Trucchi Pokémon Go

Archive for Politica

Festa della Liberazione: le novità da Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma

Oggi noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vogliamo raccontarvi “La storia più bella”, come è stata definita, quella che si celebra lunedì 25 aprile a Roma, in ricordo della Liberazione. Quest’anno la ricorrenza celebra i 71 anni della Liberazione italiana dall’occupazione nazifascista e Roma, come è ovvio che sia, è al centro delle celebrazioni.

Sarà piazza del Campidoglio, proprio qui vicino a Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma, ad essere al centro degli eventi che ricordano i fatti e scavano nella memoria attraverso le parole dei protagonisti. Ancora non si sanno i dettagli dei festeggiamenti di quest’anno, che saranno resi noti tra qualche settimana.

via-di-san-giovanni-in-laterano-138-roma-liberazione

Noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vogliamo raccontarvi le celebrazioni dell’anno scorso, che hanno coinvolto tutta la città di Roma in un insieme di eventi culturali per festeggiare la ricorrenza dei 70 anni dalla Liberazione.

L’amministrazione capitolina aveva deciso di dedicare la festa a due personaggi che hanno fatto la storia della Liberazione di Roma e che erano recentemente scomparsi:  il comandante partigiano ed ex presidente dell’Anpi, Massimo Rendina, e Elio Toaff, ex partigiano e rabbino capo.

L’iniziativa in Campidoglio ha coinvolto tutte le forze che si richiamano ai valori dell’antifascismo, con in prima linea le associazioni di partigiani e combattenti. All’evento centrale celebrato in Campidoglio hanno fatto da corredo tutta una serie di micro eventi culturali sparsi per la città che avevano come tema il cinema, la cultura e la danza.

Quest’anno noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma speriamo che le celebrazioni per la ricorrenza del 25 aprile siano sobrie e allo stesso tempo di spessore culturale per trasmettere alle nuove generazioni il senso della libertà e della democrazia.

Per sapere il programma completo della festa della Liberazione 2016 continuate a seguire noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma.

Commenti

L’UE si schiera contro le pensioni anticipate

“Il 2016 deve essere l’anno della flessibilità delle pensioni” ribadisce Cesare Damiano a gran voce “Renzi ha preso un impegno con gli italiani”. Anche l’anno scorso prima della legge di Stabilità 2015 il premier aveva già rassicurato i lavoratori sulla risoluzione del problema esodati e pensioni anticipate.  Ma la questione era stata ulteriormente rinviata.

A frapporsi tra i lavoratori e la flessibilità interviene anche l’UE che tenta di soffocare il provvedimento. Renzi a parole si mette contro i vertici di Bruxelles, le sue parole sono ormai un motto degli ultimi giorni: “Dobbiamo lavorare con l’Europa e non per l’Europa”. Il presidente Damiano ribadisce il suo pensiero: “I giovani a lavoro e gli anziani in pensione” evidenziando come l’UE non possa opporsi dinnanzi a piani che hanno costo zero.

Lo scontro si inasprisce e sale l’attesa da parte dei lavoratori, ma nonostante dichiarazioni e promesse ancora non si vede la risoluzione della questione pensioni anticipate e esodati. Stando alle parole del ministro Poletti, la riforma delle pensioni potrebbe addirittura slittare al 2017.

Piazza della Vittoria 8 Genova

 

Commenti

Percorso istituzionale e pubblico della dottoressa Marcella Marletta

Entrata a far parte del contesto ministeriale, dopo aver superato un concorso pubblico, la dottoressa Marcella Marletta conduce la propria carriera all’interno del medesimo ambito, ottenendo ulteriori riconoscimenti e cariche in differenti aree del panorama sanitario.

Marcella Marletta

Quadro della carriera di Marcella Marletta

La dottoressa Marcella Marletta consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, ottenendo in seguito la specializzazione in oftalmologia. Attuale Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute, intraprende la carriera ministeriale nel 1982 a seguito della vincita di un concorso pubblico. Le sue iniziali mansioni vertono su problematiche sanitarie di natura internazionale. Nel 1994 viene trasferita alla Direzione Generale del Servizio Farmaceutico, all’interno della quale si preoccupa dell’attività di farmacovigilanza e di valutazioni delle sperimentazioni cliniche dei farmaci. Superato un concorso pubblico per dirigenti medici del Ministero della Sanità, ottiene la nomina a Vice Consigliere Ministeriale all’interno della Direzione Generale dell’Igiene pubblica. Successivamente viene incaricata Direttore della Divisione II nella Ex Direzione Generale degli ospedali del Ministero della Sanità, per il quale è chiamata a gestire situazioni di emergenza e di maxi emergenza. Negli anni che intercorrono tra il 1997 e il 2004 la dottoressa Marcella Marletta ricopre il ruolo di Direttore dell’Ufficio Dispositivi Medici, incaricata di seguire le attività comunitarie in materia di normative europee relative ai dispositivi medici, oltre a quello di Direttore dell’Ufficio VII della Direzione Generale Farmaci e Dispositivi Medici del Ministero della Salute, che la vede impegnata nella vigilanza e nella valutazione dei prodotti sanitari e dei presidi medico-chirurgici, prima di assumere l’attuale carica, ottenuta nel 2011.

Marcella Marletta: gli altri risvolti professionali

La dottoressa Marcella Marletta, dirigente pubblico del Ministero della Salute, è Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico e presiede numerose attività relative alla coordinazione delle direttive che riguardano dispositivi medici, farmaci, presidi medico-chirurgici, e cosmetici. In qualità di figura istituzionale di rilievo, la dottoressa Marcella Marletta estende la propria competenza ad ulteriori ambiti, quali Commissioni tecniche e Comitati Etici. Coinvolta in attività comunitarie di MDEG, MSOG, CTEG, quale delegata a Bruxelles, è nominata inoltre Autorità Competente per l’HTA (Health Technology Assessment), e Italian Focal Point per la stessa materia. Ricopre, altresì, l’incarico di Esperta del P-SC-COS all’interno del Consiglio d’Europa e del EDQM di Strasburgo. Fa parte del Consiglio Nazionale Anticontraffazione oltre ad essere Docente di Legislazione Cosmetologia presso la facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli”.

Per ulteriori informazioni sulla dottoressa Marcella Marletta, visita il suo profilo professionale.

Commenti

Angelo Riccardi: esperienza e programma politico del Sindaco di Manfredonia

Angelo Riccardi è l’attuale Sindaco di Manfredonia, in corsa per le prossime elezioni previste a maggio 2015, a seguito della vincita delle primarie del PD nel dicembre 2014. La sua Amministrazione punta a innovare e riqualificare, investendo sul territorio e sul benessere dei cittadini.

Angelo Riccardi, Sindaco di Manfredonia

Il percorso di Angelo Riccardi nell’Amministrazione Comunale di Manfredonia

Angelo Riccardi è Sindaco di Manfredonia dal 2010. Il suo impegno, però, inizia già a partire dagli anni Ottanta quando, prendendo parte all’associazione Uisp (Unione italiana sport per tutti) dona nuova vita alle iniziative sportive della città. La sua passione lo porta a passare dalla sola sezione cittadina alla dirigenza regionale e nazionale della Uisp. Entra in consiglio comunale nel 1992 con il Partito Democratico di Sinistra e si impegna nel promuovere una politica di innovazione. Tre anni dopo, riconfermato Consigliere Comunale, gli vengono assegnati gli ambiti della Pubblica istruzione, della Cultura, dello Sport e dei Servizi sociali e cimiteriali. Il 2000 lo vede rieletto nel Consiglio comunale e questa volta si impegna nel campo delle Opere pubbliche. Al suo interno promuove interventi di riqualificazione e rinnovamento di costruzioni e infrastrutture. Cinque anni dopo viene eletto al Consiglio Regionale della Puglia, entrando a far parte delle commissione Ambiente – Assetto del territorio. Una volta entrato a far parte del Partito Democratico, Angelo Riccardi ottiene l’elezione a Sindaco di Manfredonia e attualmente si propone come candidato alle prossime elezioni di maggio 2015, a seguito della vincita alle primarie del centro-sinistra, tenute il 21 dicembre 2014.

Le azioni e gli obiettivi del Sindaco Angelo Riccardi

L’intento primario di Angelo Riccardi è quello di rinnovare per ottenere risultati sempre migliori, a livello di vivibilità e quindi di servizi e infrastrutture. Molti gli interventi in campo sociale volti a sostenere quelle fasce di popolazione più bisognose, come gli anziani, i diversamente abili e i giovani. Altrettanto impegno il Sindaco lo dimostra nell’ambito della Sanità, con la sua lotta per la difesa dell’Ospedale San Camillo de Lellis, oltre alle azioni volte a rafforzare il servizio di Consultorio Familiare per i cittadini. Importante, inoltre, l’azione in ambito di occupazione e lavoro dell’Amministrazione Riccardi, che opera sia per la creazione di nuove opportunità che per la tutela dei posti di lavoro già esistenti. Ambito che si accompagna a quello delle infrastrutture, il cui piano d’azione punta alla riqualificazione, ma anche alla rivalutazione e al rinnovamento del contesto urbano di Manfredonia.

Per maggiori informazioni su Angelo Riccardi e la sua Amministrazione, visita il portale ufficiale del Sindaco.

Commenti

Il percorso politico di Angelo Riccardi, Sindaco di Manfredonia

Il percorso politico che ha contraddistinto la carriera di Angelo Riccardi, dagli inizi sino al ruolo di Sindaco del Comune di Manfredonia.

Angelo Riccardi, Sindaco di Manfredonia

L’ingresso in politica di Angelo Riccardi

Dopo aver conseguito il diploma come Geometra, nel corso degli anni ’80 Angelo Riccardi avvia il proprio percorso in ambito sociale collaborando con l’UISP – Unione Italiana Sport per tutti, dove si occupa dell’organizzazione di eventi sportivi e sociali. Il lavoro svolto gli consente di ricevere le nomine a Dirigente Regionale e Nazionale dell’Associazione. Nel 1992 viene eletto Consigliere Comunale di Manfredonia e nel 1995 entra a far parte della giunta: nel corso di questa esperienza riceve le deleghe per quanto riguarda i settori cultura, sport, pubblica istruzione, servizi sociali e cimiteriali; è uno dei principali protagonisti della creazione del “Manfredonia Festival” e della rassegna culturale “Sud-Est”, oltre che della riorganizzazione dei servizi del Comune, prestando una particolare attenzione ai ragazzi. Nel 2000, in occasione di un nuovo mandato elettorale, viene rieletto nella nuova giunta e riceve la delega per le opere pubbliche, collocando la città al primo posto regionale per volume di investimenti.

Le attività recenti di Angelo Riccardi

Sempre nel 2000 Angelo Riccardi entra a far parte della Commissione Nazionale della Federgasacqua, la Federazione italiana delle imprese dei servizi idrici energetici e vari. Nel 2002 consegue l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti di Bari e riceve in affidamento la direzione di “Manfredonia Opere Pubbliche”. Nel 2003 diventa Assessore provinciale, per la provincia di Foggia, ai Lavori Pubblici e Infrastrutture, conducendo il progetto di sviluppo delle risorse territoriali PTCP – Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e propone il progetto PRISMA per il monitoraggio degli appalti pubblici e della sicurezza sul lavoro. Nel 2005 viene eletto Consigliere Regionale per la Puglia e componente della Commissione Ambiente – Assetto del Territorio. Infine nel 2010 diventa Sindaco del Comune di Manfredonia, incarico tutt’ora ricoperto.


Per maggiori informazioni relative alla carriera di Angelo Riccardi, visita il suo profilo su H2Biz.

Commenti

Pensione ai superstiti: FAP ACLI in aiuto dei giovani pensionati

La proposta di legge della Federazione Anziani Pensionati per integrare le pensioni di invalidi, inabili e  superstiti alla perdita di un coniuge o del genitore

La riforma delle pensioni del 1995 (legge 8.8.1995 n. 335), introducendo un sistema di calcolo delle pensioni esclusivamente contributivo per chi ha iniziato a lavorare successivamente al 1 Gennaio 1996, ha di fatto abrogato il diritto all’integrazione al trattamento minimo, strumento attraverso il quale veniva garantito un importo minimo della pensione ai lavoratori, in possesso di requisiti e di condizioni reddituali di diritto.

Si viene così a delineare uno scenario nel quale alcune categorie non sono tutelate, in contrasto con l’ art. 38 della Costituzione per il quale “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati i mezzi adeguati alle loro esigenze in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”. 
Un analogo concetto di tutela dovrebbe inoltre essere esteso anche alle “pensioni ai superstiti”. Ma cosa si intende per pensione ai superstiti

Per pensione ai superstiti si indica una prestazione economica erogata sulla base dei concetti fondamentali della funzione previdenziale. In particolare è la pensione che, alla morte del lavoratore assicurato o pensionato, spetta ai componenti del suo nucleo familiare .

Tale pensione può essere distinta in pensione di reversibilità o pensione indiretta.

La pensione di reversibilità viene erogata nella situazione in cui il pagamento del trattamento pensionistico era già in favore del defunto, titolare di una pensione diretta. 
La pensione indiretta viene invece erogata nella situazione in cui il lavoratore defunto non era ancora titolare di pensione. La condizione sine qua non è che il lavoratore assicurato abbia maturato 15 anni di contribuzione utile o 5 anni di contribuzione in tutta la vita, di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni precedenti il decesso.

Ma se una pensione indiretta o di reversibilità viene liquidata sulla base del sistema contributivo, essa non beneficia di alcuna integrazione al minimo livello percepibile, a prescindere dal possesso o meno di redditi del titolare della pensione a  differenza di come avveniva per il sistema retributivo, ma viene semplicemente liquidata sulla base dei contributi, quali che essi siano. 

In questo modo il sistema previdenziale non risponde alle esigenze solidaristiche in situazioni emergenti di perdita o di cessazione del reddito da lavoro, andando invece ad incidere sull’aumento dei “nuovi poveri”. 

Coloro che sono impossibilitati a svolgere l’attività lavorativa o si trovano in situazione di indigenza (invalidi, inabili, superstiti) e ai quali non si applicano i dispositivi di integrazione dei minimi sono circa 51mila in Italia. In media un pensionato con queste caratteristiche percepisce 173 € mensili, ben al di sotto della soglia di povertà.

La FAP il sindacato pensionati promosso dalle ACLI ha pertanto delineato una proposta di legge che prevede che ci sia un de minimis universalmente riconosciuto, erogato in misura tale da consentire che l’ammontare dei trattamenti non sia inferiore all’importo annuo di €7.000.

Per ottenere questo minimo vitale la Fap propone che il titolare abbia un reddito inferiore ai €7.000 che si alza a €14.000 in caso di coniuge, escludendo dalla valutazione dei redditi la casa di abitazione e l’eventuale indennità di accompagnamento. Qualora nel nucleo siano presenti figli minori o inabili il minimo vitale spetta comunque.

Alla proposta di legge, la FAP ACLI ha affiancato il lancio della campagna “E Se piove?” veicolata sui social per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa situazione di disagio e di ingiustizia sociale.

Commenti

Il film documentario sulla vicenda di Enzo Tortora a cura di Ambrogio Crespi

A trenta anni dall’arresto di Enzo Tortora e dalla infame passerella mediatica che fu costretto a subire, e a venticinque dalla sua tragica morte, questo docuflm rappresenta un tentativo di riaccendere la memoria su un caso che pose la politica dell’epoca con le spalle al muro rispetto alle responsabilità della giustizia italiana. Abbiamo domandato ai protagonisti di questo Docuflm: “Dopo 30 anni, cosa è cambiato?” e siamo riusciti a rievocare il dramma di un uomo perbene.

Il caso Tortora é una ferita ancora aperta, troppo spesso una bandiera sventolata sulle bariccate degli opposti schieramenti. A trent’anni dal suo arresto e venticinque dalla sua morte era necessario e doveroso ricostruire attraverso i protagonisti e testimoni quella vicenda che è un archetipo tutto italiano sia da un punto di vista umano che storico.

 

Il Docufilm Enzo Tortora

Commenti

Mario Monti incontra Pasqualino Monti. Subito un protocollo d’intesa per la realizzazione della Civitavecchia-Orte

Il Premier uscente si è incontrato con Pasqualino Monti, Presidente dell’Authority di Civitavecchia, per discutere della realizzazione di un’infrastruttura “che il mercato richiede”

Immagine

“Il porto di Civitavecchia è un esempio positivo per il Paese, in termini di sviluppo e di crescita infrastrutturale, che deve essere sostenuto con la realizzazione dei collegamenti mancanti”. E’ quanto affermato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Sen. Mario Monti nell’incontro avuto questa mattina presso l’interporto di Orte con il Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti.

Il premier si è impegnato a sottoscrivere, in tempi brevissimi, un protocollo d’intesa con tutte le istituzioni interessate al completamento della superstrada Civitavecchia-Orte, definita dallo stesso Presidente del Consiglio “una priorità per il porto di Civitavecchia e per il centro Italia, una necessità che il territorio merita di vedere realizzata e che il mercato richiede”.

“Sono grato al Presidente – afferma Pasqualino Monti – per l’attenzione rivolta al nostro porto, dei cui risultati il premier ha dimostrato di essere a perfetta conoscenza, particolare questo che non può che fare grande piacere a tutti coloro che fanno parte del nostro sistema portuale. Già da domani contatterò il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, con il quale sarà definito il contenuto del protocollo d’intesa, che sarà determinante per accorciare i tempi di progettazione dell’opera e per poi stabilirne la forma di realizzazione e gestione”.

L’Autorità Portuale si è impegnata a finanziare, stanziando 2 milioni di euro, insieme all’Anas (che metterà 400.000 euro e si avvarrà d i propri tecnici) la progettazione definitiva ed esecutiva dei 18 km mancanti da Monte Romano a Civitavecchia. I due enti nel frattempo hanno anche lanciato una “call” europea per ottenere il co-finanziamento parziale o completo dell’Unione Europea.
”L’invito – conclude Pasqualino Monti – a tutte le istituzioni come noi interessate a portare a termine questa opera così importante per lo sviluppo dell’intera area compresa tra Lazio e Umbria è quello di cogliere l’opportunità offerta dal Protocollo d’Intesa di Palazzo Chigi e di definire in tempi brevi l’apporto che ciascuno potrà offrire per la copertura dei 240 milioni di euro che saranno necessari per ultimare la Trasversale, con notevole risparmio rispetto ai 780 milioni preventivati con il precedente progetto”.

Fonte: Ansa.it

Commenti

Lo sviluppo del Porto di Civitavecchia passa anche per la realizzazione della Civitavecchia-Viterbo

La Superstrada è una priorità. Nuovi consensi per la proposta alternativa di Pasqualino Monti per completare l’opera

Immagine

In un momento come quello attuale il completamento della Civitavecchia-Orte ritorna prepotentemente d’attualità. Anche il candidato alla Presidenza della Regione Nicola Zingaretti, nella sua recente visita a Civitavecchia, si è soffermato sull’argomento. Il collegamento diretto tra Civitavecchia e Viterbo potrebbe offrire importanti opportunità di sviluppo, soprattutto considerando l’importanza strategica del porto di Civitavecchia, che potrebbe agevolare l’approvvigionamento di tutto il viterbese.

In quest’ottica, e viste le scarse disponibilità della finanza pubblica, già a Dicembre la Regione si era detta pronta a valutare soluzioni low-cost per il completamento dell’opera. Lo stesso Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti si è detto pronto a farsi carico dei costi con la sua Authority pur di vedere completata l’opera.

“l’Autorità Portuale si farà carico della progettazione del tratto mancante di trasversale, al ministero abbiamo detto d’essere pronti. La strada costeggerà il Mignone e avrà un costo di 240 milioni di euro”. Gli interessi di Civitavecchia coincidono con quelli della Tuscia.” Al porto – precisa Monti – le banchine passeranno da diciassette a ventotto chilometri e nel 2013 con l’adeguamento della darsena ci prepariamo a ricevere anche le grandi navi, da 225 metri”.

‘Nella zona della Tuscia mancano le infrastrutture, ma c’è anche carenza di iniziative. Non è stato creato alcun percorso enogastronomico, non c’è una percorso culturale attrezzato. Dal punto di vista dell’attrattività c’è il deserto. Se si riuscisse a dirottare anche il 5% dei 2,6 milioni di turisti da Civitavecchia a Viterbo sarebbe una svolta”.

La proposta sta rapidamente raccogliendo consensi dalle varie amministrazioni locali. Nicola Zingaretti, Presidente uscente della Provincia di Roma e candidato alla carica di Governatore del Lazio, visitando il Porto di Civitavecchia ospite del Sindaco Tidei e dello stesso Pasqualino Monti, ha fornito l’appoggio al progetto della Superstrada:

“Con la Civitavecchia-Orte, che auspichiamo e sosterremo, sarà ancor più possibile il rilancio di un polo, di un ingresso in Italia di assoluta centralità e importanza per il Lazio e per tutto il Paese”. Grazie allo sviluppo del porto civitavecchiese si potrebbe costruire nel Mediterraneo “di uno di quei nuovi poli di sviluppo di cui spesso si parla. Per questo essere vicini ai territori è fondamentale”.

Commenti

50 Milioni di finanziamenti infrastrutturali al Porto di Gaeta. Ecco i progetti delle singole opere pianificate dall’Autorità Portuale

Pasqualino Monti l’aveva promesso a Novembre. Da Gennaio nuove infrastrutture al Porto di Gaeta con fondi del CIPE e dell’AP

Immagine

La notizia era nota da tempo. Da quando Pasqualino Monti, Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia ha presentato il piano operativo triennale (POT) per i tre porti del Network (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta)nel mese di novembre. Al porto di Gaeta arriva un finanziamento vicino ai 50 milioni di euro, con il quale verranno finanziate opere di ampliamento e miglioramento delle infrastrutture portuali.

33 milioni di euro sono stati messi a disposizione dal CIPE. Lo stanziamento verrà utilizzato per lavori immediati di dragaggio per portare i fondali alla profondità di 14 metri, in modo da consentire l’attracco a navi di grande tonnellaggio. I lavori sui fondali inizieranno a metà gennaio e si protrarranno fino all’inizio dell’estate. La somma, disponibile fin da subito, permetterà anche di iniziare le opere di ampliamento ulteriore delle banchine e della superficie dei piazzali portuali, che passerà dagli attuali 40mila ai futuri 120mila mq.

Al finanziamento del CIPE se ne aggiungerà un altro da 14 milioni di euro da parte dell’Autorità Portuale di Civitavecchia (Porti di Roma e del Lazio) che servirà ad eseguire miglioramenti sul lungomare, con interventi agli impianti di illuminazione, incremento dei posti auto, rifacimento dei marciapiedi e realizzazione di una pista ciclabile. Un altro milione di euro stanziato dal Comune sarà utilizzato per l’arredo urbano.

La notizia ha raccolto il favore delle istituzioni e degli operatori portuali. In particolare Intergroup ha sottolineato come gli interventi consentiranno di aumentare la competitività dello scalo marittimo, in cui la società è presente con il suo quartier generale.

Fonte: Ship2Shore.it

Commenti