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Mario Monti incontra Pasqualino Monti. Subito un protocollo d’intesa per la realizzazione della Civitavecchia-Orte

Il Premier uscente si è incontrato con Pasqualino Monti, Presidente dell’Authority di Civitavecchia, per discutere della realizzazione di un’infrastruttura “che il mercato richiede”

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“Il porto di Civitavecchia è un esempio positivo per il Paese, in termini di sviluppo e di crescita infrastrutturale, che deve essere sostenuto con la realizzazione dei collegamenti mancanti”. E’ quanto affermato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Sen. Mario Monti nell’incontro avuto questa mattina presso l’interporto di Orte con il Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti.

Il premier si è impegnato a sottoscrivere, in tempi brevissimi, un protocollo d’intesa con tutte le istituzioni interessate al completamento della superstrada Civitavecchia-Orte, definita dallo stesso Presidente del Consiglio “una priorità per il porto di Civitavecchia e per il centro Italia, una necessità che il territorio merita di vedere realizzata e che il mercato richiede”.

“Sono grato al Presidente – afferma Pasqualino Monti – per l’attenzione rivolta al nostro porto, dei cui risultati il premier ha dimostrato di essere a perfetta conoscenza, particolare questo che non può che fare grande piacere a tutti coloro che fanno parte del nostro sistema portuale. Già da domani contatterò il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, con il quale sarà definito il contenuto del protocollo d’intesa, che sarà determinante per accorciare i tempi di progettazione dell’opera e per poi stabilirne la forma di realizzazione e gestione”.

L’Autorità Portuale si è impegnata a finanziare, stanziando 2 milioni di euro, insieme all’Anas (che metterà 400.000 euro e si avvarrà d i propri tecnici) la progettazione definitiva ed esecutiva dei 18 km mancanti da Monte Romano a Civitavecchia. I due enti nel frattempo hanno anche lanciato una “call” europea per ottenere il co-finanziamento parziale o completo dell’Unione Europea.
”L’invito – conclude Pasqualino Monti – a tutte le istituzioni come noi interessate a portare a termine questa opera così importante per lo sviluppo dell’intera area compresa tra Lazio e Umbria è quello di cogliere l’opportunità offerta dal Protocollo d’Intesa di Palazzo Chigi e di definire in tempi brevi l’apporto che ciascuno potrà offrire per la copertura dei 240 milioni di euro che saranno necessari per ultimare la Trasversale, con notevole risparmio rispetto ai 780 milioni preventivati con il precedente progetto”.

Fonte: Ansa.it

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Lo sviluppo del Porto di Civitavecchia passa anche per la realizzazione della Civitavecchia-Viterbo

La Superstrada è una priorità. Nuovi consensi per la proposta alternativa di Pasqualino Monti per completare l’opera

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In un momento come quello attuale il completamento della Civitavecchia-Orte ritorna prepotentemente d’attualità. Anche il candidato alla Presidenza della Regione Nicola Zingaretti, nella sua recente visita a Civitavecchia, si è soffermato sull’argomento. Il collegamento diretto tra Civitavecchia e Viterbo potrebbe offrire importanti opportunità di sviluppo, soprattutto considerando l’importanza strategica del porto di Civitavecchia, che potrebbe agevolare l’approvvigionamento di tutto il viterbese.

In quest’ottica, e viste le scarse disponibilità della finanza pubblica, già a Dicembre la Regione si era detta pronta a valutare soluzioni low-cost per il completamento dell’opera. Lo stesso Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti si è detto pronto a farsi carico dei costi con la sua Authority pur di vedere completata l’opera.

“l’Autorità Portuale si farà carico della progettazione del tratto mancante di trasversale, al ministero abbiamo detto d’essere pronti. La strada costeggerà il Mignone e avrà un costo di 240 milioni di euro”. Gli interessi di Civitavecchia coincidono con quelli della Tuscia.” Al porto – precisa Monti – le banchine passeranno da diciassette a ventotto chilometri e nel 2013 con l’adeguamento della darsena ci prepariamo a ricevere anche le grandi navi, da 225 metri”.

‘Nella zona della Tuscia mancano le infrastrutture, ma c’è anche carenza di iniziative. Non è stato creato alcun percorso enogastronomico, non c’è una percorso culturale attrezzato. Dal punto di vista dell’attrattività c’è il deserto. Se si riuscisse a dirottare anche il 5% dei 2,6 milioni di turisti da Civitavecchia a Viterbo sarebbe una svolta”.

La proposta sta rapidamente raccogliendo consensi dalle varie amministrazioni locali. Nicola Zingaretti, Presidente uscente della Provincia di Roma e candidato alla carica di Governatore del Lazio, visitando il Porto di Civitavecchia ospite del Sindaco Tidei e dello stesso Pasqualino Monti, ha fornito l’appoggio al progetto della Superstrada:

“Con la Civitavecchia-Orte, che auspichiamo e sosterremo, sarà ancor più possibile il rilancio di un polo, di un ingresso in Italia di assoluta centralità e importanza per il Lazio e per tutto il Paese”. Grazie allo sviluppo del porto civitavecchiese si potrebbe costruire nel Mediterraneo “di uno di quei nuovi poli di sviluppo di cui spesso si parla. Per questo essere vicini ai territori è fondamentale”.

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50 Milioni di finanziamenti infrastrutturali al Porto di Gaeta. Ecco i progetti delle singole opere pianificate dall’Autorità Portuale

Pasqualino Monti l’aveva promesso a Novembre. Da Gennaio nuove infrastrutture al Porto di Gaeta con fondi del CIPE e dell’AP

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La notizia era nota da tempo. Da quando Pasqualino Monti, Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia ha presentato il piano operativo triennale (POT) per i tre porti del Network (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta)nel mese di novembre. Al porto di Gaeta arriva un finanziamento vicino ai 50 milioni di euro, con il quale verranno finanziate opere di ampliamento e miglioramento delle infrastrutture portuali.

33 milioni di euro sono stati messi a disposizione dal CIPE. Lo stanziamento verrà utilizzato per lavori immediati di dragaggio per portare i fondali alla profondità di 14 metri, in modo da consentire l’attracco a navi di grande tonnellaggio. I lavori sui fondali inizieranno a metà gennaio e si protrarranno fino all’inizio dell’estate. La somma, disponibile fin da subito, permetterà anche di iniziare le opere di ampliamento ulteriore delle banchine e della superficie dei piazzali portuali, che passerà dagli attuali 40mila ai futuri 120mila mq.

Al finanziamento del CIPE se ne aggiungerà un altro da 14 milioni di euro da parte dell’Autorità Portuale di Civitavecchia (Porti di Roma e del Lazio) che servirà ad eseguire miglioramenti sul lungomare, con interventi agli impianti di illuminazione, incremento dei posti auto, rifacimento dei marciapiedi e realizzazione di una pista ciclabile. Un altro milione di euro stanziato dal Comune sarà utilizzato per l’arredo urbano.

La notizia ha raccolto il favore delle istituzioni e degli operatori portuali. In particolare Intergroup ha sottolineato come gli interventi consentiranno di aumentare la competitività dello scalo marittimo, in cui la società è presente con il suo quartier generale.

Fonte: Ship2Shore.it

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L’idea di Pasqualino Monti: un fondo d’investimento comune per ottimizzare le risorse dell’autonomia finanziaria

Il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia propone di sfruttare la leva finanziaria generata dall’accumulo dei fondi d’autonomia per ovviare al tetto di 70 milioni imposto dal governo

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L’idea è quella di creare un fondo di investimento comune, come già avviene in altri ambiti, per ottimizzare i 70 milioni di euro (tetto massimo) che il governo prevede di restituire ai porti italiani in nome dell’autonomia fiscale. A proporlo è Pasqualino Monti, presidente dell’Authority di Civitavecchia. Da Marsiglia, dove si trovava per la fiera Seatrade Med, il vicario di Assoporti ha lanciato l’idea di cumulare le risorse concesse dal governo in un fondo comune, ottimizzandolo per poi ripartire i fondi sui vari scali italiani per finanziare i progetti di sviluppo più meritevoli. “Facciamo fruttare al massimo questi 70 milioni capitalizzandoli, creiamo un fondo per i porti italiani e agendo con il principio della leva finanziaria facciamoli diventare oltre 100 milioni da ridistribuire poi ai progetti più meritevoli” afferma convinto Pasqualino Monti, che proporrà ufficialmente il progetto ai suoi colleghi nell’ambito della prossima riunione di Assoporti in programma a Gioia Tauro a metà Dicembre.

Quello dell’autonomia finanziaria è un nodo molto discusso nei porti italiani. Se da un lato il governo tecnico ha recentemente riconosciuto il principio dell’autonomia finanziaria infrangendo uno storico tabù della politica italiana, dall’altro ha posto un tetto di 70 milioni di euro, molto basso rispetto al gettito generato dal sistema dei porti italiani. Il governo stesso si è mostrato poco o per nulla incline a riaprire la questione. Verrebbe da dire che i porti italiani debbano fare di necessità virtù e arrangiarsi con ciò che è stato loro riconosciuto con la riforma della legge portuale. In questo senso la proposta di Monti è da leggersi come un appello ad ottimizzare ciò che con molta fatica (e molti anni di ritardo) è stato ottenuto in materia di autonomia, poco o tanto che sia.

L’unico nodo da sciogliere resterebbe quello del criterio di ripartizione delle risorse di questo fondo comune, per non inciampare in incidenti diplomatici come nel caso dei 100 milioni di finanziamento al porto di Venezia comparsi improvvisamente nel testo dell’ultima finanziaria. “Questo non è il momento dei contrasti” ci tiene a precisare Monti, che di Assoporti è attualmente vicario e prossimo presidente. “Se vogliamo essere credibili e ascoltati a livello romano, dobbiamo prima confrontarci tra noi per ritrovare unità d’intenti e arrivare poi a proporre al Ministero dei Trasporti un progetto nazionale per il potenziamento infrastrutturale dei porti individuando alcuni progetti considerati strategici e prioritari”. Vale a dire: il sistema dei porti come insieme nazionale deve valere più degli interessi particolari.

La proposta di Pasqualino Monti ha già incassato la prima approvazione da parte di Luigi Merlo, attuale presidente di Assoporti, che giudica positivamente l’idea di un fondo comune. “L’idea in sé è valida – ha detto Merlo a MF Shipping & Logistica – in quanto leva sia per indurre il governo a fare una pianificazione strategica, ma occorrerebbe un fondo più cospicuo e comunque un riparto che tenga conto di quanto generato da ciascun porto. Al momento una parte di quei 70 milioni di euro sarebbe destinata ai porti di transhipment e poi, mancando le risorse per le manutenzioni ordinarie in alcuni scali, il fondo sarebbe ulteriormente ridotto”.

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No dell’Authority ai tagli retroattivi del Governo. Pasqualino Monti ai dipendenti: “Ricorrete al giudice del lavoro”

Pasqualino Monti  dalla parte dei dipendenti.  Insieme a Maurizio Ievolella si autotasseranno per permettere ai dipendenti di ricorrere al giudice del lavoro

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Monti e Ievolella si “tassano” personalmente per consentire ai dipendenti di Molo Vespucci di ricorrere al giudice del lavoro contro i tagli retributivi retroattivi imposti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, vice presidente vicario di Assoporti, questa mattina si è schierato apertamente con i dipendenti e i dirigenti dell’ente, la squadra da cui provengono lo stesso Monti (che per 6 anni è stato direttore amministrativo) ed il neo segretario generale, offrendo una soluzione tecnica, al di là dello sciopero proclamato per domani dalle segreterie nazionali dei sindacati confederali di categoria, in grado almeno di congelare il motivo del contendere: Molo Vespucci infatti dovrebbe, secondo le indicazioni del ministero vigilante, operare tagli e recuperi sulle buste paga dei dipendenti dal prossimo mese di gennaio, partendo da un dettato normativo quanto meno contraddittorio.

Se da un lato, infatti, poco più di un mese fa è stato ribadito che le autorità portuali non sono soggette alla spending review, dall’altro oggi le si vorrebbe inserire negli enti della pubblica amministrazione a tutti gli effetti, facendo venir meno i presupposti anche del contratto unico dei porti (cha ha natura privatistica), conquistato dai lavoratori portuali dopo anni di intense battaglie sindacali.

In questo senso, la presa di posizione di Monti è significativa e di particolare tempismo, sia nei rapporti con il Ministero, che dovrà assumersi così la responsabilità, per una interpretazione della norma finora non sancita da alcun giudizio di merito, di centinaia di cause di lavoro con tutti i danni che potrebbero derivarne per l’erario; sia in vista di una possibile soluzione politica del problema, che potrebbe essere risolto con un emendamento alla legge di stabilità che chiarisca definitivamente la natura delle autorità portuali, per la quale ad oggi si è costretti a richiamarsi ad una classificazione dell’Istat.

Entrando nello specifico, le rappresentanze sindacali aziendali dell’Autorità Portuale hanno diffuso in serata una nota in cui “condividono la finalità dello sciopero e la soluzione tecnica proposta dal Presidente e dal Segretario Generale dell’ente, con una personale assunzione di responsabilità e solidarietà nei confronti dei lavoratori, di cui va loro dato atto, che partirà con il ricorso dei singoli dipendenti al giudice del lavoro. Le RSA, insieme con l’Autorità Portuale ed i lavoratori, impegnandosi a sensibilizzare in tal senso anche le OO.SS. territoriali di categoria, intraprenderanno, nell’ambito della suddetta proposta tecnica, tutte le azioni necessarie a giungere alla risoluzione del problema”.

Domattina, vedremo quale sarà l’adesione allo sciopero. Ma al di là della soluzione tecnica proposta da Monti, che peraltro non è stata posta come alternativa all’iniziativa dei sindacati, fin dai giorni scorsi si era avuta la netta impressione che probabilmente saranno in pochi ad astenersi dal lavoro.

Fonte: Civonline

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Pasqualino Monti e il Network del futuro. I porti al centro della logistica, un video di presentazione

Il progetto del Network dei Porti di Roma illustrato in un video istituzionale realizzato dall’Autorità Portuale di Civitavecchia

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L’autorità Portuale di Civitavecchia ha pubblicato sul suo neonato canale Youtube il video realizzato in occasione della “2 Giorni del Mediterraneo”, evento svoltosi la scorsa estate. Il video illustra le prospettive di sviluppo del Network dei Porti di Roma (che comprende, oltre Civitavecchia, anche gli scali di Fiumicino e Gaeta). Nell’occasione è stata posta la prima pietra dei lavori di realizzazione della nuova darsena servizi del porto di Civitavecchia intitolata a Sant’Egidio. Recentemente il presidente dell’Autority Pasqualino Monti (vice-presidente vicario di Assoporti) è tornato sull’argomento, su come immagina sviluppare quella che dovrà essere la piastra logistica della regione Lazio, e sul ruolo che i porti dovrebbero ricoprire nella regia delle infrastrutture regionali: «Nel momento in cui per la prima volta il porto di Civitavecchia guadagna traffici grazie alle merci, mentre “soffre” per i passeggeri per cause esogene – ha sottolineato Monti nel suo intervento alla convention palermitana “From Land to Sea”- vogliamo lanciare una sfida che parte proprio dalle Autostrade del Mare, con il raddoppio infrastrutturale ed operativo partito con l’inizio dei lavori della nuova darsena “Sant’Egidio”». Monti ha candidato il porto di Civitavecchia ad essere «lo scalo di riferimento per il mercato romano e del centro Italia, la seconda area di consumo del Paese e la quinta in Europa. «Il porto di Civitavecchia – ha aggiunto – è l’unico in Italia che oggi guadagna il 10% nel traffico delle merci e rispetto allo scorso anno vanta un +16,8% per quanto riguarda l’occupazione nel sistema portuale».

Lo sviluppo del Network, così come pensato dal presidente Pasqualino Monti deve essere pensato a partire da questi presupposti. «Penso, ad esempio – continua Monti – al superamento dell’attuale ruolo delle stesse Autorità Portuali, che a mio avviso dovrebbero avere competenze anche sulla logistica: non si può pensare, come ad esempio accade proprio a Civitavecchia, di sviluppare le infrastrutture portuali, di avere a disposizione cinque milioni di metri quadrati retroportuali e di rimanere strozzati senza adeguati collegamenti stradali e ferroviari. È necessario – ha rilevato Monti – un soggetto che possa mettere a sistema la rete infrastrutturale. La partita della competitività dei nostri scali non può essere limitata al solo ciclo portuale, ma si gioca anche sui collegamenti alle loro spalle, sull’efficienza nel muovere le persone e le merci una volta sbarcate e uscite dai porti, verso la loro destinazione».

Passando dalle parole ai fatti, l’Autorità Portuale di Civitavecchia, che oltre alla darsena traghetti ha annunciato la costruzione di un nuovo porto commerciale a Fiumicino, illustra i piani di sviluppo in un video programmatico consultabile su Youtube da pochi giorni.

Guarda il video

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Pasqualino Monti presenta il nuovo segretario generale dell’autorità portuale di Civitavecchia

Su proposta di  Pasqualino Monti il comitato portuale ha optato per una scelta interna, l’ingegner Ievolella da dieci anni a capo dell’area tecnica

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E’ Maurizio Ievolella il nuovo segretario generale dell’Autorità Portuale. «Scegliendo un professionista già interno a Molo Vespucci – ha spiegato il presidente Pasqualino Monti – abbiamo premiato tutta la struttura: i risultati da raggiungere sono importanti, per far crescere lo scalo garantendo nuova occupazione. La strada l’abbiamo tracciata presentando anche in comitato portuale il piano industriale per i tre scali del network». Sul nome di Ievolella, per oltre un decennio a capo dell’area tecnica di Molo Vespucci, c’è stata l’unanimità del comitato portuale. «Sono onorato di questa proposta – ha spiegato il neo segretario – abbiamo obiettivi importanti per Civitavecchia e per tutto il network portuale, da proiettare in ambito mediterraneo. L’area tecnica, in questi anni, è stata fortemente impegnata, soprattutto considerato il volume degli investimenti: e di risultati ne abbiamo raggiunti molti». Commosso l’ex numero due dell’Authority Giuseppe Guacci. «Questo scalo deve andare avanti – ha sottolineato – guai a fermarlo, guai a opposizioni faziose. Oggi il porto di Civitavecchia è guidato da due ex dirigenti e questo deve essere un esempio per gli altri scali». Guacci ha ringraziato tutti i collaboratori che in questi anni lo hanno accompagnato, e in modo particolare il presidente Monti al quale ha promesso ancora collaborazione, almeno fino al nuovo incarico che potrebbe andare a ricoprire. «Guacci ha gestito una fase storica e delicata del porto – ha aggiunto il Presidente – oggi ha altre aspirazioni e questo ruolo gli va stretto: ma lo ringrazio per quanto fatto. Ho scelto Ievolella, preziosissimo collaboratore, anche perché quello che oggi è il porto, in termini di infrastrutture e di sviluppo, è anche merito suo, è l’artefice principale di quanto realizzato in questi ultimi dieci anni. Con lui prossimo entrare nella piena operatività: non c’era la necessità di catapultare qui, dall’esterno, qualcun’altro». Ievolella sarà sostituito dal collega Maurizio Marini.   

Fonte: Civonline

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Pasqualino Monti e Mario Canapini sottoscrivono il protocollo d’intesa per il nuovo porto commerciale di Fiumicino

La variante al PR permetterà di sveltire le procedure per la costruzione del nuovo porto commerciale a Fiumicino

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Ieri mattina il presidente dell’Autorita’ Portuale di Civitavecchia Fiumicino e Gaeta Pasqualino Monti e il sindaco di Fiumicino Mario Canapini hanno sottoscritto un protocollo d’intesa quadro per l’attuazione della variante al Piano Regolatore Portuale di Fiumicino.

Il protocollo prevede un’azione congiunta tra le due amministrazioni volta a favorire e facilitare le procedure e le regole che porteranno alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino.

In particolare, l’accordo prevede di definire e di adeguare le modalita’ di attuazione del Piano Regolatore, considerato il subentro in fase istruttoria dell’Autorita’ Portuale, di avviare un’attivita’ coordinata tra le due amministrazioni per individuare i percorsi essenziali all’attuazione degli interventi infrastrutturali e di procedere all’approfondimento tecnico amministrativo, dopo un’attenta analisi della pianificazione urbanistica, ogni amministrazione per le proprie competenze, al fine di regolarizzare e disciplinare l’utilizzo delle aree che si trovano al confine tra le competenze del demanio portuale e quello comunale.

A margine della firma, dopo un sopralluogo da parte del presidente Monti e del sindaco Canapini, e’ stato riaperto, in attesa di ultimare le opere di arredo urbano della zona, il nuovo tratto di banchina sulla sponda destra, da Palazzo Noccioli alla Chiesa Santa Maria della Salute. Tale tratto comprende due zone di parcheggio e l’apertura dei primi tre ‘salotti urbani’. L’Autorita’ Portuale si e’ resa, inoltre, disponibile a predisporre, sulle banchine dove sara’ previsto un pubblico utilizzo, l’abbattimento delle barriere architettoniche al fine di facilitare l’accesso e la fruizione alle persone diversamente abili.

Durante il sopralluogo si e’ anche esaminata e valutata la possibilita’ di realizzare la nuova passerella pedonale di cui l’Autorita’ Portuale sta per affidare la progettazione, e che sara’, anch’essa, adeguata alle necessita’ dei diversamente abili.

“E’ un altro esempio – ha commentato il presidente Pasqualino Monti – dell’importanza del lavoro sinergico con i comuni del Network. Dal prossimo anno, poi, partiranno le opere per il nuovo porto commerciale di Fiumicino, di cui si parla da tanti anni e che diventera’ finalmente realta’”.

Fonte: Libero Quotidiano

 

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Pasqualino Monti: “Nuova legge sui porti entro fine legislatura”. E i dati del porto di Civitavecchia confermano

L’intervento di Pasqualino Monti (vice presidente Assoporti) si concentra sul ruolo delle Autorità portuali nel sistema logistico

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È auspicabile che la nuova legge italiana sui porti venga approvata entro l’attuale mandato parlamentare. Lo ha sottolineato il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Fiumicino Gaeta, Pasqualino Monti, che riveste anche il ruolo di vice presidente vicario dell’Associazione dei Porti Italiani (Assoporti), nel corso della sedicesima edizione di Euro-Med Convention “From Land to Sea” a Palermo.

Sarebbe importante – ha detto Monti – «che entro la fine della legislatura venga approvata la legge di riforma: pur nella consapevolezza della necessità di ulteriori interventi, sarebbe comunque un segnale importante ed un significativo passo in avanti rispetto alla legge 84/94, che nacque vecchia già 18 anni fa, rispetto alle esigenze della portualità e del mercato, cui bisogna andare incontro. Penso, ad esempio – ha precisato – al superamento dell’attuale ruolo delle stesse Autorità Portuali, che a mio avviso dovrebbero avere competenze anche sulla logistica: non si può pensare, come ad esempio accade proprio a Civitavecchia, di sviluppare le infrastrutture portuali, di avere a disposizione cinque milioni di metri quadrati retroportuali e di rimanere strozzati senza adeguati collegamenti stradali e ferroviari. È necessario – ha rilevato Monti – un soggetto che possa mettere a sistema la rete infrastrutturale. La partita della competitività dei nostri scali non può essere limitata al solo ciclo portuale, ma si gioca anche sui collegamenti alle loro spalle, sull’efficienza nel muovere le persone e le merci una volta sbarcate e uscite dai porti, verso la loro destinazione».

I dati dell’Autorità portuale di Civitavecchia, aggiornati al 31 agosto 2012 riferiti ai primi 8 mesi di quest’anno rispecchiano le parole del suo presidente . In un difficile panorama nazionale il porto di Civitavecchia resta saldamente a galla. A determinare una crescita per lo scalo locale, che compensa le flessioni registrate sul traffico passeggeri, sono decisamente le merci. 

Nel periodo considerato il traffico complessivo di merci nel porto di Civitavecchia è pari a 7.226 milioni di tonnellate, di cui 680.750 di rinfuse liquide, in special modo prodotti raffinati (più 21%), 3.990 milioni di tonnellate di rinfuse solide (più 8%) e 2.550 milioni di merci varie in colli. A far crescere la percentuale delle rinfuse solide, di cui costituisce il 77% con oltre 3 milioni di tonnellate movimentate, ha contribuito il carbone in crescita del 7%. Aumentati del 30% anche gli sbarchi di prodotti metallurgici, in particolare il ferro cromo, che hanno toccato quota 224.900 tonnellate. Ma a segnare un più 50% è anche tra le rinfuse solide, il traffico dei coils in acciaio pari ad oltre 300 mila tonnellate. Più che positivo il dato del terminal container che registra un aumento del 52% per l’arrivo di container pieni (26.622 teus), mentre i teu vuoti sono diminuiti del 7%.

Nel suo intervento il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia ha evidenziato anche il rilevante ruolo dello scalo laziale nel sistema delle Autostrade del Mare italiane. «Nel momento in cui per la prima volta il porto di Civitavecchia guadagna traffici grazie alle merci, mentre “soffre” per i passeggeri per cause esogene – ha sottolineato Monti – vogliamo lanciare una sfida che parte proprio dalle Autostrade del Mare, con il raddoppio infrastrutturale ed operativo partito con l’inizio dei lavori della nuova darsena “Sant’Egidio”». Monti ha candidato il porto di Civitavecchia ad essere «lo scalo di riferimento per il mercato romano e del centro Italia, la seconda area di consumo del Paese e la quinta in Europa. «Il porto di Civitavecchia – ha aggiunto – è l’unico in Italia che oggi guadagna il 10% nel traffico delle merci e rispetto allo scorso anno vanta un +16,8% per quanto riguarda l’occupazione nel sistema portuale».

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Approvata la riforma dei porti in Senato, quante delle richieste del tandem Monti-Merlo sono state accolte?

La legge approvata dal Senato introduce autonomia e poteri alle AP, secondo le richieste del tandem Monti-Merlo, ma mette un tetto di spesa e aumenta il numero delle AP.

 

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Il 12 settembre 2012, il Senato ha approvato con 258 voti a favore la riforma dei porti. In sostanza la norma prevede maggiori poteri alle Autorità Portuali (tra cui l’autonomia finanziaria), semplifica le procedure per i dragaggi dei porti, pone un tetto di spesa rispetto all’autonomia finanziaria e aggiunge due nuove Autorità di Manfredonia e Trapani.

Con fatica, il progetto di legge sulla riforma dei porti ha compiuto il primo passo per l’approvazione parlamentare, ora il testo passerà alla Camera. Si dovrà fare in fretta però, perché l’approvazione definitiva deve avvenire prima del termine della legislatura, altrimenti l’iter torna al punto di partenza.

Mario Ciaccia, vice-ministro per le infrastrutture e lo sviluppo rivendica l’importanza di questa legge, fondamentale e lungamente attesa da tutti i Porti italiani: ”Voglio segnalare come questo Governo in questo breve spazio di legislatura abbia dato e continuera’ a dare il suo contributo alla risoluzione delle problematiche del settore portuale ritenendo tale settore di rilevanza strategica per il Paese nonche’ importante volano per il rilancio dell’intera economia nazionale. È un risultato atteso da oltre un decennio dall’intero cluster marittimo e dalla portualita’ nazionale, il compimento di una riforma in grado di rappresentare un reale contributo all’incremento del nostro Pil, fattivamente foriera di sviluppo e crescita”.

 

Ma cosa si stabilisce con questa riforma? Innanzittutto I presidenti delle Autorità Portuali andrebbero ad avere maggiori poteri, perché gli atti di ordinaria amministrazione non dovranno più avere l’approvazione del Comitato Portuale, che interverrà solamente sulle scelte ritenute strategiche. Inoltre, il presidente potrà firmare le sanzioni per violazioni avvenute all’interno dell’area portuale di competenza ed avrà una funzione di coordinamento della logistica dell’intera zona sotto l’influenza del porto. 

La seconda importante novità introdotta dalla legge riguarda i dragaggi ed i piani regolatori portuali e prevede che se il Comune non approva o respinge il programma sottoposto dall’Autorità Portuale entro dodici mesi, esso sarà automaticamente approvato secondo la regola del silenzio-assenso.

 

 

Il disegno di legge istituisce due nuove Autorità Portuali, a Manfredonia e Trapani. In contrasto con quanto chiesto dalla maggioranza degli operatori marittimi e  soprattutto da Assoporti. È stato respinto anche l’emendamento che elimina il tetto massimo di 70 milioni di euro l’anno all’autonomia finanziaria, recentemente introdotta dal Governo Monti. Proprio il tema dell’autonomia finanziaria è quello più caldo. Se l’introduzione della stessa è sicuramente un fatto positivo, il mantenimento di un tetto di spesa depotenzia molto il principio di partenza. 

A questo proposito sempre Ciaccia puntualizza e difende l’operato del Governo: ”nell’ambito dell’agenda per la crescita sostenibile e’ stata finalmente prevista una disposizione che attribuisce alle autorita’ portuali l’autonomia finanziaria, seppur nel limite dell’1% dell’Iva prodotta nei porti, creando le basi per la programmazione dello sviluppo del settore. Il vice ministro ha sottolineato ”lo sforzo del Governo finalizzato a sbloccare la realizzazione delle opere portuali, con priorita’ per i porti della rete strategica trans europea di trasporto essenziale, anche attraverso l’introduzione dello strumento della defiscalizzazione a favore delle societa’ di progetto in alternativa alla ridotta disponibilita’ di risorse pubbliche che autonomamente non sarebbero state in grado di consentire una pianificazione di nuove opere infrastrutturali e di collegamento”. E ancora, ”come non pensare all’utilizzabilita’ dei project bond per lo sviluppo infrastrutturale dei porti” ha consluso Ciaccia osservando che ”tali disposizioni di carattere finanziario, se pur non costituiscono la soluzione definitiva, rappresentano un importante corollario all’implementazione normativa in corso”.

 

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