Comunicati stampa
A Cosenza convegno sul Copyright by LaLeggePerTutti.it
L’avv Angelo Greco (foro di Cosenza) sarà uno dei relatori, ma anche il moderatore, di uno importante Convegno che si terrà giovedì 17 maggio presso l’Università della Calabria.
L’incontro vede per la prima volta partecipare, allo stesso tavolo, riformisti e conservatori del diritto d’autore.
All’incontro parteciperanno anche l’avv. Guido Scorza, l’avv. Fulvio Sarzana, l’avv. Leopolodo Lombardi (AFI), il giudice Gennaro Francione, il dott. Filippo Gagliano (SIAE) e la dott.ssa Tiziana Scarpelli (Polizia Postale).
L’avv. Greco si dichiara scettico circa la possibilità che l’ACTA o convenzioni internazionali possano risolvere il problema della pirateria informatica.
E’ successo con “Sealand”, la piattaforma militare usata dagli inglesi e nel 1967 occupata con la forza da un cittadino di Sua Maestà, il sig. Roy Bates, che ne fece la propria residenza. Una sentenza di un tribunale britannico dichiarò che la piattaforma si trovava fuori dalle acque territoriali e così sig. Roy Bates non tardò a autodichiararsi governatore di uno Stato autonomo. Gli inglesi, dopo un infruttuoso tentativo di riconquistare la piattaforma, cominciarono ad abbandonare l’idea, sperando che il tempo facesse la sua parte sul già anziano e bizzarro individuo. Ma, alla fine, la piattaforma cominciò ad ospitare server pirati, come Napster, perché si trattava di territorio fuori dalla giurisdizione di ogni altro Governo.
Se le convenzioni contro il filesharing non verranno fatte dal 100% di tutte le nazioni del globo, ci sarà sempre un’isola felice dove i pirati collocheranno i loro database, con buona pace delle leggi repressive nazionali.
Per cui, posta l’impossibilità di un accordo globale, ci si deve rassegnare al fatto che quando non si può vincere il nemico, ci si deve alleare con esso.
C’è bisogno di nuove regole che disciplinino i diritti degli autori e li facciano convivere pacificamente con i diritti della rete. Perché non si può ritenere, in via aprioristica, che ogni ragazzo che ha una connessione a internet sia anche un pirata e quindi un criminale.
Credo che la legge sul copyright vada cambiata. Cambiata e non abolita. Del resto, senza la tutela del diritto d’autore, l’arte rimarrebbe solo in forma dilettantistica e gli investimenti, in termini di produzioni e tecnologie, diverrebbero spese a fondo perduto che nessuno sosterrebbe più. Avremmo solo film e musiche senza dietro le grandi produzioni che a tutti piacciono.
Così è necessario coniugare il copyright con le nuove tecnologie e con le esigenze di condivisione e di utilizzo (in forma creativa) delle opere altrui. Non si può ignorare il fatto che la pirateria sia un nemico invincibile o, comunque, ostacolabile solo attraverso il sacrificio di molte prerogative del web. E a queste prerogative nessuno vuol più rinunciare. Anche i cellulari presentano tanti svantaggi (non in ultimo, una continua e irriverente lesione della sfera privata, in qualsiasi ora della giornata); ma nessuno è più in grado di liberarsene. Così le libertà di Internet.
La pirateria, e l’impossibilità di controllarla, è un fatto dal quale non si può prescindere nell’opera di revisione delle norme sul diritto d’autore. Ostinarsi a pensare che ciò non sia giusto equivale all’atteggiamento di chi, in linea con le dottrine astratte dei manuali, si ostini a ritenere che la forza di gravità non esiste: verrebbe spontaneo suggerire, a questi, di buttarsi dalla finestra per sperimentare quanta differenza c’è tra la teoria e la pratica.
Da tale ineliminabile circostanza si deve partire. Che piaccia o no.
Quali potrebbero essere delle soluzioni per riformare il copyright senza perciò criminalizzare il filesharing?
Avv. Angelo Greco: Una soluzione potrebbe essere quella di autorizzare almeno quello non commerciale attraverso l’imposizione di una tassa, applicata su ogni abbonamento/connessione ad Internet, che finisca nelle tasche degli artisti (o, per essi, delle società di raccolta dei diritti d’autore), le cui opere sono condivise sulle piattaforme peer to peer. Attraverso la cessione di una licenza globale gli utenti potrebbero acquistare, a poco prezzo, il diritto di condividere liberamente i file.
Si potrebbe inoltre prevedere un sistema di tutela del copyright come quello dei marchi: ossia garantendo al titolare del diritto d’autore un primo e breve periodo di tutela automatica (per esempio, dieci anni), ma imponendogli poi di rinnovarlo alla scadenza del termine. Qualora l’autore non lo faccia, tutti potranno usare la sua opera gratuitamente o attraverso il pagamento di una equa royalty.
Dunque, le uniche opere che continuerebbero a godere di protezione totale sarebbero solo quelle il cui titolare si fosse attivato concretamente per proteggerle ossia, in definitiva, quelle remunerative. Se, infatti, per il detentore del copyright non vale la pena, dopo dieci anni, compiere qualche sforzo per rinnovare la registrazione della propria creazione, tanto meno conviene allo Stato minacciare costosi procedimenti giudiziari e tenere in vita istituzioni di polizia o autority di controllo per tutelare una proprietà di cui il titolare stesso ne ha perso ogni interesse.
Ritiene che la strategia di enforcement perseguita dalla legge sia giusta?
Avv. Angelo Greco: Quando si parla di legge, spesso il concetto del giusto e dello sbagliato è relativo. In realtà, molto spesso, la legge dovrebbe prendere a riferimento ciò che la coscienza sociale ritiene giusto e poi renderlo tale anche per l’ordinamento legale.
Inasprire le sanzioni contro le violazioni del copyright rischia di sovvertire la stessa scala di gravità degli illeciti, minando la proporzione tra sanzioni. Mi spiego meglio. In Italia, molti reati caratterizzati da un maggiore disvalore sociale rispetto alla pirateria informatica sono ormai puniti in forma assai più lieve rispetto a chi scarica un cd da internet. Per esempio, il reato di molestie (che è l’anticamera del tanto condannato stalking) è considerato una semplice contravvenzione per la quale è previsto l’arresto fino a sei mesi. Al contrario, chi copia un’opera protetta dal diritto d’autore commette un delitto (cosa più grave della contravvenzione) ed è sanzionato con la reclusione fino ad un anno. Dunque, secondo il legislatore, chi usa un software come Torrent o Emule è due volte più pericoloso e criminale rispetto a chi, in pubblico o col telefono, molesti e intimorisca qualcuno. Nessuno avrebbe timore o ritrosia nell’essere amico o cenare con uno “smanettone” della rete, mentre susciterebbe certo qualche perplessità la compagnia di un tale che si diverte a intimorire le persone durante la notte, con telefonate minacciose. Eppure, nonostante questa diversa coscienza popolare, la legge usa un metro di punizione totalmente diverso.
Di Angelo Greco, avvocato online
CONAD e PBCOM portano online la Ricetta Perfetta
È online “Ricetta Perfetta” il concorso di Bene Insieme, la piattaforma di comunicazione CONAD dedicata al dialogo con i consumatori, nata dal successo dello storico magazine mensile distribuito nei punti vendita CONAD.
Gli utenti inviano la propria ricetta su beneinsieme.conad.it: una giuria di esperti composta da un redattore, un cuoco UIR e un dietista ANDID seleziona ogni mese le tre ricette che meglio rappresentano il corretto bilanciamento fra ingredienti, creatività e semplicità di realizzazione e che vinceranno un set di pentole professionali Ballarini Greenline.
L’obiettivo del concorso è quello di rafforzare la piattaforma multimediale, lanciata l’anno scorso da Conad per interagire con i propri Clienti, ideata e realizzata da
Partito il 16 Aprile, la Ricetta Perfetta ha già ottenuto significativi risultati: più di 600 ricette ricevute nei primi 10 giorni di concorso! Per partecipare c’è tempo fino al 15 ottobre.
ENEL GREEN POWER: IL CDA APPROVA I RISULTATI AL 31 MARZO 2012
09/05/2012
Ricavi totali a 599 milioni di euro (611 milioni al 31.03.2011, -2,0%)
Ebitda a 379 milioni di euro (393 milioni al 31.03.2011, -3,6%)
Ebit a 230 milioni di euro (263 milioni al 31.03.2011,-12,5 %)
Risultato netto del Gruppo a 97 milioni di euro (135 milioni al 31 marzo 2011,-28,1%)
Indebitamento finanziario netto a 4.329 milioni di euro (4.075 milioni al 31 dicembre 2011,+6,2%)
Osserviamo la procedura della zincatura a caldo
Per la totalità di quelle persone il cui lavoro si svolge in un chiosco è necessario sapere che è importantissimo capire al meglio la composizione strutturale del proprio chiosco. Con queste parole vorremmo sottolineare come la struttura del chiosco e la sua solidità siano importanti per lo sviluppo dell’attività lavorativa, dato che è proprio dalla struttura del chiosco che dipende la posizione da assegnare al chiosco stesso, ma altresì per le merci mostrare all’interno. Quindi, in qualsiasi modo, bisogna sistemare al meglio la struttura del chiosco per proteggerne la solidità. Nel momento in cui il chiosco non risponda a tutte le esigenze che si volevano raggiungere, sarebbe di estrema utilità ridare nuova struttura ad esso, visto che anche una piccola variazione potrebbe risultare decisiva.
Un fattore veramente negativo per la composizione strutturale di un chiosco in quanto va a minare proprio la sua robustezza è la ruggine. La ruggine è un processo chimico che colpisce metalli simili a ferro e acciaio, causando, mano a mano che si forma, il loro sgretolamento. La ruggine si crea in seguito all’unione di sostanze come l’acqua, l’anidride carbonica e l’ossigeno. Sviluppando l’argomento in maniera più semplice, possiamo dire che ogni volta che piove, il chiosco è continuamente attaccato da questi tre elementi che rimangono sulla superficie e provocano la ruggine.
Esistono vari metodi che vengono utilizzati per bloccare il processo di arrugginimento. Tanti chioschi vengono riverniciati, in quanto il velo di vernice collocato sul metallo non fa passare l’acqua, ma ciò avviene comunque in piccola parte. Il procedimento anti-ruggine più efficace che si potrebbe adoperare in casi come questo è senza dubbio la zincatura a caldo. Si tratta di un trattamento speciale che si conferisce a tutte le tipologie di metallo prima dette, in quanto gli da una maggiore resistenza a tutti i fenomeni atmosferici che possono essere causa della formazione della ruggine. Osserviamo ora in che modo si sviluppa la procedura di zincatura a caldo.
La procedura si compone di diverse immersioni della struttura del chiosco in speciali vasche, che contengono speciali soluzioni, ciascuna formata secondo la funzione che hanno. La prima immersione vede nell’inserire la struttura in una soluzione speciale che è utile per eliminare il grasso presente dalla struttura. La seconda immersione è effettuata in una vasca di acido cloridrico che serve per cancellare l’ossido di ferro che troviamo sulla struttura. Una terza immersione vede il collocare la struttura all’interno di una vasca contenente una sostanza di zinco cloruro ammonio e serve per preparare l’intera struttura all’ultima immersione, cioè l’immersione nello zinco fuso, immersione che dunque termina il processo di zincatura a caldo. Dopo ci sono ovviamente l’asciugatura e la cancellazione di particolari difetti dovuti alla fabbricazione.
Fulvio Sarzana, ospite al Convegno sul futuro del copyright di Cosenza organizzato da LaLeggePerTutti.it
Traiamo alcuni estratti dal volume “LIBRO BIANCO su diritti d’autore e diritti fondamentali nella rete internet”, di cui l’avv. Sarzana è stato coautore.
Negli anni trenta, quando fu affidato all’architetto Robert Moses il compito di unire Long Island a New York, quest’ultimo progettò la costruzione di un ponte molto stretto per impedire agli autobus di raggiungere le spiagge e i parchi dell’isola.
Coloro che utilizzavano i mezzi pubblici erano infatti i ceti poveri, in prevalenza gli afro-americani e gli immigrati europei Irlandesi ed Italiani, non “graditi” alla popolazione anglofona cd WASP (acronimo del termine White Anglo-saxon protestant).
Long Island, nell’idea progettuale dell’architetto Moses, doveva essere un luogo raggiungibile solo dalle automobili del ceto medioalto.
In realtà si è visto che, nonostante il ponte stretto, il numero di furti negli appartamenti di Long Island non era inferiore a quello del resto dello Stato, anzi, trattandosi di una zona ad alta concentrazione di famiglie benestanti, era stato superiore rispetto ad altre zone più popolari: questo perché essendosi concentrati e rinchiusi a protezione delle loro proprietà gli abitanti della zona erano diventati un bersaglio molto più facile per i ladri che utilizzavano non gli autobus che non passavano attraverso il ponte, ma le macchine.
In effetti, si sarebbe potuto comprendere l’inutilità del progetto solo osservando che i ladri quando vogliono andare a compiere un furto non hanno bisogno di prendere l’autobus: si rubano direttamente la macchina con cui oltrepassano il ponte e vanno a compiere i furti.
Ma tant’è.
Questa forte polarizzazione di posizioni (e questa diversa visione del concetto di progresso e legislazione in divenire) ha determinato nei Paesi che hanno adottato norme sul copyright per adeguarle al contesto delle nuove tecnologie, una legislazione spesso “sbilanciata” verso il ruolo di repressione richiesto dai “terrorizzati” titolari dei diritti, o meglio da coloro che ne sfruttano in veste derivata i benefici economici.
Tali norme peraltro, per la natura stessa delle tecnologie di per sé mutevoli, non sono state quasi mai in grado di cogliere i significativi mutamenti della società e la necessità di adottare una politica di equilibrio tra le istanze dei titolari e i diritti dei cittadini digitali.
Si pensi alle Legislazioni Hadopi in Francia e al Digital Economy Act statunitense, fortemente stigmatizzate dalla Commissione sui Diritti Umani dell’ONU nel maggio 2011.13
L’Italia in questi ultimi dieci anni dopo alterne vicende, aveva adottato la politica di repressione basata sull’introduzione di fattispecie di natura penale (con il cd decreto Urbani nel 2004), modificando altresì, sempre con legislazione primaria, le norme processuali sul diritto d’autore con l’introduzione di strumenti processuali cautelari (e per ciò stesso rapidi) nel processo civile di fronte alle sezioni specializzate per la proprietà intellettuale del tribunale.
Improvvisamente si è assistito ad un cambio di rotta con l’affidamento del compito di regolamentare il tema all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Corso teorico pratico per Fisioterapisti senza frontiere di Focus Fad, Trento 11-13 maggio
Si chiudono il 9 maggio le iscrizioni al nuovo corso ECM di formazione residenziale (RES) promosso da Focus Fad in collaborazione con Fisioterapisti senza frontiere, “Bendaggi, gessi e ortesi negli esiti della patologia ortopedica e traumatologia nei paesi in via di sviluppo”, che si terrà presso la Fondazione S. Ignazio di Trento dall’11 al 13 maggio 2012.
Fisioterapisti senza frontiere è un gruppo di coordinamento no profit nato nel 1997 con lo scopo di promuovere la cooperazione, la solidarietà e la riabilitazione nei Paesi in via di sviluppo. Fisioterapisti senza frontiere opera in concomitanza con l’Associazione Italiana Fisioterapisti e sviluppa percorsi di riabilitazione e cura all’interno di progetti promossi dalle ONG che si occupano di svolgere servizio sanitario nei Paesi in via di sviluppo.
Il corso è finalizzato alle professioni di fisioterapista e terapista occupazionale e prevede una durata 20 ore al termine delle quali i partecipanti otterranno, mediante attestato di frequenza, l’acquisizione di 27.4 crediti ECM; il corso è inoltre finalizzato al raggiungimento di competenze di tipo tecnico e pratico, nonché conoscenze generali riguardanti le patologie ortopediche e neurologiche presenti in persone appartenenti ai Paesi in via di sviluppo.
L’iscrizione al corso per Fisioterapista senza frontiere offre l’accesso gratuito ad uno dei corsi ECM FAD presenti nell’offerta formativa di Focus Fad, la preferenza del quale è da indicare in sede di corso; la frequentazione di un corso ECM FAD a scelta prevede un ulteriore guadagno pari a 10 crediti ECM che si vanno a sommare ai crediti raggiunti nel precedente corso RES.
L’offerta formativa ECM FAD di Focus Fad è ricca di programmi di valido interesse e con contenuti adeguati agli standard europei, senza contare che per il settore di appartenenza a cui si riferisce l’impresa l’Italia è tra i leader mondiali per esperienza su campo e tecniche terapeutiche d’avanguardia.
L’offerta formativa di Focus Fad prevede inoltre la possibilità di seguire corsi ECM on line grazie al valido supporto della web agency DMlogica alla quale è affidato lo sviluppo delle piattaforme e-learning per la formazione a distanza.
Temporealefvg.it, il nuovo punto di riferimento per gli eventi in Friuli Venezia Giulia
Tutti gli eventi in Friuli Venezia Giulia costantemente aggiornati e facilmente accessibili: è questo il contenuto di temporealefvg.it, il sito che suggerisce a tutti il modo migliore per occupare il proprio tempo libero dividendolo tra cultura, spettacoli, attività sociali, turismo enogastronomia, letture, cinema, sport, giochi e altro ancora.
Particolare cura è stata dedicata al delicato momento della ricerca di ciò che si desidera conoscere all’interno del sito che già nella sua home page mette automaticamente in rilievo gli avvenimenti previsti per la stessa giornata in cui avviene la consultazione, oltre ai consigli della redazione che intende mettere in evidenza le occasioni alle quali è un peccato dover rinunciare. Ma per trovare ciò che si desidera all’interno di possibile anche seguire sistemi non legati soltanto all’oggi. Sono a disposizione, infatti, metodi di ricerca legati a date future, oppure indirizzati sugli argomenti di maggior gradimento personale, o, ancora, focalizzando la propria attenzione sulle località di cui si desidera conosce l’offerta.
Inoltre, per chi desidera godersi una giornata di completo relax senza uscire di casa, ci sono a disposizione suggerimenti aggiornati per la lettura, per l’ascolto di buona musica, per la visione degli home video più attuali, o anche classici, per alcuni giochi da fare in compagnia di amici riscoprendo gusti e divertimenti che stanno tornando in piena evidenza dopo alcuni anni di apparente oblio. E, ovviamente, sono presenti anche tutti i programmi televisivi delle emittenti legate al digitale terrestre e per quelle satellitari.
Non mancano, infine, i collegamenti per offrire, sempre aggiornati, gli orari dei mezzi di comunicazione le previsioni del tempo e altre informazioni utili, in maniera tale da rendere il più facile possibile una scelta da effettuare a ragion veduta.
Ne esce, quindi, un portale utile, in cui muoversi in maniera facile e intuitiva, sempre aggiornato per tutti coloro che desiderano conoscere le tutte varie proposte, di diverso impegno, esistenti quotidianamente nel territorio del Friuli Venezia Giulia.
Non mancheranno, però nemmeno i suggerimenti per alcuni eventi e determinate mostre che accadono fuori regione, ma che, per la loro rilevanza assoluta, meriterebbero un pur breve viaggio.
In quest’opera di attenta copertura di tutto quanto accade in regione, temporealefvg.it ha inoltre l’ambizione, grazie alla programmazione a lungo termine, di proporsi anche come importante punto di riferimento per gli organizzatori al fine di evitare inutili sovrapposizioni di eventi che possano risultare fastidiose, se non dannose sia per gli organizzatori, sia per il pubblico.
La testimonianza dell’attrice Daniela Morozzi sul progetto LaLeggePerTutti.it
Daniela Morozzi, nota attrice di cinema, teatro e TV (nota anche per la serie Distretto di polizia) ci ha lasciato un suo rammaricato commento sull’attuale situazione della democrazia in Italia e, con l’occasione, ha parlato di “La Legge per Tutti“, il nostro progetto di consulenza legale gratuita.
La redazione di questo portale vuole ringraziare Daniela per la bellissima testimonianza.
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Keith Haring
Google celebra il noto pittore Keith Haring con un doodle in onore del suo cinquantaquattresimo compleanno.
Keith Haring è stato un grande esponente della Pop-Art ed è diventato noto sopratutto per il suo stile e carattere un pò ribelle (è stato arrestato numerose volte perchè dipindeva su mura pubbliche, compreso il muro di Berlino).
KNOTT, la tecnologia tedesca con l’esperienza italiana
Azienda leader da più di 50 anni nel settore dei sistemi di frenaggio, la KNOTT offre soluzioni tecnologicamente avanzate ed innovative, quali lo sviluppo di cavi di tipo “bowden”, ammortizzatori di ultima generazione e sistemi frenanti frutto dell’eccellenza acquisita dalla casa madre tedesca.
La produzione e la distribuzione dei sistemi di marchio KNOTT sono il risultato del consolidamento dell’azienda con fattori importanti, quali l’elaborazione di un know-how aziendale in ambito ingegneristico dato dall’esperienza encomiabile dell’Ufficio Tecnico che garantisce la massima affidabilità ed efficienza in fase di produzione, i continui investimenti sulla ricerca e sullo sviluppo di tecnologie avanzate, una costante a perspicace attenzione rivolta all’andamento dei mercati.
Tutto questo ha permesso all’azienda di adempire alle richieste di ogni tipologia di clientela, dal grosso fornitore fino al privato, assicurando un eccellente catalogo di prodotti studiati dalla progettazione alla distribuzione per soddisfare qualsiasi esigenza.
Ogni singolo prodotto distribuito da KNOTT è stato sottoposto a specifiche prove di campionamento e testato in modo tale da garantirne la massima efficienza, funzionalità e totale sicurezza: tutti i dispositivi frenanti messi a punto dall’azienda rispettano rigorosamente le norme di certificazione ISO 9001.
Innovazione, HI-TECH, controllo, affidabilità ed efficienza sono le caratteristiche fondamentali degli oltre 400 articoli presenti sul catalogo di KNOTT.
Sul sito e-commerce di KNOTT è possibile visualizzare l’intera gamma dei prodotti facenti parte dell’inventario, tra cui freni, registri, cilindretti, ganasce freno, pinze idrauliche e pinze meccaniche, kit di prodotti di ricambio.
