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Archive for dicembre, 2012

Studiare inglese a Cambridge

Città tranquilla, famosa per la sua Università ed animata da numerosi eventi culturali, Cambridge è senza dubbio il luogo ideale in cui recarsi per studiare l’inglese.

Sono tanti i giovani che ogni anno si recano all’estero per soggiorni studio o semplicemente per migliorare la propria conoscenza della lingua inglese. Tra le mete più gettonate spuntano senza dubbio Londra e Dublino, mentre i più avventurosi partono alla scoperta di destinazioni più lontane quali Stati Uniti, Canada, Sud Africa e Nuova Zelanda.
Non tutti sanno che preferire località meno scontate presenta indubbi vantaggi economici: trovare alloggio a Cambridge ad esempio, risulta non solo più economico ma anche molto più facile rispetto a Londra.

Da non dimenticare nemmeno la storia, il prestigio e l’autorevolezza di Cambridge, città universitaria per eccellenza, permeata dall’atmosfera studentesca ed accademica. Ed è proprio a Cambridge che si tengono gli esami internazionali più prestigiosi come gli ESOL, riconsciuti a livello mondiale in quanto certificano la padronanza della lingua inglese da parte del candidato. Affrontare un esame di questo genere è ormai prassi per chiunque voglia frequentare un’Università anglosassone o ottenere un visto per studio o lavoro.

Per approfondire lo studio della lingua inglese, Cambridge risulta essere la scelta appropriata. A fronte dei suoi 100 milla abitanti, Cambridge è una cittadina tranquilla, tipicamente british e ben lontana dall’essere dispersiva o caotica come Londra. Non mancano però eventi mondani o ricreativi, così come tante sono le escursioni turistiche. Gli studenti potranno visitare antichi college come quelli della King’s Parade, oppure il Trinity che in passato venne frequentato dallo stesso Newton.
Di grande interesse sono anche le chiese più antiche, tra le quali spuntano la Round Church a pianta tonda e la Saint Mary Church del XV secolo.

Numerosi sono anche i musei, tra cui il Fitzwilliam Museum, uno dei più importanti d’Inghilterra. Visitandolo si potranno ammirare opere dell’Impressionismo, del Rinascimento nonchè opere dell’arte romana, egizia e greca.

Le aree verdi di Cambridge saranno protagoniste di sport, pic-nic ed del relax studentesco, mentre la città stessa offre lunghe passeggiate tra negozi, librerie, pub e festival.

Con un costo complessivo di circa 20-25 fino alle 40 sterline al giorno, Cambridge è la meta ideale per studenti di qualsiasì età e provenienza. Staff ed insegnanti sono pronti a dare il benvenuto ai nuovi allievi, con corsi per principianti fino a quelli dedicati ai professionisti, senza dimenticare i corsi di preparazione a tutti i più importanti esami internazionali.

Per chi desidera appronfondire la possibilità di studiare inglese a Cambridge consigliamo la scuola www.cambridgels.it, attiva da oltre 50 anni e che mette in campo una squadra di insegnanti madrelingua specializzati nell’insegnamento agli studenti internazionali.
Cambridgels.it organizza corsi di inglese generale ma anche corsi di preparazione agli esami internazionali (ESOL) ed offre tutta una serie di servizi utili allo studente (biblioteca, internet, listening centre, bar, aule studio…) compreso il servizio di ricerca alloggio.
Infine sono molte le attività ricreative e culturali organizzate dalla scuola con cui mettere in pratica l’inglese imparato in classe: gite, escursioni, serate e cene, tour…

Buona permanenza a Cambridge!

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Tuscany villas

A wonderful littoral stretching for more than 150 kilometres with unspoilt natural parks and important archaeological sites in the hinterland: welcome to Tuscan Maremma, one of the 44 places in the world you should visit at least once in your life, according to a list dawn up by the famous New york Times at the beginning of 2009.

So, why not to rent a typical tuscany villas in Grosseto, Follonica, Castiglion della Pescaia or Orbetello, the most important towns of Maremma?
Your holiday house in southern Tuscany could be an excellent starting point for excursions along the pathways in Maremma Natural Park, among century-old olive trees, at the discovery of colonies of water birds and boars, the symbol of this region.
If you like archaeology, you can visit the Etruscan necropolis of Vetulonia or the archaeological site of Roselle, where the remains of the ancient inhabitants of Tuscany mingle with those of the Roman “conquerors”.
Those who love sports cannot pass up the chance to try some windsurf, to sail towards Giglio and Giannutri islands and to visit the area by mountain bike or on the back of a Maremmana horse.
In the evening, back in your villa in Maremma you can taste some typical dishes, such as “scottiglia” (the so-called Maremmana cacciucco made of mixed braised meat) and roasted or stewed boar, washing them down with “Morellino di Scansano”.

In short, a tuscany villas in Tuscan Maremma for vacations dedicated to nature, culture and sports.

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“Confiteor” di Cesare Geronzi e la “sintonia magica” con Bazoli

In occasione della presentazione del suo libro “Confiteor” Geronzi rivendica l’importanza del rapporto con Giovanni Bazoli: “Il rapporto tra noi due è stato un bene per l’Italia”

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È possibile che la tanto discussa figura del «banchiere di sistema» non esista. Ma in Italia le banche rappresentano senza dubbio un sistema, e sia Giovanni Bazoli che Cesare Geronzi sono indubbiamente protagonisti di questo sistema.  E i due si sono rincontrati sul palco della Fondazione Corriere della Sera recentemente, alla presentazione del libro di Cesare Geronzi “Confiteor”, scritto a quattro mani con il giornalista Mucchetti. Insieme ai due autori, e al già citato Bazoli, sul palco c’erano Carlo De Benedetti e il direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano, coordinati dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli. Il libro, “Un’intervista scomoda fatta da un giornalista scomodo” per De Bortoli, “è un dialogo ser­ rato da cui emerge un racconto tra vero e verosimile- ha osservato Napoletano – che mette a nudo impietosamente le debolezze gravi di un sistema. Certo colpisce che a dirlo con più forza dello stesso Mucchetti sia uno dei protagonisti di questo sistema come Cesare Geronzi”.

In sala erano presenti tra gli altri, l’ex presidente dello Ior Angelo Caloia, il presidente dell’Enel Paolo Colombo, Giulia e Jonella Ligresti, Tarak Ben Ammar e Pietro Salini. Si è parlato del passato, ovviamente,  in un discorso pieno di stoccate ai presenti e agli assenti, qualche provocazione e – su tutto- il desiderio dei due banchieri di rimarcare la propria verità sui fatti raccontati, dai grandi riassetti bancari a Rcs, dalla Fiat a Telecom. Una verità, quella di Geronzi e Bazoli, che passa anzitutto per il legame che li ha sempre visti coinvolti. «Una collaborazione leale» per il presidente di Intesa, una «sintonia magica» per l’ex numero uno di Generali:

«Negli ultimi 15 anni, caro Nanni, il rapporto tra noi due è stato un bene per il Paese», dice Geronzi. Che ora sente la necessità di «reclamarne il merito: abbiamo lavorato per il bene dell’Italia, con spirito di servizio e per restare indipendenti».

Se è vero che Geronzi e Bazoli sono stato decisivi nel delicato riequilibrio del sistema bancario degli ultimi 15 anni, Geronzi reclama per sé e Bazoli il merito di quella che definisce una vera e propria «ristrutturazione». Un percorso fatto di «operazioni coraggiose» come il salvataggio del Banco di Sicilia nel’99 l’integrazione di Bipop-Carire del 2002 per far nascere Capitalia: «Abbiamo avuto coraggio anche se la politica – dice Geronzi – non ci ha fatto lavorare tranquillamente». Già, la politica. Ingerenze, collusioni? «Il problema non sono le relazioni, ma come si approccia il mondo politico», dice Bazoli, che non rinuncia a toccare un tasto delicato, come i rapporti tra Geronzi e Silvio Berlusconi: «Gli ha detto diversi no, e io ne sono sta­ to testimone».

La politica, dunque. Oltre alle banche e a tutti salotti buoni della finanza, dalle Generali (da cui «non so se sono stato cacciato o se ero io che non volevo stare più con loro», dice Geronzi) fino a Fiat, Pirelli, Telecom. Un ruolo a tutto tondo che, per Carlo De Benedetti, fa sia di Geronzi che di Bazoli  non  dei  banchieri  ma  dei power broker. Almeno Geronzi ha fatto il direttore di banca, ma Bazoli si è trovato lì perché l’ha voluto Andreatta. Ha fatto un lavoro eccellente, ma non sa neanche cos’é una banca», ha detto De Benedetti. Che dopo aver dedicato un passaggio all’attuale ministro Corrado Passera («È stato utile quando lo chiamai alla Olivetti perché il suo carattere era rotondo a differenza del mio piuttosto spigoloso»), non ha rinunciato a rivolgere una stoccata a Marco Tronchetti Provera: «Da membro del patto di sindacato Pirelli­ ha detto – considerai una stupidaggine acquistare da Gnutti la Telecom pagando un prezzo spropositato. Quella distruzione di ricchezza è un primato nella storia italiana».

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Una carta prepagata per la vostra serenità

Utilizzare internet per le più svariate attività è oggi molto diffuso. C’è chi cerca l’anima gemella, chi parla con amici lontani, chi ancora fa la spesa su internet.
Uno dei grandi ostacoli che gli utenti si trovano spesso ad affrontare è quello che riguarda i pagamenti. La sicurezza, quando si tratta del denaro, è infatti fondamentale. Non sono poche le persone che rinunciano ad acquistare un bene o un servizio perché non si fidano affatto di comunicare i dati della propria carta di credito.
I siti internet più all’avanguardia offrono però sempre nuovi mezzi ai propri utenti per poter pagare in tutta sicurezza e non dover più rinunciare a qualcosa che si desidera da tempo.
Un esempio è il nuovo metodo offerto dalle Cartomanti della Serenità, alla pagina http://www.cartomantidellaserenita.com/cartomanzia-con-ricarica-prepagata.html. Si tratta di Ricaricapiù, una vera e propria ricarica telefonica prepagata, che si può comprare comodamente in tutte le ricevitorie, bar o altri esercizi commerciali collegati alla rete Lottomatica. Richiedete “Ricaricapiù Freecom” e decidete voi stessi il taglio che desiderate; si può ricaricare da 10 € fino a 150 €.
Grazie a questa nuova proposta, chiunque potrà richiedere l’aiuto di una delle esperte cartomanti a basso costo. Non è più necessario comunicare i dati della carta di credito. Così, oltre ad essere più tranquilli, la vostra privacy sarà anche più protetta perché ci saranno tracce dei vostri acquisti sull’estratto conto mensile che ricevete.
Inoltre, acquistando i consulti a basso costo in questo modo, potrete ottenere la tariffa più bassa di tutta la rete, solo 71 centesimi al minuto. Praticamente, con una ricarica di soli 10 euro potrete parlare per ben 14 minuti, che è un tempo più che sufficiente per risolvere alcuni dei problemi che ci affliggono quotidianamente. Se invece desiderate approfondire questioni particolari potete acquistare la ricarica da 25 € e avrete a vostra disposizione 35 minuti di tempo. Con la ricarica da 50 € i minuti a disposizione diventano 70, con la ricarica da 100 € i minuti salgono a 140 e con 150 € arrivano fino a 210. Il bello di una ricarica è che potete decidere in anticipo quanto spendere, basta con le brutte sorprese!
Basta chiamare il numero 02.2000.10, comunicare il codice PIN della ricarica che avete acquistato e in pochi secondi sarete già in contatto con una delle sensitive professioniste, per fare tutte le domande che vorrete.
Come è evidente i vantaggi di questo nuovo metodo di pagamento sono davvero tantissimi. Il primo è la massima protezione delle privacy, non dovendo inviare nessun dato. Inoltre, anche in bolletta telefonica apparirà un normale numero urbano.
Un secondo vantaggio è la massima sicurezza, perché non si rischia di spendere più di quello che si vuole. Grazie ai tanti punti vendita, sarà facilissimo procurarsi una ricarica e potrete scegliere il taglio che preferite. La ricarica inoltre è utilizzabile sia da telefono fisso che da cellulare e garantisce l’applicazione di una tariffa davvero bassa.

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L’idea di Pasqualino Monti: un fondo d’investimento comune per ottimizzare le risorse dell’autonomia finanziaria

Il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia propone di sfruttare la leva finanziaria generata dall’accumulo dei fondi d’autonomia per ovviare al tetto di 70 milioni imposto dal governo

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L’idea è quella di creare un fondo di investimento comune, come già avviene in altri ambiti, per ottimizzare i 70 milioni di euro (tetto massimo) che il governo prevede di restituire ai porti italiani in nome dell’autonomia fiscale. A proporlo è Pasqualino Monti, presidente dell’Authority di Civitavecchia. Da Marsiglia, dove si trovava per la fiera Seatrade Med, il vicario di Assoporti ha lanciato l’idea di cumulare le risorse concesse dal governo in un fondo comune, ottimizzandolo per poi ripartire i fondi sui vari scali italiani per finanziare i progetti di sviluppo più meritevoli. “Facciamo fruttare al massimo questi 70 milioni capitalizzandoli, creiamo un fondo per i porti italiani e agendo con il principio della leva finanziaria facciamoli diventare oltre 100 milioni da ridistribuire poi ai progetti più meritevoli” afferma convinto Pasqualino Monti, che proporrà ufficialmente il progetto ai suoi colleghi nell’ambito della prossima riunione di Assoporti in programma a Gioia Tauro a metà Dicembre.

Quello dell’autonomia finanziaria è un nodo molto discusso nei porti italiani. Se da un lato il governo tecnico ha recentemente riconosciuto il principio dell’autonomia finanziaria infrangendo uno storico tabù della politica italiana, dall’altro ha posto un tetto di 70 milioni di euro, molto basso rispetto al gettito generato dal sistema dei porti italiani. Il governo stesso si è mostrato poco o per nulla incline a riaprire la questione. Verrebbe da dire che i porti italiani debbano fare di necessità virtù e arrangiarsi con ciò che è stato loro riconosciuto con la riforma della legge portuale. In questo senso la proposta di Monti è da leggersi come un appello ad ottimizzare ciò che con molta fatica (e molti anni di ritardo) è stato ottenuto in materia di autonomia, poco o tanto che sia.

L’unico nodo da sciogliere resterebbe quello del criterio di ripartizione delle risorse di questo fondo comune, per non inciampare in incidenti diplomatici come nel caso dei 100 milioni di finanziamento al porto di Venezia comparsi improvvisamente nel testo dell’ultima finanziaria. “Questo non è il momento dei contrasti” ci tiene a precisare Monti, che di Assoporti è attualmente vicario e prossimo presidente. “Se vogliamo essere credibili e ascoltati a livello romano, dobbiamo prima confrontarci tra noi per ritrovare unità d’intenti e arrivare poi a proporre al Ministero dei Trasporti un progetto nazionale per il potenziamento infrastrutturale dei porti individuando alcuni progetti considerati strategici e prioritari”. Vale a dire: il sistema dei porti come insieme nazionale deve valere più degli interessi particolari.

La proposta di Pasqualino Monti ha già incassato la prima approvazione da parte di Luigi Merlo, attuale presidente di Assoporti, che giudica positivamente l’idea di un fondo comune. “L’idea in sé è valida – ha detto Merlo a MF Shipping & Logistica – in quanto leva sia per indurre il governo a fare una pianificazione strategica, ma occorrerebbe un fondo più cospicuo e comunque un riparto che tenga conto di quanto generato da ciascun porto. Al momento una parte di quei 70 milioni di euro sarebbe destinata ai porti di transhipment e poi, mancando le risorse per le manutenzioni ordinarie in alcuni scali, il fondo sarebbe ulteriormente ridotto”.

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Rimini e il turismo sostenibile

Vai sul portale degli eventi di Rimini e troverai la classifica dei capoluoghi italiani dal turismo sostenibile.

Numerosi sono gli interventi volti ad incentivare il turismo sostenibile a Rimini. Gli albergatori e gli enti del settore ottengono risposte positive.

La Provincia di Rimini, unitamente all’IRES (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali) e all’UPI (Unione Province Italiane) ha ricevuto per il terzo anno consecutivo la classifica dei comuni capoluogo che sono più turisticamente sostenibili. L’Osservatorio Nazionale sulla Spesa Pubblica e il Turismo Sostenibile ha stilato questa classifica per analizzare quali comuni hanno raggiunto più risultati positivi incentivando il turismo sostenibile, tenendo conto della spesa pubblica locale e delle caratteristiche socioeconomiche e ambientali del territorio. I dati sono stati ottenuti grazie ad un particolare datawarehouse che vede protagonisti gli Osservatori sui Bilanci degli Enti Locali e le Amministrazioni. Lo scopo è quello di elaborare congiuntamente i dati relativi alla qualità, alla quantità e all’efficacia dei flussi di spesa pubblica destinata al turismo con le caratteristiche locali dell’economia turistica e dell’ambiente per ottenere un miglioramento turistico sostenibile dei servizi offerti. Il lavoro dell’Osservatorio nel breve termine è volto a realizzare il benchmarking, ossia un confronto con gli Enti che hanno raggiunto i migliori risultati, mentre, nel lungo termine ha l’obiettivo di aumentare gli investimenti relativi al settore turistico sostenibile. Il gruppo di ricerca è coordinato da Lucia Anile, Vice-Presidente EBNT, ed è formato da Elena Battaglini, Responsabile Area di Ricerca Ambiente e Territorio IRES, da Laura Serpolli, IRES, e dal Prof. Francesco Truglia, ISTAT.

Il 6 dicembre, a Roma, al Convegno intitolato “La graduatoria dei Comuni Italiani turisticamente sostenibili in relazione alla spesa pubblica locale: tra progetti e prospettive future”, presso il Centro Congresso Frentani, verranno presentati i risultati di questa interessante ricerca.

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Abiti Donna Femminili, Sempre di Moda su ReginaNozze.

Ogni sposa vuole essere bella e unica nel suo giorno di matrimonio. Hai considerato un abito da sposa vintage piuttosto che gli vestiti cerimonia di moda? La bellezza classica dell’aspetto che rivolge a un’epoca remota può trasportarti ad un luogo magico. Inoltre, gli abiti da sposa vintage dimostrano del solito i dettagli raffinati e la fabbricazione di ongi pezzo che paghereste per un vestito da sposa moderno.

 

Ma dove si può trovare abiti da sposa vintage? E quali sono le insidie da proccupare quando si fa lo shopping?

 

Regole per comprare un abito da sposa vintage

Evitare abiti da sposa che hanno macchie o hanno bisogno di essere riparati. Sai quanto sia difficile pulire una macchia che è stata per qualche settimana, adesso immagini che la macchia è stata per 20 anni o di più. Inoltre, le fabbricazioni di vestiti da sposa vintage sono difficili per adattarsi ai moderni, quindi sembra che sia in grado di applicare patch o riparare uno. Se ti innamori di un abito che ha bisogno di riparazioni, non tutto è perduto, ma essere pronti a pagare una sarta qualificata $ 200 o più per risolvere il problema.

 

Da dove si può trovare un abito da sposa vintage?

Si potrebbe trovare un abito da sposa vintage in negozio locale di sposa o negozi antichi. Nei recenti anni, grazie allo sviluppo della tecnologia sull’Internet, ho trovato che si possono trovare anche abiti da sposa economici d’epoca, dagli anni 70 agli anni 80 sui siti on line, come ReginaNozze.it.

Reginanozza è una delle aziende famose online in abiti da sposa, abiti da damigella d’onore e abiti da cerimonia taglie forti. Siamo il vostro partner commerciale affidabile. Tutti i prodotti sono realizzati con buona qualità. Negli ultimi anni, la maggior parte della nostra pratica aziendale è al design e vendita di abiti per UK, e altre zone d’europa. Con una vasta selezione di abitida sposa seguendo le linee pulite delle ultime tendenze di design pur rimanendo fedele al gusto classico e stile, siamo sicuri, si può trovare un abito che perfezionare l’evento.

Garantisce:”ottimo servizio & ottimo prodotto”.

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Hotel In Venezia

Avvolta com’è dalla foschia provocata dall’umidità e sommersa dai turisti provenienti da ogni parte del mondo,
Venezia sembra quasi che non esista e che faccia parte solo dei nostri sogni. Eppure questa meravigliosa città non è solo la protagonista di molte
cartoline e di qualche film, ma esiste realmente con i suoi ponti e i suoi gondolieri.

Le attrazioni turistiche sono numerose e decidere la quantità visitabile dipende spesso dai giorni che avrete a disposizione.
La scelta è comunque obbligata. Le gite in barca nella Laguna e le gite in gondola lungo i canali, offrono esperienze indimenticabili
e un modo rilassante e facile per vedere molte delle famose attrazioni.

La città ospita in particolare un’area composta di quartieri chiamati “Sestieri” e sono Cannaregio, Castello, Dorsoduro,
San Polo, Santa Croce e San Marco dove si trovano i principali monumenti e luoghi di interesse.

La storia di Piazza San Marco
Questa piazza è stata sempre al centro della vita di Venezia, sin da quando fu costruita nel nono secolo e poi allargata nel 1174.
Intorno a San Marco, che ricordiamo è l’unica a vera “piazza” di Venezia ci sono i monumenti simbolo della città, come la
Basilica di San Marco.

Vedi gli Hotel in piazza San marco

Oltre a Piazza S. Marco consigliamo di visitare il Palazzo Ducale, i vari Musei e fare una passeggiata
al Canal Grande e tutti i meravigliosi ponti, ben 345!Vedi gli Hotel A Venezia.

Naturalmente Venezia ospita anche numerosi Hotels di grande prestigio e rinomata qualità e confort,
posizionati negli angoli più incantevoli della laguna.

Ematrix Hotel in Venezia

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No dell’Authority ai tagli retroattivi del Governo. Pasqualino Monti ai dipendenti: “Ricorrete al giudice del lavoro”

Pasqualino Monti  dalla parte dei dipendenti.  Insieme a Maurizio Ievolella si autotasseranno per permettere ai dipendenti di ricorrere al giudice del lavoro

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Monti e Ievolella si “tassano” personalmente per consentire ai dipendenti di Molo Vespucci di ricorrere al giudice del lavoro contro i tagli retributivi retroattivi imposti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, vice presidente vicario di Assoporti, questa mattina si è schierato apertamente con i dipendenti e i dirigenti dell’ente, la squadra da cui provengono lo stesso Monti (che per 6 anni è stato direttore amministrativo) ed il neo segretario generale, offrendo una soluzione tecnica, al di là dello sciopero proclamato per domani dalle segreterie nazionali dei sindacati confederali di categoria, in grado almeno di congelare il motivo del contendere: Molo Vespucci infatti dovrebbe, secondo le indicazioni del ministero vigilante, operare tagli e recuperi sulle buste paga dei dipendenti dal prossimo mese di gennaio, partendo da un dettato normativo quanto meno contraddittorio.

Se da un lato, infatti, poco più di un mese fa è stato ribadito che le autorità portuali non sono soggette alla spending review, dall’altro oggi le si vorrebbe inserire negli enti della pubblica amministrazione a tutti gli effetti, facendo venir meno i presupposti anche del contratto unico dei porti (cha ha natura privatistica), conquistato dai lavoratori portuali dopo anni di intense battaglie sindacali.

In questo senso, la presa di posizione di Monti è significativa e di particolare tempismo, sia nei rapporti con il Ministero, che dovrà assumersi così la responsabilità, per una interpretazione della norma finora non sancita da alcun giudizio di merito, di centinaia di cause di lavoro con tutti i danni che potrebbero derivarne per l’erario; sia in vista di una possibile soluzione politica del problema, che potrebbe essere risolto con un emendamento alla legge di stabilità che chiarisca definitivamente la natura delle autorità portuali, per la quale ad oggi si è costretti a richiamarsi ad una classificazione dell’Istat.

Entrando nello specifico, le rappresentanze sindacali aziendali dell’Autorità Portuale hanno diffuso in serata una nota in cui “condividono la finalità dello sciopero e la soluzione tecnica proposta dal Presidente e dal Segretario Generale dell’ente, con una personale assunzione di responsabilità e solidarietà nei confronti dei lavoratori, di cui va loro dato atto, che partirà con il ricorso dei singoli dipendenti al giudice del lavoro. Le RSA, insieme con l’Autorità Portuale ed i lavoratori, impegnandosi a sensibilizzare in tal senso anche le OO.SS. territoriali di categoria, intraprenderanno, nell’ambito della suddetta proposta tecnica, tutte le azioni necessarie a giungere alla risoluzione del problema”.

Domattina, vedremo quale sarà l’adesione allo sciopero. Ma al di là della soluzione tecnica proposta da Monti, che peraltro non è stata posta come alternativa all’iniziativa dei sindacati, fin dai giorni scorsi si era avuta la netta impressione che probabilmente saranno in pochi ad astenersi dal lavoro.

Fonte: Civonline

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50 anni Enel: il 6 Dicembre le celebrazioni ufficiali alla presenza del ministro Grilli

Si svolgerà giovedì 6 dicembre, giorno della nascita dell’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica, la celebrazione ufficiale per i 50 anni di Enel all’Università Bocconi di Milano, alle ore 17.00, alla presenza del Ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli.

All’evento parteciperanno il Presidente di Enel, Paolo Andrea Colombo, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale, Fulvio Conti, il Rettore dell’Università Luigi Bocconi di Milano, Andrea Sironi.

Lo storico Valerio Castronovo ripercorrerà gli ultimi 50 anni di vita dell’Enel tracciandone i momenti salienti anche in relazione all’evoluzione del nostro Paese, seguendo il percorso del suo ultimo libro, edito da Laterza, “I 50 anni di Enel”.

I professori Massimo Bergami (Alma Mater Studiorum Università di Bologna) e Giuseppe Soda (Università Luigi Bocconi di Milano), autori, insieme a Pierluigi Celli, del libro “Enel. Da monopolista nazionale a leader globale” (edito da Egea), interverranno invece alla tavola rotonda dal titolo “Enel. Da monopolista nazionale a leader globale”.

A distanza di mezzo secolo dalla nascita di quella che è oggi la più grande azienda elettrica d’Italia e una delle maggiori a livello globale, questo appuntamento offrirà l’occasione per raccontare e approfondire il ruolo evolutivo che l’energia elettrica ha svolto negli ultimi decenni a sostegno dello sviluppo economico, industriale e sociale del Paese, proponendo una ulteriore riflessione sulle opportunità che ci attendono nel prossimo futuro e sull’importanza dell’innovazione tecnologica per favorire la ripresa economica e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

L’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica venne infatti istituito il 6 dicembre del 1962, dopo uno storico dibattito politico che portò alla nazionalizzazione di circa 1.300 aziende elettriche locali e alla creazione di un’infrastruttura energetica in grado di unire il Paese e sostenerne lo sviluppo negli anni del boom economico.

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