Trucchi Pokémon Go

Archive for Arte e cultura

libri sulla Grande Guerra

Edizioni DBS: i libri sulla Grande Guerra

immagine di uno dei libri sulla prima guerra mondiale

Il catalogo dei libri di DBS Edizioni vanta numerosissime pubblicazioni di libri sulla Grande Guerra, una sezione recentemente arricchita da nuove opere fresche di stampa.

Nel 2013, quando la casa editrice Danilo Zanetti Editore si è unita alla DBS Edizioni, è nato un nuovo progetto che include nuovi libri e nuove proposte editoriali.

L’idea era quella di dare voce alle storie e alle testimonianze custodite nel territorio veneto per informare e tramandare le vicende che hanno segnato i difficili anni della Grande Guerra.

La sezione dedicata ai libri sulla Prima Guerra Mondiale e alla storia e cultura locale del catalogo di DBS Edizioni è infatti ricchissima di libri illustrati sulla Grande Guerra unici e rari.

 

Libri Grande Guerra: alcune delle nuove pubblicazioni di DBS Edizioni

immagine di uno dei libri sulla prima guerra mondiale

Il libro “Guerra 1915-18. Rapporto di un bersagliere” a cura di Giovanni De Donà e Giuseppe Teza, riporta l’intero memorale inedito del Generale di Brigata Alvise Pàntano. Questo è uno dei libri sulla Grande Guerra che rendono onore e raccontano in dettaglio tutte le vicende di Pàntano e dei suoi uomini.
Una storia simile è raccontata nel libro “Fiamme gialle sulle Dolomiti. 1915-1918. Una storia dimenticata” di Luciano Luciani, che ricostruisce il contributo dato dai finanzieri durante la Guerra del 15-18, uno dei libri sulla Prima Guerra Mondiale che narra delle verità fino ad ora mai divulgate.
“Il lago della morte. 15-16 maggio 1916 La battaglia per Monte Còlo” è un’altra vicende ai più sconosciuta, ricostruita da Luca Girotto grazie a molte fonti inedite. Il racconto fa parte della gamme dei libri sulla prima Guerra Mondiale e narra la battaglia del Monte Còlo durante la Grande Guerra, dove quello che doveva essere un attacco dimostrativo degli austriaci per ingannare gli italiani alla fine si trasforma in un bagno di sangue per entrambi i fronti.

Storia e cultura locale: libri sulla Grande Guerra per ragazzi

immagine di uno dei libri sulla grande guerra per ragazzi

Tra le opere in evidenza presenti nella sezione “Storia e cultura locale” troviamo uno dei libri sulla Grande Guerra per ragazzi, “La Grande Guerra negli occhi di un bambino”, il quaderno di memorie di Giuseppe Boschet proposto in forma anastatica, ovvero senza le correzioni di stampa. L’autore era solo un bambino quando si è trovato a vivere le drammatiche esperienze dell’invasione tedesca: un libro che vi farà commuovere e riflettere.

“Grande guerra: Longarone, 10 novembre 1917” scritto da Marco Rech è una sorta di ricostruzione storica effettuata grazie a documenti, relazioni, memoriali e testimonianze lasciate da coloro che hanno combattuto nell’area di Longarone durante la Prima Guerra Mondiale.
Il libro “1917/1918 Il Feltrino invaso. Nuove immagini” è uno dei libri illustrati sulla Grande Guerra che documenta i fatti e le vicende accadute tra il 1917 e il 1918 durante la Grande Guerra, tra i paesi e le province del Veneto e del Trentino.

Libri sulla Grande Guerra della provincia di Belluno e di Vicenza

immagine di uno dei libri sulla prima guerra mondiale

Il bellunese e il vicentino sono stati teatro di molti sanguinosi scontri durante la Prima Guerra Mondiale: tra i libri sulla Prima Guerra Mondiale in evidenza consigliamo “1906-1918 Un leone fra Brenta e Cismon”, la drammatica storia del forte corazzato costruito a Cima Campo di Arsiè, tra il fiume Brenta e Cismon del Grappa. Un altro libro è 1915-1916 “Kaiserjager in Marmolada”, scritto da Luca Girotto grazie alle memorie dell’alpino Fritz Malcher, che ha organizzato la prima difesa sulla Marmolada durante la Grande Guerra.

 

Comments (2)

Le coinquiline di Viale Giacomo Matteotti 9 Firenze al cinema

Cosa avete in programma di fare questo weekend? Noi coinquiline di Viale Giacomo Matteotti 9 Firenze non stiamo più nella pelle per l’uscita del film Il cacciatore e la regina di ghiaccio, prequel di Biancaneve e il cacciatore, che esce nei cinema il 6 aprile 2016.

Abbiamo gusti molto diversi in fatto di film: Sabrina è una grande fan delle serie tv, guarda di tutto, dal medical drama all’azione; Giulia invece ama le commedie americane e i grandi colossal storici, che si tratti della guerra di Troia o di Alessandro Magno lei li ha visti tutti. Il genere fantasy è quello che unisce tutte, come un porto franco in fatto di film, che siamo sicure che soddisferà i gusti di tutte.

viale-giacomo-matteotti-9-firenze-cinema

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cacciatore e la regina di ghiaccio racconta la storia prima della vicenda di Biancaneve, spiegando la storia della famiglia della regina Ravenna. Del cast originale tornano Chris Hemsworth nel ruolo del cacciatore e il premio Oscar Charlize Theron nei panni della perfida regina. Il prequel scava nelle vicende della famiglia della regina Ravenna. Molto tempo prima che la lama di Biancaneve trafiggesse la regina cattiva, sua sorella Freya era stata vittima di un terribile tradimento e aveva lasciato il Reame. La sorella della regina Ravenna possiede il potere di congelare ogni suo nemico e chiude per sempre il cuore ad ogni sentimento. La giovane Regina dei Ghiacci forma una letale legione di cacciatori, tra cui il bellissimo Eric e la guerriera Sara. I cacciatori però si ribellano alla regina e saranno gli unici a poter salvare il reame dallo scontro fatale tra la regina Ravenna e sua sorella Freya. 

Siamo pronte per gustarci questa avventura venerdì sera, abbiamo deciso di andare tutte insieme al cinema. La multisala Principe, vicino a casa nostra, forse non metterà in programmazione il film all’orario che ci interessa. Quindi dovremmo scegliere un altro cinema in cui la programmazione sia nella tarda serata.

Con amore

Sveva, Giulia, Sabrina e la dolcissima Lara!

 

Commenti

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma e il Pantheon

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma oggi vi accompagna in una visita guidata del Pantheon. Questo monumento romano vanta un numero impressionante di primati: è quello conservato meglio, ha la cupola più grande di tutta la storia dell’architettura ed è considerato con modello per tutti i moderni luoghi di culto. Il Panthoen è stato fin dall’antichità apprezzato e imitato: Michelangelo ad esempio lo considerava  opera di angeli e non di uomini.

In origine il monumento era un piccolo tempio dedicato a tutte le divinità romane, come dice il nome pan, “tutto” e theon “divino”, fatto costruire dal console Agrippa, prefetto dell’imperatore Augusto. Il luogo per noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma è uno dei più simbolici della città: si tratta del posto dove secondo una leggenda romana del posto dove in cui il fondatore di Roma Romolo alla sua morte fu afferrato da un aquila e portato il cielo dagli dei.

Il Pantheon assume la forma attuale sotto il regno dell’imperatore Adriano e di questo periodo conserva la scultura eclettica, che unisce la pianta di stampo romano al colonnato d’ispirazione greca. La straordinarietà dell’edificio tuttavia per noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma sta nel fatto che rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale e concettuale in fatto di edifici sacri. Il Pantheon fu infatti il primo edificio ad essere concepito anche per ospitare la gente comune, facendo poi da esempio per chiese, moschee e sinagoghe.

via-di-san-giovanni-in-laterano-138-roma-cupola.

Successivamente, sotto il papato di papa Urbano VII diventa una chiesa, dedicata a Maria e i Martiri. Proprio alla famiglia papale dei Barberini è dovuta la rimozione della copertura di bronzo del soffitto, che fu utilizzato per fregiare i cannoni di Castel Sant’Angelo e per costruire il baldacchino di San Pietro opera del Bernini.

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vi invita a visitare il Pnatheon e la Piazza della Rotonda antistante, che è uno dei luoghi più frequentati della città, spesso palcoscenico di artisti di strada e visite guidate.

Commenti

ItalianSwing Quartet con Andrea Infusino: Jazz da Peppone a San Lucido

Sabato 12 Marzo 2016 si terrà presso l’Antico Ristorante da Peppone, in via Garibaldi 3, San Lucido, ospiterà l’ITALIAN SWING QUINTET, gruppo musicale che offre un’interpretazione moderna di grandi successi della musica italiana e internazionale, in chiave jazz e swing. Fa da scenario allo spettacolo uno dei locali più conosciuti della località marittima tirrenica di San Lucido, posizionato strategicamente nel centro storico. Si affaccia su una splendida balconata che offre un unico panorama per i vostri occhi, completato poi dal panorama di gusti che potrete assaggiare presso l’Antico Ristorante ivi ubicato.

Il gruppo ITALIAN SWING QUINTET è composto da: Francesco Romeo al sax, Pierluigi abate alla chitarra, Emanuele Orrico alla fisarmonica, Andrea Infusino al contrabbasso e Sergio Cannata alla batteria, che allieteranno le rinomate e note portate dell’Antico Ristorante da Peppone, in un sabato sera suggestivo e di classe.
Nato nel 2014 come Italian Swing Quartet con ospite d’eccezione l’amico, profondo conoscitore di jazz, nonchè batterista Sergio Cannata, il gruppo offre uno spettacolo che copre i grandi successi della musica italiana, internazionale e d’oltreoceano, rielaborando le sonorità e arrangiando i brani musicali in modo alternativo e originale. Tanto per gli amanti dello swing che della musica in generale, verranno proposti grandi successi delle epoche musicali più importanti: dai primi del novecento fino ai giorni nostri, arricchite dalle improvvisazioni di sax e chitarra.
Capace di offrire uno spettacolo adatto per ogni occasione, dalle feste private, ai ricevimenti, la cornice dell’Antico Ristorante da Peppone si sposa alla perfezione e ha voluto collaborare col progetto musicale ITALIAN SWING QUINTET per una serata unica, all’insegna del divertimento.

12-MARZO-PEPPONE

Per info e prenotazioni: Antico Ristorante “da Peppone” 0982 811 38

Commenti

Viale Giacomo Matteotti 9 Firenze per Leo

Dopo una notte insonne passata a gioire, noi Leo addicted di Viale Giacomo Matteotti 9 Firenze, avevamo ancora l’entusiasmo, ma non la forza per scrivere un post. Ebbene si, finalmente Leo ce l’ha fatta, è riuscito dopo anni a portarsi a casa la meritata statuetta. L’88esima edizione del premio Oscar ha rappresentato la sua vittoria personale e professionale. Si trattava della quarta candidatura all’Oscar come attore protagonista.

Quando il momento tanto atteso è arrivato la tensione era palpabile tra noi di Viale Giacomo Matteotti 9 Firenze e si leggeva anche negli occhi dei candidati Eddie Redmayne, Bryan Cranston, Leonardo DiCaprio, Michael Fassbender e Matt Damon. Non appena Julianne Moore ha poclamato il nome di Leo Viale Giacomo Matteotti 9 Firenze e tutta la sala è esplosa in un boato e anche gli altri attori erano visibilmente felici per lui. Non ci sono dubbi sul fatto che se lo sia veramente meritato. Ma la chicca più tenera di tutta la serata che ha fatto emozionare noi coinquiline di Viale Giacomo Matteotti 9 Firenze è stata la faccia emozionata di Kate Winslet durante il discorso di Leonardo.

viale-giacomo-matteotti-9-firenze-leo-kate

 

Il discorso è stato molto toccante e profondo, in quanto oltre ai ringraziamenti di rito, ha sottolineato l’urgenza dei temi ambientalisti a cui DiCaprio è da sempre legato. Ecco un estratto del suo discorso:

“The Revenant racconta il rapporto dell’uomo con il mondo naturale, un mondo che nel 2015 è passato attraverso l’anno più caldo della storia. La nostra produzione si è dovuta spostare alla punta meridionale di questo pianeta solo per trovare la neve. Il cambiamento climatico è reale. Sta accadendo in questo momento. E’ la minaccia più urgente per tutta la nostra specie, e abbiamo bisogno di lavorare collettivamente insieme e smettere di rimandare. Dobbiamo sostenere i leader di tutto il mondo che non parlano per i grandi inquinatori o per le grandi aziende, ma che parlano per tutta l’umanità, per le popolazioni indigene di tutto il mondo, per i miliardi e miliardi di persone svantaggiate, per i figli dei nostri figli, e per quelle persone là fuori la cui voce è stata soffocata da una politica di avidità. Vi ringrazio tutti per questo fantastico premio stasera. Cerchiamo di non dare questo pianeta per scontato, come per me questo premio non era scontato”.

Noi di Viale Giacomo Matteotti 9 Firenze quotiamo in pieno il mood ecologista di Leonardo DiCaprio, da domani più passeggiate con Lara e meno auto!

Con amore (per Leo)

Sveva, Giulia, Sabrina e Lara.

Commenti

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma alla scoperta di Caravaggio

Oggi noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vi portiamo alla scoperta di uno dei pittori più importanti e controversi del periodo barocco. Oggi come ieri c’è chi lo adora e chi non lo apprezza fino in fondo, quello che è certo è che le sue opere trasmettono un senso di vividezza allo spettatore che è difficile trovare in altri artisti. Parliamo di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

Il legame del pittore con la Città Eterna è viscerale e allo stesso tempo ambivalente. La genialità del Caravaggio non fu sempre accettata in una città ecclesiastica dove i maggiori committenti serano cardinali e alti prelati. L’estremo realismo del pittore lo portava a scegliere i suoi modelli tra la gente comune della città, come contadini, prostitute, artigiani e vagabondi. Questo contrasto tra sacro e profano fu aspramente criticato dai committenti, che in alcuni casi rifiutarono le tele dipinte da Caravaggio perché  le consideravano troppo scandalose.

Alcuni dei dipinti più famosi del Caravaggio si trovano nelle chiese di Roma e sono gratuitamente visitabili. Si tratta di alcuni dei dipinti più famosi del periodo Barocco.

Scoprite con noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma i luoghi della città dove ammirare i capolavori di Caravaggio.

via-di-san-giovanni-in-laterano-138-roma-Crocifissione-San-Pietro-Caravaggio

  • Chiesa di San Luigi dei Francesi

La chiesa, nelle vicinanze di Piazza Navona, ospita il ciclo di opere dedicato a San Matteo: “La vocazione di San Matteo”, “L’ispirazione di San Matteo” e “Il martirio di San Matteo”. Le tele si trovano nella Cappella Contarelli. Caravaggio in queste opere sovverte gli schemi, soprattutto per quanto riguarda il realismo e l’uso della luce. Nella Vocazione di san Matteo la luce naturale diventa protagonista dell’opera e giuda l’osservatore nella comprensione della scena, illuminando il santo e lasciando nell’ombra chi non si cura della presenza di Cristo.

  • Chiesa di Santa Maria del Popolo

La Chiesa di Santa Maria del Popolo si affaccia su Piazza del Popolo. All’interno della Cappella Cerasi ci sono le due opere “La crocifissione di San Pietro” e la “Conversione di san Paolo sulla via di Damasco”. In questa ultima opera Caravaggio adotta l’iconografia della luce accecante e l’assenza di Cristo, mentre “La crocifissione di San Pietro” è una composizione estremamente dinamica e realistica con una solida definizione dei volumi.

Gustatevi i capolavori del Caravaggio in maniera totalmente gratuita, seguite il consiglio di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma.

 

Commenti

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma consiglia villa Pamphilj

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vi porta alla scoperta della splendida villa Doria Pamphilj, l’oasi di verde più grande della città di Roma.  Il parco misura 184 ettari ed è ricco di vegetazione, frequentato dagli amanti dello sport e della natura.

Villa Pamphilj offre tranquillità e relax, vegetazione e percorsi ideali per fare jogging all’aria aperta e una vasta collezione museale per gli amanti dell’arte. Nella bella stagione il parco si anima di eventi e iniziative che valorizzano ancora di più la sua infinita potenzialità.

La storia di villa Doria Pamphilj è legata, come quella di molti altri parchi della città, alla storia delle famiglie nobiliari romani. Scoprite con noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma l’affascinante passato del parco più importante di Roma, che conserva ancora la sistemazione seicentesca e gli adattamenti sette e ottocenteschi.

La villa è divisa in tre parti: la pars urbana comprendente il palazzo e i giardini , la pars fructuaria che comprende la e la pars rustica, ovvero la parte agricola. In origine era la residenza di campagna della famiglia Pamphilj, acquistata nel 1630 da Panfilo Pamphilj. Tuttavia sono alla fine del 1800 la tenuta assume l’aspetto fastoso e nobiliare di oggi, grazie alle continue acquisizioni di terreni fra loro confinanti ad opera dei proprietari. L’acquisizione della Villa Corsini avvenuta nel 1856 da parte del Principe Andrea V Doria Pamphilj, rappresentò l’ultimo grande ampliamento della Villa. Il programma del principe prevedeva di trasformare la villa in una moderna azienda agricola.

L’edificio più antico della villa è la Villa Vecchia ed esisteva già al momento dell’acquisto. Tra il 1644 e il 1652, sotto il pontificato di Innocenzo X Pamphilj, venne costruito il complesso della Villa Nuova. Nei terreni della tenuta scorre un corso d’acqua, che si riversa in un lago con un’isola ellittica al centro. La caratteristica principale di villa Pamphilj sono i suoi giardini, molto innovativi per il gusto dell’epoca.

via-di-san-giovanni-in-laterano-138-panphili-fontana

La curiosità storica che noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma vogliamo raccontarvi è che la villa nel 1849 fu teatro di una delle più cruente battaglie per la difesa della Repubblica Romana: nello scontro tra le truppe francesi e le truppe garibaldine fu ferito a morte Goffredo Mameli, l’autore dell’inno nazionale italiano.

Nel 1939 il Comune di Roma ha avviato i primi espropri, e lo Stato Italiano acquista nel 1957 il nucleo originario. In occasione delle Olimpiadi del 1960 viene costruita via Leone XII, la così detta via Olimpica, che divide in due parti Villa Doria Pamphilj. Questo è l’unico grande cambiamento strutturale apportato dal 1600.

Villa Pamphilj è veramente uno splendido polmone verde all’interno della città di Roma, che permette di godere del contatto con la natura. Fate come noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma, approfittate dei weekend di sole per godervi la tranquillità del parco.

Commenti

Da Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma a Fontana di Trevi

Scoprite con noi di via di San Giovanni in Laterano 138 Roma una delle meraviglie architettoniche della città dì Roma, un capolavoro che tutto il mondo ci invidia. Si tratta della Fontana di Trevi, monumento appartenente allo stile tardo barocco, per la precisione rococò, ubicato in Piazza Trevi su uno dei lati di Palazzo Poli.

Nell’ultimo periodo la fontana è tornata a splendere con un monumentale restauro. L’acqua è tornata a scorrere ufficialmente il 3 novembre 2015, dopo un restauro durato più di 500 giorni e un costo complessivo di oltre 2 milioni di euro. L’imponente operazione è stata finanziata interamente da Fendi, con la supervisione tecnica della sovrintendenza ai Beni culturali di Roma Capitale.

Ai milioni di visitatori che l’ammirano ogni giorno, la fontana appare ora in forma smagliante e insolitamente bianchissima. Noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma pensiamo che le multinazionali non sempre siano da condannare e anche nel caso in cui i maxi finanziamenti all’arte siano solo una grande trovata pubblicitaria, i ripristini monumentali sono comunque ben accetti, soprattutto quando è difficile trovare soldi pubblici destinati alle restaurazioni.

via-di-san-giovanni-in-laterano-138-roma-trevi

Ma la Fontana di Trevi come è arrivata ad assumere la conformazione attuale? Ripercorrete insieme a noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma la storia della fontana più famosa del mondo.

Il progetto originario è affidato da papa Urbano VIII all’architetto Gian Lorenzo Bernini alla metà del 1600. La collocazione in piazza Trevi è scelta dal papa perché nei pressi sarebbe sorto il palazzo della sua famiglia, Palazzo Barberini, allora in fase di costruzione. Bernini inizia i lavori, ma i fondi ben presto si esauriscono a casa della guerra intrapresa dal papato contro il Ducato di Parma e Piacenza. Non viene nemmeno scolpita una statua centrale e il cantiere viene bloccato.

Alla morte del papa Bernini cade in disgrazia per l’avvicendamento di élite, che ovviamente non vede di buon occhio l’architetto di fiducia dei Barberini. Il progetto è abbandonato e trascorre quasi un secolo prima che qualcuno riprenda in mano la costruzione della Fontana di Trevi.

Dopo una serie di vicissitudini storiche e aver corso il serio rischio di non realizzare mai più l’opera monumentale, tocca a papa Clemente XII prendere in mano le sorti della fontana nel 1731. Nell’ambito di un programma di completamento di grandi opere rimaste incompiute, egli decide che Palazzo Poli deve avere la fontana. A nulla vale l’iniziale resistenza dei duchi Poli, ancora proprietari dell’edificio, che si lamentano della diminuzione della facciata e dell’apposizione dello stemma araldico della famiglia papale Corsini sul palazzo.

Clemente XII non sente ragioni e apre una gara pubblica per aggiudicarsi il progetto. La scelta finale è affidata ad una commissione di esperti, che selezionano Nicola Salvi, architetto romano discepolo di Antonio Canevari.

Commenti

Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma e le piazze della Città Eterna

Cosa sarebbe Roma senza le sue piazze? Per noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma la Città Eterna non sarebbe la stessa senza i suoi splendidi spazi aperti che allo stesso tempo incorniciano le bellezze più note.

Sono veramente milioni i turisti che tutti gli anni si fermano a fotografare queste piazze di Roma. Alcune sono famose nel mondo e suonano familiari anche a chi non le ha mai visitate di persona.

La piazza è da tempo immemore luogo d’incontro pubblico e privato, luogo di manifestazioni e discorsi alle folle. In una parola la piazza rappresenta il cuore pulsante della cultura e della tradizione di una città. In questo luogo si formano la storia, i ricordi e i simboli di una nazione intera.

Riscoprite con noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma le piazze più belle della Città Eterna.

  • Piazza del Popolo

Era la porta d’ingresso a Roma per i viaggiatori che provenivano da Via Flaminia. La piazza ha una forma ovale e prende il nome dalla Chiesa di Santa Maria del Popolo, dove si possono ammirare i dipinti del Caravaggio. La sistemazione attuale della piazza risale al periodo neoclassico.  Al centro, sopra un grande basamento con fontane e leoni, si trova l’obelisco Flaminio, originario dell’Egitto e fatto costruito dal faraone Ramesse II. Attraversando la piazza si defuisce in Via del Corso.

  • Piazza Navona

Originariamente era uno stadio, fatto costruire da Domiziano per ospitare i giochi greci. La piazza venne successivamente allargata per creare un lago artificiale per rappresentazioni nautiche. Dagli inizi dell’epoca moderna è la sede del Carnevale romano. Le fontane che la ornano sono ben tre: la Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini al centro, la Fontana del Moro e la Fontana del Nettuno alle due estremità.

via-di-san-giovanni-in-latrano-138-roma-navona

  • Piazza di Spagna

Prende il suo nome dalla presenza dell’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. È posta ai piedi della scenografica scalinata di Trinità dei Monti ed è una delle immagini più celebri di Roma nel mondo. La piazza è posta al centro delle vie della moda Romana e defluisce in Via dei Condotti. Al centro della piazza è posta la famosissima Fontana della Barcaccia di Bernini.

  • Campo de’ Fiori

Questa piazza è una delle più pittoresche della città, sede di un vivace mercato rionale. Di sera è ritrovo preferito di giovani e universitari che si danno appuntamento nei locali posti ai lati della piazza. Al centro si trova la severa statua di Giordano Bruno, bruciato vivo per eresia proprio in questa piazza.

  • Piazza San Pietro

È forse la piazza più famosa del mondo, situata dinanzi alla maestosa Basilica di San Pietro in Vaticano. La piazza ha forma ellittica e il colonnato che la circonda è stato progettato dal Bernini. Sui fuochi dell’ellisse ci sono due fontane e al centro l’obelisco di Eliopoli. È uno dei luoghi più frequentati della città grazie anche al flusso instancabile di pellegrini.

Con questa piccola rassegna noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma speriamo di essere riusciti a farvi guardare con occhi diversi le meravigliose piazze che adornano la città più bella del mondo.

Commenti

Roma e il cinema secondo via di San Giovanni in Laterano 138 Roma

Voglia di amarcord oggi a via di San Giovanni in Laterano 138 Roma. Parliamo di cinema e in particolare di film ambientati a Roma. Su tutti, noi abbiamo il nostro preferito.

Roma e il cinema, un connubio perfetto. Sin dalle origini dei cortometraggi la città eterna è stata scelta da registi italiani e stranieri come setting privilegiato per le sceneggiature da loro realizzate. Il primo tra i film famosi è sicuramente “Roma città aperta” di Roberto Rossellini che risale al lontano 1945 e fotografa una città ancora in bilico tra dittatura e resistenza.

Il film che noi di via di San Giovanni in Laterano 138 Roma preferiamo però è senza dubbio “Vacanze Romane” , la pellicola del 1953 di William Wyler, interpretata da Gregory Peck e Audrey Hepburn. Il film riprende la narrazione favolistica ed è stato definito come il capovolgimento della storia di Cenerentola, dove è il protagonista maschile a trovare la sua principessa e non viceversa. Il setting perfetto per questa commedia romantica è la fervente Roma del dopoguerra e del grande sogno economico. Una città in ascesa in cui sembra che ogni sogno si possa realizzare.

La storia narra di una giovane principessa di nome Ann, interpretata da Audrey Hepburn, che dopo aver ereditato il trono compie un viaggio nelle capitali europee e quindi giunge anche a Roma. Ma la principessa della porta accanto è stanca degli impegni istituzionali e decide di scappare per poter vivere la città nella sua quotidianità, come una persona comune. Una volta fuori incontra il giornalista americano Joe Bradley, interpretato da Gregory Peck, che la ospita per la notte pur non sapendo chi sia. La mattina seguente a lavoro Joe scopre che la ragazza che ha ospitato è proprio la principessa giunta in visita a Roma. Sicuro di poter guadagnare molto dallo scoop si organizza per far fare un tour della città ad Ann, in modo da scattare foto e poter strappare un’intervista esclusiva. Così i due si lanciano in un tour della città in sella alla mitica Vespa. È questa la pellicola che rese la marca Vespa famosa e desiderata in tutto il mondo.

Il fascino della principessa acqua e sapone colpisce il giornalista e i due si innamorano. Lui rinuncia al suo servizio e non svela la sua identità. Alla fine la principessa decide di tornare al suo ruolo e al suo dovere.

Vacanze Romane è una vera e propria vetrina su Roma: un’esposizione di tutti i monumenti più famosi e fotografati. Da Fontana di Trevi al Pantheon, da via Margutta al Foro Romano, da palazzo Barberini al Colosseo, da Trinità de’ Monti alla Bocca della Verità, non manca proprio nulla. Gregory Peck, come una moderna giuda turistica, scorta una giovanissima Audrey Hepburn alla scoperta delle bellezze della città.

Secondo noi di Via di San Giovanni in Laterano 138 Roma ogni tour della città che si rispetti dovrebbe ricalcare quello fatto dai due attori negli anni cinquanta. Magari proprio a bordo della mitica Vespa.

Commenti