Arte e cultura

Noemi fa volare la voce di AISM sempre più lontano

Una giornata qualunque in uno dei luoghi più suggestivi di Roma; un mini-concerto improvvisato, nato per strada in mezzo a un pubblico di passanti sorpresi e incuriositi; un momento collettivo e al tempo stesso intimo, unico e di grande magia: per la prima volta AISM e Noemi  sono stati protagonisti di un live show a Roma tra il Gianicolo e Villa Doria Pamphili, dove la cantante si è esibita con la sua band, intonando sue hit e brani storici della musica. Tutto per una causa: sensibilizzare sulla sclerosi multipla. La cantante ha infatti aderito a un’iniziativa chiamata appunto Noemi per AISM.
E’ online il primo video che racconta i momenti più emozionanti di questo introvabile live: scoprite tutte le canzoni di Noemi su www.aism.it/noemi, e gustatevi l’inedita esecuzione di “Vuoto a perdere”, la canzone della definitiva consacrazione. Presto saranno disponibili anche gli altri quattro video registrati in questa singolare giornata pre-sanremese.
Il progetto, ideato e realizzato da Dartway Divisione Interactive di PBCOM, si dimostra particolarmente innovativo: una performance estemporanea attraverso la quale l’artista dimostra sensibilizzazione e sostegno per l’Associazione. Un momento acustico esclusivo, che testimonia la voglia di emozionare e coinvolgere, destinato ad essere diffuso e condiviso sul Web, con l’obiettivo di coinvolgere il popolo di Internet e diffondere il messaggio: Fai sentire la tua voce, per un mondo libero dalla SM!

4 – 6 maggio 2012 Fortunago-Pavia Workshop di Ritratto Fotografico condotto da Enzo Dal Verme

Il fotografo Enzo Dal Verme (le sue immagini sono state pubblicate da Vanity Fair, L’Uomo Vogue, Marie Claire, Elle..) propone un fine settimana intensivo dedicato allo studio del ritratto.

Il programma, dedicato a studenti avanzati di fotografia, fotografi professionisti, e fotoamatori evoluti, è molto ricco. Non si tratta di un workshop tecnico, ma di una esplorazione pratica e divertente studiata per aumentare la capacità dei partecipanti di interagire con il soggetto e comporre le immagini con intuizione e rapidità.

Il fotografo condividerà con i partecipanti trucchi e conoscenze accumulate in anni di esperienza scattando i ritratti per cui è conosciuto, tra cui quelli di tante celebrità.

“Per me”, spiega il fotografo, “l’atto di fotografare è una forma di meditazione attiva, un modo di esplorare la realtà. Ogni volta che fotografo qualcuno alla fine mi sembra di conoscere un po’ meglio anche me stesso. Nei miei workshop insegno a conoscere meglio se stessi fotografando gli altri”.

Il workshop si svolgerà nel Centro Guarinoni, una grande casa in pietra che si affaccia sulle colline di Fortunago, uno dei borghi più belli d’Italia, nell’Oltrepò Pavese a 500 metri d’altitudine.

Gli studenti saranno impegnati in un percorso didattico decisamente non convenzionale ed altamente stimolante.

In tutto ci saranno 18 ore di lezione a 169,00€ più 120,00€ di pensione completa da venerdì a domenica. Ma bisogna fare in fretta a prenotare, perché dopo il 13 aprile i prezzi aumentano. Il programma completo si trova sul sito workshop-ritratto.it

Autore:

Enzo Dal Verme

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Udienza al Quirinale

“Complimenti vivissimi all’Osservatorio Permanente Giovani – Editori, a tutti i suoi promotori e a quanti lo sostengono, che vuole rilanciare l’educazione civica nelle scuole. C’è un bisogno nuovo e stringente di educazione civica nelle scuole: bene “Il Quotidiano in Classe”, bene “il quaderno della Costituzione” che tutti voi insegnanti e ragazzi saprete valorizzare”.
Con queste parole il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto elogiare pubblicamente il progetto “Il Quotidiano in Classe” promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani – Editori.

In occasione del sessantesimo anniversario della Costituzione, il Capo dello Stato ha invitato il Presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani – Editori Andrea Ceccherini al Palazzo del Quirinale per la cerimonia di presentazione de “Il quaderno della Costituzione”, realizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani – Editori insieme alla Presidenza della Repubblica e al Ministero della Pubblica Istruzione.

Alla cerimonia, svoltasi questo pomeriggio nel Salone dei Corazzieri, erano presenti 250 studenti di tutta Italia, tra i quali una rappresentanza di coloro che partecipano al progetto “Il Quotidiano in Classe”, iniziativa promossa dall’Osservatorio Permanente Giovani – Editori che porta a scuola gratuitamente, una volta alla settimana, più quotidiani a confronto con l’obiettivo di riscoprire il valore dell’ora di educazione civica.

Dinanzi ai Presidenti, agli Amministratori ed ai Direttori dei Gruppi editoriali soci dell’Osservatorio Permanente Giovani – Editori (il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino, L’Unione Sarda, l’Adige, Il Tempo, la Gazzetta del Sud, L’Arena, Il Giornale di Vicenza, Bresciaoggi, La Stampa, la Gazzetta di Parma, Il Gazzettino) nonché dei Presidenti delle Fondazioni di origine bancaria, impegnati in questa sfida il Presidente Andrea Ceccherini ha voluto ricordare i valori che muovono l’impegno dell’Osservatorio Permanente Giovani – Editori e del progetto “Il Quotidiano in Classe”:

“Il nostro sforzo è animato dallo spirito di chi crede che occorra riscoprire nella scuola italiana una “cenerentola” dimenticata: la lezione di educazione civica. Una lezione spesso bistrattata, ma pur sempre importante . Importante per contribuire a fare dei giovani di oggi, i cittadini di domani”.
“Questo cammino – ha aggiunto il Presidente Ceccherini – non sarebbe mai stato intrapreso senza la serietà, l’impegno e la passione di quegli oltre 38.000 docenti che in tutta Italia partecipano al nostro progetto, a lei, caro Presidente, ci tengo a dire che il nostro Paese ha un grande corpo docente nazionale e che, forse, dovrebbe esserne complessivamente più consapevole e più orgoglioso”.

Con queste parole il Presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani – Editori Andrea Ceccherini ha presentato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “il quaderno della Costituzione”, uno strumento a disposizione degli studenti italiani perché possano familiarizzare sempre più con la Carta Costituzionale italiana.

“Il quaderno della Costituzione” sarà distribuito nell’ambito del progetto “Il Quotidiano in Classe”, per dotare gli studenti di uno strumento in più, accanto ai quotidiani, che li possa accompagnare nel percorso di educazione alla cittadinanza.

La lamiera e le sue lavorazioni

La lavorazione delle lamiere presenta una larga varietà di possibilità; e sono proprio i molti processi a cui può essere sottoposta che rendono questo materiale, che di per sé è piuttosto semplice, così versatile e adatto a quella gamma vastissima di applicazioni in cui vediamo utilizzare ogni giorno la lamiera metallica.
All'origine, infatti, tutte le lamiere – che a noi possono parere tanto diverse una volta che sono state installate e hanno raggiunto la loro collocazione definitiva, ora nel campo dell'edilizia, ora in quello dell'arredo o del design – vengono realizzare a partire dallo stesso tipo di materiale, e solo le lavorazioni che subiranno le renderanno adatte a rinforzare un tetto oppure a diventare lo “chassis” di un elettrodomestico. Il materiale originario di cui parliamo è un semplicissimo blocco di acciaio, che prende il nome di bramma. Venendo fatto passare attraverso una serie di rulli, progressivamente più vicini fra loro, il  blocco o bramma subisce un processo che si definisce “laminazione a caldo”, ossia si assottiglia fino a prendere l'aspetto, appunto, della lamiera: i grandi fogli di metallo che tutti conosciamo. È a questo punto che entrano in gioco i tanti e diversi tipi di lavorazione delle lamiere che le rendono finalmente adatte alle applicazioni più diverse. Fra i tanti esistenti, evidenziamone alcuni:
Tranciatura
La tranciatura è una lavorazione della lamiera che, con un procedimento molto preciso,  permette di  praticare sul foglio di  lamiera dei fori, oppure di separarne dei pezzi, già lavorati e pronti, come piastrine e altre minuterie metalliche. Fra i suoi vantaggi ci sono sicuramente il costo, che è ragionevolmente ridotto, e soprattutto la rapidità, che può essere molto siginficativa. Il procedimento di lavorazione avviene tramite l'azione di un punzone, che preme la lamiera su una matrice fino a tagliarla precisamente nella forma prevista; per evitare incurvature della lastra, viene applicata l'azione di un dispositivo definito premi-lamiera. Il materiale esce dal macchinario già pronto all'utilizzo finale, libero da bave di lavorazione e sfridi.
Burattatura
La burattatura è una lavorazione superficiale a scopo di finitura; oltre che sui metalli, dove viene utilizzata ad esempio proprio per le minuterie in lamiera, viene spesso adoperata anche per la pietra e il vetro. Questa lavorazione della lamiera viene praticata facendo rotolare i pezzi gli uni sugli altri, all'interno di un tamburo o cilindro rotante, insieme a detergenti e a sostanze abrasive che possono andare da granelli di sabbia, a schegge di metallo, a frammenti di ceramica. Questo meccanismo, di per sé molto semplice, permette di ottenere un'abrasione superficiale dei pezzi, e quindi innanzitutto di pulirli e liberarli da eventuali bave o residui di lavorazioni precedenti, e secondariamente di lucidarli o di opacizzarli, oppure semplicemente di prepararli a lavorazioni ulteriori. La lavorazione è purtroppo di lunga durata (anche diverse ore), dipendendo dai risultati desiderati e della tipologia dei pezzi da trattare. Il procedimento ha dalla sua il vantaggio di essere molto economico (non richiede alcun intervento dell'operatore una volta caricati i pezzi), ma contemporaneamente il grande svantaggio di non poter essere limitato ad una parte della superficie dei pezzi, che vengono trattati interamente.
Zincatura
La zincatura è una <a href="http://www.giustina-lavorazione-lamiere.it">lavorazione delle lamiere</a> a scopo di protezione. Il trattamento fornisce infatti due livelli di tutela della superficie del materiale: la prima dall'abrasione, e la seconda dalla corrosione. Consiste nel ricoprire di un sottilissimo strato di zinco la superficie della lamiera, e due sono le modalità per ottenere tale risultato: quella galvanica a caldo, dove gli oggetti vengono immersi in un bagno di zinco fuso, e quella elettrolitica a freddo, dove il materiale viene immerso in un bagno elettrolitico con sali di zinco, ed è l'azione della corrente a fare depositare quest'ultimo sulla superficie della lamiera.
Insieme alla verniciatura, ala fresatura, all'insertatura  e a tante altre, sono queste le lavorazioni che fanno di un materiale già tanto versatile come la lamiera un elemento onnipresente nell'edilizia, nel design e nell'arredo, permettendo di ottenerne ora strutture solide, robuste e resistenti, ora elementi lucidi e di forma elegante.

La ricottura dei metalli nei forni a carro

I forni a carro sono una precisa tipologia di impianti industriali, e rivestono un ruolo di fondamentale importanza nelle lavorazioni tipiche del settore metallurgico e siderurgico. Le caratteristiche costruttive specifiche dei forni a carro li rendono specialmente adatti a sottoporre a trattamenti termici una vasta gamma di prodotti siderurgici e particolari meccanici di grande peso e dimensioni, come carpenterie, raccordi, curve e flange di ancoraggio Tali trattamenti, che prevedono il raggiungimento delle temperature altissime di cui questi forni industriali sono capaci, hanno lo scopo di alterare, in definitiva, quella che è la struttura molecolare del metallo stesso, il che permette di conferirgli proprietà particolarmente desiderabili per gli utilizzi che se ne faranno.
Quali sono le caratteristiche dei <a href="http://www.emiitalia.it/ita/prodotti.cfm?prodID=8">forni a carro</a>?
Due sono le parti essenziali che vanno a costituire l'impianto industriale che definiamo “forno a carro”: una parte fissa o struttura, e una parte mobile o, appunto, carro.
La prima parte, o struttura fissa, è composta dell'esterno del forno, che è normalmente costruito in metallo, e dell'interno, che prende il nome di camera, ed è l'ambiente dove si sviluppano le elevate temperature (dai 400° ai 1300° Celsius) necessarie appunto all'applicazione dei trattamenti termici. Essendo naturalmente necessario impedire che il calore sviluppato nella camera si disperda all'esterno, questa viene ricoperta di materiale isolante per coibentarla; solitamente si usano o mattoni refrattari o pannelli ceramici in grado di contenere il calore. Il riscaldamento a tali livelli della camera viene affidato o a resistenze elettriche o a serie di bruciatori, che possono essere a gas o a gasolio. La camera viene riscaldata a tali elevatissime temperature da bruciatori a gas o gasolio, oppure da una serie di resistenze elettriche.
La parte mobile, o carro, che come abbiamo visto dà il nome all'impianto stesso, ha invece la funzione di contenere e sostenere il peso di tutti i prodotti siderurgici che devono essere appunto sottoposti al trattamento termico in questione.  Prende tale nome in quanto capace di spostarsi dentro e fuori dalla struttura fissa appena delineata, scorrendo su rotaie o cremagliere, o venendo trainata da un sistema di funi di metallo. Tale carro entra ed esce dalla struttura fissa che abbiamo appena descritto muovendosi su rotaie o cremagliere, oppure trainato da funi metalliche.
Fra i trattamenti termici che si possono effettuare nei forni a carro ha un ruolo importante la “ricottura”, che viene praticata fondamentalmente su rame e acciai per renderli omogenei e facilitarne la lavorazione. La ricottura si svolge in tre fasi:
-Riscaldamento: In questa fase, il materiale metallico viene riscaldato nella camera fino a poco sotto la temperatura di fusione ;
-Attesa: la temperatura raggiunta viene mantenuta stabile per un numero di ore dipendente dallo spesso del pezzo metallico che sta venendo sottoposto al trattamento;
-Raffreddamento: Il raffreddamento viene condotto lentamente, dentro il forno, per una prima fase, fino ai 600°, o anche 300° Celsius, per consolidare la nuova struttura chimica, e successivamente all'aria, molto più rapidamente.
 L'effetto del trattamento termico di ricottura (del quale abbiamo delineato la tipologia principale, che prende anche il nome di ricottura completa, o profonda; ne esistono altre varianti) è, come abbiamo detto, quelli di indurre numerose variazioni strutturali del metallo trattato in forno. Tali variazioni conferiscono al materiale svariati effetti desiderabili per la sua lavorazione:
-Aumento della duttilità, che è la capacità di un materiale di deformarsi, quando sottoposto a trazione, prima di rompersi. La duttilità del metallo permette ad esempio di ridurlo in fili tanto più lunghi e sottili quanto più essa è elevata.
-Omogeneizzazione generale della struttura interna; Il metallo presenta delle strutture reticolari, e la ricottura le riallinea. Tale effetto elimina le imperfezioni che possono essere derivate da uno stress meccanico, e prepara il metallo a ricevere efficacemente ulteriori tipi di lavorazione.
-Possibilità di lavorazione a freddo: tale procedura consiste nell'irrobustire e indurire il metallo portandolo ad un punto di stress molto vicino alla rottura e fermandosi subito prima della stessa. 

Ebook per le edizioni giuridiche e universitarie di Simone Editore

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Nuove uscite e nuove edizioni giuridiche per Simone Editore

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Gallipoli, la vacanza adatta a tutti

Volete scegliere una bella città del salento in cui trascorrere le vostre vacanze. Non avete che l imbarazzo della scelta ma se desiderate il meglio scegliete Gallipoli La bella città questo il significato del suo nome in greco risiede sul lato ovest del Salento e risplende per effetto delle sue due anime quella antica e quella moderna A fare da collante ci pensa un ponte in pietra costruito nel 1600 Attraversatelo ma non prima di aver rivolto lo sguardo a sinistra e aver soffermato la vostra attenzione sul Castello Angioino che con i suoi tre torrioni cilindrici e la torre poligonale galleggia in mare Edificato nel 1200 l apparato difensivo della città e del porto fu potenziato tre secoli più tardi con il Rivellino dotato di ponte levatoio Ora preparatevi a conoscere un altro pezzo di quella storia a cavallo tra più secoli un po bizantina magnogreca romana e messapica Questa multiculturalità è visibile già sulle facciate degli edifici che affollano il suo centro storico pulsante su un antica isola calcarea Innanzitutto quelle chiesette che punteggiano le vecchie stradine quella dedicata a San Francesco di Paola a san Francesco d Assisi a Santa Maria degli Angeli e a San Domenico Ancora quella della Purità e del Crocefisso Ma a dominarle tutte anche in virtù della sua posizione sul punto più centrale e alto dell isola ecco la cattedrale di Sant Agata con il suo maestoso aspetto barocco. A raccontarci la storia di Gallipoli poi continuano i Palazzi signorili a cavallo tra il 1500 e il 1700 Volete saperne di più sulle antiche usanze e mestieri della gente di qui. Scendete nel frantoio sotterraneo di Palazzo Granafei poco distante dalla Cattedrale Nel trappeto scavato nella roccia i contadini producevano l olio lampante punta di diamante del commercio di un tempo Non dimenticate poi di fare un salto alla fontana greca in piazza del Canneto e al porto peschereccio la cui fama è legata al mercato del pesce La parola “porto” vi fa venire in mente il mare? Allora spostatevi sui 20 km di litorale offerti da Gallipoli, nota come “la perla dello Jonio”. Vi aspettano, qui, fondali sabbiosi, coste variegate di sabbia e scogli, e i lidi più modaioli del Salento. “Baia Verde”, “Rivabella”, “Lido Conchiglie”, solo per citarne alcuni: di giorno risplendono alla luce del sole, di sera sono le luci della discoteca ad animarli. Se il luogo rispecchia la tua idea di vacanza ,ma non sai dove alloggiare, potrai trovare tante possibili soluzioni  attraverso questa lista di Hotel a Gallipoli. Se vuoi, invece, vivere la tua vacanza senza orari ed in piena autonomiapuoi optare per una delle tante Case Vacanza a Gallipoli.

Ma Gallipoli non è solo divertimento e tinte accese Il relax e un paesaggio dalle sfumature delicate li troverete nel Parco naturale regionale Isola di Sant Andrea e litorale di Punta Pizzo un oasi protetta sul litorale jonico L isola a un miglio dal centro storico si estende per 50 ettari illuminati dal noto faro lì dal 1800 Un tempo luogo di pascolo per le greggi oggi vi nidifica la rara specie del gabbiano corso È anche un interessante sito archeologico giacché sono stati ritrovati degli insediamenti risalenti all età del Bronzo Ma l’area protetta si estende oltre, fino a comprendere anche le località “Li Foggi”, “Punta della Suina” e “Torre del Pizzo”. Un panorama esclusivo si spiegherà davanti ai vostri occhi: acque cristalline, fondali sabbiosi e coste frastagliate. Ammirate e sbalorditevi, all’ombra delle vaste pinete che si estendono tutt’intorno. Fermatevi un po’ al loro interno, ad ammirare le specie vegetali che ne fanno risaltare la bellezza: il corbezzolo, il mirto, le orchidee, le calendule, le pratoline. Qui a Gallipoli dunque sarà una vacanza per metà Che avete capito Non in senso negativo per metà antica e tranquilla per l altra moderna e divertente.

Maschere Veneziane Medico della Peste le origini

La tradizione delle maschere veneziane risale ancora al tempo del medioevo, il loro uso originario era quello di nascondere l’identità della persona. Un caso a parte è invece la Maschera “Medico della Peste” la quale è stata ideata e realizzata da un medico francese.

La maschera Medico della Peste non nasce come travestimento di carnevale, anche se come tale è anche usato praticamente da quando è nato, e non nasce neppure come maschera della commedia.

Il nome stesso della maschera sta ad indicare che venne ideata nella fase storica in cui comparve la peste in Europa. Lo studio e la progettazione della maschera Medico della Peste fu eseguita da un medico francese “Charles de Lormar” nel 1500 ed era una divisa che i medici erano tenuti a portare durante le pestilenze.

Composta di lunga tunica nera, stivaloni, guanti, cuffia e cappello tutti cerati e impermeabili, è completata dalla tipica maschera bianca dal lungo becco, nel quale son poste erbe e spezie medicamentose che si pensava proteggessero dal contagio, con gli occhi protetti da lenti,e lunga stecca, con cui i medici scostavano bende e lenzuoli dai malati, che mai avrebbero toccato.

Per far rivivere il clima di terrore vissuto negli anni della peste riportiamo un estratto della lettera scritta da Alvise Zen, “medico della peste“, a monsieur d’Audreville qualche anno dopo l’epidemia che decimò la popolazione di Venezia.

“Ah! mio caro amico, nemmeno le guerre e le carestie offrivano uno spettacolo così desolato. La Repubblica approntò subito una serie di provvedimenti per arginare l’epidemia: furono nominati delegati per controllare la pulizia delle case, vietare la vendita di alimenti pericolosi, chiudere i luoghi pubblici, perfino le chiese. I detenuti vennero arruolati come “pizzegamorti” o monatti. Potevamo circolare liberamente solo noi medici. Gli infermieri e i becchini dovevano portare segni distintivi visibili anche da lontano; noi indossavamo una lunga veste chiusa, guanti, stivaloni e ci coprivamo il volto con una maschera dal naso lungo e adunco e occhialoni che ci conferivano un aspetto spaventevole.

Alzavamo le vesti dei malati con un lungo bastone e operavamo i bubboni con bisturi lunghi come pertiche. Uomini e donne malati venivano portati nell’isola del Lazzaretto Vecchio; le persone che erano state a contatto con gli appestati erano invece trasferite in quella del Lazzaretto Nuovo per più di venti giorni a scopo cautelativo. Su una nave era stata issata una forca per giustiziare i trasgressori delle ordinanze igieniche e alimentari. La peste straziava i corpi che erano ricoperti da “fignoli, pustole, smanie” e mandavano un odore fetido. I ricchi morivano come i poveri. Volete sapere quanti Veneziani se ne andarono al Padreterno? Ottantamila, pensate, in diciassette mesi; dodicimila nel novembre del 1630; in un solo giorno, il 9, furono cinquecentonovantacinque.”

Le più belle ed originali maschere veneziane Medico della Peste le trovate nel sito della Italian Styles, ove è possibile acquistare le maschere veneziane originali ad un prezzo ragionevole.

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Dolci e giocattoli per l’Epifania

Le feste natalizie stanno ormai giungendo al termine, ma prima di ritornare alla normalità ci attende ancora un giorno di festa, quello della Befana, specificamente dedicata ai bambini. Se fino a qualche tempo fa l’Epifania era una festa che passava piuttosto in sordina, dopo i fasti del Natale e del Capodanno, oggi si  riscoperto il piacere di questo giorno che porta via tutte le feste.

Così per concludere in bellezza le festività natalizie non può assolutamente mancare la tradizionale calza della befana che quest’anno potrete riempire non solo di dolciumi e di goloserie varie, ma anche di giocattoli di piccole e medie dimensioni. Il Natale ha infatti registrato un netto calo delle vendite dei giocattoli, complici la crisi economica ed i prezzi elevati del periodo, così l’Epifania potrebbe essere la giusta occasione per comprare quel gioco tanto desiderato approfittando dei saldi che hanno inizio proprio un giorno prima dell’arrivo della Befana.

Una calza di certo originale, visto che solitamente la calza della Befana prevede solo dolciumi e caramelle ma non per questo meno gradita dai bambini e probabilmente preferita anche dai genitori che, dopo le eccessive concessioni delle feste di Natale, devono stare molto più attenti all’alimentazione dei propri bambini.

Una valida alternativa alla calza dell’Epifania tradizionale sono proprio le calze-giocattolo, già realizzate dai grandi marchio del settore proprio per l’occasione.