I Foto Puzzle nella strategia di marketing
Puzzle altro non è che un inglesismo entrato da anni nell’uso comune del linguaggio italiano per descrivere un gioco ove bisogna incastornare tra di loro dei pezzi di cartone al fine di ricostruire l’immagine originaria. Inventati nella seconda metà del ’700 da un cartografo londinese, John Spilsbury, i puzzle originariamente erano realizzati su una tavola di legno tagliato successivamente in piccoli pezzi per mezzo di un seghetto. Quelli attuali, invece, sono realizzati incollando una foto su un supporto di cartone successivamente ritagliato per mezzo di un pressa di forma assai complessa. Assai importante è la precisione delle dimensioni con cui vengono realizzati i pezzi, poichè spesso è l’unico inidizio che suggerisce l’esatta posizione ove apporre il pezzo.
Un’idea molto azzeccata dei puzzle è data dal romanzo “La vita, istruzioni per l’uso” di Georges Perec, il cui protagonista è un miliardario che dopo aver girato il mondo per dipingere acquerelli li fa tramutare in puzzle da un artigiano e passa il resto della vita a ricomporre ciò che ha prodotto negli anni precedenti al ritmo di un puzzle ogni 15 giorni. Un ottima metafora e riflessione su ciò che è l’arte dei puzzle, proprio come la vita i puzzle sono composti da tanti pezzi concatenati, ciascuno rappresenta una storia all’interno della vita di un uomo.
Al giorno d’oggi le strategie di marketing sono così sofisticate ed al contempo incalzanti che quasi non facciamo più caso ai nuovo “ritrovati” dei pubblicitari, tuttavia esiste – e pochi lo sanno – il fotopuzzle: il puzzle personalizzato con una propria foto.
Il puzzle personalizzato è già di per se una bella e originale idea regalo ed infatti, in altri paesi è molto più diffusa di quanto possiamo pensare.
Quando si regala un fotopuzzle ad un amico o a un parente di solito si scelgono i formati classici da pochi fino ad un massimo di 2000 pezzi per creare dei quadri che possono andare da poche decine di centimentri fino a quasi un metro di larghezza.
Ma un’applicazione ancora più interessante è quella di utilizzare formati quali le cartoline puzzle o i fotopuzzle blister all’interno della propria strategia di marketing.
Pensate di ricevere una fotografia, una brouchure, un testo da leggere, un biglietto di presentazione o da visita e di doverlo ricomporre per accedere ai suoi contenuti (ovviamente senza troppe difficoltà, le cartoline puzzle o i fotopuzzle blister sono disponibili in formati da 6 e 15 pezzi). Non lo trovereste originale? Non lo trovereste a dir poco ricercato? Ed è proprio su questo aspetto che incentra il suo lavoro l’azienda Venus Puzzle, leader nel settore dei puzzle personalizzabili.
L’azzeccata trovata dei foto puzzle permette una presentazione originale dei propri prodotti, che esula dal mero concetto esplicativo e che – addirittura – sconfina nel dinamismo modulare, il quale aggiunge maggiore interesse e curiosità attorno alla sintesi all’espressione del progetto.
L’interesse e la curiosità offerti dal dover ricomporre un’immagine ignota offrono maggiore enfasi intorno al concetto finale che verrà esposto; dunque non c’è da stupirsi se questa strategia comincia sempre di più ad affascinare gli esperti di marketing. L’innovazione di presentare qualcosa di totalmente nuovo, in grado di indurre ad un interazione concreta con qualsiasi documento fa del puzzle-marketing una frontiera nuova ancora da scoprire pienamente, forse non sarà comprensibile a tutti, ma è ciò che accade per ogni forma di rivoluzione all’interno di mondi in cui i parametri da troppo tempo sono ben delineati!