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Archive for aprile, 2013

Che fine farà il relitto della Costa Concordia?

Scelte politiche e di risarcimento (per Piombino) o valutazioni economiche e di tempo (Civitavecchia). Anche i porti Liguri e Palermo pensano però alla Concordia

 

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Sulle banchine del porto ci si sente soli. Le enormi vasche costruite anni fa nella speranza di una ripresa del polo siderurgico sono opere incompiute che nessuno spera più di vedere finite. L'orizzonte è sgombro, neppure una nave in rada. «Quella barca rotta è la nostra unica salvezza» dice un vecchio operaio sulla porta del circolo pensionati della Cgil. “Quella barca” si chiama Costa Concordia, è un enorme animale ormai ridotto a carcassa, spiaggiata dal 13 gennaio 2012 sulla costa del Giglio. Il suo smantellamento porterà posti di lavoro e commesse garantiti per un paio di anni almeno, di questi tempi non è poco.

 
Piombino sembrava la candidata designata a vincere questa riffa basata sullo stato di necessità. La crisi degli stabilimenti siderurgici e del porto, la vicinanza con il Giglio, l'obbligo morale a risarcire la Toscana dei danni economici, vedi alla voce turismo. Ma neppure il decreto che il governo ha promesso di varare nel prossimo Consiglio dei ministri ha tolto questo alone di incertezza che pesa sul destino della Concordia, diventata un monumento all'Italia arenata su un fondale, un simbolo da rimuovere al più presto.
La fretta non si addice alle condizioni del porto di Piombino, anch'esso, a detta di chi ci lavora, avviato a una sorte da reliquia industriale. Lo smantellamento di un colosso del mare è un'operazione inedita in Italia. I 160 milioni che verranno stanziati per Piombino riguardano gli aiuti alle aree di «crisi complessa», come Taranto, ma hanno una destinazione d'uso implicita ed evidente. L'accoglienza della nave più famosa del mondo comporta la costruzione di una diga foranea da 1.150 metri, lo scavo dei fondali per altri 11 metri di profondità, e la costruzione di due bretelle stradali. Tanto, forse troppo per rispettare il calendario che prevede la scomparsa della Concordia dalla vista dei gigliesi e degli italiani entro l'ottobre di quest'anno.
 
Enrico Rossi, il governatore della Toscana, sa bene che il nullaosta del governo non funziona come antidoto a una incertezza resa ancora più forte dallo smarcamento della Protezione civile, che si è sfilata dalla gestione del dopo Giglio, lasciando filtrare un dissenso neppure troppo dissimulato su destinazione e complicazioni temporali e burocratiche che ne derivano. «La crisi rischia di creare una guerra tra poveri. A me interessa portare via la nave dal Giglio e aiutare Piombino a ritrovare lavoro e competitività. Se facciamo in tempo le due cose possono andare a braccetto. Altrimenti si troverà un'altra soluzione».
Nei giorni scorsi si è mosso con discrezione il nuovo governatore del Lazio, Nicola Zingaretti facendo sapere che, insomma, il porto di Civitavecchia sarebbe pronto alla bisogna e pure a costo zero. E così la Confederazione laziale della piccola e media industria è andata dritta alla giugulare di Piombino. «Lo smantellamento della nave in quel porto è uno sperpero milionario a carico dei contribuenti. Se avvenisse a Civitavecchia, l'operazione sarebbe di gran lunga più veloce ed economica, oltre a costituire una preziosa occasione per il territorio». 
 
Le difficoltà di Piombino, sottolineate da un impietoso dossier di Legambiente, sono una opportunità per la «concorrenza». Anche il governatore della Liguria Claudio Burlando ha fatto sapere che Genova o La Spezia potrebbero rispondere presente nel malaugurato caso Piombino dovesse gettare la spugna, eventualità che non dispiacerebbe troppo neppure a Rosario Crocetta, che coltiva una speranza per Palermo. Appena fuori dal Giglio, c'è la fila. Rossi si difende con le unghie. Toccherà a lui il ruolo di commissario del porto, una patata che più bollente non si può. «Trovo incomprensibile e di cattivo gusto lo scatenamento in atto contro Piombino. I danni maggiori li abbiamo avuti noi, forse la crisi ha annebbiato la memoria a qualcuno». Il governatore deve gestire anche il fuoco amico, si fa per dire. I parlamentari toscani in quota Renzi contestano «gli altissimi costi» e la scelta, «di precisa natura politica», fatta da un governo dimissionario. 
 
Fonte. Corriere della Sera
 

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Tutti gli indirizzi della Sartoria Romana

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Due Guide imperdibili per gli amanti dell’artigianato e del lusso.

L' esclusività di un capo, la perfezione dei punti di una borsa di pelle di razza, i polsini di ricambio della camicia, le scarpe confezionate a mano da comprare lì, nella stessa bottega dove Audrey Hepburn ordinava le sue ballerine. C' è tutta la Roma dell' artiginalità più preziosa nelle due guide curate da Andrea Spezziu e Pascal Gautrand: La «Donna su misura» e «Una guida su misura per uomo» (Palombi editori). Quasi 500 indirizzi, del "fatto a mano", una bibbia capace di offrire un viaggio fantastico per chi è ancora convinto che un' asola impeccabile, una giacca dal taglio perfetto e un cappellino sui generis, faccia la differenza. «Da tempo volevo creare un vademecum per chi insegue il ' fatto a mano' – racconta Spezzigu – e appena Silvia Venturini Fendi è diventata presidente di AltaRoma le ho proposto il mio progetto. Lei l' ha subito sposato, perché rientrava nella sua filosofia, la stessa con cui organizza le passerelle romane: scoprire nuovi talenti e salvaguardare il patrimonio del "saper fare", tipico della realtà imprenditoriale degli artigiani romani». Il target a cui si rivolge la guida è ampio: amanti della moda, addetti ai lavori, ma anche persone che in alcune occasioni vogliono qualcosa di speciale. Così, ecco che se si è in cerca dell' abito da sposa, in "Una Donna su misura" ci sono tutti gli indirizzi di atelier per l' abito bianco. Compreso quello del signor Crepida, in via dell' arco della Ciambella, dietro Torre Argentina, un mastro calzolaio capace di foderare le décolleté con la stessa stoffa bianca del vestito. «Roma è una città unica dove anche il profumo può essere personalizzato, così come gli occhiali. Una città ancora ricca di modisterie, maglifici, botteghe del cuoio e gli atelier di lusso – continua Andrea Spezzigu – . Una realtà che anche il mondo del prêt à porter sta riscoprendo e che la stampa internazionale apprezza sempre di più». Del resto, sfidiamo chiunque a varcare la soglia dell' antica Manifattura cappelli, in via degli Scipioni nel quartiere Parti. "Da perdere la testa" il commento che si legge nella guida per questa bottega – laboratorio da cappellaio, con tanto di essiccatoio e ferri da stiro antichi e stondati per dare la curva alla falda. Manici di legno, in bambù, semplici o a collo d' oca. Anche gli ombrelli alla Sartoria Ripense, in via di Ripetta 38 sono su misura. Per le scarpe da uomo il top, secondo la guida, è Marini, dove il signor Carlo, erede di una dinastia di calzolai, è famosissimo anche in Cina e in Giappone. Il suo laboratorio, in via Francesco Crispi, è oggetto di visita per imparare l' arte antica mista alla tecnica. E il tour si snoda tra le forme di scarpe di Lapo Elkann, dell' avvocato Gianni Agnelli e Robert De Niro. Il tempio delle cravatte su misura? In via di Santa Cecilia 12 a Trastevere. Mentre per sciarpe e cravatte gioiello l' appuntamento è in via del Governo vecchio da Nicotra di San Giacomo. Qui, seguendo una tecnica rinascimentale, si intrecciano al telaio filamenti d' oro e d' argento. E le pashmine sono capolavori

Fonte: Repubblica.it

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L' esclusività di un capo, la perfezione dei punti di una borsa di pelle di razza, i polsini di ricambio della camicia, le scarpe confezionate a mano da comprare lì, nella stessa bottega dove Audrey Hepburn ordinava le sue ballerine. C' è tutta la Roma dell' artiginalità più preziosa nelle due guide curate da Andrea Spezziu e Pascal Gautrand: La «Donna su misura» e «Una guida su misura per uomo» (Palombi editori). Quasi 500 indirizzi, del "fatto a mano", una bibbia capace di offrire un viaggio fantastico per chi è ancora convinto che un' asola impeccabile, una giacca dal taglio perfetto e un cappellino sui generis, faccia la differenza. «Da tempo volevo creare un vademecum per chi insegue il ' fatto a mano' – racconta Spezzigu – e appena Silvia Venturini Fendi è diventata presidente di AltaRoma le ho proposto il mio progetto. Lei l' ha subito sposato, perché rientrava nella sua filosofia, la stessa con cui organizza le passerelle romane: scoprire nuovi talenti e salvaguardare il patrimonio del "saper fare", tipico della realtà imprenditoriale degli artigiani romani». Il target a cui si rivolge la guida è ampio: amanti della moda, addetti ai lavori, ma anche persone che in alcune occasioni vogliono qualcosa di speciale. Così, ecco che se si è in cerca dell' abito da sposa, in "Una Donna su misura" ci sono tutti gli indirizzi di atelier per l' abito bianco. Compreso quello del signor Crepida, in via dell' arco della Ciambella, dietro Torre Argentina, un mastro calzolaio capace di foderare le décolleté con la stessa stoffa bianca del vestito. «Roma è una città unica dove anche il profumo può essere personalizzato, così come gli occhiali. Una città ancora ricca di modisterie, maglifici, botteghe del cuoio e gli atelier di lusso – continua Andrea Spezzigu – . Una realtà che anche il mondo del prêt à porter sta riscoprendo e che la stampa internazionale apprezza sempre di più». Del resto, sfidiamo chiunque a varcare la soglia dell' antica Manifattura cappelli, in via degli Scipioni nel quartiere Parti. "Da perdere la testa" il commento che si legge nella guida per questa bottega – laboratorio da cappellaio, con tanto di essiccatoio e ferri da stiro antichi e stondati per dare la curva alla falda. Manici di legno, in bambù, semplici o a collo d' oca. Anche gli ombrelli alla Sartoria Ripense, in via di Ripetta 38 sono su misura. Per le scarpe da uomo il top, secondo la guida, è Marini, dove il signor Carlo, erede di una dinastia di calzolai, è famosissimo anche in Cina e in Giappone. Il suo laboratorio, in via Francesco Crispi, è oggetto di visita per imparare l' arte antica mista alla tecnica. E il tour si snoda tra le forme di scarpe di Lapo Elkann, dell' avvocato Gianni Agnelli e Robert De Niro. Il tempio delle cravatte su misura? In via di Santa Cecilia 12 a Trastevere. Mentre per sciarpe e cravatte gioiello l' appuntamento è in via del Governo vecchio da Nicotra di San Giacomo. Qui, seguendo una tecnica rinascimentale, si intrecciano al telaio filamenti d' oro e d' argento. E le pashmine sono capolavori

Fonte: Repubblica.it

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Intesa tra i porti di Civitavecchia e Salerno per promuovere il turismo

Pasqualino Monti (Autorità Portuale) e Pietro Tidei (Sindaco) parlano del nuovo accordo e dei risvolti per la città di Civitavecchia

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L'Autorità portuale di Civitavecchia Fiumicino e Gaeta e l'Autorità Portuale di Salerno metteranno a sistema le rispettive esperienze in tema di politiche ambientali e sicurezza degli scali per dare nuovo impulso al traffico crocieristico tirrenico e il turismo territoriale.

Il protocollo d'intesa è stato siglato in questi giorni dal presidente dell'Authority di Civitavecchia Pasqualino Monti, dall presidente dell'Authority di Salerno Andrea Annunziata e dai sindaci di Civitavecchia Pietro Tidei e di Salerno Vincenzo De Luca.

''Questo accordo – ha detto il presidente Monti – intende raggiungere due obiettivi fondamentali: superare la visione localistica che vede i porti in concorrenza tra loro e spesso non in grado di competere a livello internazionale, e sostenere la crescita del settore crocieristico a livello nazionale, visto che armatori e tour operator sono alla ricerca di nuovi itinerari e nuove mete che possano essere raggiunte da scali che, dal 2015, siano dotati delle necessarie infrastrutture''.

''Civitavecchia – ha concluso Monti – già leader in Italia e nel Mediterraneo, a partire da questa alleanza con Salerno assume così anche il ruolo di porto-traino per le crociere e per il sistema Italia''.

Secondo Pietro Tidei, anche se la città ''ha cambiato volto grazie alla grande crescita delle crociere'', la qualità dei servizi commerciali e turistici deve ancora perfezionarsi e migliorare e la partnership con Salerno permetterà di sfruttare l'enorme opportunità offerta da 250 km di costa con un patrimonio storico, culturale e paesaggistico fra i più importanti del mondo.

Fonte: Trasporti-italia

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Demolire la Concordia al porto di Civitavecchia sarebbe più economico

 

Il Governo uscente ha già scelto Piombino ma secondo la Costa il Porto di Civitavecchia sarebbe una soluzione più economica

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La vicenda dello smantellamento della Concordia scrive un’altra, ulteriore pagina, in quella che sta diventando una storia molto complessa. Da un lato il Governo ha da tempo deciso di affidare le operazioni di smantella mento al porto di Piombino, con un accordo peraltro prossimo alla scadenza. Dall’altra la compagnia Costa Crociere che avrebbe identificato nello scalo civitavecchiese il luogo ideale per lo smantellamento della nave. A questo proposito è intervenuto il presidente di Confapi Lazio Giuseppe Sarnella, che si è espresso così:

”Il porto di Civitavecchia è il luogo piu’ idoneo dove condurre e smantellare il relitto del Concordia”. Sarnella informa di aver scritto una lettera di sollecito alla Costa crociere affinche’ abbandonino definitivamente l’ipotesi di Piombino” dato che ”il Lazio, Civitavecchia e il suo hinterland non meritano questo sgarbo”.

Intanto però il porto toscano di Piombino resta quello identificato dal governo per lo smantellamento della Concordia e il ministro Clini ha ribadito che ”al momento non stiamo valutando sedi alternative”.

”Respingo anche solo l’idea – afferma Sarnella – che la scelta possa cadere su Piombino per avvantaggiare la Toscana, una regione che non ha certo bisogno di questi aiuti forzati”.

Secondo il presidente di Confapi turismo Lazio ”non va poi dimenticato un elemento fondamentale: il porto di Piombino non è in grado di ospitare un’operazione del genere. Il fondo di appena 4 metri contro i 15 necessari, un canale che non esiste, bacino e piattaforma inadeguati.

Attenzione quindi perche’ si potrebbe andare incontro ad un’altra brutta figura targata Concordia”, conclude Sarnella.

Fonte: Il Mondo

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