Trucchi Pokémon Go

Archive for dicembre, 2015

Superare i livelli a Blossom Blast

Anche quest’anno la King ha lavorato bene ed a Novembre ha introdotto sul mercato il suo nuovo videogioco: Blossom Blast. Il gioco è concettualmente similare a Candy Crush poiché si tratta di incrociare fiori di forma e colore somigliante in modo da farli deflagrare e conquistare punti. I fiori sono i protagonisti di questo gioco e sono loro a dover essere incrociati.

Blossom Blast livello 35

Il livello 35 è rinomato per essere uno dei più ardui da superare.Ti sei imbattuto in questo sito dopo aver cercato su Google come oltrepassare quel livello. Più farai passi avanti nel gioco e più ti sentirai prossimo alla fine e soddisfatto del tuo operato; conoscere un sito come questo ti sarà di indispensabile aiuto nel tuo percorso. Il tuo modo di giocare ormai può passare ogni ostacolo e nel caso in cui tu dovessi incontrare un nuovo livello difficoltoso come il livello 35, è sufficiente che tu torni su questo sito per cercare la soluzione.

Gli ostacoli come lo schema 35 sono ormai parte del passato.

Trucchi per oltrepassare il livello 35 a Blossom Blast

I trucchi specifici per Blossom Blast sono molti e il livello 35, nonostante sia uno dei più difficili da superare, ne ha svariati. Da ora in poi sarà facile proseguire nel gioco poichè oltre ai trucchi per lo schema 35 a Blossom Blast, su questo sito troverai i trucchi per la maggior parte dei livelli. Se andando avanti nei livelli dovessi incrociare altre difficoltà, non devi fare altro che tornare su questo sito perché è il più completo del web.

Oltrepassa lo schema 35 con questi trucchi

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Disposizioni per il miglioramento del SSN secondo Marcella Marletta al Congresso della Sifo

Importante appuntamento sulla qualità del servizio sanitario, il Congresso della SIFO, giunto alla XXXVI edizione, ha visto l’intervento della dottoressa Marcella Marletta, esponente ministeriale.

Marcella Marletta, dirigente ministeriale

Marcella Marletta interviene al XXXVI Congresso SIFO

Il Congresso della Sifo (Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie), nella sua XXXVI edizione, si è tenuto a Catania dal 22 al 25 ottobre. Il Centro Congressi “Le Ciminiere” ha ospitato una vasta gamma di iniziative e di manifestazioni, tra cui una sessione precongressuale, una poster session, due letture magistrali, un Talk Twitter, sei sessioni plenarie, quattordici sessioni parallele, un workshop Lab Movie e cinque lunch meeting. In chiusura dei lavori è stato infine proposto un talk show condotto dal giornalista Franco Di Mare, che ha diretto la discussione sui Livelli di Essenziali di Assistenza (LEA). All’interno delle proposte anche la tavola rotonda dal titolo “Sostenibilità e garanzia dei Livelli di Essenziali di Assistenza (LEA) alla luce della giurisprudenza”, a cui ha preso parte il Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute, Marcella Marletta. Ritenendo tale argomento di particolare importanza, la dottoressa è intervenuta in merito alla qualità e al livello di accessibilità offerte attualmente dall’assistenza sanitaria, in quanto questo può assumere funzione di indicatore della effettiva civiltà espressa da uno Stato. Per quel che riguarda l’Italia, la dottoressa Marcella Marletta ha delineato i provvedimenti ministeriali che verranno attuati al fine di incrementare la qualità del livello del SSN, individuati nella creazione di una Cabina di Regia per l’HTA, oltre che di una Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’appropriatezza nel Ssn i quali dimostrano l’esigenza di sorreggersi su una struttura solida che ne consenta il corretto funzionamento, insieme a dei collegamenti che si integrino in questo processo.

L’excursus professionale della dottoressa Marcella Marletta

La dottoressa Marcella Marletta consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università la Sapienza di Roma, ottenendo in seguito la specializzazione in oftalmologia. Nel 1982 affronta e supera un concorso pubblico che le consente di entrare a far parte del Ministero della Sanità, dove inizialmente riceve incarichi di natura internazionale. Nel 1984 viene indirizzata su mansioni di farmacovigilanza, all’interno della Direzione Generale del Servizio Farmaceutico, con il compito di valutare ed osservare sperimentazioni cliniche dei prodotti di natura farmaceutica. Assume in seguito la carica di Vice Consigliere Ministeriale della Direzione Generale dell’Igiene pubblica, a cui segue il titolo di Direttore della Divisione II nella Ex Direzione generale degli ospedali del Ministero della Sanità, che la vede incaricata di occuparsi di situazioni di emergenza e di maxi emergenza. Divenuta nel 1997 Direttore dell’Ufficio Dispositivi Medici, assume la responsabilità del monitoraggio delle attività comunitarie per mantenere l’aggiornamento sulle normative europee, ricevendo nel 2004 la nomina a Direttore dell’Ufficio VII della Direzione Generale Farmaci e Dispositivi Medici del Ministero della Salute, ovvero responsabile dei presidi medico-chirurgici e dei prodotti sanitari che valuta e controlla. Marcella Marletta assume l’incarico attuale nel 2011, quando viene nominata Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico presso il Ministero della Salute.

Informazioni aggiuntive su Marcella Marletta al profilo Viadeo della dottoressa.

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Paolo Risso e la gestione del Molo Italia presso il porto di La Spezia

L’Associazione temporanea di imprese costituita dalle società Cambiaso & Risso, La Mercantile e SH. SE. Shipping Service, recentemente si è aggiudicata il bando di gara per la gestione dei servizi marittimi, logistici e doganali per navi da crociera e mega yacht presso Molo Italia, nel porto di La Spezia.

Paolo Risso, Presidente e CEO di Cambiaso & Risso International

Le dichiarazioni di Paolo Risso, CEO di Cambiaso & Risso International

La concessione acquisita dall’Associazione Temporanea di Imprese mediante una gara indetta dall’Autorità portuale di La Spezia con procedura aperta ha affidato alle società Cambiaso & Risso, La Mercantile e SH. SE. Shipping Services la piena gestione dei servizi marittimi per il Molo Italia per la durata di dieci mesi prorogabili. Operazione che porta alla nascita di un nuovo punto di riferimento nell’Alto Tirreno per la gestione dei servizi di sicurezza e doganali dedicati alle navi da crociera e ai super yacht. Paolo Risso ha sottolineato che tale servizio rappresenta per l’intero territorio ligure un’importante occasione dal punto di vista finanziario e turistico. Il porto di La Spezia gode di una posizione strategica per i collegamenti con le Cinque Terre, il Levante Ligure e la Versilia. L’Ati, costituita da società del panorama dello Shipping, presenta competenze complementari, idonee a gestire le attività di sicurezza per passeggeri, equipaggio e vettori, secondo gli obblighi previsti dall’International Ship and Port Facilities Security Code e ogni servizio doganale necessario a navi da crociera e per i super yacht superiori ai 40 metri.

L’internazionalizzazione promossa da Paolo Risso, CEO di Cambiaso & Risso International

Nato a Genova, classe 1955, Paolo Risso, conclusi gli studi in ambito classico, nel 1975 fa il suo ingresso nella storica agenzia marittima Cambiaso & Risso. Nel 2003, in veste di Presidente e Amministratore Delegato, Paolo Risso intraprende un processo di espansione ed evoluzione del core-business, acquisendo la connotazione di Cambiaso & Risso International. Presente in Italia, Francia, Principato di Monaco, Spagna, Slovenia, Singapore, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti, oggi la società guarda con interesse al mercato degli Stati Uniti, Europa del Nord e Indonesia.

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Ricambi auto: come acquistarli online senza rischi

Hai mai acquistato online i ricambi per la tua auto? Una recente ricerca condotta da autozona.it indica che il mercato web degli autoricambi è in forte crescita in Italia. C’è ancora però un consistente numero di persone che cerca articoli per il proprio veicolo in rete, senza poi acquistarli.

Anche tu hai questa avversione? Per fare ordini sicuri non devi essere per forza un appassionato di meccanica. Ti spieghiamo il perché procedendo per step. Il nostro progetto web ermesautoricambi.it è nato proprio così: abbiamo ottimizzato tutti quei punti di incertezza che generano poco fiducia da parte degli utenti nei confronti del mercato online dedicato all’automotive. Ma prima di approfondirli è necessaria una premessa sull’affidabilità del rivenditore. Inizia tutto da qui infatti.

Web non vuol dire inganno. Lo frequentiamo ogni giorno, passiamo ore e ore a cercare informazioni, a guardare cosa accade nel mondo, a spiare i nostri amici. Poi quando si tratta di acquistare che succede? Che spesso abbandoniamo il carrello. Ma facciamo un parallelo con la realtà. Come fai a capire se un rivenditore locale è affidabile? Darai un’occhiata al negozio, ai marchi e alla tipologia di prodotti in catalogo, valuterai i prezzi e chiederai opinioni ad altri automobilisti. In rete puoi fare esattamente la stessa cosa. Non farti ingannare da prezzi stracciati o promesse da marinaio, prima di acquistare informati sul rivenditore. Dai un’occhiata al sito: puoi avere una prima impressione circa la sua veridicità anche senza essere un esperto navigatore. Guarda il catalogo, i marchi dei prodotti e i prezzi applicati e leggi le opinioni, soprattutto quelle sui Social, di altre persone che hanno effettuato la stessa esperienza prima di te.

Ora entriamo nel vivo della questione. Primo punto: trovare non un ricambio, ma il ricambio per la tua auto. Se non sei avvezzo alla meccanica, non vuol dire che sbaglierai a scegliere. È vero che uno stesso dispositivo può avere caratteristiche diverse a seconda del modello di autovettura. I dischi dei freni, per esempio, possono avere diametri differenti o la batteria amperaggi variabili. Ma noi su ermesautoricambi.it abbiamo inserito i campi di ricerca personalizzati per evitare equivoci. Sono semplici da utilizzare: puoi effettuare la ricerca dell’articolo specificando marca, modello e tipologia di auto. È come farlo in un punto vendita. L’operatore al banco ha bisogno dei dati della tua auto per trovare il pezzo giusto. Ermes Autoricambi fa la stessa cosa.

Secondo punto, l’assistenza. Su ermesautoricambi.it non c’è un call center automatico o esterno ad accoglierti, ma uno staff qualificato che lavora in azienda. Per cui, se hai dubbi, prima di effettuare l’ordine puoi chiedere consigli ai nostri operatori: ti guideranno nella scelta corretta e non solo. I tecnici sono sempre a tua disposizione, anche dopo l’acquisto, per informazioni riguardo alla consegna o al montaggio del pezzo.

Terzi, reso e garanzia. Uno shop che si rispetti ha una pagina dedicata alle condizioni applicate in caso di restituzione del prodotto, di danni o malfunzionamento. Ricorda di leggerle prima di acquistare. Il reso è un tuo diritto. Su ermesautoricambi.it la somma pagata ti verrà rimborsata per intero e in denaro, non sotto forma di buoni acquisto. Se non vorrai più tornare avrai la libertà di farlo. La garanzia è rilasciata dall’azienda produttrice per ogni prodotto in catalogo. Si tratta di tutti articoli originali e certificati, non c’è rischio di imbattersi in contraffazione. Cosa accade invece se si verifica un danno durante il montaggio? L’installatore potrebbe involontariamente rompere il pezzo. Capita. Per questo proponiamo un’ulteriore opzione: si chiama Kasko e prevede un’estensione della garanzia tradizionale a tutti i danni subiti dal ricambio, anche in fase di trasporto. Con la Kasko il tuo articolo è protetto in ogni caso. Puoi sceglierla direttamente nella pagina del prodotto, prima di acquistarlo.

Infine parliamo di qualità, non meno importante, ma ricollegabile a tutto il resto. Affidabilità del venditore, certificazioni dei prodotti, tutela in termini di reso e garanzia sono tutti punti che lasciano auspicare a standard qualitativi elevati dei prodotti. I ricambi per auto non hanno bisogno di essere toccati con mano, non parliamo di stoffe o di materiali pregiati. I ricambi vanno testati. Noi di Ermes Autoricambi lo facciamo. Prima di inserire in catalogo un nuovo articolo su quest’ultimo viene effettuato un test per verificarne la qualità. Si tratta sempre di pezzi nuovi e autentici realizzati da ditte conosciute e specializzate nel settore.

Negli anni abbiamo creato legami solidi con una rete estesa di fornitori (Ermes opera nel settore da tre generazioni) per cui alla qualità riusciamo ad applicare anche prezzi vantaggiosi. E risparmiare non è affatto male.

Professionalità, scelta corretta, reso, garanzia, qualità, risparmio: c’è qualcos’altro che non ti convince?

Se vuoi, prima di acquistare i tuoi ricambi online, puoi contattarci. Ora anche sulla nostra pagina Facebook c’è un operatore a cui scrivere: ti aiuterà a risolvere ogni dubbio e sarà a tua disposizione anche per semplici informazioni o consigli.

 

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Alimentazione corretta per l’allenamento sportivo

Ok perfetto, poniamo il caso che abbiate deciso di rimettervi in forma e vi siate finalmente iscritti in palestra (a proposito, volete aspettare fino a dopo le vacanze di Natale quando non passerete più dalla porta di casa e avrete il fiatone dopo due piani di scale? Direi che è il caso di pensare ad un’iscrizione in palestra).

Ok perfetto, il primo passo l’avete fatto, e magari siete anche riusciti a rispettare la tabella di allenamento della prima settimana, e anche della seconda. Solo che risultati zero, nisba, e anzi siete ingrassati ancora. No, non dipende dalla palestra, o da qualche oscuro arcano che la scienza deve ancora studiare, dipende dai problemi di gestione nell’alimentazione che sicuramente avete!!

Ah un’altra cosa, una corretta alimentazione che possa modellare il vostro corpo assieme ad un costante allenamento fisico non significa non mangiare, anzi… Il prosieguo di questo articolo serve a capire e a farvi capire qualcosa sui cicli alimentari e a sfatare qualche mito che circola a questo proposito. Facciamo il caso di un soggetto che abbia un consumo energetico basale di 1500 Kcal alle quali si aggiungono 500 Kcal di spesa energetica da allenamento. Ci sono 2000 Kcal da assorbire. È universalmente accettato che di queste calorie il 50% dovrebbe essere costituito da carboidrati, il 25% da proteine e il 25% da grassi.

Ma come si fa a coniugare questo tipo di dieta, a forte apporto di carboidrati, con le esigenze della vita di tutti i giorni? E mettiamoci pure che i carboidrati sarebbe il caso di consumarli maggiormente nelle prime ore del giorno e non concentrarli la sera. Se vi invitano a cena fuori? Se nel week-end magari faccio un pranzo più “corposo”? Come fate a rispettare i parametri che è buon uso rispettare?

La soluzione per una corretta dieta alimentare può essere più semplice di quello che sembra. Basta cambiare la prospettiva e osservare le cose diversamente. Se applichiamo un semplice ragionamento ciclico, ad esempio settimanale, al ragionamento precedente, scopriamo che il 50% di carboidrati (che per il soggetto in questione corrispondono a 260 g al giorno circa) se moltiplicati per i 7 giorni della settimana mettono a disposizione del soggetto  circa 1820 g di carboidrati da consumarsi in una settimana. Stessa cosa accadrebbe per proteine e grassi (nel caso astratto che stiamo facendo noi si parla rispettivamente di 840 g e 350 g a settimana). A questo punto abbiamo a disposizione quantità di carboidrati, grassi e proteine settimanali e potete suddividere secondo le vostre esigenze, prevedendo pasti ipocalorici e ipercalorici (magari nel week-end), con forte apporto di Proteine o Grassi a seconda dei momenti del giorno e della settimana. Si tratta di qualcosa di assolutamente naturale e che non ha nessuna implicazione metabolica o fisiologica.

Il nostro organismo funziona a cicli e pertanto suddividere le calorie e gli alimenti secondo un personale calendario settimanale che permetta di prevedere una cena fuori, un pasto ipocalorico, una maggiore concentrazione di grassi in una determinata occasione. E’ sufficiente attenersi alle soglie settimanali per poter ottenere i risultati desiderati: il momento della settimana in cui si consumano questi alimenti non è importante.

In questo modo potrete permettervi un piatto di pasta in più o una cena fuori senza che ciò comprometta il lavoro in palestra fatto durante la settimana.

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Progetto Ecovillage, operazione seguita dall’Avvocato Davide Apollo e dallo Studio Legale Apollo & Associati

Operazione perfezionata il 19 febbraio 2015, Progetto Ecovillage sorgerà nei dintorni di Roma grazie al Fondo Immobiliare IFS. Protagonisti sul fronte legale di tale operazione lo Studio Legale Apollo & Associati ed il socio fondatore, l’Avvocato Davide Apollo.

Davide Apollo - Avvocato

Davide Apollo: l’Avvocato vede la partecipazione di Apollo & Associati al Progetto Ecovillage

Il Progetto Ecovillage sorgerà alle porte di Roma, in particolare nel comune di Marino e coprirà un’area libera di 50 ettari. La chiusura dell’operazione è stata perfezionata in data 19 febbraio 2015, successivamente all’istituzione del Fondo IFS – IdeA Fimit Sviluppo – cui partecipano IDeA Fimit SGR S.p.A., in qualità di gestore del Fondo, insieme a Parsitalia S.r.l., a Parsitalia general Contractor S.r.l. e a Ecovillage Tre S.r.l., società proprietaria i terreni. In tale progetto viene coinvolta la competenza professionale relativa al settore Real Estate dello Studio Legale di Davide Apollo, Apollo & Associati, per un’operazione il cui valore finale è stimato sui 300milioni di Euro e che vedrà realizzate sia una zona commerciale, con un centro commerciale d’avanguardia, sia una zona residenziale pensata per dare alloggio a categorie sociali predefinite, come anziani, single e coppie. Il concetto su cui Progetto Ecovillage si fonda è quello correlato alla eco-sostenibilità volta al rispetto non solo dell’ambiente, tramite l’ottimizzazione dell’impatto delle costruzioni, ma anche il rispetto degli equilibri che compongono gli ecosistemi, in modo tale da tutelare quella che è l’identità ambientale locale. Tra le parti chiamate in causa, IDeA Fimit SGR S.p.A. si è avvalsa dell’assistenza e della consulenza legale dello Studio Legale Apollo & Associati, sotto la guida dell’Avvocato Davide Apollo, mentre Parsitalia S.r.l. è stata assistita sul fronte legale dallo studio Chiomenti.

Dettagli professionali di Apollo & Associati, Studio Legale fondato dall’Avvocato Davide Apollo

Nato nel 2005 dall’iniziativa dell’Avvocato Davide Apollo, lo Studio Legale Apollo & Associati si colloca nel centro della città di Milano. Assunta nuova vita nel 2012, l’attività legale conferma il proprio core business nel comparto del Real Estate, declinato nel Real Estate Financing, nel Corporate Real Estate e nell’M&A, fornendo inoltre consulenza in ambiti complementari quali il Diritto Societario ed il Diritto Fallimentare. Un approccio definito da “boutique” e dunque completo, quello offerto dallo Studio Legale, la cui professionalità, competenza e valore aggiunto si accompagnano ad un assetto valoriale definito dal suo fondatore Davide Apollo, caratterizzato da trasparenza, qualità, etica ed indipendenza. Tali caratteristiche, unite alla comprovata competenza dei professionisti facenti parti di Apollo & Associati, conducono la realtà legale al centro delle principali operazioni condotte sul mercato domestico da rinomati player del settore, sia nazionali che internazionali, tra cui istituzione e costituzione di fondi immobiliari, procedure di dismissione di portafogli immobiliari, joint venture e questioni di carattere finanziario, classificandosi in tal modo tra gli Studi Legali di maggiore rilevanza in materia immobiliare sull’intero territorio nazionale.

Per maggiori informazioni sullo Studio Legale dell’Avvocato Davide Apollo, visita il profilo di Apollo & Associati.

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Sul portale “Le Macchine Volanti” il “martello” della creatività umana di Domenico De Masi

È nato a settembre il magazine on line di Telecom Italia, guidato da Massimo Mantellini, “Le Macchine Volanti“. Un luogo da cui trarre spunti di discussione e riflessione su molti temi del presente, ascrivibili alla cultura digitale e allo sviluppo tecnologico, grazie agli editoriali e alle analisi di molte importanti firme del web.

Le Macchine Volanti

L’uomo verso la simbiosi creativa con le macchine: l’analisi di Domenico De Masi su “Le Macchine Volanti”

Il percorso dell’uomo nel corso della Storia ha visto imporsi, spesso a fasi alterne, la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico, al fiorire delle arti, dei linguaggi e della creatività. Nell’ultimo secolo, con la terza rivoluzione industriale e l’avvento della società digitale, questi due filoni si sono uniti nel seguire e proiettare verso il futuro il cammino dell’uomo. Ma dove porta questo processo di “creatività collettiva” causato dall’avvento massiccio dei social media e della condivisione di contenuti in un mondo totalmente interconnesso dove, a differenza del passato, “tutti” producono, comunicano e creano per “tutti”? Questo l’arguto spunto di riflessione contenuto nell’editoriale di Domenico De Masi per “Le Macchine Volanti”, magazine online promosso da Telecom Italia. Il sociologo, da sempre grande esperto della materia, è un teorico del paradigma post-industriale, basato sull’idea che la commistione tra progresso tecnologico, sviluppo organizzativo, globalizzazione, mass media e scolarizzazione di massa abbia prodotto nuovi modelli e servizi, cambiando valori, fruizione delle informazioni ed estetica, e quindi rideterminato nuovi assetti economici, di lavoro e di tempo libero. Paradigma che ha portato ad un’evoluzione del concetto di “creatività”, cui De Masi volge un ragionamento incentrato sulla sua complessa trasformazione nel corso del tempo, sui fattori che ne determinano maggiore fecondità e sulle conseguenze che la nuova “creatività collettiva”, scatenata dalla società digitale, avrà sull’uomo. Un concetto, quello di “cambiamento creativo”, ripreso anche dal primo editoriale del magazine scritto da Giuseppe Recchi, presidente esecutivo di Telecom, per cui “mai come ora siamo di fronte a una necessità di cambiamento che va affrontata non guardandosi indietro ma puntando la propria visione, collettiva, verso un futuro da scrivere ogni giorno”.

“Le Macchine Volanti”, il portale di Telecom Italia sul quale riflettere di cultura sociale e digitale

Dare, prima di chiedere, sembra essere il mantra del marketing digitale del presente. E su questo si sta concentrando Telecom Italia che, consapevole di quanto sia importante oggigiorno riempire la rete web di contenuti per consolidare la brand identity e fidelizzare anche il pubblico “multipiattaforma”, ha lanciato ad inizio settembre il magazine di cultura digitale “Le Macchine Volanti“. Un luogo di riflessione sui contenuti digitali e sul cambiamento dei suoi fruitori, come descritto dal Presidente Esecutivo di Telecom Italia Giuseppe Recchi nel primo editoriale. Un vero e proprio laboratorio di idee, guidato dal noto blogger Massimo Mantellini, con l’obiettivo di raccogliere e approfondire contenuti e argomentazioni, con un’esposizione ricca di riferimenti culturali, sociali e tecnologici, senza limitare alcun tipo di ragionamento. Dalla tecnologia alla letteratura, dall’economia all’analisi del linguaggio, dalle strategie della politica delle reti ai meccanismi di condivisione della conoscenza: questi alcuni dei temi che verranno brillantemente disaminati da parte delle più autorevoli firme del web. La direzione del magazine è affidata a Massimo Mantellini. Primo “firmatario” del progetto, Giuseppe Recchi, Presidente di Telecom Italia, con un intervento focalizzato sulla consapevolezza di quanto la recente evoluzione di Internet abbia attribuito nuovi significati e responsabilità al ruolo dell’infrastruttura tecnologica quale punto di accesso per la vita digitale. Oltre ai contenuti, degni di menzione sono l’impostazione di design del sito, con una grafica estremamente curata e un’impaginazione user friendly. Un esempio di content marketing, con un rispettoso inchino verso il dibattito intellettuale di idee.

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Pollo al Curry da Corso Matteotti 190 Montecatini

Il pollo al curry è un piatto etnico semplicissimo da preparare e che riscuote sempre tantissimo successo, vediamo come prepararlo da Corso Matteotti 190 Montecatini

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Pessina Costruzioni, la realizzazione del progetto della Juventus “J Village”

La società milanese Pessina Costruzioni, guidata dal Presidente Massimo Pessina, si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione della cittadella bianconera a Torino: lo “J Village”.

Massimo Pessina, Presidente di Pessina Costruzioni

“Juventus Village”: il progetto sarà realizzato da Pessina Costruzioni, società guidata da Massimo Pessina

Lo “Juventus Village” di Torino verrà realizzato da Pessina Costruzioni. La società milanese, guidata da Massimo Pessina, si occuperà della costruzione degli immobili facenti parte del più ampio progetto di messa in sicurezza e riqualificazione del complesso della Cascina Continassa e di valorizzazione urbana dell’area adiacente allo Juventus Stadium, dove sorgerà la cittadella bianconera che si estenderà per 176 mila metri quadrati. Oltre alla realizzazione della nuova sede della Juventus, si prevede anche la costruzione del JTC (Juventus Training Center), del “J Hotel”, della Scuola Internazionale Ise, del Concept Store e di tutte le relative opere di urbanizzazione a servizio dell’area. Pessina Costruzioni, oltre ad aggiudicarsi l’appalto, ha investito delle quote nel Fondo immobiliare che svilupperà la progettazione e realizzazione di Juventus Village. Il programma di riqualificazione dell’area prevede che tutte le opere verranno ultimate entro l’estate 2017.

Pessina Costruzioni, società milanese gestita dal Presidente Massimo Pessina

Massimo Pessina, Presidente della società Pessina Costruzioni, nasce a Milano nel 1966. Dopo gli studi in chimica e costruzioni, nel 1985, a soli 19 anni, entra nell’azienda di famiglia, dove inizia un percorso di crescita nei diversi livelli produttivi del gruppo. Nel 1994, Massimo Pessina prende le redini dell’azienda, diventandone Presidente. La società Pessina Costruzioni, fondata a Milano nel 1954 da Carlo Pessina, è una delle più importanti aziende di costruzioni del Paese, attiva in diversi ambiti: dalla realizzazione di ospedali, scuole, case e palazzi, alla pianificazione di importanti opere infrastrutturali come autostrade, aeroporti, viadotti, metropolitane; dalla costruzione di progetti social housing a interventi di ristrutturazione, di tipo esterno, interno, di risanamento conservativo, di consolidamento strutturale e adeguamento tecnologico. La società di costruzioni milanese segue un preciso codice etico: ogni opera viene compiuta nel pieno rispetto dell’ambiente, della qualità e della sicurezza.

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Piero Di Lorenzo sgretola il sistema illecito degli appalti RAI

Dopo gli ultimi fatti di cronaca riguardanti la gestione degli appalti in Rai durante la gestione Gubitosi la domanda che subito viene in mente è: perché queste nefandezze, anziché essere inviate immediatamente alla Procura della Repubblica, sono state tenute nascoste agli inquirenti durante la gestione del “moralizzatore” Gubitosi e dei suoi accoliti?

Parlando di questi ultimi, i famigerati “Gubiboys”, non è passata inosservata la figuraccia fatta da Valerio Fiorespino nel rispondere con mezze frasi imbarazzate alle domande di Paolo Mondani di Report. Fiorespino, colpevole di aver dichiarato il falso nel corso di un audit sulle vergognose malefatte di Chiara Galvagni, ha risposto alle domande in modo esilarante: «Per appalti o acquisti superiori ai 50mila euro è previsto un collaudo collettivo che non risulta sia stato fatto. Quindi non è che siano inesistenti: hanno dei profili di irregolarità».

E quando Mondani gli chiede per quale motivo, una volta accertati i fatti “inquietanti” riguardanti il comportamento del direttore della fotografia di Sanremo, questi non erano stati portati all’attenzione della Procura della Repubblica per un approfondimento giudiziario, la risposta di Fiorespino è «L’Audit lo abbiamo trasmesso alla Magistratura… Lo abbiamo trasmesso alla Magistratura contabile».

Gubitosi era andato in Procura per denunciare un gruppo di giornalisti del Tg1 (“colpevoli” di aver percepito qualche migliaio di euro per straordinari notturni a suo parere non dovuti) e non aveva trovato il tempo per denunciare una truffa da 35 milioni di euro?

Com’è possibile? È facile da spiegare: Gubitosi e il gruppo di dirigenti utilizzavano gli audit solo per crearsi un alibi. Basti pensare alle risposte date in merito alla denunzia di Piero Di Lorenzo: in quell’occasione Gubitosi disse che aveva ordinato un Audit, ma che non era emerso alcunché.

Nelle stesse pagine dell’Audit, tra le tantissime altre “anomalie” segnalate, era stata messa a verbale la prova che le dichiarazioni di Fiorespino e di Chiara Galvagni erano menzognere. Eppure nessuno ne ha tratto la minima conseguenza.

Gli Audit ordinati da Gubitosi e realizzati non servivano a prendere provvedimenti in merito alle irregolarità emerse, ma erano fatti solo per dire di aver adempiuto al proprio “dovere” salvo poi insabbiare tutto.

Se avessero veramente voluto fare il bene dell’azienda, avrebbe potuto far emergere i casi di infiltrazione mafiosa nel sistema degli appalti Rai almeno due anni prima. Per farlo, sarebbe stato sufficiente chiamare Piero Di Lorenzo e farsi spiegare con calma quanto già dichiarato durante l’ormai nota conferenza stampa del settembre 2013.

L’imprenditore che durante la puntata di “Report” ha denunciato alcune irregolarità, in realtà aveva già parlato in passato con Di Lorenzo di tanti altri episodi, in presenza di testimoni che alla fine hanno persino sottoscritto un verbale dell’incontro.

Ma, purtroppo, Gubitosi e il suo clan non volevano far emergere le illegalità denunciate da Di Lorenzo. Si sono, invece, impegnati per fargli la guerra e per escludere la sua azienda, la LDM, dagli appalti Rai con la scusa della qualità del prodotto. E così hanno fatto in modo che chi aveva deciso di parlare allora (con due anni di anticipo) e denunciare gli illeciti di cui era a conoscenza ha finito con l’edulcorare le accuse davanti al Pm Galanti, per paura di perdere il lavoro.

È stato proprio il Pm a mettere per iscritto che, pur essendo convinto che Di Lorenzo dicesse la verità, non poteva sostenere l’accusa poiché, “a causa del clima vischioso ed omertoso” che vigeva in Rai, non era riuscito raccogliere le prove e le testimonianze sufficienti a reggere la richiesta di rinvio a giudizio per i denunciati.

E chi ha reso possibile questo clima in Rai? Chi ha protetto il sistema mafioso vigente in viale Mazzini? Dov’erano il Dg e i direttori mentre accadevano queste cose? Loro che avevano il potere di fare pulizia o insabbiare le denunce, cosa hanno scelto di fare?

Ma ora che è cambiato il “manico” finalmente il muro dell’omertà comincia a sgretolarsi. E così quegli stessi soggetti che per quasi tre anni hanno combattuto senza tregua Di Lorenzo pur di insabbiare le sue denunce oggi dichiarano senza vergogna: «è stata aperta un’analisi interna per accertare i fatti e identificare eventuali carenze nella comunicazione con l’autorità giudiziaria».

Ma quali analisi? Quali carenze? È tutto fin troppo chiaro: una cricca di dirigenti ha volutamente evitato che il malaffare venisse alla luce. Si è impegnato a demotivare chi, nauseato o costretto, era pronto a parlare e denunciare il sistema mafioso e criminale che inquinava la Rai.

Queste persone hanno cercato di intimidire chi osava sfidare il loro potere invischiando la Rai nella causa (solo) civile contro l’Ultima Ribattuta e Piero di Lorenzo, creando danni pazzeschi all’immagine della loro azienda.

Basti pensare che alla ormai celebre conferenza stampa di Piero Di Lorenzo del 2013 dal titolo “Interferenze mafiose nel sistema degli appalti Rai” intervenne una giornalista di un’importante testata nazionale. La signora si mostrò ovviamente molto interessata all’argomento e, nell’andare via, chiese un’intervista in esclusiva. Peccato che poi non pubblicò nemmeno una riga. Guarda caso, in quei mesi la Rai stava finanziando un’operazione di quella testata (oltre alle “carinerie” milionarie fatte a qualche famigliare del direttore del giornale in questione) così che alla fine il risultato fu il silenziamento di quanto stava avvenendo in viale Mazzini.

Fortunatamente per noi e sfortunatamente per loro, le cose stanno cambiando, sia in Rai sia nel Paese. Anche in Rai sta arrivando il vento che spazzerà via le incrostazioni che hanno caratterizzato soprattutto gli ultimi anni. Aria nuova, di cambiamento. E verrà presentato il conto sia a quelli che stanno, purtroppo, ancora ai loro posti, sia a quelli che hanno già tolto il disturbo.

Fonte: L’ultima Ribattuta: “Rai, il cerchio magico si stringe e strangola i Gubiboys”

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