News e attualità
Extragames e Robot: dalla fantascienza al mondo Senior
Le nuove frontiere dei videogiochi interattivi e dei robot intelligenti, da sempre ad appannaggio degli appassionati di fantascienza e delle culture underground giovanili, si aprono a nuovi ed inaspettati orizzonti.
L’estensione delle facoltà cognitive promulgata dall’era tecnologica viene ora messa a disposizione dei Senior per migliorare il loro stile di vita e stimolare altresì la percezione sensoriale.
A promuovere questa tendenza è un innovativo progetto sociale organizzato a livello internazionale, “Robot Era”, il quale prevede per i prossimi quattro anni di mettere a punto tre prototipi di robots con diverse funzioni, uno per aiutare i Senior nello svolgimento delle attività domestiche, uno per agevolarne le attività condominiali e uno per dare loro assistenza sulle strade.
Insomma una vera e propria badante meccanica, sicuramente non umana, ma quanto meno utile per risolvere problematiche di ordine quotidiano che spesso si verificano nella vita di una persona in età avanzata.
Un altro strumento in grado di offrire supporto ai Senior sono i cosiddetti extragames: secondo uno studio pubblicato dall’American Journal of Preventive Medicine, l’aspetto ludico messo in campo dai videogiochi potrebbe portare maggiori benefici rispetto ad una serie di attività fisiche svolte in maniera tradizionale. In questo caso infatti la soglia di attenzione risulta maggiore, ciò fa sì che vengano stimolate alcune parti cerebrali che altrimenti rimarrebbero inattive. Di conseguenza, per soggetti affetti da demenza senile si otterrebbe un risvolto terapeutico efficace su questo tipo di disturbo.
Sul portale di Areasenior si possono leggere queste e molte altre notizie di attualità inerenti al mondo Senior, news riguardanti la salute e il benessere ed approfondimenti sulle tematiche di maggior interesse per la community della terza età.
Inoltre, grazie all’intuitiva interfaccia grafica del nostro sito che semplifica l’accesso al nostro database, è possibile effettuare una ricerca in modo facile e veloce sulle strutture assistenziali più adeguate ai propri bisogni, nonché visualizzare l’elenco delle schede con le offerte di lavoro badante presenti nella sezione cerco badante.
I Load Balancer di KEMP certificati per Microsoft Lync Server 2010
Ogni azienda, indipendentemente dalle dimensioni, potrà avvalersi di tutti i vantaggi che nascono da una distribuzione delle applicazioni semplificata e da una maggiore disponibilità delle stesse
Yaphank, NY – KEMP Technologies annuncia oggi che le sue soluzioni LoadMaster, sia hardware sia virtualizzate hanno ottenuto la certificazione Microsoft Lync Server 2010. La linea di prodotti LoadMaster della Kemp offre servizi affidabili di server di load balancing, ottimizzazione della fruibilità delle applicazioni ed integra funzioni di accelerazione del traffico SSL a prezzi accessibili per aziende di qualsiasi dimensione. La certificazione Microsoft garantisce alla clientela un’integrazione perfetta dei dispositivi LoadMaster con le piattaforme Microsoft Lync.
I load balancer LoadMaster consentono di implementare facilmente e rapidamente ruoli e protocolli critici dei server Microsoft Lync 2010. Aggiungendo la funzionalità del bilanciamento di carico, il traffico scala tra i server Lync 2010 Front End, il Director ed i server periferici. Attraverso il controllo dello stato operativo dei server al livello 7 della pila OSI, il LoadMaster assicura che, qualora il server diventi inaccessibile, esso venga messo off-line dallo stesso load balancer che si occuperà automaticamente di inoltrare traffico e utenti ad un server alternativo e funzionante, onde garantire la massima disponibilità delle applicazioni.
“Siamo stati molto lieti di collaborare KEMP nella preparazione dei test atti a verificare la compatibilità delle soluzioni LoadMaster con il Lync Server 2010 e nella produzione della documentazione inerente tale integrazione. In corso d’opera abbiamo riscontrato nei prodotti KEMP soluzioni estremamente affidabili, che non necessitano di alcuna conoscenza tecnica specifica per poter implementare rapidamente le funzionalità di load balancing in ambiente Lync”, commenta Johan Delimon di Ordina Belgium, reponsabile della sezione Unified Communications della Ordina, riconosciuto per il terzo anno di fila quale Microsoft MVP (Most Valuable Professional ) in ambito Lync Server 2010 e OCS. “L’integrazione di KEMP quale progetto di riferimento per chi adotta le piattaforme Lync garantirà alla clientela Lync massimo supporto.”
“La certificazione dell’interoperabilità del nostro intero portafoglio con Microsoft Lync Server 2010 è un’ulteriore conferma che, anche per i clienti che impiegano le applicazioni Microsoft, i LoadMaster si rivelano soluzioni affidabili, sicure e robuste”, dichiara Peter Melerud, Vice Presidente Esecutivo del Product Management presso KEMP Technologies. “Le soluzioni LoadMaster per server Lync 2010 convalidate da Microsoft riducono ulteriormente la barriera del prezzo, assicurando nel contempo ad aziende di qualsiasi dimensione la massima disponibilità di tutte le applicazioni.
Solo fornitori selezionati sono autorizzati a sottoporre le proprie soluzioni al processo di certificazione con il Lync Server 2010. Questo programma nasce per garantire, in modo concreto e documentato, l’interoperabilità tra i produttori, quali appunto KEMP e Microsoft,. L’intera gamma delle soluzioni hardware LoadMaster, il Virtual LoadMaster (VLM) per Hyper-V ™ ed il Virtual LoadMaster (VLM) per VMware ™ – è ora certificata per l’impiego con Lync Server 2010. Tutti i prodotti KEMP vengono forniti con una garanzia completa per il primo anno, coadiuvata da un contratto di assistenza tecnica a partire da soli 1.490 dollari. Per maggiori informazioni pregasi consultare la guida all’installazione delle soluzioni LoadMaster di KEMP per Microsoft Lync 2010.
PBCOM porta Dialogo nel buio a Genova per il Chiossone
Arriva a Genova, grazie al David Chiossone ONLUS – Istituto per la riabilitazione delle disabilità visive, “Dialogo nel Buio”, mostra-percorso multisensoriale che si compie in totale assenza di luce, accompagnati da guide non vedenti. Ospitata stabilmente nella sede dell’Istituto dei Ciechi di Milano e già visitata da oltre 400.000 persone, il progetto resterà fino al 1°Luglio 2012, nel centro storico del capoluogo, in una struttura mobile di 260 mq. La grafica esterna della struttura e tutti i materiali di comunicazione sono stati affidati a PBCOM, agenzia di comunicazione leader in Liguria da oltre 30 anni.
“Dialogo nel Buio” è un percorso interattivo di 45 minuti in 5 stanze immerse nella totale oscurità, durante il quale si impara a relazionarsi con lo spazio affidandosi all’udito, al tatto, all’olfatto e al gusto: non una simulazione della cecità, ma piuttosto la riscoperta della realtà attraverso nuove modalità e la valorizzazione degli altri sensi. E questo è proprio il principio ispiratore della grafica basata sul buio/nero, da cui emergono le parole del sentire con gli altri sensi.
Il progetto ha visto la stretta collaborazione dell’Istituto Chiossone con istituzioni locali, importanti aziende e realtà commerciali, tra cui anche PBCOM, che convinta del valore culturale e di sensibilizzazione ha partecipato con le proprie specifiche competenze alla realizzazione di un obiettivo comune per la valorizzazione delle risorse del territorio.
ENEL CUORE LANCIA SCEGLI CON IL CUORE E CHIEDE AGLI ITALIANI UN CLICK PER LE EMERGENZE SOCIALI
• Enel Cuore lancia la prima campagna per sensibilizzare gli italiani sulle emergenze sociali del paese: povertà alimentare, disagio psichico e solitudine degli anziani
• Grazie ad Enel Cuore un semplice click che non costa nulla può diventare un aiuto concreto
• Beneficiari dell’iniziativa le organizzazioni no-profit: Save the Children Italia, Progetto Itaca Onlus, Comunità di Sant’Egidio
Roma, 30 maggio 2011. Impegnarsi insieme per affrontare le principali emergenze sociali. Parte oggi Scegli con il cuore la nuova campagna di sensibilizzazione di Enel Cuore, la onlus di Enel dedicata alla solidarietà sociale che dal 2004 opera attivamente nello sviluppo sociale del Paese.
Dal 30 maggio al 15 luglio Enel Cuore chiama gli italiani a pronunciarsi su alcune delle emergenze sociali la cui incidenza è in Italia sempre più significativa: povertà alimentare, disagio psichico, solitudine degli anziani.
Scegli con il cuore è un’iniziativa di solidarietà che promuove tre progetti nazionali, sostenuti da Enel Cuore con un contributo complessivo di 600.000 euro, focalizzati su queste tre emergenze sociali. La Onlus di Enel ha deciso di mettere a disposizione un ulteriore contributo, pari a 200 mila euro, che sarà distribuito sui tre progetti attraverso una campagna via web e SMS che inviterà i cittadini a scegliere. Le organizzazioni no-profit beneficiarie dell’iniziativa sono: Save the Children Italia, per il contrasto alla povertà alimentare e alla malnutrizione dei minori italiani; Progetto Itaca Onlus, per la riabilitazione e l’inserimento sociale e lavorativo delle persone con disagio psichico; Comunità di Sant’Egidio, per all’assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti.
Il contributo di 200 mila euro verrà assegnato attraverso un’operazione di “click raising” in cui si chiede agli utenti di votare per il progetto e l’associazione a cui tengono di più con una semplice operazione: un click sul sito www.enelcuore.org/scegliconilcuore o un sms al numero 36644.00.182 indicando il codice dell’iniziativa: BAMBINI (per Save the Children Italia) FAMIGLIA (per Progetto Itaca Onlus) ANZIANI (per Comunità di Sant’Egidio). Il contribuito verrà assegnato a ciascuna associazione proporzionalmente al numero delle preferenze ricevute.
E’ la prima volta che una onlus d’impresa chiama la comunità ad esprimersi su alcune delle priorità sociali del nostro tempo attraverso il meccanismo di assegnazione di fondi di solidarietà. È una scelta mirata a sollecitare la responsabilità del singolo, a favorirne una presa di coscienza rispetto alle emergenze sociali cruciali che coinvolgono la persona, la famiglia e l’intera comunità. Scegli con il cuore sarà supportata da una campagna pubblicitaria nazionale su stampa periodica e web nazionali on air dal 30 maggio al 10 luglio. Sarà previsto inoltre un successivo flight di campagna a settembre per comunicare i risultati del voto.
Malnutrizione e povertà alimentare: Save the Children
Il progetto che Enel Cuore sostiene con Save the Children è finalizzato a migliorare sensibilmente il regime alimentare dei minori in condizioni di deprivazione, intervenendo sui fattori che sono alla base della condizione di povertà alimentare da loro sofferta. L’intento di combattere, ridurre o prevenire la malnutrizione e la sovralimentazione dei bambini italiani in alcune aree urbane di Torino, Roma e Napoli, caratterizzate da forme di marginalità socio-economica, passerà attraverso azioni di educazione alimentare dei minori, sostegno alla genitorialità incentrato sull’empowerment delle mamme. Attraverso uno sportello mobile su pulmino che sosterà presso scuole, centri sportivi e aggregativi dei quartieri più deprivati, sarà possibile raggiungere in due anni 80.000 minori nella fascia di età 0-13 anni.
Disagio psichico e fragilità della famiglia: Progetto Itaca Onlus
Progetto Itaca Onlus per la fragilità della famiglia nasce dalla esigenza di sostenere la realtà che oggi vive chi soffre di disturbi legati al disagio psichico. Progetto Itaca ha dato vita a Club Itaca, un programma che ha realizzato per la prima volta in Italia – a Milano, Roma e tra breve anche a Firenze e Palermo – il modello di integrazione sociale e lavorativo americano Clubhouse, finalizzato allo sviluppo dell’autonomia socio lavorativa di persone con una storia di disagio psichico. Chi aderisce diviene socio di un circolo (gratuitamente ed a vita) e lavora nella gestione diretta della struttura con uno scopo riabilitativo e di rinforzo dell’autonomia. L’intervento che Enel Cuore vuole realizzare prevede l’apertura della sede della Clubhouse di Firenze e Palermo, che saranno in grado di accogliere fino a 70/80 persone con età compresa tra i 18 e i 45 anni, e un intervento a Milano, finalizzato allo sviluppo di attività riabilitative e di sperimentazione del lavoro legate all’orto-florovivaismo, dedicato a 20 soci.
Assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti: Comunità di Sant’Egidio
Rimanere nel proprio ambiente familiare, ritardando il processo di isolamento e di perdita dell’autosufficienza è l’obiettivo di A casa è meglio!, un progetto di assistenza domiciliare innovativo attivo dal 2004 in 7 città italiane grazie al sostegno di Enel Cuore.Il programma utilizza strategie di monitoraggio attivo, con la promozione delle reti informali di supporto (vicini, negozianti, portieri), e soprattutto con l’intervento di operatori sociali che accompagnano la persona anziana sola in un programma di visite a domicilio, per aiutarla nei problemi di vita quotidiana, nella cura della persona e a mantenere significative relazioni sociali e affettive. Il nuovo progetto realizzato grazie a Enel Cuore intende estendere il programma in tre città cruciali del territorio: L’Aquila, Ferentino (prov Frosinone) e Napoli (rione Sanità). Gli utenti beneficiari del progetto saranno 1.000 anziani di cui 300 ultra 75enni.
Enel Cuore Onlus
Enel Cuore è la Onlus di Enel nata nel 2004 con lo scopo di dar vita a iniziative di solidarietà sociale in Italia e all’estero. Gli interventi che promuove l’Associazione in partnership con altre associazioni, organizzazioni non governative, istituzioni e con il mondo del volontariato, hanno un carattere tangibile, concreto, misurabile e si inquadrano in aree specifiche quali: l’assistenza sociale e socio-sanitaria, l’accoglienza dei soggetti svantaggiati, in particolare i bambini e gli anziani; l’educazione, attraverso la costruzione di scuole e centri di formazione nei paesi in via di sviluppo. Un’attenzione speciale va alle persone disabili, a favore delle quali Enel Cuore sostiene progetti di socializzazione e di integrazione soprattutto attraverso lo sport.
Dal 2004 al 2010 Enel Cuore ha devoluto circa 40 milioni di euro e realizzato 431 progetti in Italia e all’estero.
New Minimal: la moda dei vip
Parliamo di fashion. Decisamente New Minimal le passerelle della P/E 2011 e del red carpet in questo 2011. Il nuovo trend parla di semplicità e grazia, vive all’insegna del “Less is more” perché se sei bella e hai stile, non c’è bisogno di essere barocca o comunque eccessiva per farti notare. Partendo dai Golden Globe analizziamo lo stile di Emma Stone che ha scelto Calvin Klein e il suo nuovo long dress color pesca.
La bellissima Mila Kunis invece sceglie un tailleur color avorio che dona carattere ed eleganza. Eva Longoria brilla di luce propria con un monospalla che passa quasi inosservato con un dolce drappeggio di seta. Diane Kruger la stella di Inglorious Basterds sceglie anche lei Calvin Klein con un total white ottico di pallette. Claudia Schiffer opta invece per un abito nero, lungo ed elegantissimo con scollo all’americana. E così via tutte le star adesso prediligono le cose semplici per esaltare la loro bellezza.
Una moda essenziale, che vive per la bellezza e riprende il suo ruolo originale: accessorio della donna. Ultimamente essere fashion era diventato più importante di qualsiasi altra cosa, invece ora si cura di più la persona, i contenuti, il personaggio. L’abito o l’accessorio non si utilizzano più per definire idee e personalità, ma per decorare la bellezza e il carisma del vero essere.
La Svizzera tutela Le Corbusier, l’Italia i suoi decreti
16 Marzo, Svizzera, dogana di Ginevra. L’AFD (Amministrazione Federale delle dogane) trattiene ai controlli un container sospetto proveniente dalla Cina e con destinazione una non nota società ginevrina. Al suo interno la Sezione antifrode doganale rinviene ben 24 pezzi, tra poltrone e divani, firmati da icone del design contemporaneo del calibro di Le Corbusier, dell’urbanista e suo collaboratore Pierre Jeanneret e della francese Charlotte Perriand. 24 pezzi, 13 poltrone relax, 9 poltrone e 2 divani, il cui valore commerciale sul mercato svizzero si aggira intorno ai 100.000 franchi. Durante i controlli, l’AFD rileva delle anomalie di contraffazione nelle merci e avvisa, come è protocollo, la società Cassina Spa di Meda, detentrice dei marchi di produzione e azienda operante nel settore dell’ arredamento di design. Gianluca Armento, brand manager di Cassina (Gruppo Poltrona Frau) l’11 maggio vola a Ginevra per sovrintendere alla distruzione dei prodotti contraffatti rinvenuti alla frontiera, il tutto alla presenza di giornalisti e mass-media e godendo, quindi, della più ampia copertura radiofonica e televisiva. Destruction de contrefacons, allora, e plauso al Sistema e agli integerrimi doganieri di Ginevra: il diritto d’autore, in Svizzera, è salvo.
5 Maggio, Italia. Viene approvato al Consiglio dei Ministri il Decreto Sviluppo 2011: semplificazioni fiscali per le imprese, crediti d’imposta per ricerca e innovazione, assunzioni agevolate al Sud. Alcuni giorni dopo, le aziende del Design italiano, a voce di Paolo Zegna, vicepresidente di Confidustria, insorgono contro il Decreto. Ad essere contestata è la sanatoria contenuta nello stesso Decreto Sviluppo, che cancella la tutela alla proprietà industriale per tutte le opere antecedenti il 19 Aprile 2001, opere di pubblico dominio perché mai registrate come modelli in Italia. Una brusca e incomprensibile marcia indietro nei confronti della legge precedente di riforma del diritto della proprietà industriale, che aveva finalmente adeguato l’Italia agli altri Paesi della Ue. L’ articolo 8 è una “norma che protegge chi copia a danno di chi legittimamente ha creato l’opera o ne ha acquisito i diritti d’autore” dichiara il vicepresidente di Confindustria, e da questo momento in poi, infatti, tutti i prodotti (o copie), “realizzati in conformità con le opere del disegno industriale allora in pubblico dominio perché mai registrate come modelli in Italia, non rispondono più della violazione del diritto d’autore”. Lotta alla contraffazione? Tutela della creatività? Due Paesi, due misure. Il vanto dell’efficienza nazionale e del sistema norma: il diritto d’autore, in Italia, non è più salvo.
Sicurezza sul lavoro: i lavoratori scioperano contro le spie alla Magneti Marelli
Il 21 marzo scorso, gli operai della Magneti Marelli di Cravalcore hanno tutti aderito allo sciopero di un’ora. Il motivo: denunciare i passi indietro che l’azienda continua a fare in materia di salute e sicurezza sui lavoratori. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (cioè quelle persone elette o designate all’interno dell’azienda, che rappresentano i lavoratori nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e che devono svolgere corsi RLS come previsto dal d.lgs. 81/2008, il Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro) devono essere coinvolti in tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza sul lavoro, come dispone l’art. 50 del Testo Unico. Essi, però, come denunciano le RSU: sono invece “tenuti al margine di qualsiasi coinvolgimento, sia nella consultazione per la compilazione dei documenti di valutazione dei rischi che nei team operativi ufficiali dove si preferisce la consultazione di cosiddetti ‘capitani della sicurezza’ rispetto alle figure istituzionali previste dalla legge”.
Lo sciopero, detto anche “lo sciopero contro le spie” è stato indetto contro i c.d. Capitani della sicurezza, figure istituite dalla stessa azienda per fare rapporto contro coloro che non indossano i dispositivi di protezione individuale (DPI) previsti per legge. Insomma: l’azienda non coinvolge come dovrebbe gli RLS che hanno svolto gli appositi corsi RLS e sono quindi dotati di tutte le conoscenze necessarie per svolgere il loro ruolo, ma si avvale di questi Capitani, scatenando il disappunto dei lavoratori della Marelli, che non ci stanno.
I lavoratori “sono sfiduciati nel segnalare situazioni ed eventi potenzialmente insicuri sui quali non solo mancano risposte concrete – dicono le RSU – si continua a lavorare in situazioni insicure e pericolose, (e la società) sceglie la scorciatoia punitiva nei confronti di chi subisce un infortunio sul posto di lavoro”.
Lo sciopero dei lavoratori ha trovato il supporto del Medico del Lavoro, nonché docente di Mediciana Sociale presso l’Università di Venezia, il dottor Vito Totire, secondo il quale “enfatizzare l’aspetto del controllo di tipo militare-sanzionatorio è sbagliato”. E questo perché “induce un concetto passivo di protezione fondato sull’obbedienza e non sull’adesione consapevole”.
Ricordiamo che il RLS è una figura prevista dal d.lgs. 81/2008, che svolge un ruolo fondamentale all’interno del luogo di lavoro. Egli, infatti, è quella persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Come previsto dall’art. 37 del sopracitato decreto legislativo, il RLS deve frequentare corsi RLS, durante i quali devono essere obbligatoriamente trattati una serie di temi, elencati dallo stesso articolo al comma 11. Fra questi troviamo, ad esempio, la legislazione, sia generale che speciale, la definizione e l’individuazione dei fattori di rischio, le tecniche di comunicazione e la valutazione dei rischi. Il RLS ha dunque diritto a ricevere una formazione particolare in materia di salute e sicurezza sul lavoro, egli ha diritto ha frequentare corsi RLS che gli assicurino adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. Perché lo scopo corsi RLS è quello di fornire al rappresentante le conoscenze nonché le tecniche di prevenzione e protezione che gli permettano di svolgere appieno il ruolo che ricopre.
I corsi RLS hanno una durata minima di 32 ore e prevedono, alla fine del percorso formativo, lo svolgimento di un test di verifica finale il quale serve a verificare l’avvenuto apprendimento dei temi trattati. Inoltre, sempre il d.lgs. 81/2008, dispone che gli RLS debbano frequentare corsi di aggiornamento.
Sentenza Thyssenkrupp: il valore della consulenza in materia di sicurezza
Settimana scorsa tutti gli occhi erano puntati sul Tribunale di Torino, chiamato a decidere sull’incidente verificatosi tre anni fa presso la Thyssenkrupp, nel quale persero la vita sette operai. La sentenza definitiva emessa dal Tribunale ha condannato a scontare 16 anni e mezzo per omicidio volontario Herald Hespenhahn, l’amministratore dell’azienda. Una sentenza significativa che rincuora i familiari delle vittime e che offre numerosi spunti di riflessione, specie sulla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo l’incidente alla Thyssenkrupp, infatti, il governo si è subito operato per redigere un nuovo testo di legge sulla sicurezza sul lavoro che stravolgesse il D. Lgs. 626/1994, ormai quasi del tutto obsoleto e incapace di far fronte alle nuove esigenze della società verso questo importante tema. Risultato: l’emanazione nel 2008 del decreto legislativo n.81, l’attuale Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che, oltre a un nuovo e più ferreo impianto sanzionatorio, introduce degli obblighi prima inesistenti come una serie di piani formativi estremamente mirati, dedicati a figure fino a quel momento non esistevano. Una figura già presente nel vecchio dettato normativo ma spesso non considerata era, ad esempio, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) il quale, con l’introduzione del nuovo Testo Unico, si è visto soggetto di importanza strategica e titolare dell’obbligo di frequentare corsi RLS nonché corsi periodici di aggiornamento RLS.
“Basta morti sul lavoro, ci vuole più sicurezza”. Era questo uno degli slogan che, a pochi giorni dal terribile incidente, i familiari delle vittime nonché tutti i lavoratori dell’azienda ripetevano a gran voce. Perché oggi come ieri il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è sottovalutato, viene percepito come un costo e non come un investimento. Per molti datori di lavoro è un inutile spreco di tempo e denaro mentre le tristi vicende che leggiamo ogni settimana sui giornali o ascoltiamo in televisione o alla radio, ci insegnano che purtroppo non è così. Basti pensare a quanto successo qualche giorno fa alla Saras.
Ma come fermare tutto questo? Con sanzioni e pene severe, certo, ma non basta. Non si può lasciare che gli incidenti avvengano e intervenire solo dopo, bisogna attivarsi per mettere in pratica le disposizioni del D. Lgs. 81/2008 e formare e informare i lavoratori, specie il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, una figura chiave all’interno dei luoghi di lavoro, che unisce i lavoratori al datore e i dirigenti. Egli, come si evince dal nome, rappresenta i lavoratori e, grazie alle conoscenze apprese durante corsi RLS, conosce i loro diritti nonché gli obblighi che il datore di lavoro è chiamato ad eseguire. Proprio per questo motivo vorremmo oggi soffermarci sulla figura del RLS e parlare del percorso formativo che la legge gli impone. Il d.lgs. 81/2008, infatti, all’art. 37 prevede, per tutti gli RLS, senza alcuna eccezioni, l’obbligo di frequentare, una volta eletti o designati, corsi RLS i cui contenuti minimi sono elencati dallo stesso articolo, e sono: i principi giuridici sia comunitari che nazionali, la legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, i principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi, la definizione e l’individuazione dei fattori di rischio, la valutazione dei rischi, l’individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione, gli aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori e le nozioni di tecnica della comunicazione.
I corsi RLS hanno come obiettivo quello di formare i rappresentanti fornendo loro tutte le conoscenze indispensabili per lo svolgimento del compito che sono stati chiamati a ricoprire, nonché le tecniche e le misure di protezione e prevenzione dai rischi. Inoltre, corsi RLS sensibilizzano l’RLS sul tema della sicurezza sul lavoro, fornendogli anche un excursus sulle tecniche comunicative. Oltre a definire i contenuti minimi del corso di formazione, il D. Lgs. 81/2008 prevede anche una durata minima dei corsi RLS che è di 32 ore. Terminato il corsi RLS base, il RLS deve seguire dei corsi di aggiornamento periodico così come disposto dal dettato normativo.
OPS S.r.l. rappresenta, nel settore della formazione e della consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, un consolidato punto di riferimento per numerose aziende presenti su tutto il territorio nazionale che ci hanno permesso di gestire per loro conto numerosi processi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro e che si affidano ai nostri professionisti per la gestione o anche semplicemente per un consulto circa le tematiche della sicurezza sul lavoro. La nostra base logistica è nel centro di Milano ma prestiamo consulenza ed eroghiamo servizi su tutto il territorio nazionale.
La OPS S.r.l., società leader nel settore della sicurezza sul lavoro, rappresenta nel settore della formazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un punto di riferimento per numerose aziende presenti su tutto il territorio. Oltre 1000 sono infatti i lavoratori che ogni anno seguono dei corsi di formazione organizzati dalla nostra società, che da sempre si distingue per qualità, prezzi competitivi ed esperienza. Con sede a Milano, la OPS S.r.l. opera su tutto il territorio italiano, organizzando corsi di formazione sia in aula che presso la sede del Cliente.
Come già accennato, la nostra società opera da anni nel settore della formazione, organizzando a cadenza periodica corsi RLS della durata di 32 ore. Tali corsi di formazione si tengono nelle sale convegni di alberghi situati sempre in zone centrali facilmente raggiungibili dai corsisti sia in auto che con i mezzi pubblici. I corsi RLS vengono tenuti da docenti esperti con minimo cinque anni di esperienza maturata nel settore della formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Al termine del ciclo formativo, previo superamento di un test finale volto a verificare l’avvenuto apprendimento del corsista, il lavoratore riceverà un attestato comprovante l’avvenuta frequentazione del corso e valido su tutto il territorio nazionale.
Ancora più streaming musicale con il nuovo firmware per il FRITZ!WLAN Repeater

- Ora il FRITZ!WLAN Repeater trasmette le stazioni radio direttamente da internet
- Accessibilità ai propri file audio ovunque con Universal Plug’n Play
- Controllo remoto via smartphone o qualsiasi client uPnP (p.es. Windows Media Player)
Berlino. A pochi mesi dal lancio del dispositivo, AVM annuncia la disponibilità di un nuovo firmware per il suo FRITZ!WLAN Repeater N/G, che integra numerose nuove funzioni audio. Una volta collegato alla rete, il FRITZ!WLAN Repeater non solo estende il segnale della WLAN anche agli angoli più remoti dell’abitazione o dell’ufficio, ma consente – con il nuovo firmware – di trasmettere anche file audio personali e radio internet senza l’ausilio di un PC.
Il FRITZ!WLAN Repeater è stato sviluppato da AVM allo scopo di ampliare facilmente la portata di qualsiasi rete wireless, generata con qualsiasi router. E’ compatibile con gli standard WLAN 802.11 a,b,g e N, ed è in grado di inviare segnali nella tradizionale frequenza da 2,4 GHz e nella nuova frequenza da 5 GHz. Inoltre, il FRITZ!WLAN Repeater viene fornito con una porta audio da 3,5mm ed un trasmettitore radio FM, con cui inviare musica a qualsiasi dispositivo Hi-Fi o comune radio domestica, anche in giardino. Quest’ultima caratteristica è stata perfezionata e le nuove funzioni sono fruibili installando l’ultimo firmware.
La tua musica disponibile in ogni stanza
Collegato ad un FRITZ!Box di AVM, il FRITZ!WLAN Repeater ora trasmette musica e radio in tutta l’abitazione. E’ possibile impostare fino a 20 stazioni radio internet sul dispositivo che, grazie alla sua forma compatta, va solo inserito in una qualsiasi presa elettrica. Per cambiare canale o track audio, basta toccare il display del Repeater oppure impiegare remotamente un client uPnP o addirittura uno smartphone. Digitando http://fritz.repeater nella barra degli indirizzi del browser web, l’utente accede all’interfaccia grafica del dispositivo, da cui può facilmente avviare l’aggiornamento gratuito del firmware.
Per ulteriori informazioni su AVM, il FRITZ!WLAN Repeater N/G e sull’intera gamma di prodotti FRITZ! di AVM La invitiamo a consultare www.fritzbox.eu/it .
Informazioni su AVM
Fondata a Berlino nel 1986, AVM è uno dei fornitori leader di dispositivi ADSL in Europa. Con una quota di mercato superiore al 50%, AVM è il principale produttore in Germania, il maggiore mercato europeo. L’azienda conta 400 dipendenti ed ha registrato nel 2010 un fatturato di € 200 milioni. AVM sviluppa e realizza prodotti per la connessione a banda larga. Specialista nelle comunicazioni con sede a Berlino, ha ricevuto oltre 400 riconoscimenti per l’innovativa famiglia di prodotti FRITZ! che offre un accesso ADSL semplice e rapido, un collegamento in rete facile, telefonia Internet a costo zero e applicazioni multimediali versatili.
Per ulteriori informazioni: www.fritzbox.eu/it
Materiale fotografico: www.avm.de/en/press
Mostra Impressionisti a Castel Sigismondo di Rimini
Viene raccontata, alla mostra di Rimini che è ospitata al Castel Sismondo di Rimini: Parigi. Gli anni meravigliosi e per l’occasione sono numerose le Offerte Hotel Rivazzurra in occasione dell’evento culturale dell’anno!
Impressionismo contro Salon, fino al 27 marzo 2011,una parentesi storica legata al Salon e soprattutto agli impressionisti a cui fu negato l’accesso espositivo all’interno del Louvre.
Il nostro consiglio per un soggiorno a Rimini in occasione di una visita alla mostra va all’albergo Stresa, un Hotel 3 stelle a Rivazzurra di Rimini.
La storia del Salon francese è affascinante, intanto il Salon Carrè è una sala del Louvre che è sistemata al 1° piano del palazzo museale, subito prima dell’accesso alla Grande Gallerie.
Questa sala del Louvre viene aperta alle “esposizioni” nel 1667 ed espose quadri di artisti legati all’Accademia reale.
Successivamente si decise di esporre anche opere di pittori emergenti ma le opere stesse venivano vagliate da una commissione istituita appositamente al controllo “morale” delle raffigurazioni, ovviamente il “vaglio” fu severo e soprattutto soggettivo (siamo intorno al 1780).
Il clima di libertà portato dalla Rivoluzione Francese entra anche nel Salon con il risultato della libera esposizione senza commissione giudicante, aria di libertà che resistette poco all’interno del “rigido” modo di pensare che si respirava tra gli amministratori del Louvre.
Sempre più selettivi e poco propensi al “nuovo” che evidentemente avanzava (siamo intorno al 1850, in piena espolosione impressionista)
e si evince leggendo le cronache dell’epoca che funo escluse dal Salon quasi 3000 opere, le stesse che oggi si ammirano nelle più prestigiose pinacoteche mondiali, ovviamente si tratta di opere degli Impressionisti (chiamati così dal critico francese Leroy con accezione negativa riferita al quadro di Monet “impressione,levar del sole”) che in quel periodo per ribellione esposero nel laboratorio fotografico di Gaspard-Félix Tournachon, conosciuto da tutti con lo pseudonimo di Nadar.
Un altra folata di libertà entro al Louvre nel 1890 grazie al curatore del Salon, monsieur Bouguereau si diede libero accesso ai giovani pittori per esporre le proprie opere e si disse ” l’impressionismo entra al Salon!”.
Novanta opere in esposizione, provenienti da musei e collezioni private che faranno vivere al visitatore l’atmosfera che respirarono i “giovani” Monet, Pissarro, Degas, Renoir, Sisley, Gullaumin, Cèzanne, Morisot e tanti altri, tutti “giovani” esclusi dal Salon.
La mostra è tecnicamente divisa in tre sezioni :
la prima Volto, corpo e figure
la seconda Nature sospese
la terza Lo specchio della natura
Apre la Mostra di Rimini la sezione dei quadri più discussi dalla commissione del Salon, si parte da “Torso maschile” di Ingres con una serie a seguire di quadri rappresentanti “alcune nudità” viste moralmente inaccettabili dai giudici del Salon, e chiude questa serie la “Toilette” di Bazille.
Si passa poi alle esposizioni di “natura morta”, i curatori della mostra di Rimini hanno fatto un lavoro magistrale in questa sezione perchè hanno esposto i quadri “esclusi” dal Salon di fronte ai quadri esposti al Salon.
Il nostro consiglio per un soggiorno a Rimini in occasione di una visita alla mostra va all’albergo Stresa, un Hotel 3 stelle a Rivazzurra di Rimini
info e costi
da lunedì a venerdì: ore 9:00 – 19:00
Sabato e domenica: ore 9:00 – 20:00
chiuso 24, 25, 31 dicembre 2010
1° gennaio 2011: ore 10:00 – 20:00
ingresso € 13,00
Per informazioni 0541 53399 0541 53399
Castel Sigismondo, Via Luigi Poletti, 47923 Rimini

