Scelli: “Il ritorno a casa di Greta e Vanessa è un grande successo”

L’intervista di Antonino Monteleone a Maurizio Scelli, ex commissario della Croce Rossa Italiana.

Maurizio Scelli, ex commissario della Croce Rossa Italiana, conosciuto soprattutto grazie al suo impegno umanitario in Iraq è stato intervistato da Antonino Monteleone, nel programma Piazza Pulita in onda su La7, sul caso della liberazione di Greta e Vanessa.

In base alla sua esperienza, in prima linea nelle trattative per rilascio degli ostaggi Maurizio Agliana, Umberto Cupertino, Salvatore Stefio, e poi protagonista nell’agevolare quello di Simona Pari e Simona Torretta sequestrate successivamente, Maurizio Scelli dichiara che il ritorno a casa di Greta e Vanesse è un grande successo, “un successo di quel grande gioco di squadra”.

Sulle modalità di pagamento del riscatto, Maurizio Scelli afferma:

“È la cosa più difficile che esista perché quando ci sono in gioco i soldi lei ha le api che girano intorno al miele, tutta gente che è completamente delegittimata. Se si sparge la voce dei soldi lei avrà intorno tutta gente che avrà tutta l’intenzione a ingannarla, anche a fare in modo che un’ipotesi riscatto possa essere indirizzata chissà da quale parte”.

“Se non sei assolutamente esperto – prosegue Maurizio Scelli – e non hai vicino chi è in grado di darti le indicazioni giuste rischi veramente di farti male e di rischiare la vita in maniera seria.”

E sulla possibilità che sia stato pagato un riscatto per la liberazione di Greta e Vanessa, Maurizio Scelli conclude: “La vita vince sempre”.

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La nascita dell’associazione Confimprenditori promossa dall’attuale Presidente Stefano Ruvolo

Le tappe della nascita dell’associazione nazionale Confimprenditori e la collaborazione per la costituzione di EdilForma Italia con il prezioso contributo di Stefano Ruvolo.

 La nascita dell’associazione Confimprenditori promossa dall’attuale Presidente Stefano Ruvolo
La storia congiunta di Confimprenditori e del suo Presidente Stefano Ruvolo

L’associazione nazionale Confimprenditori, impegnata nel sostenere lo sviluppo e la crescita delle piccole e medie imprese italiane, nasce nel 2008 nella città di Roma grazie all’impegno di Stefano Ruvolo, attuale Presidente, e di un piccolo gruppo di imprenditori desiderosi di creare un nuovo soggetto associativo non ancora presente nel nostro Paese. Nel corso dell’anno successivo si assiste all’apertura delle prime sedi e alla firma dei primi CCNL – Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Il 2010 rappresenta un anno fondamentale per la Confederazione Italiana Autonoma dei Piccoli Imprenditori, la quale viene ufficialmente riconosciuta come associazione a carattere nazionale dal Ministero del Lavoro e firma importanti convenzioni con l’INPS e con l’INAIL. Nel 2011 Stefano Ruvolo viene nominato come nuovo presidente dell’associazione fondata con il suo contributo: sin dal suo insediamento viene avviato un progetto che si prefigge l’obiettivo di cambiare il modo di fare associazionismo in Italia. Nel 2012 vengono firmati i primi contratti collettivi con il settore dell’edilizia e nasce EdilForma Italia, un ente Bilaterale Paritetico. Data la repentina crescita, nel 2013 viene organizzato il primo meeting nazionale dell’associazione e l’anno successivo vengono aperte numerose sedi su tutto il territorio nazionale.

Stefano Ruvolo e la nascita di EdilForma Italia

EdilForma Italia nasce nel 2012 per volontà di Confimprenditori e del suo Presidente Stefano Ruvolo,come Ente Paritetico Bilaterale di carattere nazionale il cui obiettivo consiste nel fornire formazione professionale, tutelare la salute e la sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro del settore edile o connessi. L’associazione propone infatti attività informative, assistenziali, di consulenza e promozionali legate alla tematica della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro, in particolare rivolte a piccole e medie imprese italiane con l’obiettivo ultimo di ridurre in larga misura i rischi legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Per maggiori informazioni legate alle attività di Stefano Ruvolo, visita il profilo personale presente su Slideshare.

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Protezione dai furti in casa: i mezzi consigliati

Il concetto di sicurezza domestica viene spesso sottovalutato, ma in realtà le statistiche parlano chiaro: i furti in casa sono aumentati nel giro di un paio di anni, soprattutto perché non si protegge in modo adeguato la propria abitazione.
Per evitare di essere svegliati nel bel mezzo della notte a causa dell’intrusione in casa di malfattori, occorre adottare dei sistemi di deterrenza ai furti, che prevengano eventuali disavventure.
Stando ai dati raccolti dai sondaggi, la maggior parte dei ladri non aspetta più che le città e le case si svuotino in occasioni di feste o vacanze, ma si introducono nelle case durante tutto l’anno, a prescindere dalla presenza di persone all’interno.
I migliori sistemi di deterrenza ai furti sono gli impianti di allarme, che possono essere di diversa natura, caratteristiche e prezzi.
Uno dei dispositivi maggiormente utilizzati è l’antifurto wireless, semplice da installare perché funziona tramite le onde radio. Questo antifurto è alimentato a batterie e garantisce la piena funzionalità anche in caso di assenza di corrente elettrica. I sistemi di allarme moderni hanno il vantaggio di disporre anche dei combinatori telefonici, che consentono di impostare dei numeri da chiamare in caso di avvenuto allarme. Grazie al progresso della tecnologia, oggi è anche possibile piazzare un secondo smartphone in casa, come una sorta di videocamera di sorveglianza, che registri i movimenti in casa, facendo scattare la sirena nel momento in cui avverte anche il minimo movimento. Se desiderate un sistema di videosorveglianza a basso prezzo, vi consigliamo di dare un’occhiata alle offerte relative agli smartphone Huawei, ideali per questo tipo di utilizzo per il loro vantaggioso rapporto qualità/prezzo. Questo sistema di sorveglianza è facilmente gestibile dal proprio cellulare, dal quale potrete tranquillamente monitorare la situazione in casa in ogni momento.
Ovviamente esistono anche altre tipi di sistemi di allarme, tra cui quello con i fili, che però è caratterizzato da costi più elevati.
Il secondo miglior deterrente alle intrusioni in casa è rappresentato dalle grate di ferro, da montare sia sulle finestre che sulle portefinestre.
Un altro mezzo di deterrenza è la presenza in casa di una porta blindata, che oggi è un’assicurazione contro le effrazioni; queste porte sono caratterizzate da un’elevata robustezza e resistenza agli urti, oltre ad essere dotate di chiavi non duplicabili.
Al di là dei dispositivi di protezione per la propria casa, esiste anche un metodo diverso per prevenire i furti domestici, ovvero attraverso il proprio comportamento.
L’indicazione principale è quella di fare conoscenza con i vostri vicini, allo scopo di instaurare un rapporto di fiducia reciproca finalizzato anche al controllo reciproco delle rispettive case, specialmente quando si parte per lunghi periodi. Una volta scelto il vicino più fidato, chiedetegli di controllare la vostra abitazione di tanto in tanto, perché tutto sia in ordine; chiedetegli inoltre di raccogliere le giacenze della vostra posta, per evitare che qualche intenzionato capisca che la casa è disabitata.
Se invece vi assentate per brevi periodi, assicuratevi di lasciare una luce a basso consumo accesa, che simuli la presenza di qualcuno all’interno.
Non lasciate mai le chiavi di casa sotto i tappetini, nei vasi, ecc..perché si tratta dei posti in cui il ladro andrebbe a guardare di sicuro.
Se poi viveste in un luogo particolarmente isolato è consigliabile la presenza di un cane da guardia e l’insieme dei principali deterrenti ai furti.
Proteggendo la vostra casa in modo adeguato ne guadagnerete in tranquillità e serenità; ricordate che il furto in casa è uno degli episodi peggiori della vita domestica di un individuo, che spesso lascia un senso di paura difficile da abbattere.

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Nicola Savoretti e le prestigiose esperienze in campo internazionale

Il percorso professionale e le esperienze del manager Nicola Savoretti, acquisite presso prestigiose aziende in campo internazionale.

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Le esperienze formative di stampo internazionale di Nicola Savoretti

Nicola Savoretti, classe 1964, inizia presto a viaggiare in giro per il mondo e ha l’opportunità di formarsi in ambito internazionale, frequentando diversi istituti. Comincia il percorso nella città di Courmayeur dove svolge i primi studi sino al 1977, anno in cui si sposta a Monte Carlo per frequentare il Collegio Francescano, dove ottiene il diploma nazionale francese BEPC – Brevet d’Études du Premier Cycle. L’anno seguente si muove alla volta della Russia, precisamente nella città di Mosca, e qui affronta gli studi superiori all’interno di un istituto sovietico. Concluso il ciclo di studi, riparte nuovamente, questa volta per recarsi in Svizzera dove, dopo aver ottenuto l’abilitazione di maturità, può prendere parte al corso di laurea in Legge e successivamente al Master in Business Administration nella prestigiosa Webster University di Ginevra.

La carriera professionale di Nicola Savoretti

Il percorso lavorativo di Nicola Savoretti inizia nel 1984 quando comincia ad occuparsi della gestione delle pubbliche relazioni all’interno dell’azienda sciistica guidata dal padre nella località di Courmayeur. Due anni dopo lascia l’incarico ed inizia una collaborazione con De La Rue Giori, società svizzera specializzata nella produzione di attrezzature di stampa per valute e documenti di sicurezza, dove viene nominato Assistente del Vicepresidente. Successivamente entra nel campo farmaceutico ricevendo gli incarichi di Area Manager e General Manager per Ares – Serono. Le ampie esperienze acquisite in campo internazionale gli consentono di fondare una società di consulenza di business in territorio russo e di importazione di oggetti di lusso da Italia, Francia e Svizzera.


Per maggiori informazioni sulla carriera di Nicola Savoretti, visita il suo canale su Youtube.

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Il percorso politico di Angelo Riccardi, Sindaco di Manfredonia

Il percorso politico che ha contraddistinto la carriera di Angelo Riccardi, dagli inizi sino al ruolo di Sindaco del Comune di Manfredonia.

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L’ingresso in politica di Angelo Riccardi

Dopo aver conseguito il diploma come Geometra, nel corso degli anni ’80 Angelo Riccardi avvia il proprio percorso in ambito sociale collaborando con l’UISP – Unione Italiana Sport per tutti, dove si occupa dell’organizzazione di eventi sportivi e sociali. Il lavoro svolto gli consente di ricevere le nomine a Dirigente Regionale e Nazionale dell’Associazione. Nel 1992 viene eletto Consigliere Comunale di Manfredonia e nel 1995 entra a far parte della giunta: nel corso di questa esperienza riceve le deleghe per quanto riguarda i settori cultura, sport, pubblica istruzione, servizi sociali e cimiteriali; è uno dei principali protagonisti della creazione del “Manfredonia Festival” e della rassegna culturale “Sud-Est”, oltre che della riorganizzazione dei servizi del Comune, prestando una particolare attenzione ai ragazzi. Nel 2000, in occasione di un nuovo mandato elettorale, viene rieletto nella nuova giunta e riceve la delega per le opere pubbliche, collocando la città al primo posto regionale per volume di investimenti.

Le attività recenti di Angelo Riccardi

Sempre nel 2000 Angelo Riccardi entra a far parte della Commissione Nazionale della Federgasacqua, la Federazione italiana delle imprese dei servizi idrici energetici e vari. Nel 2002 consegue l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti di Bari e riceve in affidamento la direzione di “Manfredonia Opere Pubbliche”. Nel 2003 diventa Assessore provinciale, per la provincia di Foggia, ai Lavori Pubblici e Infrastrutture, conducendo il progetto di sviluppo delle risorse territoriali PTCP – Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e propone il progetto PRISMA per il monitoraggio degli appalti pubblici e della sicurezza sul lavoro. Nel 2005 viene eletto Consigliere Regionale per la Puglia e componente della Commissione Ambiente – Assetto del Territorio. Infine nel 2010 diventa Sindaco del Comune di Manfredonia, incarico tutt’ora ricoperto.


Per maggiori informazioni relative alla carriera di Angelo Riccardi, visita il suo profilo su H2Biz.

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Il vinile, la rinascita della musica in LP

I dischi LP, chiamati anche dischi in vinile: sicuramente chi è vissuto attorno agli anni Ottanta avrà potuto conoscere questa tipologia di dischi, conosciuti anche come 33 giri, i quali durante quel periodo, ebbero un grandissimo successo, facendo vivere una splendida era all’intera industria musicale, contribuendo anche al grandissimo successo di tantissimi artisti, che nel corso di quell’annata stavano iniziando a farsi conoscere nel panorama musicale italiano ed internazionale.
Chi è vissuto in quell’epoca dunque è riuscito a vivere un pezzo della storia della musica e dalla sua industria: chi invece è nato attorno agli anni Novanta ha vissuto un periodo completamente diverso, formato prima dalle musicassette e successivamente dai CD musicali, mentre oggi si parla di formato digitale ed MP3.
Essendoci una grandissima crisi mondiale, anche il settore della musica ovviamente ha subito una brutta botta d’arresto: CD, MP3 o comunque altri supporti fisici, ovvero oggetti che si possono toccare con mano, hanno subito un grandissimo e clamoroso crollo delle vendite, anche a causa della vendita in formato digitale della musica, che offre la possibilità agli utenti del web di poter scaricare le canzoni che si preferiscono direttamente dagli store come iTunes.
Anche questo settore comunque ha subito un brutto colpo, dato che le vendite sono crollate e si sono ridotte del circa cinquanta percento, mentre invece lo streaming musicale, ovvero poter ascoltare la musica in maniera completamente gratuita, continua ad essere in voga e probabilmente rappresenta la nuova era della stessa industria musicale.
Ebbene, malgrado la crisi abbia colpito il settore musicale e tutti i suoi prodotti, i dischi in vinile o LP sono tornati, a grande sorpresa, sulla cresta dell’onda, o come direbbero in molti, sono tornati di moda: a testimoniarlo sono il gran numero di vendite che questo particolare formato è riuscito a registrare nel corso degli ultimi due anni, a discapito di tutti gli altri tipi di formati e supporti musicali.
Il paese che ha registrato il maggior numero di vendite di questo formato di disco è stata la Gran Bretagna, che ha realizzato ben oltre le seicento mila vendite, cifra veramente elevata, mentre l’artista che ha venduto più copie nel corso dell’ultimo anno è stato Datf Punk, che con RAM ha venduto oltre i quarantanove mila di copie di dischi in LP.
Si può dunque sostenere che i dischi in questo formato non sono mai spariti dalla circolazione, e una piccola colpa deve essere attribuita agli artisti musicali i quali, vedendo che le nuove generazioni prediligevano un particolare formato di disco, hanno optato per trasformare le loro opere, se così si vogliono definire, nei formati di ultima generazione.
Il mercato dei dischi in vinile dunque torna alla ribarta dopo circa trent’anni dal suo esordio, dimostrando come gli oggetti vintage, se ben realizzati e soprattutto se apprezzati, riescono a sopravvivere al tempo e alle evoluzioni tecnologiche.
Questo è testimoniato anche dal fatto che le vendite della musica è calata drasticamente mentre quella degli LP è aumentata notevolmente.

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Pensione ai superstiti: FAP ACLI in aiuto dei giovani pensionati

La proposta di legge della Federazione Anziani Pensionati per integrare le pensioni di invalidi, inabili e  superstiti alla perdita di un coniuge o del genitore

La riforma delle pensioni del 1995 (legge 8.8.1995 n. 335), introducendo un sistema di calcolo delle pensioni esclusivamente contributivo per chi ha iniziato a lavorare successivamente al 1 Gennaio 1996, ha di fatto abrogato il diritto all’integrazione al trattamento minimo, strumento attraverso il quale veniva garantito un importo minimo della pensione ai lavoratori, in possesso di requisiti e di condizioni reddituali di diritto.

Si viene così a delineare uno scenario nel quale alcune categorie non sono tutelate, in contrasto con l’ art. 38 della Costituzione per il quale “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati i mezzi adeguati alle loro esigenze in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”. 
Un analogo concetto di tutela dovrebbe inoltre essere esteso anche alle “pensioni ai superstiti”. Ma cosa si intende per pensione ai superstiti

Per pensione ai superstiti si indica una prestazione economica erogata sulla base dei concetti fondamentali della funzione previdenziale. In particolare è la pensione che, alla morte del lavoratore assicurato o pensionato, spetta ai componenti del suo nucleo familiare .

Tale pensione può essere distinta in pensione di reversibilità o pensione indiretta.

La pensione di reversibilità viene erogata nella situazione in cui il pagamento del trattamento pensionistico era già in favore del defunto, titolare di una pensione diretta. 
La pensione indiretta viene invece erogata nella situazione in cui il lavoratore defunto non era ancora titolare di pensione. La condizione sine qua non è che il lavoratore assicurato abbia maturato 15 anni di contribuzione utile o 5 anni di contribuzione in tutta la vita, di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni precedenti il decesso.

Ma se una pensione indiretta o di reversibilità viene liquidata sulla base del sistema contributivo, essa non beneficia di alcuna integrazione al minimo livello percepibile, a prescindere dal possesso o meno di redditi del titolare della pensione a  differenza di come avveniva per il sistema retributivo, ma viene semplicemente liquidata sulla base dei contributi, quali che essi siano. 

In questo modo il sistema previdenziale non risponde alle esigenze solidaristiche in situazioni emergenti di perdita o di cessazione del reddito da lavoro, andando invece ad incidere sull’aumento dei “nuovi poveri”. 

Coloro che sono impossibilitati a svolgere l’attività lavorativa o si trovano in situazione di indigenza (invalidi, inabili, superstiti) e ai quali non si applicano i dispositivi di integrazione dei minimi sono circa 51mila in Italia. In media un pensionato con queste caratteristiche percepisce 173 € mensili, ben al di sotto della soglia di povertà.

La FAP il sindacato pensionati promosso dalle ACLI ha pertanto delineato una proposta di legge che prevede che ci sia un de minimis universalmente riconosciuto, erogato in misura tale da consentire che l’ammontare dei trattamenti non sia inferiore all’importo annuo di €7.000.

Per ottenere questo minimo vitale la Fap propone che il titolare abbia un reddito inferiore ai €7.000 che si alza a €14.000 in caso di coniuge, escludendo dalla valutazione dei redditi la casa di abitazione e l’eventuale indennità di accompagnamento. Qualora nel nucleo siano presenti figli minori o inabili il minimo vitale spetta comunque.

Alla proposta di legge, la FAP ACLI ha affiancato il lancio della campagna “E Se piove?” veicolata sui social per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa situazione di disagio e di ingiustizia sociale.

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I videogiochi fanno male ai ragazzi?

Giocando troppo a lungo con i videogiochi, secondo una ricerca condotta da psicologi americani, renderebbe i bambini aggressivi e antisociali. Cosi come un decennio fa era la televisione, i videogiochi diventano adesso una sorta di baby sitter a cui genitori troppo impegnati affidano i propri figli. Secondo recenti statistiche, sono i bambini i soggetti che rimangono più a lungo esposti a questa tipologia di contenuti, complice anche la possibilità di giocare con smartphone e tablet: risulta infatti che giocano in media 3-4 ore al giorno e in alcuni casi, anche dalle prime ore della giornata. Un’esposizione eccessiva dunque inciderebbe negativamente sul comportamento dei ragazzini e sul rendimento scolare (problemi di memoria e di attenzione).

Ma è proprio così? I videogiochi hanno solo un impatto negativo sui ragazzi? E cosa fare dunque e come comportarsi nei confronti di questi contenuti che ormai fanno parte integrante della vita nostra e dei nostri figli? Secondo gli esperti italini di pedagogia che si occupano in modo specifico di bambini e multimedia, il videogioco potrebbe avere in realtà anche un valore educativo.

Anni fa il filosofo Karl Popper dichiarò la televisione “cattiva maestra”, soprattutto per la violenza che comunica e proprio ai più giovani. Tale tesi è stata ripresa nei confronti dei videogiochi, ma fu criticata dai sociologi che sottolinearono che il videogioco “fa bene ai bambini”. È una finestra aperta sul mondo. Diverte ed educa con contenuti più cognitivi e più sociali al valore del conoscere come a un comportamento più solidale.

Di fatto però il videogioco può essere “nemico” se lasciato a un uso libero da parte dei ragazzi; fa bene invece se selezionato, guidato nell’uso, sperimentato e agito insieme agli adulti: genitori, nonni, zii etc., i quali commentano, spiegano, temperano l’impatto meno educativo di alcuni videogiochi.

Tuttavia è altrettanto vero che i genitori la usano spesso come baby sitter. Così questo contenuto multimediale diventa passatempo e favorisce un uso molto libero di quel mezzo. Questo perché le case hanno poco spazio per le attività di gioco dei ragazzi, come anche nelle città i quartieri hanno pochi giardini o spazi-gioco (ludoteche, biblioteche).

Allora il videogioco diviene una risorsa per l’uso del tempo libero, a portata di mano e a basso costo (prendiamo per esempio le app di giochi scaricabili sui cellulari in modo gratuito). E su tutto ciò devono essere sensibilizzati proprio i genitori. Essi devono avere una conoscenza più organica dei vari giochi e dell’uso che i propri figli fanno di quest’ultimi. Devono stabilire tempi e regole per tale uso, favorendone un uso intelligente e più critico, e in questo uso critico la famiglia può avere per alleata la scuola.

E’ inutile nascondersi dietro un dito. I videogiochi sono una vera “passione” per i ragazzi. Non stupisce che, specialmente per le app su mobile, i videogiochi negli ultimi anni hanno avuto un boom importante, tanto da far nascere dei veri e propri fenomeni di massa. Clash of Clans e Boom Beach, ne sono un esempio, e sempre più sorgono comunità online come “Trucchi Boom Beach” che racchiudono in sè, videogiocatori che discutono e si scambiano guide e consigli.

Tuttavia, andrebbero esclusi i videogiochi violenti, ipercinetici, il cui messaggio è di sopraffazione o di lotta estremizzata, e andrebbero invece favoriti quelli di avventura, di scoperta, di ruolo, di conquista in cui sono più presenti i valori che i ragazzi stessi sentono e devono sentire più propri: la cura, la sicurezza, l’amicizia, l’empatia etc. Così anche i videogiochi educano. Anche sul piano cognitivo: stimolano a simulazioni, aprono al virtuale, sviluppano l’immaginario.

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San Valentino 3.0 – cari saluti dagli spammer

 San Valentino 3.0 – cari saluti dagli spammerIl giorno di San Valentino è un vero e proprio appuntamento fisso per i cyber criminali. Anno dopo anno G DATA ha constatato un considerevole aumento dei flussi di spam e dei crimini perpetrati online. L’obiettivo degli autori è quello di spingere gli utenti ad accedere a siti fraudolenti o a scaricare codice malevolo sul proprio PC al fine di carpire dati personali, informazioni sulla carta di credito o credenziali di accesso agli online-shop

Bochum (Germania)

Il regalino di San Valentino
Ogni anno, poco prima del giorno di San Valentino i server che dispensano spam da parte dei criminali informatici lavorano a pieno regime.

Con mail di spam o piazzando link infetti sui social network gli autori dirottano gli utenti su pagine internet con codice malevolo al fine di scaricare malware sul PC dell’utente. Oppure i criminali inviano auguri di San Valentino con tanto di virus allegato (p.es. biglietti d’auguri, presunte conferme d’ordine o video).

Oltre alla potenziale infezione del computer volta al furto di dati personali (carte di credito o credenziali d’accesso a piattaforme online) G DATA mette anche in guardia contro le email di phishing di San Valentino; nello specifico, il cyber criminale cerca di appropriarsi dei dati dell’utente inviandogli false fatture o conferme d’ordine e spingendolo ad immettere i propri dati di login per un dato shop online per verificare tale ordine.

I link contenuti in tali email conducono l’utente su pagine internet di truffatori online che offrono merce contraffatta tra cui gioielli, profumi o altri regali tipici di San Valentino. Gli autori di tali truffe, sfruttando lo spirito del momento, cercano di attirare le potenziali vittime su negozi online fittizi per carpirne i dati della carta di credito.

Thorsten Urbanski, G DATA Software AG, commenta:
„Noi consigliamo agli utenti internet di non aprire neppure le email di spam per San Valentino, bensì di cestinarle immediatamente, di non cliccare in nessun caso sugli eventuali link presenti in tali email, poiché questi spesso portano a siti web infetti. Lo stesso dicasi per eventuali allegati, aprendoli gli utenti potrebbero infettare il proprio PC con pericolosi malware”

“Il giorno di San Valentino è un vero e proprio appuntamento fisso per i cyber criminali. Ad ogni ricorrenza abbiamo constatato un considerevole aumento dei flussi di spam e dei crimini perpetrati online. L’obiettivo degli autori è quello di spingere gli utenti ad accedere a siti fraudolenti o a scaricare sul proprio PC codice malevolo al fine di carpirne dati personali, come ad esempio informazioni sulla carta di credito o le credenziali di accesso agli online-shop.”

 San Valentino 3.0 – cari saluti dagli spammerSpam pericoloso

I consigli degli esperti

  • Email provenienti da sconosciuti non dovrebbero essere lette. Allegati quali: biglietti di auguri o video o link di qualunque natura non dovrebbero essere aperti. Un filtro antispam è comunque sicuramente d’aiuto.
  • I cyber criminali sfruttano la fiducia a priori degli utenti per i propri scopi. Si consiglia di non cliccare su eventuali link, anche nei social network o se inviatici da amici. Servizi come longurl.org ci aiutano a verificare l’effettiva destinazione di link abbreviati.
  • La lingua può aiutarci ad identificare una truffa molto rapidamente, sarà infatti ben difficile che un amico ci invii una comunicazione in una lingua che non sia la sua madre lingua. Anche errori di battitura o di grammatica sono spesso indizio di una mail di spam.

La sicurezza prima di tutto

  • Come indicato nelle nostre raccomandazioni per il Safer Internet Day, il sistema operativo, le applicazioni e il software antivirus del PC come anche degli smartphone o tablet dovrebbero essere sempre aggiornati all’ultima release.
  • La soluzione di sicurezza adottata dovrebbe verificare costantemente la presenza di codice malevolo nel traffico HTTP, bloccandolo.

Proteggere il proprio indirizzo email

  • Rispondendo a mail di spam (ad esempio cliccando su un link fittizio per la disiscrizione) si mostra ai criminali che l’indirizzo viene impiegato attivamente, rendendo l’utente ancora più interessante per chi invia le mail di spam.
  • Il proprio indirizzo email primario non dovrebbe essere pubblicato distrattamente su forum o guestbook, poiché risulta visibile ai cyber criminali. A tale scopo si raccomanda l’impiego di un indirizzo email secondario.
  • Non si devono assolutamente comunicare informazioni personali o bancarie, né via mail, né su siti di dubbia natura.

Gli oggetti più ricorrenti nelle mail di spam per San Valentino

  • Regali selezionati per il giorno degli innamorati
  • Regali selezionati per la festa più romantica del mondo
  • Arriva preparato alla festa degli innamorati
  • Compra qui regali speciali per tutti gli innamorati
  • Fai uno splendido regalo per San Valentino
  • I migliori regali per la festa degli innamorati per il tuo amore
  • Fai un bel regalo per San Valentino
  • Regali indimenticabili per San Valentino

I social network

  • Gli utenti dei social network, come Facebook,Twitter o LinkedIn dovrebbero fare attenzione. Sempre più spesso i criminali postano sulle bacheche o nei messaggi link abbreviati a siti infetti. In assenza di una protezione antivirus che operi in tempo reale l’utente scarica inavvertitamente del codice malevolo sul PC. I cyber criminali approfittano dei servizi di abbreviazione degli URL poichè nascondono la vera destinazione del link.
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