Dietro la Maschera: David Bowie a Berlino

Abbiamo visitato per voi la mostra fotografica David Bowie I Berlino: a new career in a new town, presso la galleria ONO Arte Contemporanea di Bologna. Nascosta in un vicolo del centro storico, in vetrina la gigantografia di Bowie offre al passante una visione inaspettata. Ed entrando negli ambienti della galleria, mossi su tre livelli, si incontra un interessante spaccato della vita dell’imprevedibile David Bowie, artista a tutto tondo che ha vissuto intensamente e mutevolmente attraverso gli ultimi cinque decenni della musica e del cinema.

Brian Duffy Aladdin Sane open eyes 1973 Dietro la Maschera: David Bowie a Berlino

I curatori hanno indagato con passione gli anni di trasferta a Berlino del cantante, dal 1976 al 1979. All’apice del successo (sono già usciti Hunky Dory, Ziggy Stardust, Aladdine Sane), il Duca attraversa un momento di massima angoscia. Non riesce a riconoscersi nella vita americana di Los Angeles, dove si è trasferito, e si trascina sempre più oltre il limite, assorbito da magia nera e cocaina, denutrito da una folle dieta a base di soli latte e peperoni. Ma Bowie non è nato per affondare e, dimostrando ancora una volta un’ incredibile capacità di rinascere attraverso nuove esperienze, getta letteralmente la maschera. Attraverso il respiro autentico di una Berlino ancora divisa dal muro ritrova forza e ispirazione per lavorare, conBrian Eno e il produttore Tony Visconti, a tre grandi album che segneranno la storia della musica: Low, Heroes e Lodger. L’esposizione bolognese ripercorre quegli anni attraverso scatti inediti e immagini fortemente evocative, come quelle scattate a Bowie e Eno negli studi di incisione Hansa By The Wall, e attraverso i contributi scritti dai curatori, che ricostruiscono quegli anni arricchendoli di dettagli e aneddoti avvincenti. Non è un caso che Bowie, dopo anni di silenzio, sia uscito a sorpresa (l’8 gennaio, suo 66esimo compleanno) con un nuovo struggente singolo, Where are we now, accompagnato da un videoclip che ripropone vecchie immagini berlinesi: la città tedesca di nuovo punto di partenza, anche attraverso un nostalgico sguardo al passato.

Ma più di ogni altra cosa, ciò che cattura è l’inafferrabile volto di Bowie, che finalmente riusciamo a cogliere senza maschera in numerosi scatti di grandi autori (alcuni in vendita), anche antecedenti e successivi al periodo berlinese. Imperdibile il ritratto in bianco e nero di Barrie Wentzell, alla Gare du Nord di Parigi nel 1973: un giovane Bowie seduto in relax, con uno sguardo naturale e quasi sbarazzino, senza trucco, i capelli vaporosi, ci regala per un attimo la sensazione di poter toccare la sua anima più innocente e nascosta. Di grande suggestione anche lo scatto di Mac Cormack, che cattura il cantante mentre, a Mosca, osserva dalla finestra la parata di maggio, in una città gelida e dai contorni sfuggenti. Le foto di Philippe Auliac ci offrono un Bowie in concerto, in una sequenza di fotogrammi quasi cinematografica, ma anche un inedito Iggy Pop al naturale, in un primo piano sincero e affascinante. E poi immagini di viaggio, treni e attese, in una carrellata di scatti non posati e suggestivi. Vicino ai ritratti più noti, di Brian Duffy, Mick Rock e Justin de Villeneuve, che hanno incarnato l’immagine di copertina di grandi album, o altri scatti che ci propongono il ben noto Bowie, talvolta alieno e talvolta alienato, spicca un affascinante ritratto a colori del 1972 di Mick RockBowie mirror. In un gioco d’effetti che richiama atmosfere quasi fiamminghe, il cantante si riflette nello specchio, tra una natura morta e il verde di un misterioso giardino, nel suo eterno gioco tra realtà e finzione.

Commenti

Il Cubismo

Il Cubismo è una corrente pittorica del Novecento che stravolge il modo in cui i soggetti vengono rappresentati: la realtà delle cose, difatti, anziché essere riprodotta fedelmente, viene scomposta in piani e forme geometriche semplici, intanto la i volumi e la prospettiva sono rinnegati. Si realizza, nei dipinti dei cubisti, una identità singola tra più corpi, spazio e oggetti. Anche il cubismo è stato naturalmente oggetto di business per chi intende investire nel settore dell’arte.

 

Distinguiamo due tipologie di cubismo: il Cubismo Analitico (1909-1910), caratterizzato dall’accentuata frammentazione di piani e forme geometriche, e dall’utilizzo di colori spenti e opere di una unica tonalità; e il Cubismo Sintetico, che, sviluppatosi a partire dal 1912, recupera parzialmente colore e forme, non connesse alla concezione spaziale di allora.

I principi del Cubismo sono dichiarati, con Georges Braque, da Pablo Picasso, personaggio, quest’ultimo, di indubbio spicco all’interno del movimento pittorico in oggetto.

 

Nasce in Spagna e si muove verso Parigi intorno al 1904, dove inizia a frequentare l’ambiente degli intellettuali e dei poeti, diventando ben presto il promotore di un severo cambiamento artistico.

Nei primi cinque anni del secolo seguono i periodi blu e rosa: ilperiodo blu (1901-1904) è formato da un elevato pessimismo e dalla rappresentazione di temi legati alla solitudine,vecchiaia e povertà (“Poveri in riva al mare”, ); il periodo rosa (1905-1906) vede invece come protagonista il circo con i relatici giocolieri e saltimbanchi (“La famiglia dei Saltimbanchi”).
La svolta decisiva per il sorgere del cubismo arriva col “Ritratto di Gertrude Stein“, opera completata nel 1906 ad un anno dal suo inizio e in questo momento il dipinto è terminato direttamente col ritratto di getto, non rivedendo le forme che risultavano più semplici del solito ma ponendo particolare attenzione sui volumi.

Commenti

Cosa vuol dire arte Concettuale

Con la parola arte Concettuale ci si accinge aindicare una espressione artistica dentro la quale le definizioni espresse prendono il sopravvento sull’aspetto fisico e perfino sulla percezione della creazione che si sta analizzando. Quest’arte particolare si è sviluppata nella metà degli anni Sessanta, partendo dagli U.S.A. e arrivando nel resto del mondo un po’ più tardi. In questo tipo di arte non ha valore la tecnica adottata per creare l’opera , ma è più rilevante il pensiero che questa vuole trasmetterci.

 

Ovviamente, tale definizione permette che si crei una nuova tipologia di arte, che contrasta la definizione di arte in senso tradizionale. Uno dei più importanti artisti di tale particolare tipologia d’arte è l’artista Sol LeWitt. Egli aveva espresso i propri concetti nei testi conosciuti come “Paragrafi sull’arte concettuale”. Un artista per altro conterraneo di LeWitt, ovvero Joseph Kosuth, si era dato da fare producendo opere sia di natura mentale sia intellettuali, in cui come abbiamo detto, l’opera fisica ha ruolo di sfondo.

 

La propria poetica è emblematicamente descritta nell’opera “One and three chairs”, in cui al centro si trova l’oggetto, vicino a una sua fotografia a grandezza naturale e al significato espresso dal vocabolario. L’essenza, l’immagine e il linguaggio – tre diversi esempi di dascrivere la realtà – vengono in questo lavoro accostati. Una seconda figura veramente importante nell’ambiente dell’Arte Concettuale fu il tedesco Joseph Beuys, che nelle sue opere provò ad imporre l’equazione arte=vita.

 

Quest’artista è famoso per un suo numero davvero particolare, che vedeva l’artista chiuso dentro una gabbia insieme ad un coyote. Questa performance è conosciuta con il nome di “Amo l’America e l’America ama me”. Nel nostro stato invece, l’artista di maggiore rilievo per tale movimento artistico è senza dubbio Vincenzo Agnetti, che ha un insieme di opere molto particolare, tra le quali “La macchina drogata”, una calcolatrice che ha delle lettere che sostituiscono i numeri.

Commenti

RADIO e xister presentano MENCRAFT – Makers Festival 12-16 Giugno – ROMA

5 giorni in cui RADIO invita a riflettere sul confine tra artigianato e opera d’arte, tra status d’artista e qualifica di artigiano.Singole personalità, gruppi di lavoro e piccole imprese esponenti di quella che chiamiamo ‘NEW WAVE’ dell’artigianalità contemporanea; in una parola i nuovi Makers.

MENCRAFT esporrà Motociclette assemblate manualmente e chitarre di alluminio artigianali. Tavole da surf prodotte nell’adriatico e prototipi abitativi per i senzatetto delle nostre città. Un film porno didattico e il manifesto dello ‘streetfood’ ma anche cosa vuol dire essere un punk minorenne in Crimea e suonare afro-beat per il mondo anche se sei nato a Ravenna.

Persone e cose provenienti dal Libano come da New York, dalla penisola arabica come da Los Angeles, Da Bergamo come Ravenna.

I makers ci racconteranno le loro storie, i loro progetti.

Conosceremo a fondo il lavoro di Davide Caforio, Felix Thorn, il laboratorio N.O.A.H. guitars, il collettivo Tour De Fork, Sergio Messina e molti altri.

Una fitta programmazione di concerti e performance dal vivo accompagnerà l’esposizione lungo tutto l’arco della settimana : la Classica orchestra afro-beat, ensemble barocco di 11 elementi che suona le musiche di Fela kuti accompagnati dal figlio Seaun Kuti in persona, una commissione speciale di MENCRAFT per una prima assoluta, forse irripetibile; il live di Machinedrum, genio newyorkese autore di uno dei dischi di elettronica dell’anno; J-ROCC maestro del nostro tempo, eleva la figura del dj a quella di musicista e intrattenitore di lusso; Mombu, mostro afro-noise potenziato per l’occasione da un gruppo di percussionisti africani; il reading dell’attore Valerio Aprea accompagnato da due musicisti e molto altro ancora nel programma di MENCRAFT.

 

MENCRAFT è completamente gratuito. Segui tutte le news su Facebook:https://www.facebook.com/mencraft Roma 12-16 giugno 2012

RADIO – Locate,tune, amplify. Un think-thank permanente su culture emergenti, media contemporanei e pratiche di vita. Radio progetta e produce contenuti nati dalle passioni di singoli talenti, preparati a rapportarsi con il mercato. Radio crede nell’economia della cultura come motore per la crescita, individuale e d’impresa. www.radio-lta.com

xister

Agenzia creativa specializzata in media emergenti. Festeggia i suoi 10 anni di attività con un grande evento nel programma del Festival. E’ partner di RADIO. www.xister.com

Autore: Radio – Locate,tune, amplify

info@radio-lta.com

Commenti

Parliamo dei falsi d’autore

Il falso d’autore è un termine che si usa per indicare la riproduzione di una copia di un’opera d’arte famosa. compie questa tecnica è una persona che compie falsificazioni secondo il tipo di opera d’arte che viene richiesto. Anche ai fini della vendita quadri,questa definizione di falsi d’autore ha dato una mano a cercare una risoluzione alla totalità di quelle situazioni in cui era dubbia la paternità dell’opera che è stata creata come falso. Queste persone che ricopiano le opere sono nominate altresì con il nome di “riproduttori di scenari”, anche se però le loro creazioni erano eseguite con alcune tecniche che non hanno nulla a che vedere con quelle dei pittori antichi, come Caravaggio o Michelangelo.

 

Proviamo a calarci un momento in ambito lessicale, tentando di capire cosa vuol dire la parola “falsario”, che, non poche volte, è il termine che viene adoperato per far riferimento a tali persone. Molto spesso, una persona intende il falsario come un soggetto che “copia” gli oggetti preziosi, come i gioielli, ma non è sempre così.Tanti sono gli appellativi per indicare tale personaggio, come per esempio possiamo utilizzare il termine “copista”, anche se tuttavia anche su tale termine dobbiamo aprire una parentesi, dato che “copista” è anche la parola utilizzata per indicare il soggetto che produce opere originali, ma copiando un preciso stile.

 

Un esempio veramente particolare di falso d’autore lo abbiamo nel momento in cui discutiamo del noto Mariolino da Caravaggio, denominato altresì “il falsario”. Tale artista ha copiato moltissimi quadri famosissimi che, come qualsiasi altra opera d’arte conosciuta come falso d’autore, vengono apprezzati in quanto sono la rappresentazione di uno stile che non muore mai, ma è sempre e costantemente riaffermato, quasi come a voler evidenziare che sia lo stile più importante per l’arte.

 

Oggigiorno i falsi d’autore sono presi come modello di un “ritorno al passato”. Con questa insieme di parole vogliamo dire che copiare un’opera famosa, significa estrapolare le tecniche di creazione della medesima opera così che tali opere possano essere apprezzate nel nostro periodo come lo sono state nel loro periodo di creazione, sia dallo stesso autore, che da tutti quelli che intendono comprare quadri in vendita. La totalità dei falsi d’autore sono considerati come se facessero parte della pittura tradizionalistica. In molti casi, diverse copie sono state impossibili da riconoscere, e per questo motivo non si è potuti risalire all’artista che ha creato l’opera; è per questo che i falsi d’autore hanno creato quel settore dell’arte denominata “l’arte senza identità”, arte la cui vendita di quadri è efficiente ancora oggi.

Commenti

Universalpaint

Stampiamo su tela pittorica ed eseguiamo affreschi murali. Vendiamo articoli promozionali personalizzati. Realizziamo il desing di siti internet.
Potrai trovare quadri di riproduzioni d’arte del passato, stampati su tela pittorica, oppure stampe su materiale da affresco murale. Inoltre abbiamo oltre 2000 articoli di oggetti promozionali personalizzabili.
Lo studio grafico Creazioni Grafiche Porro vi propone stampe tipografiche e digitali per ogni vs. esigenza a prezzi spaccati, non esitate a contattarci per un preventivo gratuito

Commenti

Lecce e i suoi monumenti

Il cuore del Salento, Lecce, batte nel suo centro storico. Lo proteggono le antiche mura cinquecentesche e ne regolano l’ingresso ben 3 porte dall’aspetto monumentale. Dovete solo scegliere da quale entrare dopodiché sarete voi ad andare incontro ad numerosi gioielli artistici e storici.
Se morite dalla curiosità di ammirare immediatamente quei gioielli della città che brillano di più entrate da Porta Rudiae. Nei tempi antichi conduceva alla vecchia città messapica omonima, poi andata in rovina mentre oggi vi conduce dritti in Piazza Duomo. Prima di giungerci però oltrepasserete le chiesette di S. Giovanni Battista, di S. Anna e di S. Teresa. Il loro fascino non è altro che un’anteprima di quella di una delle piazze più rinomate d’Italia. Assisterete ad uno spettacolo incantevole: le forme complesse del barocco si conciliano con la pietra leccese duttile e friabile per poi spalmarsi sulle facciate degli edifici , sulla cattedrale, dalla quale prende il nome la piazza, ma anche su quel campanile che è uno dei più elevati in tutta Europa. Slanciato per 70 metri si eregge su cinque piani di balaustre, terrazzi, decorazioni e piramidi. Degno di attenzione anche l’Episcopio, soprattutto nel suo corpo centrale, che contiene tra i più antichi orologi pubblici della città, addirittura del 1700. Altre bellezze sacre le notorete all’interno del Museo Diocesano, ospitato in una sala del Palazzo del Seminario
Un altro gioiello sacro da contemplare è quella statua di Sant’Oronzo, altra grande attrattiva per il Turismo di Lecce, che, con i suoi 29 metri d’altezza, s’ innalza nella piazza omonima solo qualche metro più avanti. Quando sarete lì non dimenticatevi di ammirare anche la bellezza del Sedile della cappella di San Marco e della chiesa di S. Maria della Grazia. Abbassate lo sguardo infine per apprezzare quel che resta dell’anfiteatro romano contornato da un parapetto in pietra
Un mix di bellezze sacre e profane si spalancherà dinanzi a voi anche se sceglierete di entrare a Lecce da Porta San Biagio. Qui ha sede Santa Croce la basilica che è l’esempio più significativo del barocco leccese. La sua facciata è ornata con decorazioni, statue, simboli che narrano una storia antica fino al 1500. Accanto abita il Palazzo dei Celestini sede della Prefettura. L’ex convento si contraddistingue per uno stile barocco più sobrio dai delicati disegni ornamentali
È monumentale il Castello di Carlo V edificato nel XVI secolo intorno ad un’antica struttura medievale. Alcune sue sale a piano terra ospitano dal 2008 il Museo della Cartapesta
C è un museo però che primeggia su tutti. È il museo provinciale intitolato a Sigismondo Castromediano, compreso nell’ex collegio dei Gesuiti e non più dal convento dei Celestini come trent’anni fa. Potrete raggiungerlo entrando da Porta Napoli, l’arco trionfale da cui si accedevaantica capitale del Regno. Qual è la sua peculiarità? È il museo più antico di Puglia fondato nel 1800. Ci racconta le civiltà passate del salento fra reperti archeologici, dipinti bizantini, ceramiche messapiche e materiali barocchi
Se pensate di fare una semplice vacanza a Lecce, beh restate a casa. Se verrete qui sarà un vero viaggio nel tempo che vi permetterà di scoprire la storia secolare di questa città dal fascino che coinvolge

Commenti

GUIDA DI RODI

Rodi (in greco Rhodos o Rodos, in inglese Rhodes) è la più grande isola del Dodecaneso ed una delle più grandi della Grecia. Ha una lunghezza di 80 km ed una larghezza di 35 km ed è la l’isola più distante, dopo Kastelorizo, dalla Grecia peninsulare. Si trova a meno di 20 km dalla costa turca.

Rodi è una delle isole greche più famose e visitate, in particolar modo dal turismo britannico, con orde di teenager che ogni estate trascorrono qui le proprie vacanze, in particolare a Faliraki, uno delle località turistiche più grandi ed attrezzate. La gran parte dei turisti, in genere, si concentra tra l’omonimo capoluogo e Lindos, secondo centro abitato, lungo la costa orientale, in un susseguirsi di piccoli villaggi e lunghe spiagge di sabbia fine intervallate da insenature nelle quali si trovano fantastiche spiaggette dove il mare è meraviglioso.

Rodi è piena di spiagge, gran parte di sabbia, anche se non è difficile trovare tranquille calette rocciose. E’ possibile rilassarsi in spiagge praticamente deserte oppure divertirsi praticando sport in quelle più attrezzate, nelle quali ci sono, di solito, anche beach bar e taverne. Le spiagge sono ben tenute e quasi sempre poco affollate. Difficile dire quale sia la spiaggia più bella di Rodi. Molti prediligono la spiaggia di Anthony Quinn, ma sono tante le spiagge che offrono scenari suggestivi.

La lingua straniera più diffusa è l’inglese, ma sono in molti a parlare l’italiano. Molti ragazzi di Rodi parlano italiano perché lo hanno studiato all’università in Grecia o in Italia. Non è raro incontrare qualche vecchietto del posto che troverà piacevole intrattenersi con i turisti parlando italiano, in ricordo del colonialismo italiano dell’isola.

Sull’isola c’è un moderno ospedale che effettua anche il servizio di Pronto Soccorso. Nelle cittadine di Afandou ed Archangelos ci sono anche le guardie mediche. Infine, sono presenti diverse cliniche private, spesso piuttosto care.

SOMMARIO
Introduzione pag.5
Informazioni Utili pag.5
Cosa Mettere In Valigia pag.6
Come Raggiungere Rodi pag.7
Dove Dormire pag.7
Cucina Greca pag.8
Dove Mangiare pag.13
La Vita Notturna pag.15
Escursioni E Spostamenti pag.15
Storia e Mitologia pag.16
Architettura E Urbanistica pag.17
La Città Vecchia (Old Town) pag.19
Il Palazzo Del Gran Maestro pag.20
Il Quartiere Turco pag.21
Il Quartiere Ebraico pag.21
Korakonero pag.22
L’acropoli Di Rodi (Il Monte Smith) pag.22
L’acquario Di Rodi pag.23
Il Parco Rodini pag.24
Koskinou pag.24
Kallithea pag.25
Faliraki pag.25
Spiagge Nei Pressi Di Faliraki pag.26
Altre Spiagge Della Costa Orientale pag.27
Psinthos pag.27
Afandou pag.28
Kolymba pag.28
Archangelos pag.29
Lindos pag.30
L’acropoli Di Lindos pag.31
Agios Pavlos pag.32
Lardos pag.32
Laerma pag.33
Gennadi pag.33
Askilipios pag.34
Kiotari pag.34
Pefkos pag.35
Ixia pag.35
Ialyssos pag.36
Kremasti pag.36
La Valle Delle Farfalle (Petaloudes) pag.37
Theologos (Tholos) pag.37
Salakos pag.38
Embona pag.38
Kamiros pag.39
Kritinia pag.39
Monolithos pag.40
Altre Spiagge Della Costa Occidentale pag.41
Prassonissi pag.42
Indirizzi e Numeri Utili pag.43

Clicca qui per vedere la descrizione completa della guida di Rodi

Commenti