

 

Negli anni trenta, quando fu affidato all’architetto Robert Moses il compito di unire Long Island a New York, quest’ultimo progettò la costruzione di un ponte molto stretto per impedire agli autobus di raggiungere le spiagge e i parchi dell’isola.

Coloro che utilizzavano i mezzi pubblici erano infatti i ceti poveri, in prevalenza gli afro-americani e gli immigrati europei Irlandesi ed Italiani, non “graditi” alla popolazione anglofona cd WASP (acronimo del termine White Anglo-saxon protestant).

Long Island, nell’idea progettuale dell’architetto Moses, doveva essere un luogo raggiungibile solo dalle automobili del ceto medioalto.

In realtà si è visto che, nonostante il ponte stretto, il numero di furti negli appartamenti di Long Island non era inferiore a quello del resto dello Stato, anzi, trattandosi di una zona ad alta concentrazione di famiglie benestanti, era stato superiore rispetto ad altre zone più popolari: questo perché essendosi concentrati e rinchiusi a protezione delle loro proprietà gli abitanti della zona erano diventati un bersaglio molto più facile per i ladri che utilizzavano non gli autobus che non passavano attraverso il ponte, ma le macchine.

In effetti, si sarebbe potuto comprendere l’inutilità del progetto solo osservando che i ladri quando vogliono andare a compiere un furto non hanno bisogno di prendere l’autobus: si rubano direttamente la macchina con cui oltrepassano il ponte e vanno a compiere i furti.

Ma tant’è.

 

Questa forte polarizzazione di posizioni (e questa diversa visione del concetto di progresso e legislazione in divenire) ha determinato nei Paesi che hanno adottato norme sul copyright per adeguarle al contesto delle nuove tecnologie, una legislazione spesso “sbilanciata” verso il ruolo di repressione richiesto dai “terrorizzati” titolari dei diritti, o meglio da coloro che ne sfruttano in veste derivata i benefici economici.

Tali norme peraltro, per la natura stessa delle tecnologie di per sé mutevoli, non sono state quasi mai in grado di cogliere i significativi mutamenti della società e la necessità di adottare una politica di equilibrio tra le istanze dei titolari e i diritti dei cittadini digitali.

Si pensi alle Legislazioni Hadopi in Francia e al Digital Economy Act statunitense, fortemente stigmatizzate dalla Commissione sui Diritti Umani dell’ONU nel maggio 2011.13

 

L’Italia in questi ultimi dieci anni dopo alterne vicende, aveva adottato la politica di repressione basata sull’introduzione di fattispecie di natura penale (con il cd decreto Urbani nel 2004), modificando altresì, sempre con legislazione primaria, le norme processuali sul diritto d’autore con l’introduzione di strumenti processuali cautelari (e per ciò stesso rapidi) nel processo civile di fronte alle sezioni specializzate per la proprietà intellettuale del tribunale.

Improvvisamente si è assistito ad un cambio di rotta con l’affidamento del compito di regolamentare il tema all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

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La testimonianza dell’attrice Daniela Morozzi sul progetto LaLeggePerTutti.it

Daniela Morozzi, nota attrice di cinema, teatro e TV (nota anche per la serie Distretto di polizia) ci ha lasciato un suo rammaricato commento sull’attuale situazione della democrazia in Italia e, con l’occasione, ha parlato di “La Legge per Tutti“, il nostro progetto di consulenza legale gratuita.
La redazione di questo portale vuole ringraziare Daniela per la bellissima testimonianza.
Vieni a trovarci anche sulla nostra pagina Facebook a questo indirizzo https://www.facebook.com/laleggepertutti

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Copyright vs pirateria: chi vincerà la battaglia? Un incontro-scontro a Cosenza, con i nomi più noti d’Italia

Non sarà il solito Convegno, ma un vero e proprio scontro, quello che si terrà a Cosenza, il prossimo 17 maggio 2012, dal titolo “La crisi del diritto d’autore. Il copyright, tra mercato legale e pirateria”.
All’Università della Calabria, si daranno appuntamento, per la prima volta, i nomi più noti in Italia in materia di copyright e diritto della rete. In gioco non c’è solo il download gratuito di qualche cd, ma le stesse libertà fondamentali del web. Uno scontro epocale!
Da un lato, i riformisti, che si battono per una revisione sostanziale della disciplina del copyright, resa oggi ancor più necessaria dall’avvento di Internet e delle piattaforme di filesharing. Dall’altro, i rappresentanti dell’attuale sistema, l’industria dei contenuti, gli intermediari nella raccolta dei diritti e il loro “braccio armato”: la SIAE e la polizia postale.
Il tutto dietro lo scenario del regolamento dell’AgCom, in via di approvazione: la nuova normativa che promette controlli e pene più severe contro la pirateria informatica.

L’interrogativo di fondo è quello che occupa, da dieci anni a questa parte, le pagine dei principali giornali e blog: il filesharing è equiparabile al furto di un cd? La contraffazione è realmente causa di disoccupazione? La lotta alla pirateria può giustificare una serie di limitazioni e filtri al web, tanto da renderlo un terreno di caccia? Siamo disposti a rinunciare alle libertà cui la rete ci ha abituato in ragione della tutela dei diritti di una industria vecchia di oltre cento anni? È giusto considerare ogni utente che navighi su internet un potenziale criminale, da controllare come un detenuto col “braccialetto elettronico”?

A introdurre i lavori e a fare da moderatore sarà l’avv. Angelo Greco, già noto per i suoi scritti in materia (tra l’altro) di diritto d’autore e diritto della rete, collaboratore presso la cattedra di diritto processuale civile presso la cattedra di diritto processuale civile dell’Unical.
L’avv. Angelo Greco, da qualche mese, dirige il portale www.laleggepertutti.it, un ambizioso progetto che tenta di tradurre, in linguaggio comprensibile a tutti i cittadini, le leggi e le ultime sentenze, in modo da fornire un vademecum comportamentale per la vita di tutti i giorni.
Maggiori info su www.avvangelogreco.it
I relatori del Convegno saranno:
- l’avv. Fulvio Sarzana, blogger e avvocato noto in materia di copyright e diritto della rete. Recentemente, l’avv. Sarzana si è distinto per aver pubblicato il “Libro bianco su diritti d’autore e diritti fondamentali nella rete internet”, un interessantissimo saggio che mira a dimostrare che non tutte le critiche riferite alla pirateria sono vere. Maggiori info su www.fulviosarzana.it

- l’avv. Guido Scorza, avvocato, giornalista e famoso blogger in materia di copyright e diritto della rete. L’avv. Scorza scrive sui principali giornali online (come “Punto Informatico” e “Il Fatto Quotidiano”), distinguendosi da sempre per una posizione a strenua tutela dei diritti della rete., Dottore di ricerca in informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, è docente presso il Master di diritto delle nuove tecnologie della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, presso il Master in Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche dell’Università La Sapienza di Roma, presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, presso il Corso di Laurea in tecnologie informatiche dell’Università La Sapienza nonché presso la European School of Economics. Maggiori info su www.guidoscorza.it

- il dott. Gennaro Francione, già giudice presso il tribunale penale di Roma. Il Giudice Francione si è distinto per aver firmato, nel 2001, una famosissima sentenza, a tutti nota con il nome di “sentenza anti-copyright”. Le innovative idee del giudice Francione hanno fatto il giro del Paese e del mondo, contribuendo a ispirare il pensiero di diversi ideologi dell’anti-copyright e di taluni tribunali.

- il dott. Filippo Gagliano, direttore della sede S.I.A.E. di Napoli, competente per la zona Campania, Calabria e Molise.

- la dott.ssa Tiziana Scarpelli, Sostituto Commissario Polizia di Stato, della sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cosenza. La dott.ssa Scarpelli, già relatrice in numerosi convegni, ha maturato una approfondita e accurata competenza in materia di lotta ai crimini informatici.

- l’avv. Leopolodo Lombardi, attualmente presidente nazionale dell’Associazione Fonografici Italiani (A.F.I.).

I lavori inizieranno alle 14.30 presso l’Aula Magna dell’Università della Calabria di Arcavacata (Cosenza).
Il Convegno sarà patrocinato dall’Ordine degli Avvocati di Cosenza e varrà cinque crediti formativi.
Sponsor principale della manifestazione sarà il portale www.laleggepertutti.it, l’unico sito che spiega la legge e le sentenze della cassazione con il linguaggio semplice e pratico del cittadino.

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