Trucchi Pokémon Go

Archive for Salute e benessere

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma sostiene AVIS

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma oggi porta alla vostra attenzione un tema che ci sta molto a cuore: si tratta della donazione del sangue, un gesto semplice ma importante che tutti a nostro avviso dovrebbero compiere.

La principale associazione italiana che si occupa di donazione di sangue è l’AVIS (associazione italiana donatori sangue), della quale Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma è sostenitore. L’Avis  Comunale di Roma è un’Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), costituita tra coloro che volontariamente e gratuitamente donano il proprio sangue. Questa associazione è apartitica e aconfessionale, senza discriminazioni di sorta ed esclude qualsiasi fine di lucro.

La sezione romana dell’AVIS è stata fondata nel 1937 e da allora è attiva sul territorio della Capitale, proponendo iniziative e attivismo sociale che ha lo scopo di far aumentare il numero dei donatori ma anche quello di perseguire scopi sociali e culturali che vadano a vantaggio della cittadinanza.

Donare il sangue è un gesto che può salvare la vita: si tratta infatti di incrementare la disponibilità di quel patrimonio collettivo di solidarietà a cui tutti possono attingere e di cui tutti potrebbero avere bisogno. Il sangue infatti non è riproducibile in laboratorio ed è indispensabile per la vita, nei casi di servizi di primo soccorso, di malattie oncologiche o trapianti.  Noi di Via di San Giovanni in Laterano siamo orgogliosi di dire che siamo donatori Avis.

Ha proprio questo scopo l’evento in programma domenica 17 aprile a Roma, quando Avis sarà presente insieme ad altre associazioni per il rilancio e la valorizzazione della periferia di Labaro. L’obiettivo è quello di far rinascere anche nella periferia valori veri come l’altruismo e la solidarietà. Anche noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma saremo presenti per aiutare le associazioni culturali a promuovere progetti di donazione si sangue, biblioteche aperte, stand informativi delle maggiori associazioni culturali della zona.

Commenti

Implantologia transmucosa prezzi

Il protocollo dell’implantologia transmucosa, detta anche flapless (che in inglese significa senza lembo) od anche “ad una fase” prevede, attraverso l’utilizzo di frese chirurgiche, la creazione di un foro che attraversa la gengiva.

Una volta creato l’alloggiamento, l’odontoiatra inserisce l’impianto in titanio assicurandolo all’osso e sopra a questo posiziona la protesi dentaria che può essere costituita da una corona singola (di differenti materiali) nel caso in cui l’impianto serva per sostituire un solo elemento dentale oppure da una protesi fissa, invece, in cui siano più denti a mancare all’interno della bocca del paziente.

La tecnica trasmucosa non prevede, da parte del dentista, l’utilizzo del bisturi per incidere la i tessuti molli, non è necessario lo scollamento della gengiva dall’osso, non è necessario neanche creare un lembo attraverso il quale esporre l’osso mascellare sottostante (o come anche viene detto: rendere direttamente visibile il campo operatorio).

Non essendo necessario l’impiego del bisturi per incidere, il campo operatorio risulta quasi esangue ovvero il sanguinamento è estremamente ridotto e non sono necessari neanche i punti di sutura.

L’importanza degli esami diagnostici

Non potendo l’odontoiatra vedere direttamente l’osso, la tecnica transmucosa può essere posta in essere con successo solo se il chirurgo conosce già la quantità e la qualità dell’osso in cui andrà ad alloggiare gli impianti dentali e questo è possibile oggi grazie alla tecnologia la quale permette una ricostruzione tridimensionale virtuale della bocca del paziente attraverso esami radiologici particolari eseguiti con strumenti quali la DENTASCAN o, attraverso l’impiego di software professionali, a partire della TAC.

Come si è arrivati all’implantologia transmucosa ?

Questa tecnica odontoiatrica o, più precisamente, implantologica, non è del tutto nuova poiché già in passato alcuni medici tra cui l’illustre professor Tramonte, avevano già individuato la possibilità di collocare impianti dentali senza la necessità di incidere la gengiva.

Tuttavia, i diversi tentativi fatti non approdarono agli ottimi risultati che sono oggi raggiungibili a causa dell’impossibilità di avvalersi di strumenti tecnologici che potessero permettere a detti precursori di effettuare una valutazione approfondita ed estremamente precisa dell’osso mascellare all’interno del quale gli impianti dovevano essere inseriti e senza la possibilità di individuarne la posizione più utile e corretta al fine del successo operatorio cosa che, invece, oggi rappresenta la quotidianità per molti dentisti.

Vantaggi della tecnica transmucosa

  • praticabile senza l’utilizzo del bisturi;
  • non è necessario procedere con la sutura;
  • il dentista non deve rimuovere i punti;
  • il campo operatorio presenta un ridotto sanguinamento;
  • il tempo di guarigione dei tessuti gengivali interessati è più veloce;
  • il trauma operatorio e post operatorio è minore;
  • indolore (i pazienti generalmente lamento solo una sensazione di fastidio più o meno intenso in base alla sensibilità ed alla capacità di sopportazione del paziente stesso)
    assenza o quasi di ematoma o edema post operatori;
  • recupero pressoché immediato della propria quotidiana;
  • risultati raggiungibili in minor tempo (poiché non è necessario attendere il periodo di osteointegrazione come invece prevede la tecnica a lembo o a due fasi);
  • Il rischio di infezione post intervento è estremamente ridotto poiché i tessuti non vengono esposti a potenziale contaminazione esterna quindi il paziente non ha neanche la necessità di una pesante copertura antibiotica (comunque questo deve essere deciso dall’odontoiatra);
  • La gengiva attorno al foro non presenta lesioni e le impronte dentali per la costruzioni della protesi provvisoria risulteranno più precise (di poco) quindi anche l’estetica finale ne potrà trarre beneficio;
  • Immediata soluzione dell’edentulia parziale o completa (ovvero mancanza di tutti i denti, una parte di essi od anche un solo elemento dentale) poiché il paziente potrà uscire dallo studio medico con una protesi fissa sugli impianti che monta denti esteticamente validi (anche se nella maggioranza dei casi non definitivi) e che permettono la normale masticazione anche di cibi solidi immediatamente dopo l’intervento (è comunque sempre consigliabile una certa moderazione almeno per le prime settimana in modo tale da non sollecitare inutilmente le strutture interessate);

Svantaggi / limiti

Quando si descrive l’implantologia transmucosa ed i relativi lati positivi e negativi non possiamo espressamente elencarne gli svantaggio, si tratta piuttosto di limiti di tale procedura odontoiatrica infatti, essa non può essere utilizzata quando la qualità e/o la quantità di osso a disposizione non sono sufficienti. In tali situazioni, quando il dentista deve preventivamente ricorrere ad una integrazione ossea od ad un rialzo del seno mascellare allora è doveroso poi procedere con l’implantologia a lembo detta anche a due fasi.

Qual è il costo dell’implantologia transmucosa ?

Nonostante l’impiego di strumentazione altamente tecnologica e costosa, l’implantologia transmucosa tende sempre più ad avere un prezzo contenuto rispetto alla procedura a due fasi in primis poiché il dentista non deve intervenire due volte (a distanza di tempo) ma anche perché la maggiore richiesta dei macchinari necessari da parte di un numero sempre crescente di operatori del settore tende inevitabilmente a creare concorrenza la quale, come è noto, fa, a sua volta, diminuire i prezzi.

DENTISTA BOLOGNADENTISTA BOLOGNADENTISTA BERGAMODENTISTA BOLOGNA

Commenti

La sicurezza dell’acqua che beviamo

La maggior parte dell’acqua imbottigliata in Europa deriva da fonti sotterranee, classico esempio sono le acque minerali o di sorgente, confezionate poi in contenitori plastici o di vetro sigillati. A differenza dell’acqua in bottiglia quella dei rubinetti arriva da fiumi o laghi e quindi da fonti di superfice, ecco perché deve essere obbligatoriamente sottoposta a trattamenti di messa in sicurezza microbiologica e chimica. Read the rest of this entry »

Commenti

Qualità della coltivazione biologica: nutrimento per l’anima?

Si parla spesso di ricerche scientifiche sul biologico, certo esse, prese singolarmente, sono parziali ma con una valutazione globale ci si rende conto che il cibo biologico è per sua stessa natura di alta qualità.

E’ un cibo saporito e ricco di elementi salutari, i bambini che fanno consumo di prodotti biologici non hanno nel sangue residui di pesticidi al contrario dei prodotti convenzionali, le mamme che mangiano biologico non trasmettono questi residui ai figli in grembo e che stanno allattando, non si espongono a potenziali tossine microbiche e a tanto altro ancora. Read the rest of this entry »

Commenti

Come curare l’alopecia androgenetica

L’alopecia androgenetica è una forma di calvizie che interessa soggetti di ambo i sessi, che hanno più probabilità di essere colpiti negli anni dell’adolescenza. Esistono diverse opzioni curative utili per far fronte alla perdita dei capelli tipica dell’alopecia androgenetica.

Quando si cerca una cura per l’alopecia androgenetica risulta possibile ricorrere all’autotrapianto, alternativa utile soprattutto in causa di alopecia androgenetica con origini ereditarie. La medicina estetica è un ambito che è opportuno considerare quando si parla di cure per l’alopecia androgenetica. Questa branca medica consente infatti di ricorrere a opzioni come la biostimolazione dei follicoli tramite cellule staminali provenienti dal sangue del paziente.

L’alopecia androgenetica può essere trattata anche grazie a presidi farmacologici. Ecco alcuni dei più utilizzati:

  • Finasteride: farmaco impiegato soprattutto per la cura dell’alopecia androgenetica maschile.
  • Alfatriodol: farmaco che agisce inibendo l’azione dell’enzima 5-alfa-reduttasi, che ha un ruolo fondamentale nel blocco dello sviluppo dei follicoli. La sua somministrazione avviene a livello topico.
  • Sulfasalazina: questo farmaco è un immunomodulatore indicato anche per il trattamento dell’alopecia areata.

Esistono anche diversi rimedi naturali utili contro l’alopecia. Quali sono? Si tratta soprattutto di prodotti erboristici, che risultano maggiormente efficaci se distribuiti sul cuoio capelluto con un massaggio.

Tra queste soluzioni di cura contro l’alopecia androgenetica è possibile ricordare gli oli essenziali a base di timo, olmo e noce.

Può risultare particolarmente utile anche frizionare il cuoio capelluto con estratti di the verde o di gingko biloba. Sempre nel novero delle cure naturali utili contro l’alopecia è possibile ricordare i Fiori di Bach, in particolare il Cherry Plum. Se l’alopecia è legata a stress può risultare vantaggioso accompagnare una di queste alternative terapeutiche con l’assunzione di presidi farmacologici aventi l’obiettivo di contrastare gli stati di ansia.

Commenti

Vieni a conoscere ICOM e i suoi corsi di Osteopatia, il campus aspetta solo te!

Ricerca, Community e Internazionalità. Ecco le caratteristiche che contraddistinguono e rendono all’avanguardia la scuola di osteopatia ICOM e i suoi corsi di osteopatia.

Grazie ad una struttura all’avanguardia, al servizio degli studenti, alle sue sedi sia in Italia che all’estero e i suoi corsi di Osteopatia, ICOM College è l’Università con la realtà formativa più importante a livello italiano.

Corso osteopatia ICOM

ICOM – Corsi di Osteopatia d’eccellenza

Dislocata su 6 sedi italiane (a Milano, Torino, Busto Arsizio (VA), Firenze, Catania e Napoli) e una dislocazione in Inghilterra, ICOM College è la più grande scuola di Osteopatia in Italia.
La sede principale situata a Cinisello Balsamo, vicino a Milano, si ispira alla struttura dei college inglesi, caratterizzati da ampie aule didattiche, biblioteche e sale studi ma anche ampi spazi per il tempo libero e lo sport, giardini, mense e bar. Composta come un vero e proprio campus, ICOM ospita, tra i vari spazi, un’area clinica che si compone di 42 ambulatori all’avanguardia in grado di soddisfare tutte le esigenze dei propri studenti. Le aule moderne, fornite dei più avanzati supporti tecnologici garantiscono lo svolgimento di un corso di osteopatia di alta qualità, permettendo anche la sperimentazione e l’applicazione diretta ed immediata delle teorie apprese.
Grazie agli alti standard qualitativi che contraddistinguono ICOM oggi, la scuola di Osteopatia ha all’attivo anche una sede in Inghilterra. Difatti, nella dislocazione inglese, gli studenti completano il loro processo di formazione e di svolgimento di tirocini clinici conseguendo il titolo M.Ost RQ.

Corso di osteopatia ICOM: proposta formativa

Fondata in America a fine ‘800, l’Osteopatia è una Medicina complementare che non prevede l’uso di farmaci ma si basa sulla manipolazione e la conoscenza precisa del corpo umano. Grazie a questo trattamento è possibile curare numerosi dolori articolari e muscolari, disturbi o problematiche relative al sistema neuro-muscolo-scheletrico, neurovegetativo, circolatorio e digestivo. Essendo una pratica non invasiva, l’Osteopatia è consigliata per tutte le fasce d’età, dal neonato all’anziano.
Con la diffusione ed il riconoscimento della disciplina in Italia negli anni ’60, è nata sempre di più l’esigenza di università e piani formativi dedicati.
ICOM fornisce una risposta qualitativa e professionale a tale esigenza, grazie a corsi di osteopatia che associano la formazione teorica alla pratica clinica grazie a tirocini osservazionali e applicativi

Partecipa ad un Open Day o richiedi un incontro personale per conoscere i nostri docenti, visitare le strutture e conoscere tutti i dettagli del corso di osteopatia più adatto a te!

Commenti

Disposizioni per il miglioramento del SSN secondo Marcella Marletta al Congresso della Sifo

Importante appuntamento sulla qualità del servizio sanitario, il Congresso della SIFO, giunto alla XXXVI edizione, ha visto l’intervento della dottoressa Marcella Marletta, esponente ministeriale.

Marcella Marletta, dirigente ministeriale

Marcella Marletta interviene al XXXVI Congresso SIFO

Il Congresso della Sifo (Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie), nella sua XXXVI edizione, si è tenuto a Catania dal 22 al 25 ottobre. Il Centro Congressi “Le Ciminiere” ha ospitato una vasta gamma di iniziative e di manifestazioni, tra cui una sessione precongressuale, una poster session, due letture magistrali, un Talk Twitter, sei sessioni plenarie, quattordici sessioni parallele, un workshop Lab Movie e cinque lunch meeting. In chiusura dei lavori è stato infine proposto un talk show condotto dal giornalista Franco Di Mare, che ha diretto la discussione sui Livelli di Essenziali di Assistenza (LEA). All’interno delle proposte anche la tavola rotonda dal titolo “Sostenibilità e garanzia dei Livelli di Essenziali di Assistenza (LEA) alla luce della giurisprudenza”, a cui ha preso parte il Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute, Marcella Marletta. Ritenendo tale argomento di particolare importanza, la dottoressa è intervenuta in merito alla qualità e al livello di accessibilità offerte attualmente dall’assistenza sanitaria, in quanto questo può assumere funzione di indicatore della effettiva civiltà espressa da uno Stato. Per quel che riguarda l’Italia, la dottoressa Marcella Marletta ha delineato i provvedimenti ministeriali che verranno attuati al fine di incrementare la qualità del livello del SSN, individuati nella creazione di una Cabina di Regia per l’HTA, oltre che di una Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’appropriatezza nel Ssn i quali dimostrano l’esigenza di sorreggersi su una struttura solida che ne consenta il corretto funzionamento, insieme a dei collegamenti che si integrino in questo processo.

L’excursus professionale della dottoressa Marcella Marletta

La dottoressa Marcella Marletta consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università la Sapienza di Roma, ottenendo in seguito la specializzazione in oftalmologia. Nel 1982 affronta e supera un concorso pubblico che le consente di entrare a far parte del Ministero della Sanità, dove inizialmente riceve incarichi di natura internazionale. Nel 1984 viene indirizzata su mansioni di farmacovigilanza, all’interno della Direzione Generale del Servizio Farmaceutico, con il compito di valutare ed osservare sperimentazioni cliniche dei prodotti di natura farmaceutica. Assume in seguito la carica di Vice Consigliere Ministeriale della Direzione Generale dell’Igiene pubblica, a cui segue il titolo di Direttore della Divisione II nella Ex Direzione generale degli ospedali del Ministero della Sanità, che la vede incaricata di occuparsi di situazioni di emergenza e di maxi emergenza. Divenuta nel 1997 Direttore dell’Ufficio Dispositivi Medici, assume la responsabilità del monitoraggio delle attività comunitarie per mantenere l’aggiornamento sulle normative europee, ricevendo nel 2004 la nomina a Direttore dell’Ufficio VII della Direzione Generale Farmaci e Dispositivi Medici del Ministero della Salute, ovvero responsabile dei presidi medico-chirurgici e dei prodotti sanitari che valuta e controlla. Marcella Marletta assume l’incarico attuale nel 2011, quando viene nominata Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico presso il Ministero della Salute.

Informazioni aggiuntive su Marcella Marletta al profilo Viadeo della dottoressa.

Comments (1)

Pelle giovane e sempre idratata con l’olio di argan

L’olio di argan presenta eccellenti proprietà nutritive, cosmetiche e medicamentose. Utilizzato per secoli nella cucina marocchina, l’olio di argan è stato più recentemente oggetto di studio da parte di numerose industrie cosmetiche che hanno scelto di usarlo in diversi prodotti per la cura della persona. Come rimedio naturale l’olio di argan vergine con il suo alto contenuto di principio attivo sviluppa effetti concreti anche in piccole dosi.

L’olio di argan si può usare su quasi tutto il corpo. Sul viso per ringiovanire e rallentare l’invecchiamento, sul corpo per idratare e ridurre le smagliature, su mani e unghie per proteggerle dagli agenti atmosferici. Inoltre l’olio di argan è un potente rimedio contro i problemi ai capelli. Riduce il crespo e dona giovinezza e vitalità fino alla radice.

Esistono quindi molte ragioni per sceglierlo.

  1. L’alta concentrazione di grassi polinsaturi, rende l’olio di argan un rimedio naturale per la prevenzione del cancro. Inoltre con i suoi effetti benefici l’olio di argan è un cura efficace nel trattamento dell’iperlipoproteinemia e dell’ipercolesterolemia.
  1. La presenza di antiossidanti che prevengono il rischio dello svilupparsi di problemi cardiocircolatori, e riducono il livello di colesterolo.
  1. L’olio di argan presenta proprietà nutritive per la pelle, i capelli e le unghie. Idrata e facilita la rigenerazione dei tessuti. Non unge e penetra in profondità, ammorbidendo e ringiovanendo il tessuto cutaneo.
  1. Gli alberi di argania spinosa, dai cui frutti si estrae l’olio di argan, sono molto importanti per l’ambiente: proteggono le falde acquifere e creano una barriera alla desertificazione. Per questo motivo le foreste in Marocco godono del riconoscimento da parte dell’Unesco già dal Con il crescere dell’interesse per l’olio di argan, si è ridotto il rischio di deforestazione che minacciava quelle zone.
  1. L’aumento della domanda di olio di argan ha favorito lo sviluppo di cooperative di lavoro nelle quali numerose donne marocchine trovano impiego. Attraverso il lavoro, quelle stesse donne che fino a pochi anni fa vivevano ai margini della società hanno ora la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita e di mandare i propri figli a scuola, garantendo loro un futuro migliore.

Questi motivi rendono l’olio di argan una scelta salutare ma soprattutto etica.

 

Commenti

Estrattore di succo: quali sono i vantaggi e svantaggi?

Molti parlano della funzionalità e utilità dell’estrattore di succo, ma in pochi ne conoscono le reali caratteristiche, vantaggi e svantaggi. Iniziamo col dire che questo elettrodomestico produce succhi di frutta e verdura lavorando con movimenti lenti: si differenzia dalla centrifuga di frutta e verdura proprio perché durante la fase di rotazione che avviene ad alta velocità si toccano temperature elevate che possono anche portare all’ossidazione degli enzimi vivi e delle vitamine contenute.

Svantaggi.

Tante le note positive, ma come ogni elettrodomestico anche l’estrattore ha degli aspetti negativi che non possono essere ignorati. Prima di tutto il prezzo: gli estrattori verticali a 40 giri hanno un costo elevato che va dai 500–600 euro: si parla ovviamente di prodotti considerati al top, di alta qualità che solitamente possiamo trovare anche nei bar e ristoranti. E’ ovvio che l’acquisto di questo elettrodomestico costoso viene consigliato a tutti coloro che ne faranno un uso quotidiano, proprio perché si potrà così ammortizzare la spesa. Altro aspetto negativo riguarda la fase di preparazione. Si pensa infatti che la fase di estrazione sia rapida e immediata, ma così non è: bisogna chiaramente lavare i prodotti con cura, privarli della buccia e spezzettarli. Si parla comunque di una preparazione di 10 minuti, quindi un tempo ridotto, che aumenta a dismisura nella fase di pulizia dello strumento, per il quale è sconsigliato il lavaggio in lavastoviglie. Armatevi di pazienza poiché gli scarti della frutta o verdura estratte restano incastrati nell’elettrodomestico.

Commenti

Dieta: frutta e verdura contro il caldo estivo

Ormai da qualche tempo le condizioni climatiche e il trascorrere delle stagioni non sono più lineari e cadenzate come un tempo, siamo sempre più esposti a temperature estreme alte e basse in modo imprevedibile e senza un adeguato acclimatamento spesso il nostro fisico va in difficoltà.

Poiché siamo nel periodo estivo e il caldo ci assale, in quest’articolo parleremo di come difenderci dalle temperature tropicali di questi giorni e dalle notti insonni passate a rigirarsi nel letto causa “sudate estreme”.

Fortunatamente se la natura ci mette in difficoltà, sempre la natura ci fornisce gli strumenti utili a gestire questi periodi, sicuramente e come ovvio bevendo molta acqua, almeno due litri al giorno, per compensare i liquidi persi con la sudorazione e l’eventuale conseguente abbassamento della pressione. Read the rest of this entry »

Commenti